Santuario Madonna della Costa Cappellina dell'Apparizione
PREGHIERA DEL SANTO ROSARIO
presieduta da S. E. R. Mons. Maurizio Malvestiti
Vescovo di Lodi
Santuario della Beata Vergine Maria,
Madre di Grazia e di Misericordia
Località Costa di Cavenago d’Adda (Lo)
13 maggio 2020
Canto di ingresso
Il tredici maggio apparve Maria
a tre pastorelli in "Cova d'Iria".
Ave, Ave, Ave Maria! Ave, Ave, Ave Maria!
Splendente di luce veniva Maria
e il volto suo bello un sole apparia.
Dal ciel son discesa a chieder preghiera
pei gran peccatori con fede sincera.
O Madre pietosa la stella sei tu,
che al cielo ci guidi, ci guidi a Gesù.
Mentre si canta il Vescovo si porta in presbiterio, fa’ la riverenza e incensa l’altare e l’immagine della Beata Vergine Maria.
Riti iniziali:
Il Vescovo:
O Dio, vieni a salvarmi.
Tutti – mentre fanno il segno di croce rispondono-:
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Il Vescovo:
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Tutti:
Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Misteri della Gloria
Primo Mistero Glorioso: La risurrezione di Gesù.
Dal Vangelo secondo Luca
«Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato"» (Lc 24, 1-6).
INTENZIONE: Preghiamo per la santa Chiesa: la luce di Cristo risorto illumini sempre le sue scelte e le sue azioni; in particolare affidiamo il nostro Papa Francesco, il Vescovo Maurizio e tutta la Diocesi di Lodi.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre.
- Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
- Ave, Ave, Ave Maria; Ave, Ave, Ave Maria
Secondo Mistero Glorioso: L'ascensione di Gesù al cielo.
Dal Vangelo secondo Marco: «Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio» (Mc 16, 19).
INTENZIONE: Preghiamo per i fidanzati, i giovani, per chi è alla ricerca della propria vocazione; Gesù risorto e vivo, li orienti nelle scelte di bene, doni coraggio e perseveranza.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre.
- Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
- Ave, Ave, Ave Maria; Ave, Ave, Ave Maria
Terzo Mistero Glorioso: La discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo.
Dagli Atti degli Apostoli
«Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro cinque lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi» (At 2, 1-4).
INTENZIONE: Preghiamo per le famiglie, gli sposi, gli anziani, le diverse confessioni cristiane; lo Spirito Santo, primo frutto pasquale, doni concordia, fedeltà e pazienza.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre.
- Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
- Ave, Ave, Ave Maria; Ave, Ave, Ave Maria
Quarto Mistero Glorioso: L'Assunzione di Maria al cielo.
Dal Vangelo secondo Luca
«Tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente» (Lc 1, 48-49).
INTENZIONE: preghiamo per tutti coloro che soffrono nel corpo o nello spirito, per gli operatori sanitari e per chi allevia le sofferenze umane.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre.
- Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
- Ave, Ave, Ave Maria; Ave, Ave, Ave Maria
Quinto Mistero Glorioso: L'Incoronazione di Maria Regina del cielo e della terra.
Dal libro dell’Apocalisse
«Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle» (Ap 12, 1).
INTENZIONE: preghiamo per chi è nel dubbio, per chi ha perso una persona cara, per chi è morto in solitudin e per tutti i nostri cari defunti, i pastori e i fedeli.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre.
- Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
- Ave, Ave, Ave Maria; Ave, Ave, Ave Maria
Canto Salve Regina
Omaggio floreale del Vescovo alla Vergine
Riflessione del Vescovo
Canto delle Litanie lauretane
Kýrie, eléison.
Christe, eléison.
Christe, audi nos.
Christe, exáudi nos.
