Stampa
Visite: 2722

Davanti al Crocifisso di casa, accendete un cero e raccoglietevi in preghiera. (si può fare prima di cena oppure in un momento in cui tutti siano presenti; se qualcuno manca o non vuole esserci, tu rendilo presente nel cuore e prega per lui). 

Lunedì della terza settimana di Quaresima 
Solennità dell’Annunciazione del Signore 

 

La salvezza «non si compra e non si vende» perché «è un regalo totalmente gratuito». Ma per riceverla Dio ci chiede di avere «un cuore umile, docile, obbediente», «oggi commemoriamo una tappa definitiva nel cammino» verso la salvezza «che l’uomo ha fatto dal giorno che è uscito dal paradiso».

Proprio «per questo oggi facciamo festa: la festa di questo cammino da una madre a un’altra madre, da un padre a un altro padre», ha spiegato il Pontefice. E ha invitato a contemplare «l’icona di Eva e Adamo, l’icona di Maria e Gesù», e a guardare il corso della storia con Dio che cammina sempre insieme al suo popolo. Così, ha proseguito, «oggi possiamo abbracciare il Padre che, grazie al sangue del suo Figlio, si è fatto come uno di noi, e ci salva: questo Padre che ci aspetta tutti i giorni». Da qui l’invito a dire «grazie: grazie, Signore, perché oggi tu dici a noi che ci hai regalato la salvezza».

 

«Oggi — ha spiegato il Papa — la liturgia ci parla di obbedienza, di docilità alla parola di Dio». Un pensiero, ha fatto notare il Pontefice, che «è molto chiaro» nella seconda lettura, tratta dalla lettera agli Ebrei (10, 4-10): «Fratelli, è impossibile che il sangue di tori e di capri elimini i peccati».

 

Ecco dunque l’affermazione che «la salvezza non si compra, non si vende. Si regala, è gratuita». E poiché «noi non possiamo salvarci da noi stessi, la salvezza è un regalo, totalmente gratuita». Come scrive san Paolo, non si compra con «il sangue di tori e di capri». E se «non si può comprare», per «entrare in noi questa salvezza chiede un cuore umile, un cuore docile, un cuore obbediente, come quello di Maria». Così «il modello di questo cammino di salvezza è lo stesso Dio, suo Figlio, che non stimò un bene irrinunciabile essere uguale a Dio — lo dice Paolo — ma annientò se stesso e obbedì fino alla morte e alla morte di croce».

 

Cosa significa allora «il cammino dell’umiltà, dell’umiliazione»? Significa semplicemente, dire: io sono uomo, io sono donna e tu sei Dio! E andare davanti, in presenza di Dio, come uomo, come donna nell’obbedienza e nella docilità del cuore».              (omelia Santa Marta, 25 marzo 2014) 

 

Impegno

 

La preghiera dell’Angelus:
Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen. 

 

L'Angelo del Signore portò l'annuncio a Maria. Ed Ella concepì per opera dello Spirito Santo.

 

Ave Maria 

 

Ecco l'Ancella del Signore. Sia fatto di me secondo la tua parola.             Ave Maria 

 

E il verbo si è fatto carne. E venne ad abitare in mezzo a noi.                 Ave Maria 

 

Prega per noi, Santa Madre di Dio. E saremo degni delle promesse di Cristo. 

 

PREGHIAMO:

 

Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che all’annuncio dell’Angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Gloria al padre 

 

Se si può partecipare ad una delle celebrazioni al santuario. 

