Davanti al Crocifisso di casa, accendete un cero e raccoglietevi in preghiera. (si può fare prima di cena oppure in un momento in cui tutti siano presenti; se qualcuno manca o non vuole esserci, tu rendilo presente nel cuore e prega per lui). 

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA 

Dopo aver esaurito ogni tentazione,
il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.  (Lc 4,13) 

Neanche per Gesù è stato facile. Il diavolo, nel deserto, nelle tentazioni, gli ha fatto vedere altre strade, ma non si trattava della volontà del Padre e lui lo ha respinto. Lo stesso accade quando Gesù non viene capito e lo lasciano; tanti discepoli se ne vanno perché non capiscono come la volontà del Padre, mentre Gesù prosegue nel fare questa volontà. Una fedeltà che ritorna anche nelle parole: «Padre, sia fatta la tua volontà», pronunciate «prima del giudizio», la sera in cui pregando nell’orto chiede a Dio di allontanare «questo calice», questa croce. Gesù soffre tanto. Ma dice: «Che sia fatta la tua volontà!». Questo è il cibo di Gesù, ed è anche la strada del cristiano. Lui ci ha fatto strada per la nostra vita, e non è facile fare la volontà di Dio, perché ogni giorno ci presentano su un vassoio tante opzioni: fa’ questo che va bene, non è male. Invece bisognerebbe subito chiedersi: «È la volontà di Dio»?, «Come faccio per compiere la volontà di Dio?». La preghiera per voler fare la volontà di Dio e la preghiera per conoscere la volontà di Dio. E quando conosco la volontà di Dio, anche una terza preghiera: per realizzarla. Per compiere quella volontà, che non è la mia, ma è quella di lui.

(Omelia Santa Marta, 27 gennaio 2015) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Interrogativi

Occorre pregare e chiedere la grazia di voler fare la volontà di Dio. Successivamente occorre anche domandarsi: «lo prego che il Signore mi dia la voglia di fare la sua volontà o cerco i compromessi, perché ho paura della volontà di Dio?».

(Omelia Santa Marta, 27 gennaio 2015) 

 

LUNEDÌ DELLA PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA 

Non ti vendicherai  e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, 
ma amerai il tuo prossimo come te stesso.
Io sono il Signore.   (Lv 19,18) 

Dal cuore dell'uomo, rinnovato secondo Dio, provengono i comportamenti buoni: parlare sempre con verità ed evitare ogni menzogna; non rubare, ma piuttosto condividere quanto si possiede con gli altri, specialmente con chi è nel bisogno; non cedere all'ira, al rancore e alla vendetta, ma essere miti, magnanimi e pronti al perdono; non cadere nella maldicenza che rovina la buona fama delle persone, ma guardare maggiormente al lato positivo di ognuno. Si tratta di rivestirci dell’uomo nuovo, con questi atteggiamenti nuovi. Possiamo parlare della speranza di Dio: nostro Padre ci aspetta sempre, non solo ci lascia la porta aperta, ma ci aspetta. Lui è coinvolto in questo aspettare i figli. E questo Padre non si stanca nemmeno di amare l’altro figlio che, pur rimanendo sempre in casa con lui, tuttavia non è partecipe della sua misericordia, della sua compassione.

(Omelia, 28 marzo 2014) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

Prova a guardare con gli occhi di Dio chi fai fatica ad amare o ad accogliere.

 

MARTEDÌ DELLA PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA

 ... e rimetti a noi i nostri debiti  (Mt 6,13) 

I santi hanno sentito il bisogno di dare al popolo la cosa più grande, la ricchezza più grande: la misericordia del Padre, il perdono. «Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori». In queste parole del Padre nostro c’è tutto un progetto di vita, basato sulla misericordia. La misericordia, l’indulgenza, la remissione dei debiti, non è solo qualcosa di devozionale, di intimo, un palliativo spirituale, una sorta di olio che ci aiuta a essere più soavi, più buoni, no! È la profezia di un mondo nuovo: misericordia è profezia di un mondo nuovo, in cui i beni della terra e del lavoro siano equamente distribuiti e nessuno sia privo del necessario, perché la solidarietà e la condivisione sono la conseguenza concreta della fraternità. Non è una fuga, non è un’evasione dalla realtà e dai suoi problemi, è la risposta che viene dal vangelo.

(Discorso, Isernia, 5 luglio 2014)

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

Cerca di assumere uno stile di sobrietà nel linguaggio, nel vestito, nel cibo; cerca di realizzare una delle opere di misericordia. 

 

MERCOLEDÌ DELLA PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA

 Dio vide le loro opere, 
che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia  (Gn 3,10) 

Non dubitare mai del dinamismo del vangelo e neppure della sua capacità di convertire i cuori a Cristo risorto, e di condurre le persone lungo il cammino della salvezza che attendono nel più profondo di se stesse. Pertanto, è necessario che la fede, di cui i cristiani rendono testimonianza, sia vissuta nel quotidiano. La vita deve essere coerente con la fede affinché la testimonianza sia credibile. Vi invito anche a suscitare nelle vostre comunità, a tutti i livelli, un lavoro di approfondimento della fede per viverla in modo sempre più vigoroso. Il sacerdozio e la vita consacrata non sono strumenti di ascesa sociale, ma un servizio a Dio e agli uomini. Lo stesso vale per il rapporto con i beni temporali e la prudenza nella loro gestione.
La contro testimonianza in tale ambito è particolarmente disastrosa per lo scandalo che provoca, soprattutto di fronte a una popolazione che vive nell’indigenza.