Pater de cáelis, Deus, miserére nobis
Fili, redémptor mundi, Deus, miserére nobis
Spíritus Sancte, Deus, miserére nobis
Sancta Trínitas, unus Deus, miserére nobis
Sancta María,
Sancta Dei génetrix,
Sancta Virgo vírginum ora pro nobis
Mater Christi,
Mater divínae grátiae,
Mater puríssima, ora pro nobis
Mater castíssima,
Mater invioláta,
Mater intemeráta, ora pro nobis
Mater amábilis,
Mater admirábilis,
Mater boni consílii, ora pro nobis
Mater Creatóris,
Mater Salvatóris,
Virgo prudentíssima, ora pro nobis
Virgo veneránda,
Virgo praedicánda,
Virgo potens, ora pro nobis
Virgo clemens,
Virgo fidélis,
Spéculum iustítiae, ora pro nobis
Sedes sapiéntiae,
Cáusa nóstrae laetítiae,
Vas spirituále, ora pro nobis
Vas honorábile,
Vas insígne devotiónis,
Rosa mýstica, ora pro nobis
Turris Davídica,
Turris ebúrnea,
Domus áurea, ora pro nobis
Fóederis arca,
Iánua cáeli,
Stella matutína, ora pro nobis
Salus infirmórum,
Refúgium peccatórum,
Consolátrix afflictórum, ora pro nobis
Auxílium christianórum,
Regína angelórum,
Regína patriarchárum, ora pro nobis
Regína prophetárum,
Regína apostolórum,
Regína mártyrum, ora pro nobis
Regína confessórum,
Regína vírginum,
Regína sanctórum ómnium, ora pro nobis
Regína sine labe origináli concépta,
Regína in cáelum assúmpta,
Regína sacratíssimi Rosárii, ora pro nobis
Regína pacis, ora pro nobis
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, parce nobis, Dómine.
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, exáudi nos, Dómine.
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, miserére nobis.
Orazione
Il Vescovo:
Concedi ai tuoi figli, Signore Dio nostro, di godere sempre la salute del corpo e dello spirito, per la gloriosa intercessione di Maria santissima, sempre vergine, salvaci dai mali che ora ci rattristano e guidaci alla gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore.
Preghiera secondo le intenzioni del sommo Pontefice
Pater, Ave, Gloria, L’eterno riposo
PREGHIERA DI AFFIDAMENTO ALLA BEATA VERGINE MARIA
Santa Madre del Signore,
Vergine Maria, Regina del Rosario!
Benedetta fra tutte le donne,
sei l’immagine della Chiesa rivestita di luce pasquale,
sei l’onore del nostro popolo,
sei il trionfo sul male.
Profezia dell’Amore misericordioso del Padre,
Maestra dell’Annuncio della Buona Novella del Figlio,
Segno del Fuoco ardente dello Spirito Santo,
insegnaci, in questa valle di gioie e di dolori,
le verità eterne che il Padre rivela ai piccoli.
Mostraci la forza del tuo manto protettore.
Nel tuo Cuore Immacolato,
sii il rifugio dei peccatori, la salute degli infermi,
l’aiuto dei cristiani, la consolatrice degli afflitti
e la via che conduce a Dio.
Santa Madre,
unito ai miei fratelli e alle mie sorelle,
nella Fede, nella Speranza e nell’Amore,
a Te affido la chiesa di Lodi.
Unito ai miei fratelli e alle mie sorelle,
attraverso di Te, consacro a Dio la nostra Chiesa e la terra lodigiana,
o Vergine del Rosario.
E alla fine, avvolti dalla Luce che dalle tue mani giunge a noi,
daremo gloria al Signore per i secoli dei secoli.
Amen.
Benedizione
Il Vescovo:
Il Signore sia con voi.
Tutti:
E con il tuo spirito.
Il Vescovo:
Sia benedetto il nome del Signore.
Tutti:
Ora e sempre.
Il Vescovo:
Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
Tutti:
Egli ha fatto cielo e terra.
Il Vescovo:
Vi benedica Dio onnipotente, Padre ✠ e Figlio ✠ e Spirito ✠Santo.
Tutti:
Amen.
Il Vescovo:
Nel nome del Signore, andate in pace.
Tutti:
Rendiamo grazie a Dio.
Canto finale:
Andrò a vederla un dì
in Cielo, patria mia,
andrò a veder Maria
mia gioia e mio amor.
Al ciel, al ciel, al ciel
andrò a vederla un dì.
Al ciel, al ciel, al ciel
andrò a vederla un dì.
Andrò a vederla un dì:
è il grido di speranza,
che infondemi costanza
nel viaggio e fra i dolor.
Al ciel, al ciel, al ciel
andrò a vederla un dì.
