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Davanti al Crocifisso di casa, accendete un cero e raccoglietevi in preghiera. (si può fare prima di cena oppure in un momento in cui tutti siano presenti; se qualcuno manca o non vuole esserci, tu rendilo presente nel cuore e prega per lui). 

 

Seconda domenica di Quaresima
Mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.   (Lc 9,29) 

 Ascoltare, la grazia di ascoltare, e la grazia di purificare gli occhi. Quando il Signore si trasfigura davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni, questi sentono la voce di Dio Padre, che dice: «Questo è mio Figlio! Ascoltatelo!». Purificare gli occhi! Io sono invitato ad ascoltare Gesù e Gesù si manifesta e con la sua trasfigurazione ci invita a guardarlo. E guardare Gesù purifica i nostri occhi e li prepara alla vita eterna, alla visione del cielo. Forse i nostri occhi sono un po’ ammalati perché vediamo tante cose che non sono di Gesù, anche sono contro Gesù: cose mondane, cose che non fanno bene alla luce dell’anima. E così questa luce si spegne lentamente e senza saperlo finiamo nel buio interiore, nel buio spirituale, nel buio della fede: un buio perché non siamo abituati a guardare, a immaginare le cose di Gesù. Ascoltare Gesù, per rendere più forte la nostra fede; guardare Gesù, per preparare i nostri occhi alla bella visione del suo volto.

 (Omelia, 16 marzo 2014) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Interrogativi

Quali sono i compiti del cristiano? Il primo compito del cristiano è ascoltare la parola di Dio, ascoltare Gesù... Ma vi faccio una domanda: «Prendiamo un po' di tempo, ogni giorno, per ascoltare Gesù, per ascoltare la parola di Gesù?». A casa, noi abbiamo il Vangelo? E ogni giorno ascoltiamo Gesù nel Vangelo, leggiamo un brano del Vangelo? 0 abbiamo paura di questo, o non siamo abituati?

(Omelia, 16 aprile 2014) 

 

Lunedì della seconda settimana di Quaresima
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso (Lc 6,36) 

Gesù è l’incarnazione del Dio vivente, colui che porta la vita, di fronte a tante opere di morte, di fronte al peccato, all’egoismo, alla chiusura in se stessi. Gesù accoglie, ama, solleva, incoraggia, perdona e dona nuovamente la forza di camminare, ridona vita. In tutto il Vangelo noi vediamo come Gesù con i gesti e le parole porta la vita di Dio che trasforma. Dio, il Vivente, è misericordioso. Siete d’accordo? Diciamo lo insieme: Dio, il Vivente, è misericordioso! Gesù ci porta la vita di Dio, lo Spirito Santo ci introduce e ci mantiene nella relazione vitale di veri figli di Dio. Ma spesso l’uomo non sceglie la vita, non accoglie il «vangelo della vita», ma si lascia guidare da ideologie e logiche che mettono ostacoli alla vita, che non la rispettano, perché sono dettate dall’egoismo, dall’interesse, dal profitto, dal potere, dal piacere e non sono dettate dall’amore, dalla ricerca del bene dell’altro.

(Omelia, 16 giugno 2013) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

Compiere un gesto di misericordia; provare a tenere conto di chi ci sta accanto….. accorgerci dei loro bisogni…

 

Martedì della seconda settimana di Quaresima
Solennità di San Giuseppe
 

Dagli scritti di Santa Teresa d’Avila :

"…… Io invece presi come avvocato S. Giuseppe e mi raccomandai a lui con fervore. Questo mio padre e protettore mi aiutò nelle necessità in cui mi trovavo e in molte altre più gravi in cui era in gioco il mio onore e la salute dell'anima mia. Ho visto chiaramente che il suo aiuto fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare. Non mi ricordo finora di averlo mai pregato di una grazia senza averla subito ottenuta. Ed è cosa che fa meraviglia ricordare i grandi favori che il Signore mi ha fatto e i pericoli di anima e di corpo da cui mi ha liberata per l'intercessione di questo santo benedetto.

 Ad altri santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell'altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso S. Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuole darci a intendere che, a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, altrettanto gli sia ora in cielo nel fare ciò che gli chiede. Ciò han riconosciuto per esperienza varie altre persone che dietro mio consiglio gli si sono raccomandate. Molte altre gli si son da poco fatte devote per aver sperimentato questa verità.»

 «Procuravo di celebrarne la festa con la maggior possibile solennità... Per la grande esperienza che ho dei favori di S. Giuseppe, vorrei che tutti si persuadessero ad essergli devoti.  Non ho conosciuta persona che gli sia veramente devota e gli renda qualche particolare servizio senza far progressi in virtù. Egli aiuta moltissimo chi si raccomanda a lui. È già da vari anni che nel giorno della sua festa gli chiedo qualche grazia, e sempre mi sono vista esaudita. Se la mia domanda non è tanto retta, egli la raddrizza per il mio maggior bene».

«Chiedo solo, per amor di Dio, che chi non mi crede ne faccia la prova, e vedrà per esperienza come sia vantaggioso raccomandarsi a questo glorioso patriarca ed essergli devoti».    

PREGHIERA

A te, o beato Giuseppe, stretti  dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua santissima sposa.
Per quel sacro vincolo di  carità, che ti strinse all'Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l'amore paterno che  portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. 
Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta  col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un  tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo.