 

 

 

Martedì della terza settimana di Quaresima
Non ci abbandonare fino in fondo,  per amore del tuo nome, 
non infrangere la tua alleanza;  non ritirare da noi la tua misericordia (Dn 3,34-35) 

 

Oggi chiediamo misericordia. Azaria, chiede perdono del peccato del suo popolo. Il profeta, quindi, nella prova non si lamenta davanti a Dio, non dice: ma tu sei ingiusto con noi, guarda cosa ci accade adesso... Egli invece afferma: abbiamo peccato e noi meritiamo questo. Ecco il dettaglio fondamentale: Azaria «aveva il senso del peccato». Azaria non dice al Signore: scusa, abbiamo sbagliato. Infatti, chiedere perdono è un'altra cosa, è un’altra cosa che chiedere scusa. Si tratta di due atteggiamenti differenti: il primo si limita alla richiesta di scuse, il secondo implica il riconoscimento di aver peccato. Il peccato, infatti, non è un semplice sbaglio. Il peccato è idolatria, è adorare i tanti idoli che noi abbiamo: l’orgoglio, la vanità, il denaro, il me stesso, il benessere. L’altra faccia del perdono: dal perdono chiesto a Dio al perdono dato ai fratelli. (Omelia Santa Marta, 10 marzo 2015)

 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…

 

Interrogativi

 

Qual è la misura del mio perdono? Se io non sono capace di perdonare, non sono capace di chiedere perdono. Perciò, Gesù ci insegna a pregare così il Padre: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori». (Omelia Santa Marta, 10 marzo 2015)

 

 

 

Mercoledì della terza settimana di Quaresima
Bada a te e guardati bene dal dimenticare  le cose che i tuoi occhi hanno visto, 
non ti sfuggano dal cuore per tutto il tempo della tua vita: 
le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli (Dt 4,9) 

 

E Lui è venuto per noi, quando noi riconosciamo che siamo peccatori. Ma se noi siamo come quel fariseo, davanti all’altare: «Ti ringrazio Signore, perché non sono come tutti gli altri uomini, e nemmeno come quello che è alla porta, come quel pubblicano» (Cfr. Lc 18,11-12), non conosciamo il cuore del Signore, e non avremo mai la gioia di sentire questa misericordia! Non è facile affidarsi alla misericordia di Dio, perché quello è un abisso incomprensibile. Ma dobbiamo farlo! «Oh, padre, se lei conoscesse la mia vita, non mi parlerebbe così!». Perché? cosa hai fatto? «Oh, ne ho fatte di grosse!». Meglio! Vai da Gesù: a Lui piace se gli racconti queste cose! Lui si dimentica, Lui ha una capacità di dimenticarsi, speciale. Si dimentica, ti bacia, ti abbraccia e ti dice soltanto: «Neanch’io ti condanno; va’, e d’ora in poi non peccare più» (Gv 8,11). Soltanto quel consiglio ti dà. Dopo un mese, siamo nelle stesse condizioni... Torniamo al Signore. Il Signore mai si stanca di perdonare: mai! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedergli perdono. (Omelia, 17 marzo 2013)  

 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

 

Impegno

 

Ci sono gesti di misericordia da realizzare, donare e accogliere, c’è il rancore da sciogliere nella preghiera e nell’abbandono fiducioso in Dio. 

 

 

Giovedì della terza settimana di Quaresima
Camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, 
perché siate felici (Ger 7,23) 

 

Dio chiama a scelte definitive, ha un progetto su ciascuno: scoprirlo, rispondere alla propria vocazione è camminare verso la realizzazione felice di se stessi. Dio ci chiama tutti alla santità, a vivere la sua vita, ma ha una strada per ognuno. Vi chiedo di essere rivoluzionari, vi chiedo di andare contro corrente; sì, in questo vi chiedo di ribellarvi a questa cultura del provvisorio, che, in fondo, crede che voi non siate in grado di assumervi responsabilità, crede che voi non siate capaci di amare veramente. Abbiate il coraggio di «andare contro corrente». E abbiate anche il coraggio di essere felici. Ma ce anche una fame più profonda, la fame di una felicità che solo Dio può saziare. Fame di dignità. Non ce né vera promozione del bene comune, né vero sviluppo dell’uomo, quando si ignorano i pilastri fondamentali che reggono una nazione, i suoi beni immateriali. (Discorso, 28 luglio 2013) 