Al ciel, al ciel, al ciel
andrò a vederla un dì.
Come è nato il Rosario
La parola “rosario” significa “corona di rose”. La Madonna ha rivelato a molti che, ogni volta che si dice una Ave Maria, è come se si donasse a Lei una bella rosa e che con ogni Rosario le si dona una corona di rose. La rosa è la regina dei fiori e così il Rosario è la rosa di tutte le devozioni, la preghiera più importante. Con il Rosario noi meditiamo i misteri della gioia, del dolore e della gloria di Gesù e di Maria. E’ una preghiera umile e semplice e mentre viene recitata ci forma spiritualmente alla piccolezza, alla dolcezza e alla semplicità di cuore.
La tradizione ne attribuisce la nascita ad una apparizione a San Domenico. Non ne abbiamo la certezza, ma certo è che i domenicani ne sono stati i maggiori promotori. Le sue origini sono quindi tardo-medievali. L’usanza medievale consisteva nel mettere una corona di rose sulle statue della Madonna, come simbolo delle preghiere belle e profumate rivolte a Maria. Così nacque l’idea di utilizzare una collana di grani per guidare la meditazione.
“Il Rosario è una preghiera dal cuore cristologico” ha detto papa Giovanni Paolo II nella sua lettera apostolica sul Santo Rosario. Il Rosario è una preghiera in cui, alla scuola di Maria, si ricerca e si trova Gesù.
I misteri del Rosario sono quindi un aiuto per fissare il nostro sguardo su Gesù e orientare a Lui il nostro cuore, accompagnati da Maria che per Lui ha avuto l’amore più pieno e profondo.
COME SI RECITA IL ROSARIO:
Si inizia facendo il Segno della Croce e dicendo:
Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
V- O Dio, vieni a salvarmi.
R- Signore, vieni presto in mio aiuto.
V- Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
R- Come era nel principio, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Si recita il Credo
Si recita un Padre Nostro (b).
Si recitano 3 Ave Maria (c): una per la Fede, una per la Speranza e una per la Carità, le tre virtù teologali.
Si recita un Gloria al Padre (d).
Poi si enuncia il primo dei 5 Misteri che si meditano in quel giorno, e si segue lo schema:
- Padre Nostro;
- 10 Ave Maria;
- Un Gloria al Padre;
- Preghiera di Fatima
Preghiera di Fatima: «Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia» (la Madonna a Fatima, 13 Luglio 1917).
Così si fa’ per tutti i 5 misteri
Al termine delle cinque decine si prega il "Salve Regina":
Salve, Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, volgi a noi gli occhi Tuoi misericordiosi, e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del seno Tuo. O Clemente, o Pia, o dolce Vergine Maria.
Si recitano le "Litanie mariane" poi si prega secondo le intenzioni del Santo Padre: (1 Padre Nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria), e per i defunti (3 L’eterno riposo).
I misteri sono:
MISTERI DELLA GIOIA (GAUDIOSI) al lunedì e sabato:
- L’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele
- La visita di Maria a Santa Elisabetta
- La nascita di Gesù
- La presentazione di Gesù al tempio
- Il ritrovamento di Gesù nel tempio
MISTERI DEL DOLORE (DOLOROSI) al martedì e venerdì:
- La preghiera di Gesù nell’orto degli ulivi
- La flagellazione di Gesù
- Gesù incoronato di spine
- Gesù caricato della croce
- La crocifissione e la morte di Gesù
MISTERI DELLA GLORIA (GLORIOSI) al mercoledì e alla domenica:
- La Resurrezione di Gesù
- L’Ascensione di Gesù al cielo
- La discesa dello Spirito Santo
- L’assunzione di Maria al cielo
- Maria incoronata Regina degli Angeli e dei Santi
MISTERI DELLA LUCE (LUMINOSI) al giovedì:
- Il Battesimo di Gesù al fiume Giordano
- Gesù che si manifesta alle nozze di Cana, trasformando l’acqua in vino
- L’annuncio del Regno di Dio e invito alla conversione
- Gesù in preghiera è trasfigurato sul monte Tabor
- Gesù istituisce l’Eucaristia
LITANIE LAURETANE:
Signore, pietà Signore, pietà.
Cristo, pietà Cristo, pietà.