 AMEN

  

Mercoledì della seconda settimana di Quaresima
Tra voi non sarà così;  ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo  (Mt 20,26-27)

La nostra forza, la nostra certezza, perché è la via sicura: umiltà, solidarietà, servizio. Non ce un’altra via. E guardando Gesù noi vediamo che lui ha scelto la via dell’umiltà e del servizio. Anzi, lui stesso in persona è questa via. Gesù non è stato indeciso, non è stato «qualunquista»: ha fatto una scelta e l’ha portata avanti fino in fondo. Ha scelto di farsi uomo, e come uomo di farsi servo, fino alla morte di croce. Questa è la via dell’amore: non ce n’è un’altra. Perciò vediamo che la carità non è un semplice assistenzialismo, e meno un assistenzialismo per tranquillizzare le coscienze. No, quello non è amore, quello è negozio, quello è affare. L’amore è gratuito. La carità, l’amore è una scelta di vita, è un modo di essere, di vivere, è la via dell’umiltà e della solidarietà. Non c’è un’altra via per questo amore: essere umili e solidali.

(Discorso, Cagliari, 22 settembre 2013)

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

Ci sono lacrime da asciugare, gesti di amore da condividere….. a tavola cerchiamo il dialogo.

 

Giovedì della seconda settimana di Quaresima
C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti  (Lc 16,19) 

In realtà, il testo non dice che era cattivo: era piuttosto un uomo di vita agiata, si dava alla buona vita. In fondo il Vangelo non dice che si divertisse alla grande; la sua era piuttosto una vita tranquilla, con gli amici. E forse era anche un uomo religioso, a suo modo. Recitava, forse, qualche preghiera; e due o tre volte l’anno sicuramente si recava al tempio per fare i sacrifici e dava grosse offerte ai sacerdoti. In fin dei conti, il ricco non era cattivo, era ammalato: ammalato di mondanità. E la mondanità trasforma le anime, fa perdere la coscienza della realtà: vivono in un mondo artificiale, fatto da loro. La mondanità anestetizza l’anima. Del resto, con il cuore mondano non si possono comprendere la necessità e il bisogno degli altri. Con il cuore mondano si può andare in chiesa, si può pregare, si possono fare tante cose. E la mondanità è un peccato sottile, è più di un peccato: è uno stato peccaminoso dell’anima.

(Omelia Santa Marta, 5 marzo 2015)  

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…

Impegno

C’è certamente qualcuno che ha bisogno di una visita o di una parola di conforto; ci sono anziani che attendono il calore di un dialogo…., c’è il nostro cuore da liberare da tanti idoli…

 

Venerdì della seconda settimana di Quaresima
Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. 
La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre.
La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano  (Mt 21,33)
                                                                

Dei peccatori non è necessario parlare troppo, perché tutti noi lo siamo. Ci conosciamo da dentro e sappiamo cosa è un peccatore. E se qualcuno di noi non si sente così, vada a farsi una visita dal medico spirituale: qualcosa non va. I contadini ai quali la vigna è affidata si sono sentiti forti, si sono sentiti autonomi da Dio. E così si sono impadroniti di quella vigna; e hanno perso il rapporto con il padrone della vigna: i padroni siamo noi! E quando va qualcuno a ritirare da loro la parte del raccolto della vigna che spetta al padrone, lo bastonano, lo insultano, lo ammazzano. Questo significa perdere il rapporto con Dio, non avvertire più il bisogno di quel padrone. È ciò che fanno i corrotti, quelli che erano peccatori come tutti noi, ma hanno fatto un passo avanti: si sono consolidati nel peccato e non sentono il bisogno di Dio. O almeno, si illudono di non sentirlo, perché nel codice genetico ce questo rapporto a Dio. E siccome non possono negarlo, si fanno un Dio speciale: loro stessi.

(Omelia Santa Marta, 3 giugno 2015)

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

Oggi è giorno di magro e di astinenza. Questa sera c’è la veglia mariana al Santuario in preparazione della Fiera del Fiore.

 

Sabato della seconda settimana di Quaresima
Egli perdona tutte le tue colpe,   guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia (Salmo 102) 

Si tratta di un messaggio al quale frequentemente ci abituiamo, lo ripetiamo quasi meccanicamente, senza però assicurarci che abbia una reale incidenza nella nostra vita e nelle nostre comunità. Come pericolosa e dannosa questa assuefazione che ci porta a perdere la meraviglia, il fascino, l’entusiasmo di vivere il vangelo della fraternità e della giustizia! La parola di Dio insegna che nel fratello si trova il permanente prolungamento dell’incarnazione per ognuno di noi: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40). Quanto facciamo per gli altri ha una dimensione trascendente: «Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi» (Mt 7,2); e risponde alla misericordia divina verso di noi: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato [...] con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio» (Lc 6,36-38). Ciò che esprimono questi testi è l’assoluta priorità dell’“uscita da sé verso il fratello” come uno dei due comandamenti principali che fondano ogni norma morale e come il segno più chiaro per fare discernimento sul cammino di crescita spirituale in risposta alla donazione assolutamente gratuita di Dio. Per ciò stesso «anche il servizio della carità è una dimensione costitutiva della missione della Chiesa ed è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza»(BENEDETTO XVI, Intima Ecclesiae natura). Come la Chiesa è missionaria per natura, così sgorga inevitabilmente da tale natura la carità effettiva per il prossimo, la compassione che comprende, assiste e promuove».

(Evangelii gaudium, n. 179) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

La vista al Santuario della Madonna della Costa, oppure raccogliersi in preghiera e affidarsi all’intercessione di Maria con il Santo Rosario.


 PREGHIERA

Anima di Cristo, santificami, Corpo di Cristo, salvami. 
Sangue di Cristo, inebriami, acqua del costato di Cristo, lavami. 
Passione di Cristo, confortami. 
Oh buon Gesù, esaudiscimi. Nelle tue piaghe, nascondimi.

Non permettere che io sia separato da Te. Dal nemico maligno difendimi.
Nell'ora della mia morte chiamami,  e comandami di venire a Te, 
perché con i tuoi Santi ti lodi,  nei secoli dei secoli.  Amen.