Davanti al Crocifisso di casa, accendete un cero e raccoglietevi in preghiera. (si può fare prima di cena oppure in un momento in cui tutti siano presenti; se qualcuno manca o non vuole esserci, tu rendilo presente nel cuore e prega per lui).  

Pasqua di risurrezione
Non avevano, infatti, ancora compreso la Scrittura, 
che cioè egli doveva risorgere dai morti (Gv 20,9) 

«Entrate nel sepolcro». Ci fa bene, in questa notte di veglia, fermarci a riflettere sull’esperienza delle discepole di Gesù, che interpella anche noi. Per questo, in effetti, siamo qui: per entrare, entrare nel mistero che Dio ha compiuto con la sua veglia d’amore. Non si può vivere la Pasqua senza entrare nel mistero. Non è un fatto intellettuale, non è solo conoscere, leggere... E di più, è molto di più! Entrare nel mistero significa capacità di stupore, di contemplazione; capacità di ascoltare il silenzio e sentire il sussurro di un filo di silenzio sonoro in cui Dio ci parla (cf. IRe 19,12). Entrare nel mistero ci chiede di non avere paura della realtà: non chiudersi in se stessi, non fuggire davanti a ciò che non comprendiamo, non chiudere gli occhi davanti ai problemi, non negarli, non eliminare gli interrogativi...

 (Omelia, 4 aprile 2015) 

Preghiera del Regina Coeli (in fondo al foglio) 

Impegno

Partecipare alla Santa Messa di Pasqua 

Lunedì dell’ottava di Pasqua
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti
ne siamo testimoni (At 2,32) 

Per annunciare Gesù, Paolo si è fatto «servo di tutti». Evangelizzare è testimoniare in prima persona l’amore di Dio, è superare i nostri egoismi, è servire chinandoci a lavare i piedi dei nostri fratelli come ha fatto Gesù. Tre parole: Andate, senza paura, per servire. Andate, senza paura, per servire. Seguendo queste tre parole sperimenterete che chi evangelizza è evangelizzato, chi trasmette la gioia della fede, riceve più gioia. Portare il Vangelo è portare la forza di Dio per sradicare e demolire il male e la violenza; per distruggere e abbattere le barriere dell’egoismo, dell’intolleranza e dell’odio; per edificare un mondo nuovo.

(Omelia, 28 luglio 2013)

Preghiera del Regina Coeli (in fondo al foglio) 

Impegno

Partecipare alla Santa Messa del lunedì dell’angelo

Martedì dell’ottava di Pasqua
Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare  nel nome di Gesù Cristo,
per il perdono dei vostri peccati,  e riceverete il dono dello Spirito Santo (At 2,38) 

L’uomo nuovo, «creato secondo Dio» (Ef 4,24), nasce nel battesimo, dove si riceve la vita stessa di Dio, che ci rende suoi figli e ci incorpora a Cristo e alla sua Chiesa. Questa vita nuova permette di guardare alla realtà con occhi diversi, senza più essere distratti dalle cose che non contano e non possono durare a lungo, dalle cose che finiscono con il tempo. Per questo siamo chiamati ad abbandonare i comportamenti del peccato e fissare lo sguardo sull’essenziale. «L’uomo vale più per quello che “è” che per quello che “ha”» (Gaudium et spes, n. 35). Ecco la differenza tra la vita deformata dal peccato e quella illuminata della grazia (Omelia, 28 marzo 2014). Attraverso i sacramenti dell’iniziazione cristiana, il battesimo, la confermazione e l’eucaristia, l’uomo riceve la vita nuova in Cristo. Ora, tutti lo sappiamo, noi portiamo questa vita «in vasi di creta» (2Cor 4,7), siamo ancora sottomessi alla tentazione, alla sofferenza, alla morte e, a causa del peccato, possiamo persino perdere la nuova vita.

(Udienza generale, 19 febbraio 2014)

Preghiera del Regina Coeli (in fondo al foglio) 

Impegno

Fare una visita alla chiesa dove si è stati battezzati, oppure fermarsi in una chiesa parrocchiale e pregare davanti al Fonte Battesimale ringraziando per il dono dell’essere cristiani. 

Mercoledì dell’ottava di Pasqua
Gloriatevi del suo santo nome: 
gioisca il cuore di chi cerca il Signore. 
Cercate il Signore e la sua potenza, 
ricercate sempre il suo volto (Salmo 104)

Guardiamo Gesù: lui è la nostra gioia, ma anche la nostra forza, la nostra certezza, perché è la via sicura: umiltà, solidarietà, servizio. Non ce un’altra via. Gesù non è venuto nel mondo a fare una sfilata, per farsi vedere. Non è venuto per questo. Gesù è la via, e una via serve per camminare, per percorrerla. Allora io voglio anzitutto ringraziare il Signore per il vostro impegno nel seguirlo, anche nella fatica, nella sofferenza. Non possiamo seguire Gesù sulla via della carità se non ci vogliamo bene prima di tutto tra noi, se non ci sforziamo di collaborare, di comprenderci a vicenda e di perdonarci, riconoscendo ciascuno i propri limiti e i propri sbagli. Dobbiamo fare le opere di misericordia, ma con misericordia! Con il cuore lì. Le opere di carità con carità, con tenerezza, e sempre con umiltà!