Signore, pietà Signore, pietà.
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici.
Padre del cielo, che sei Dio abbi pietà di noi.
Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi.
Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi.
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi.
Santa Maria prega per noi.
Santa Madre di Dio
Santa Vergine delle vergini
Madre di Cristo
Madre della Chiesa
Madre della divina grazia
Madre purissima
Madre castissima
Madre sempre vergine
Madre immacolata
Madre amabile
Madre ammirabile
Madre del buon consiglio
Madre del Creatore
Madre del Salvatore
Vergine prudentissima
Vergine degna di onore
Vergine degna di lode
Vergine potente
Vergine clemente
Vergine fedele prega per noi.
Specchio di perfezione
Sede della sapienza
Causa della nostra letizia
Tempio dello Spirito Santo
Tabernacolo dell'eterna gloria
Dimora tutta consacrata a Dio
Rosa mistica
Torre di Davide
Torre d'avorio
Casa d'oro
Arca dell'alleanza
Porta del cielo,
Stella del mattino
Salute degli infermi
Rifugio dei peccatori
Consolatrice degli afflitti
Aiuto dei cristiani
Regina degli Angeli
Regina dei Patriarchi
Regina dei Profeti
Regina degli Apostoli
Regina dei Martiri
Regina dei Confessori della fede
Regina delle Vergini
Regina di tutti i Santi
Regina concepita senza peccato originale
Regina assunta in cielo
Regina del Santissimo Rosario
Regina della famiglia
Regina della pace
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo Perdonaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo Ascoltaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo Abbi pietà di noi.
Prega per noi, santa Madre di Dio Perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.
Preghiera finale:
O Signore Dio, concedi a noi tuoi figli, di godere sempre la salute dell’anima e del corpo, e, per l’intercessione della beata sempre Vergine Maria, di essere liberati dalle angustie della vita presente e di godere un giorno la gioia eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Hanno detto del Rosario:
“Sono la Madonna del Rosario. Pregate molto e fate sacrifici per i peccatori. Recitate il rosario ogni giorno per consolare il mio Cuore circondato dalle spine dei peccati degli uomini ingrati.”
Apparizione di Maria a Fatima nel 1917
“Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.” “Il Rosario sarà un’arma potentissima contro il male, distruggerà i vizi e libererà dal peccato”
Apparizione di Maria a San Domenico
“Il Rosario è la mia preghiera prediletta, preghiera meravigliosa nella sua semplicità e profondità. Fate del Rosario la dolce catena che vi lega a Dio per mezzo di Maria”
San Giovanni Paolo II
“Questo è il mio testamento: amate e fate amare la Madonna. Recitate e fate recitare il Rosario.”
San Pio da Pietralcina
“Nei misteri del Santo Rosario riviviamo le gioie, i dolori e le glorie di Cristo e della sua Mamma che diventano le gioie, i dolori e le speranze del mondo intero.”
San Paolo VI
“Il Rosario è una lunga catena che lega il cielo alla terra; una delle estremità è nelle nostre mani, l’altra in quelle della Santa Vergine.”
Santa Teresina del Bambin Gesù
ALLA MADONNA DELLA COSTA
O Madre di Gesù e Madre nostra, Maria,
Tu hai scelto anche la terra di Cavenago per manifestare
– col prodigio in favore di un’umile fanciulla e con i doni celesti elargiti lungo i secoli –
la tua premurosa tenerezza verso le sofferenze umane.
Con il tuo dolce sguardo, dalla cara immagine, incoraggi chi t’invoca:
ti prego, ottienimi anzitutto un fervido amore per il tuo Figlio divino
e costante volontà di vivere secondo il suo Vangelo;
poi impetrami la grazia che ora fiducioso ti domando…
3 Ave Maria
SUB TUUM PRAESIDUM
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine Gloriosa e Benedetta.
PREGHIERA A SAN MICHELE
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo dòmini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen.
La processione col Crocifisso, il mattino del Venerdì Santo

L'ostensione della Croce durante l'Azione Liturgica del venerdì pomeriggio

La Messa del giorno di Pasqua

La Benedizione Eucaristica data ai paesi, al termine della Messa

Cliccare sul seguente link per visualizzare la Santa Messa al Santuario della Madonna della Costa il 25 marzo 2020.
