CAMMINIAMO INSIEME

Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda

Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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PER RIFLETTERE…

 

Estratto dell’Udienza generale di Papa Francesco, tenuta mercoledì 17-10-2018

sul V Comandamento: Non Uccidere

 

Ma Gesù aggiunge che anche l’insulto e il disprezzo possono uccidere. E noi siamo abituati a insultare, è vero. E ci viene un insulto come se fosse un respiro. E Gesù ci dice: “Fermati, perché l’insulto fa male, uccide”. Il disprezzo. “Ma io… questa gente, questo lo disprezzo”. E questa è una forma per uccidere la dignità di una persona. E bello sarebbe che questo insegnamento di Gesù entrasse nella mente e nel cuore, e ognuno di noi dicesse: “Non insulterò mai nessuno”. Sarebbe un bel proposito, perché Gesù ci dice: “Guarda, se tu disprezzi, se tu insulti, se tu odi, questo è omicidio”.

Nessun codice umano equipara atti così differenti assegnando loro lo stesso grado di giudizio. E coerentemente Gesù invita addirittura a interrompere l’offerta del sacrificio nel tempio se ci si ricorda che un fratello è offeso nei nostri confronti, per andare a cercarlo e riconciliarsi con lui. Anche noi, quando andiamo alla Messa, dovremmo avere questo atteggiamento di riconciliazione con le persone con le quali abbiamo avuto dei problemi. Anche se abbiamo pensato male di loro, li abbiamo insultati. Ma tante volte, mentre aspettiamo che venga il sacerdote a dire la Messa, si chiacchiera un po’ e si parla male degli altri. Ma questo non si può fare. Pensiamo alla gravità dell’insulto, del disprezza, dell’odio: Gesù li mette sulla linea dell’uccisione.

Che cosa intende dire Gesù, estendendo fino a questo punto il campo della Quinta Parola? L’uomo ha una vita nobile, molto sensibile, e possiede un io recondito non meno importante del suo essere fisico. Infatti, per offendere l’innocenza di un bambino basta una frase inopportuna. Per ferire una donna può bastare un gesto di freddezza. Per spezzare il cuore di un giovane è sufficiente negargli la fiducia. Per annientare un uomo basta ignorarlo. L’indifferenza uccide. È come dire all’altra persona: “Tu sei un morto per me”, perché tu l’hai ucciso nel tuo cuore. Non amare è il primo passo per uccidere; e non uccidere è il primo passo per amare.

Nella Bibbia, all’inizio, si legge quella frase terribile uscita dalla bocca del primo omicida, Caino, dopo che il Signore gli chiede dove sia suo fratello. Caino risponde: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?» (Gen 4,9). Così parlano gli assassini: “non mi riguarda”, “sono fatti tuoi”, e cose simili. Proviamo a rispondere a questa domanda: siamo noi i custodi dei nostri fratelli? Sì che lo siamo! Siamo custodi gli uni degli altri! E questa è la strada della vita, è la strada della non uccisione.

La vita umana ha bisogno di amore. E qual è l’amore autentico? E’ quello che Cristo ci ha mostrato, cioè la misericordia. L’amore di cui non possiamo fare a meno è quello che perdona, che accoglie chi ci ha fatto del male. Nessuno di noi può sopravvivere senza misericordia, tutti abbiamo bisogno del perdono. Quindi, se uccidere significa distruggere, sopprimere, eliminare qualcuno, allora non uccidere vorrà dire curare, valorizzare, includere. E anche perdonare.

Nessuno si può illudere pensando: “Sono a posto perché non faccio niente di male”. Un minerale o una pianta hanno questo tipo di esistenza, invece un uomo no. Una persona - un uomo o una donna - no. A un uomo o a una donna è richiesto di più. C’è del bene da fare, preparato per ognuno di noi, ciascuno il suo, che ci rende noi stessi fino in fondo. “Non uccidere” è un appello all’amore e alla misericordia, è una chiamata a vivere secondo il Signore Gesù, che ha dato la vita per noi e per noi è risorto. Una volta abbiamo ripetuto tutti insieme una frase: “Non fare del male è cosa buona. Ma non fare del bene non è buono”. Sempre dobbiamo fare del bene. Andare oltre.

 

Domenica 21 Ottobre

XXIX Domenica del Tempo Ordinario anno B

Giornata Missionaria Mondiale

 

N.B: Le offerte raccolte NELLE BUSTE durante le S. Messe saranno devolute all’Ufficio Missionario Diocesano. È aperto il mercatino missionario.

 

Ore 7.30 CAVENAGO

Int. Cagni Gino, Enrico e Carolina, Sentori Mario e Giuseppina; Pro visis: per una famiglia

 

Ore 9:20 Cavenago: incontro di preghiera con i ragazzi della catechesi. A seguire suddivisione in gruppi.