 

 Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

 

Impegno

 

Fare silenzio dentro e fuori di noi; evitare le distrazioni e le cose vane…

 

 

Venerdì della terza settimana di Quaresima
Amerai il tuo prossimo come te stesso.
Non c'è altro comandamento più grande di questi   (Mc 12,31) 

 

Noi saremo giudicati da Dio sulla carità, su come lo avremo amato nei nostri fratelli, specialmente i più deboli e bisognosi. Certo, dobbiamo sempre tenere ben presente che noi siamo giustificati, siamo salvati per grazia, per un atto di amore gratuito di Dio che sempre ci precede; da soli non possiamo fare nulla. La fede è anzitutto un dono che noi abbiamo ricevuto. Ma per portare frutti, la grazia di Dio richiede sempre la nostra apertura a lui, la nostra risposta libera e concreta. Cristo viene a portarci la misericordia di Dio che salva. A noi è chiesto di affidarci a lui, di corrispondere al dono del suo amore con una vita buona, fatta di azioni animate dalla fede e dall’amore  (Udienza generale, 24 aprile 2013).  Quanti deserti, anche oggi, l’essere umano deve attraversare! Soprattutto il deserto che c’è dentro di lui, quando manca l’amore di Dio e per il prossimo, quando manca la consapevolezza di essere custode di tutto ciò che il Creatore ci ha donato e ci dona. Ma la misericordia di Dio può far fiorire anche la terra più arida, può ridare vita alle ossa inaridite (cf. Ez 37,1-14).  (Messaggio, 31 marzo 2013) 

 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

 

Impegno

 

Oggi è giorno di magro e di astinenza. Partecipare all’Adorazione Eucaristica mattutina, o ad una delle Via Crucis.

 

 

 

Sabato della terza settimana di Quaresima

 

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;  nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità.  Lavami tutto dalla mia colpa,  dal mio peccato rendimi puro (Salmo 50) Il Signore non si stanca mai di avere misericordia di noi, e vuole offrirci ancora una volta il suo perdono - tutti ne abbiamo bisogno -, invitandoci a tornare a lui con un cuore nuovo, purificato dal male, purificato dalle lacrime, per prendere parte alla sua gioia. Questo sforzo di conversione non è soltanto un’opera umana, è lasciarsi riconciliare. La riconciliazione tra noi e Dio è possibile grazie alla misericordia del Padre che, per amore verso di noi, non ha esitato a sacrificare il suo Figlio unigenito. Infatti il Cristo, che era giusto e senza peccato, per noi fu fatto peccato (cf. 2Cor 5,21) quando sulla croce fu caricato dei nostri peccati, e così ci ha riscattati e giustificati davanti a Dio. «In lui» noi possiamo diventare giusti, in lui possiamo cambiare, se accogliamo la grazia di Dio e non lasciamo passare invano questo «momento favorevole» (2Cor 6,2). Per favore, fermiamoci, fermiamoci un po’ e lasciamoci riconciliare con Dio. (Omelia, 18 febbraio 2015) 

 

 Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

 

Impegno

La vista al Santuario della Madonna della Costa, oppure raccogliersi in preghiera e affidarsi all’intercessione di Maria con il Santo Rosario.


 PREGHIERA

Anima di Cristo, santificami, Corpo di Cristo, salvami. 
Sangue di Cristo, inebriami, acqua del costato di Cristo, lavami. 
Passione di Cristo, confortami. 
Oh buon Gesù, esaudiscimi. Nelle tue piaghe, nascondimi.

Non permettere che io sia separato da Te. Dal nemico maligno difendimi.
Nell'ora della mia morte chiamami,  e comandami di venire a Te, 
perché con i tuoi Santi ti lodi,  nei secoli dei secoli.  Amen.