30 Marzo, Lunedì
Quinta settimana di quaresima
Si chinò (Gv 8,6)
Tutta la compassione che Gesù prova quando si imbatte davanti ad un ammalato nel corpo, la prova quando si ritrova di fronte ad un ammalato nel cuore, ad un peccatore. Bellissima l’immagine di Gesù ammutolito di fronte alla donna peccatrice. Non si lascia ammutolire dal peccato dell’adultera, ma dall’amore e dalla compassione che prova per lei, non c’è bisogno di proferire chissà quali parole. L’amore sa tacere e comprendere. E sa anche scusare il tradimento. È l’esperienza che la donna adultera fa oggi. Si ritrova gettata per terra, perché spintonata malamente dai rigoristi morali. Ma non è sola, Gesù, anch’egli, per sua spontanea volontà si china e si mette allo stesso livello dell’adultera. Non la guarda dall’alto in basso. Come fanno gli scribi e i farisei. Il Maestro di Nazareth non mette ulteriormente in difficoltà quella donna, umiliandola ancora. L’amore sa chinarsi. Si china, senza dire nulla. Così facendo, aita l’adultera a non sentirsi sola e a prendere consapevolezza del suo limite, che quello che ha dato fino a quel momento non era amore, ma sfruttamento, desiderio disordinato. Vedendosi di fronte Gesù che si china, finalmente può comprendere che cosa sia l’amore. Non è un atto fisico, come non è soddisfazione degli istinti, ma è la capacità di mettersi allo stesso livello, volontà di comprendere, maturità per fare silenzio, volontà di perdonare. È tutto questo che permette alla’mante di percepirsi amata. Oggi Gesù si china dinanzi a te. Non ti guarda dall’alto in basso, non ti giudica, non ti condanna. Ti fa sentire amato e perdonato. E lo fa in silenzio, mettendosi di fronte a te. Fissalo negli occhi e lasciati amare da lui. E ti sentirai amato.
PREGHIERA
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.
(Salmo 22)
31 Marzo, Martedì
Quinta settimana di quaresima
Disse Gesù: “quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono” (Gv 8, 28)
Nel momento drammatico che precede quelli della crocefissione e morte di Gesù, lo stesso Maestro di Nazareth ci mette nelle condizioni di lasciarci ancora interrogare dall’eterno dilemma: chi sei? Dunque, chi è Gesù per me? Questa domanda, una domanda di fede che mai dobbiamo smettere di ripetere, fatta alla vigilia dell’evento culminante della storia divina, orienta la nostra attenzione al mistero della croce. Gesù, infatti, ci dice che quando lo avremo innalzato, cioè quando lui sarà appeso alla croce, allora comprenderemo chi è veramente, solo allora lo conosceremo e scopriremo la sua vera identità di figlio di Dio. L’evangelista non dice: quando sarà crocifisso, ma quando sarà innalzato. Il momento della crocefissione è il momento sublime della storia di Gesù, è l’atto di gloria più forte che poteva escogitare Dio. È il suo momento di gloria. Ciò che per il popolo poteva significare la croce, con la sua accezione fortemente e solamente negativa, ossia una condanna infame, per Dio è, invece, l’atto di amore più forte di sempre. Per conoscere Gesù, dobbiamo avvicinarci sempre più alla Croce: non c’è conoscenza del Figlio senza la Croce. La Croce ci educa ad alzare lo sguardo. Chi ha detto che la Croce fa abbassare lo sguardo, piegando l’uomo, rendendolo curvo? A l contrario, la Croce ci orienta a guardare sempre più in alto e, l’essere conficcati sulla croce, non è per noi cristiani un atto infame, ma la capacità di essere tirati verso la parte più superiore, la vetta della fede. La Croce ci educa a guadare la vita dalla parte di Dio, che sta sopra e non sotto.
PREGHIERA
Ho detto: «Di me non godano, contro di me non si vantino quando il mio piede vacilla».
Poiché io sto per cadere e ho sempre dinanzi la mia pena.
Ecco, confesso la mia colpa, sono in ansia per il mio peccato.
I miei nemici sono vivi e forti, troppi mi odiano senza motivo,
mi pagano il bene col male, mi accusano perché cerco il bene.