 

Ore 10.30 CAVENAGO: S. Messa pro-populo

 

Ore 15.30 CAVENAGO: Battesimo di Renato Maffoni.

 

Ore 16.30 CAVENAGO: Canto dei Secondi Vespri.

 

Ore 18.30 CAVENAGO: primo incontro di conoscenza e di catechesi per i ragazzi/e dalla 3 ͣ alla 5 ͣ

Superiore, segue cena insieme in Oratorio.

 

 

Lunedì 22 Ottobre

San Giovanni Paolo II, Papa

 

Ore 16.00 CAVENAGO: S.Messa

Int. Bernasconi Angelo (f. c. dai colleghi di Alessandro della Ditta Barbati); Montoldi Francesca;

Sauter Albert

 

Martedì 23 Ottobre

 

Ore 17.00 CAVIAGA: S. Messa

Int. Invernizzi Mario e Rosa.

 

 

Mercoledì 24 Ottobre

 

Ore 15.00 al Cimitero di CAVENAGO: Inizio della Novena – Santa Messa

Int. Prati Giovanna; Vailati Paolo.

 

Ore 21:00 Cavenago: Consiglio di Azione Cattolica

 

Giovedì 25 Ottobre

 

Ore 20.30 CAVENAGO: Santa Messa e Adorazione Eucaristica pro Vocazioni

Int. Donati Lamberto ed Enrico; Berselli Antonia; Corrù Bassano e Margherita Gelmi;

Intenzioni devoti di Gesù Bambino di Praga.

 

 

Venerdì 26 Ottobre

 

Ore 8.30 – 9.30 CAVIAGA: Lodi mattutine e Adorazione Eucaristica

 

Ore 15.00 al Cimitero di CAVENAGO: Santa Messa

Int. Sacco Giuseppina in Boriani; Cremonesi Carlino, Emilia e Fam.; Currà Fortunato,

Coniugi Occhiato.

Sabato 27 Ottobre

 

Ore 9.00 SANTUARIO: S.Messa

Int. Colombo Carlo e Famiglia; Luigi Gulinatti.

 

Nel pomeriggio e in serata, a Cavenago, è aperto il mercatino missionario.

 

Ore 17.00 LODI in Seminario: Festa diocesana dei 14enni

 

Ore 17.00 CAVIAGA: S. Messa prefestiva

 

Solennità della Dedicazione della Chiesa parrocchiale di Caviaga (1897)

 

Int. Carniti Maria, Piero e Oreste; Emilia Cipolla, Roberto Rovida; Fam. Musso, Bellotti Maria,

Nalin Vilma e Jole, Musso Pietro, Mannino Maria; Endini Giacomina, Sordi Angelo; Def. Fam.

Fontana – Vistarini; Vailati Ernesto e Antonia.

 

 

Ore 20.30 CAVENAGO: S. Messa prefestiva

Int. Folletti Vittorio e Mezza Maria; Sacco Giuseppina in Boriani; Moretti Emilio, Primo e Caterina; Malusardi Piera; Cagni Luigi, Zanoni Ottorina e Def. Fam.; D’Amico Giuseppe, Colombo Giovanni e Fortini Pierino; Cattaneo Martino, Francesco, Giovanni e Teresa.

 

 

Domenica 29 Ottobre

XXX del Tempo Ordinario anno B

 

è aperto il mercatino missionario.

 

Ore 7:30 CAVENAGO: S. Messa

Int. Felloni Rosanna; Egidia Maggi, Eugenio Bergamaschi

 

Ore 10:30 CAVENAGO: S. Messa pro-populo

 

Ore 15.30 CAVENAGO: Canto dei Secondi Vespri.

 

Ore 18.30 CAVENAGO: primo incontro di catechesi per i ragazzi/e della 1 ͣ e 2 ͣ Superiore.

 

NOTE, AVVISI, E ALTRO….

 

Grazie a tutti coloro che si sono impegnati, in tutti i campi, affinché le Sagre di Cavenago e di Caviaga si svolgessero al meglio; Maria Santissima interceda per ciascuno. Grazie di cuore agli adolescenti che, domenica scorsa, hanno tenuto i giochi per i ragazzi (siete stati proprio bravi), e grazie al gruppo dell’Oratorio che ha preparato la merenda e l’asta.

OFFERTE RICEVUTE

Cavenago: per il Bollettino N.N. 5 € e N.N. 2 €; ricavo dall’Asta in Oratorio di domenica scorsa: 131 €;

Caviaga: dalla benedizione delle case 190 €; dagli anniversari di Matrimonio e alcune buste 350 €;

 

SPESE SOSTENUTE

Caviaga: sistemazione dei microfoni della chiesa 350€;

 

CARITAS PARROCCHIALE

Abbiamo bisogno di tonno, sgombri, sardine e carne in scatola. Grazie!