(Discorso ai vescovi del Madagascar, 28 marzo 2014) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

Preghiamo il Santo Rosario, o almeno una decina e affidiamo alla Vergine quanto abbiamo nel cuore.

 

GIOVEDÌ DELLA PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA 

 Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: 
hai ascoltato le parole della mia bocca    (Salmo 137) 

 L’incontro con la parola di Cristo è in grado di trasformare completamente la nostra vita. Non è possibile ascoltare questa Parola e restare fermi al proprio posto, restare bloccati sulle proprie abitudini. Essa ci spinge a vincere l’egoismo che abbiamo nel cuore per seguire decisamente quel Maestro che ha dato la vita per i suoi amici. Ma è lui che con la sua parola ci cambia; è lui che ci trasforma; è lui che ci perdona tutto, se noi apriamo il cuore e chiediamo il perdono. Anche noi, se per caso cadessimo nei peccati più gravi e nella notte più oscura, Dio è sempre capace di trasformarci, come ha trasformato Pietro e Paolo; trasformarci il cuore e perdonarci tutto, trasformando così il nostro buio del peccato in un’alba di luce. Dio è così: ci trasforma, ci perdona sempre, come ha fatto con Pietro e come ha fatto con Paolo.

(Angelus, 29 giugno 2014) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

Visitare una persona ammalata, donare una parola a chi è solo, un sorriso a chi è triste.

 

VENERDÌ DELLA PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA 

Se dunque tu presenti la tua offerta sull'altare  e lì ti ricordi
che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 
lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti
con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono  (Mt 5,23-24) 

Tante persone forse non capiscono la dimensione ecclesiale del perdono, perché domina sempre l’individualismo, il soggettivismo, e anche noi cristiani ne risentiamo. Certo, Dio perdona ogni peccatore pentito, personalmente, ma il cristiano è legato a Cristo, e Cristo è unito alla Chiesa. Per noi cristiani c’è un dono in più, e ce anche un impegno in più: passare umilmente attraverso il ministero ecclesiale. Questo dobbiamo valorizzarlo; è un dono, una cura, una protezione e anche è la sicurezza che Dio mi ha perdonato. Io vado dal fratello sacerdote e dico: «Padre, ho fatto questo...». E lui risponde: «Ma io ti perdono; Dio ti perdona». In quel momento, io sono sicuro che Dio mi ha perdonato! E questo è bello, questo è avere la sicurezza che Dio ci perdona sempre, non si stanca di perdonare. E non dobbiamo stancarci di andare a chiedere perdono. Si può provare vergogna a dire i peccati, ma le nostre mamme e le nostre nonne dicevano che è meglio diventare rosso una volta che non giallo mille volte. Si diventa rossi una volta, ma ci vengono perdonati i peccati e si va avanti.

(Udienza generale, 20 novembre 2013) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…

Impegno

 C’è qualcuno che attende il nostro perdono, oppure noi indugiamo da troppo tempo nel chiederlo. Affidiamo al Signore queste situazioni e chiediamo luce e forza. Oggi c’è la Via Crucis ed è giorno di magro.

 

SABATO DELLA PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA 

Infatti, se annate quelli che vi amano,
quale ricompensa ne avete? 
Non fanno così anche i pubblicani?  (Mt 5,46) 

 Il racconto evangelico continua, infatti, con la descrizione di Gesù seduto a tavola con pubblicani e peccatori, per una festa con tutti quelli che non erano precisamente la crema della società, anzi, erano quelli scartati dalla società. È la contraddizione della festa di Dio: il Signore fa festa con i peccatori, mentre raramente la fa con i giusti. Si festeggia l’incontro con Gesù, la misericordia di Dio: lui guarda con misericordia, cambia la vita e fa festa. La festa è incominciare una nuova strada, ma poi deve esserci il lavoro quotidiano, che si deve alimentare con la memoria di quel primo incontro. Proprio come avvenuto nella vita di Matteo, che questo lavoro lo ha fatto, andando «a predicare il vangelo». In questo caso, non si tratta di «un momento»; si tratta di «un tempo», che si protrae «fino alla fine della vita».

(Omelia Santa Marta, 5 luglio 2013)  

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

La vista al Santuario della Madonna della Costa, oppure raccogliersi in preghiera e affidarsi all’intercessione di Maria.


 

PREGHIERA

Anima di Cristo, santificami, Corpo di Cristo, salvami. 
Sangue di Cristo, inebriami, acqua del costato di Cristo, lavami. 
Passione di Cristo, confortami. 

Oh buon Gesù, esaudiscimi. Nelle tue piaghe, nascondimi.

Non permettere che io sia separato da Te. Dal nemico maligno difendimi.

Nell'ora della mia morte chiamami,  e comandami di venire a Te, 

perché con i tuoi Santi ti lodi,  nei secoli dei secoli.  Amen.