(Discorso, 22 settembre 2013)

Preghiera del Regina Coeli (in fondo al foglio) 

Impegno

compiere un gesto di carità vera 

Giovedì dell’ottava di Pasqua
Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 
e disse loro: «Così sta scritto:  il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 
e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, 
cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni» (Lc 24,45-48) 

Nel procedere della storia della salvezza, l’uomo scopre che Dio vuol far partecipare tutti, come fratelli, all’unica benedizione, che trova la sua pienezza in Gesù, affinché tutti diventino uno. L’amore inesauribile del Padre ci viene comunicato, in Gesù, anche attraverso la presenza del fratello. La fede ci insegna a vedere che in ogni uomo c’è una benedizione per me, che la luce del volto di Dio mi illumina attraverso il volto del fratello. Quanti benefici ha portato lo sguardo della fede cristiana alla città degli uomini per la loro vita comune! Grazie alla fede abbiamo capito la dignità unica della singola persona, che non era così evidente nel mondo antico. Al centro della fede biblica, c’è l’amore di Dio, la sua cura concreta per ogni persona, il suo disegno di salvezza che abbraccia tutta l’umanità e l’intera creazione e che raggiunge il vertice nell’incarnazione, morte e risurrezione di Gesù Cristo. Quando questa realtà viene oscurata, viene a mancare il criterio per distinguere ciò che rende preziosa e unica la vita dell’uomo. Egli perde il suo posto nell’universo, si smarrisce nella natura, rinunciando alla propria responsabilità morale, oppure pretende di essere arbitro assoluto, attribuendosi un potere di manipolazione senza limiti.

 (Lumen fidei, n. 54)

Preghiera del Regina Coeli (in fondo al foglio) 

Impegno

Pregare per le vocazioni al matrimonio, al sacerdozio e alla vita religiosa. 

Venerdì dell’ottava di Pasqua
Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro,   e così pure il pesce.
Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli,  dopo essere risorto dai morti (Gv 21,13-14) 

Non ce né vera promozione del bene comune, né vero sviluppo dell'uomo, quando si ignorano i pilastri fondamentali che reggono una nazione, i suoi beni immateriali: la vita, che è dono di Dio, valore da tutelare e promuovere sempre; la famiglia, fondamento della convivenza e rimedio contro lo sfaldamento sociale; l’educazione integrale, che non si riduce a una semplice trasmissione di informazioni con lo scopo di produrre profitto; la salute, che deve cercare il benessere integrale della persona, anche della dimensione spirituale, essenziale per l’equilibrio umano e per una sana convivenza; la sicurezza, nella convinzione che la violenza può essere vinta solo a partire dal cambiamento del cuore umano (Discorso, 25 luglio 2013). Diventiamo strumenti di questa misericordia, canali attraverso i quali Dio possa irrigare la terra, custodire tutto il creato e far fiorire la giustizia e la pace.

(Pasqua, 31 marzo 2013)

Preghiera del Regina Coeli (in fondo al foglio) 

Impegno

Una preghiera di suffragio per tutti i defunti, in particolare per don Franco Bertolotti che ha servito al Parrocchia di Cavenago d’Adda. 

Sabato dell’ottava di Pasqua
Noi non possiamo tacere 
quello che abbiamo visto e ascoltato (At 4,20) 

Agli apostoli Gesù donò, insieme con la sua pace, lo Spirito Santo, perché potessero diffondere nel mondo il perdono dei peccati, quel perdono che solo Dio può dare, e che è costato il sangue del Figlio (cf. Gv 20,21-23). La Chiesa è mandata da Cristo risorto a trasmettere agli uomini la remissione dei peccati, e così far crescere il regno dell’amore, seminare la pace nei cuori, perché si affermi anche nelle relazioni, nelle società, nelle istituzioni. E lo Spirito di Cristo risorto scaccia la paura dal cuore degli apostoli e li spinge a uscire dal Cenacolo per portare il vangelo. Abbiamo anche noi più coraggio di testimoniare la fede nel Cristo risorto! Non dobbiamo avere paura di essere cristiani e di vivere da cristiani! Noi dobbiamo avere questo coraggio, di andare e annunciare Cristo risorto, perché lui è la nostra pace, lui ha fatto la pace, con il suo amore, con il suo perdono, con il suo sangue, con la sua misericordia (Regina Coeli, 7 aprile 2013). Credere significa affidarsi a un amore misericordioso che sempre accoglie e perdona, che sostiene e orienta l’esistenza, che si mostra potente nella sua capacità di raddrizzare le storture della nostra storia. La fede consiste nella disponibilità a lasciarsi trasformare sempre di nuovo dalla chiamata di Dio. Ecco il paradosso: nel continuo volgersi verso il Signore, l’uomo trova una strada stabile che lo libera dal movimento dispersivo cui lo sottomettono gli idoli.

(Lumen fidei, n. 13)

Preghiera del Regina Coeli (in fondo al foglio) 

Impegno

Visita al Santuario della Madonna della Costa e preghiera per i ragazzi e ragazze delle nostre Comunità Parrocchiali che domani per la prima volta si accosteranno al sacramento della Confessione.


 PREGHIERA

Regina del cielo, rallegrati, alleluia: 
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia, 
è risorto, come aveva promesso, alleluia. 
Prega il Signore per noi, alleluia.  

V.  Gioisci e rallegrati, Vergine Maria, alleluia. 
R.  Poiché il Signore è veramente risorto, alleluia.  

Preghiamo:

O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero,
per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine.
Per Cristo nostro Signore. Amen.