Non abbandonarmi, Signore, Dio mio, da me non stare lontano;
accorri in mio aiuto, Signore, mia salvezza.
(Salmo 37)
1 Aprile, Mercoledì
Quinta settimana di quaresima
Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi (Gv 8, 31-32)
Continuando il discorso della Croce, oggi alla luce della Parola proposta, possiamo affermare che solo la Croce di Gesù ci rende liberi. La Croce ci mette a nudo, ci fa essere noi stessi, ci espone a presentarci così come siamo. Chi è crocifisso è se stesso. La Croce, dunque, ci rende liberi, ci rende noi stessi, ci educa alla verità e alla libertà. Sì, perché la Croce ti fa fare un salto di qualità, ti fa lasciare le cose della terra, e ti impone di alzare lo sguardo. Per questo, la Croce ci rende liberi e veri. Le cose della terra ci imprigionano, ci rendono schiavi, ci ingabbiamo. Ecco perché Gesù ci chiede di restare nella sua parola, cioè di accogliere la sua proposta e di fare del vangelo il nostro stile di vita. È il vangelo delle Croce, il vangelo dell’amore. Bisogna imparare a lasciarci inchiodare sula parola d’amore di Gesù. La nostra Croce è la parola del Signore e, la croce d Gesù, è la sua parola d’amore per ciascuno di noi.
PREGHIERA
Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tutti i suoi benefici.
Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia,
sazia di beni la tua vecchiaia, si rinnova come aquila la tua giovinezza.
Il Signore compie cose giuste, difende i diritti di tutti gli oppressi.
(Salmo 102)
Ore 20.45 nelle case CORONA PRAYER – Rosario insieme
2 Aprile, Giovedì
Quinta settimana di quaresima
Chi credi di essere? (Gv 8,53)
Il dibattito tra Gesù e i Giudei si fa sempre più aspro: ciò che ancora non va giù ai Giudei è la nuova visione del volto di Dio e del Messia; erano troppo imprigionati e irrigiditi nella loro “visione teologica”, per cui Dio è e resta l’Onnipotente, l’Assoluto, l’Intoccabile, l’Inguardabile, l’Impronunciabile. Gesù viene a rivelare il volto vero del Padre, che, per mezzo del Figlio, non è più Assoluto irraggiungibile, l’Onnipotente intoccabile, l’Eterno distante, il Nome (“Io Sono”) impronunciabile. Al contrario Dio desidera lasciarsi toccare dall’uomo, stabilire una relazione filiale, accorciare le distanze, rendere il suo nome pronunciabile, qualificandosi come Padre, lasciarsi raggiungere dai bisogni dell’umanità ferita. Dio è questo, continua a ripetere Gesù ai cuori induriti. In realtà, a quei Giudei stava bene pensare Dio come l’Assoluto irraggiungibile, non fosse altro che per tenerlo a debita distanza dai propri affari poco trasparenti, perché Dio non s’impicci nello loro cose troppo personali, sapendo che quando interviene scombina letteralmente i progetti umani. A quei Giudei piace cullarsi nell’inamovibilità della coscienza, mentre, a Dio piace la dinamica della mobilità, del movimento per poter andare incontro all’uomo e raggiungerlo. L’invito per noi oggi è lasciarsi raggiungere da questo Dio onnipotente, ma desideroso di condividere il nostro percorso esistenziale. Spesso, abbiamo la presunzione di avere fede, di viverla adeguatamente, ma senza lasciarci sconvolgere e coinvolgere dal progetto divino, che non scombina semplicemente i piani, ma li orienta sulle strade del bene.
PREGHIERA
Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore?
Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»; il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
(Salmo 26)
3 Aprile, Venerdì
Quinta settimana di quaresima
Raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. (Gv. 10,31)
Il cerchio comincia seriamente a stringersi intorno alla figura di Gesù: si sta trovando ogni modo e mezzo per “farlo fuori”. I capi d’accusa rivolti verso lui non hanno un fondamento.