 

CORALE SANTA CECILIA

La Corale è alla ricerca di nuove voci sia maschili che femminili, chi volesse offrire la propria disponibilità contatti Giancarlo Forti.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2018 –2 ͣ parte -

 

Insieme ai giovani, portiamo il Vangelo a tutti

 

Trasmettere la fede fino agli estremi confini della terra

 

Anche voi, giovani, per il Battesimo siete membra vive della Chiesa, e insieme abbiamo la missione di portare il Vangelo a tutti. Voi state sbocciando alla vita. Crescere nella grazia della fede a noi trasmessa dai Sacramenti della Chiesa ci coinvolge in un flusso di generazioni di testimoni, dove la saggezza di chi ha esperienza diventa testimonianza e incoraggiamento per chi si apre al futuro. E la novità dei giovani diventa, a sua volta, sostegno e speranza per chi è vicino alla meta del suo cammino. Nella convivenza delle diverse età della vita, la missione della Chiesa costruisce ponti inter-generazionali, nei quali la fede in Dio e l’amore per il prossimo costituiscono fattori di unione profonda.

Questa trasmissione della fede, cuore della missione della Chiesa, avviene dunque per il “contagio” dell’amore, dove la gioia e l’entusiasmo esprimono il ritrovato senso e la pienezza della vita. La propagazione della fede per attrazione esige cuori aperti, dilatati dall’amore. All’amore non è possibile porre limiti: forte come la morte è l’amore (cfr Ct 8,6). E tale espansione genera l’incontro, la testimonianza, l’annuncio; genera la condivisione nella carità con tutti coloro che, lontani dalla fede, si dimostrano ad essa indifferenti, a volte avversi e contrari. Ambienti umani, culturali e religiosi ancora estranei al Vangelo di Gesù e alla presenza sacramentale della Chiesa rappresentano le estreme periferie, gli “estremi confini della terra”, verso cui, fin dalla Pasqua di Gesù, i suoi discepoli missionari sono inviati, nella certezza di avere il loro Signore sempre con sé (cfr Mt 28,20; At 1,8). In questo consiste ciò che chiamiamo missio ad gentes. La periferia più desolata dell’umanità bisognosa di Cristo è l’indifferenza verso la fede o addirittura l’odio contro la pienezza divina della vita. Ogni povertà materiale e spirituale, ogni discriminazione di fratelli e sorelle è sempre conseguenza del rifiuto di Dio e del suo amore. Gli estremi confini della terra, cari giovani, sono per voi oggi molto relativi e sempre facilmente “navigabili”. Il mondo digitale, le reti sociali che ci pervadono e attraversano, stemperano confini, cancellano margini e distanze, riducono le differenze. Sembra tutto a portata di mano, tutto così vicino ed immediato. Eppure senza il dono coinvolgente delle nostre vite, potremo avere miriadi di contatti ma non saremo mai immersi in una vera comunione di vita. La missione fino agli estremi confini della terra esige il dono di sé stessi nella vocazione donataci da Colui che ci ha posti su questa terra (cfr Lc 9,23-25). Oserei dire che, per un giovane che vuole seguire Cristo, l’essenziale è la ricerca e l’adesione alla propria vocazione.

 

Testimoniare l’amore

 

Ringrazio tutte le realtà ecclesiali che vi permettono di incontrare personalmente Cristo vivo nella sua Chiesa: le parrocchie, le associazioni, i movimenti, le comunità religiose, le svariate espressioni di servizio missionario. Tanti giovani trovano, nel volontariato missionario, una forma per servire i “più piccoli”, promuovendo la dignità umana e testimoniando la gioia di amare e di essere cristiani. Queste esperienze ecclesiali fanno sì che la formazione di ognuno non sia soltanto preparazione per il proprio successo professionale, ma sviluppi e curi un dono del Signore per meglio servire gli altri. Queste forme lodevoli di servizio missionario temporaneo sono un inizio fecondo e, nel discernimento vocazionale, possono aiutarvi a decidere per il dono totale di voi stessi come missionari.

Da cuori giovani sono nate le Pontificie Opere Missionarie, per sostenere l’annuncio del Vangelo a tutte le genti, contribuendo alla crescita umana e culturale di tante popolazioni assetate di Verità. Le preghiere e gli aiuti materiali, che generosamente sono donati e distribuiti attraverso le POM, aiutano la Santa Sede a far sì che quanti ricevono per il proprio bisogno possano, a loro volta, essere capaci di dare testimonianza nel proprio ambiente. Nessuno è così povero da non poter dare ciò che ha, ma prima ancora ciò che è. Mi piace ripetere l’esortazione che ho rivolto ai giovani cileni: «Non pensare mai che non hai niente da dare o che non hai bisogno di nessuno. Molta gente ha bisogno di te, pensaci. Ognuno di voi pensi nel suo cuore: molta gente ha bisogno di me» (Incontro con i giovani, Maipu, 17 gennaio 2018).

 


 Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 21 al 28 ottobre 2018