Come verso la donna adultera,quella che Gesù ha riabilitato con la misericordia di Dio, ora qui benpensanti dei Giudei, tengono tra le mani, strette in un pugno, le pietre da lanciare contro Gesù. Quelle pietre più che essere sassi raccolti da terra, sono macigni che appesantiscono il cuore dell’uomo. Sono macigni del pregiudizio, dell’incoerenza, dell’infedeltà, dell’ipocrisia, della diffidenza, dell’ingiustizia, dell’ottusità, del rigidismo morale. In realtà, quei Giudei sono l’icona dell’uomo religioso che vivono sotto il dominio tenebroso proprio del pregiudizio (per cui si fa fatica ad accettare la novità del Vangelo), dell’incoerenza (diciamo di avere fede, ma non viviamo secondo la sua proposta), dell’infedeltà (pur essendo cristiani, magari vivendo pure una vita impegnata nella comunità, facciamo ben altro), dell’ipocrisia (fingiamo di essere cristiani, perché nel cuore coltiviamo sentimenti cattivi verso gli altri), della diffidenza (siamo credenti, ma non abbiamo fiducia in Dio e nel prossimo), dell’ingiustizia (giusto verso se stessi, ma ingiusti verso gli altri), dell’ottusità (per cui facciamo fatica ad entrare nella logica paradossale del Vangelo), del rigidismo morale ( quando accusiamo il prossimo senza pietà e senza giudizio oggettivo).
Sono queste le pietre che teniamo spesso strette nel pugno della nostra coscienza, pronti a lanciarle verso gli altri e verso Dio stesso. Oggi siamo chiamati a gettare per terra queste pietre, a liberarci dal loro inutile peso, per recuperare la libertà di spirito, senza avere paura di gettare il nostro sguardo oltre quella visuale imposta dai paraocchi della nostra testardaggine.
PREGHIERA
Mi circondavano flutti di morte, mi travolgevano torrenti infernali;
già mi avvolgevano i lacci degli inferi, già mi stringevano agguati mortali.
Nell'angoscia invocai il Signore, nell'angoscia gridai al mio Dio:
dal suo tempio ascoltò la mia voce, a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido.
(Salmo 17)
Ore 20.45 nelle case CORONA PRAYER – Rosario insieme
4 Aprile, Sabato
Quinta settimana di quaresima
Che cosa facciamo? (Gv 11,47)
“Che cosa facciamo?”, è la domanda di chi accusa Gesù. Questa domanda è indice dello “scombussolamento” che ha portato il Maestro di Nazareth nella coscienza personale, sociale e religiosa, per cui, pur di difendere i propri interessi (“Verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione”), è bene farlo fuori, liberarci da ciò che mette in discussione tutto un determinato sistema omologato. In realtà, Gesù è venuto per scombussolare la nostra coscienza, spesso intiepidita.
Il cristiano è colui che non di da pace. Il non darsi pace in senso cristiano, non è sintomo di incostanza, quanto, al contrario, di dinamismo interiore, che genera una fede creativa, movimentata, protesa, sa guardare avanti, mettersi in discussione, lasciasi interrogare dalla vita propria e altrui, non resta indifferente dinanzi ai movimenti della stessa vita, sa accogliere ogni giorno la Parola del Signore, chiede continuamente di cambiare, fa entrare il suo messaggio, recepirlo in maniere sempre nuova e rinnovata.
La pace di Dio è una pace dinamica, che ti mette di fronte al cambiamento: non c’è fede senza cambiamento interiore, senza capacità propositiva del cammino, senza una revisione costante, se non quotidiana, del cammino che si sta facendo.
Ci avviciniamo all’evento più scombussolante della fede e della storia, quello della crocifissione di Gesù. Tra qualche ora entreremo nella Settimana Santa, quella cruciale, quella paradossale. Entriamo con questo spirito, non abbiamo paura di lasciarci scompigliare dalla logica eversiva della Croce, lasciamoci, invece, coinvolgere dal suo messaggio per farlo letteralmente nostro, senza che il tempio e la roccaforte della nostra coscienza vengano distrutte dal messaggio della Croce, del Crocifisso.
PREGHIERA
Rallegra la vita del tuo servo, perché a te, Signore, innalzo l'anima mia.
Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi ti invoca.
Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera e sii attento alla voce della mia supplica.
Nel giorno dell'angoscia alzo a te il mio grido e tu mi esaudirai.
Fra gli dèi nessuno è come te, Signore, e non c'è nulla che uguagli le tue opere. (Salmo 85)
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