Stampa
Visite: 2407

CAMMINIAMO INSIEME

Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda

Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  


PER SORRIDERE E RIFLETTERE… 

Paradiso e inferno  

Un sant'uomo ebbe un giorno a conversare con Dio e gli chiese: "Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno".

Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise di guardare all'interno.

Al centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda. Sulla tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato. Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, legati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del braccio, non potevano portare il cibo alla bocca. Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno".

Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì. La scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso, che gli fece ancora venire l'acquolina in bocca, e le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici.

Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo.

Il sant'uomo disse a Dio: "Non capisco!". "E' semplice", rispose Dio, "dipende da un'abilità: essi hanno appreso a nutrirsi reciprocamente tra loro, mentre gli altri non pensano che a loro stessi".


Domenica 1 Settembre
XXII del Tempo Ordinario anno C 

Ore 8.30         PERSIA: S. Messa

Int.                  Cisari Mario, monsignor Virginio e monsignor Attilio Fogliazza, Fogliazza Giuseppe, Anelli Natalina; 

Ore 10.30        CAVENAGO: S. Messa pro-populo 

Ore 17.30       SANTUARIO:  Secondi Vespri 

Ore 18.00        SANTUARIO: S. Messa

Int.                  Pro vivis: per un giovane; Don Angelo Griffini; Strepponi Renato; Fam. Gen. Settimo del Frate; Fam. Sen. Emilio Conti; Fam. Depoli Emilio; Emiliana Brugnoli (f.c. dagli amici di Saint Remy); Vittorio, Ilaria, Famiglia Ardemagni, Pietro, Flora, Simone; Piccinin Gina, Corrù Giovanni e Fam.; Fusinato Teresa e Mazzoleni Galdino.

 

Lunedì 2 settembre

Ore 8.30     CAVENAGO: S. Messa

Int.                  Grossi Mario e Franca; Carlino e Fam.

 

Martedì 3 settembre
San Gregorio Magno 

Ore 20.30     CAVIAGA: S. Messa

Int.                  Def. Cabrini Giovanni; Fam. Galbiati e Ghirimoldi.

 

Mercoledì 4 settembre 

Ore 8.30     CAVENAGO:  S. Messa

Int.                  Defunti Famiglia Barbieri; Bossi Adriano. 

Ore 14.00-17.00    Apertura Santuario di S. Giuseppe alla Persia (ore 16.00 momento di preghiera) 

 

Giovedì 5 settembre

PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO di GESU’ BAMBINO DI PRAGA AD ARENZANO (GE)
Ci sono ancora dei posti disponibili!!! 

Ore 17.00     CAVIAGA: Preghiera del Rosario 

Ore 20.30     CAVENAGO:  S. Messa

Int.                  Foletti Giuseppe, Zighetti Giovanna; Grecchi Luigia.

 

Venerdì 6 settembre 

Ore 20.30    SANTUARIO: S.Messa in latino

Int.                  Cappellini Battista e Nina; Fiorenzo Ciacio; Rita Taloni; Grassi Angela; Bernasconi Angelo e Fiolini Assunta.

 

Sabato 7 settembre
San Giovanni da Lodi antica 

Ore 9.00        SANTUARIO: S.Messa

Int.                  Bonazzi Epifanio e Foletti Giacomina; Angelo Peviani (15° anniversario); Elda Corrù; Lattuada Giuseppe, Giacomina e Def. Fam.; Massè Abele, Lino, e Def. Fam.; 

Ore 17.00      CAVIAGA: S. Messa prefestiva 

Int.                  Barbati Silvio e Daghetti Sergio; Def. Famiglia Luigi Pastori, Angelo, Giovanna, Piera; Gazzola Giacomo, Giuseppina, Alberto e Luisa; Mastroni Giulia, Boriani Luigi e Polenghi Maria Grazia. 

Ore 20.30      CAVENAGO: S. Messa prefestiva

Int.                  Pastori Pietro, Negri Vittorio e famigliari; Grandi Giuseppe e Bonvini Maria; Moroni Adriano e Sandro; Corrù Alessandro; Invernizzi Giuseppina (1° anniv.) e Fam. Agnelli Emilio

 

Domenica 8 Settembre
XXIII del Tempo Ordinario anno C 

Ore 8.30          PERSIA: S. Messa

Int.                  Def. Fam. Rota e Crea. 

Ore 10.30        CAVENAGO: S. Messa pro-populo 

Ore 17.30        SANTUARIO:  Secondi Vespri 

Ore 18.00         SANTUARIO: S. Messa

Int.                  Santina Colossi ved. Zuccari; Donati Lorenzo; Cerri Pierrinaldo e Fam.; Bignami Ivo, Ezio e Fam.; Brugnoli Emiliana (f.c. dagli amici di Fabio).


NOTE, AVVISI E ALTRO…. 

Non dire che sei………………..
Alex ZanardiLuigiaccattoli.it

Una volta ero a Budrio, dove c'è il laboratorio che mi fa le protesi. Alla fine vado in un bar, si parla come al solito di auto, di Ferrari, tutti giù a offrirmi caffè. E vedo un uomo, alla finestra, con una bambina in braccio, che piange. Allora mi avvicino e mi accorgo che la bambina è senza gambe.

L'uomo mi vede e fa: No guardi, non creda, sto piangendo di gioia, sa. Perché Alice è nata senza gambe e oggi, a tre anni, le hanno potuto mettere le prime protesi e quando sono arrivato mi han detto: beh, dove sono le scarpe? E io son corso a comprarle, non l'avevo mai fatto, e adesso piango perché Alice ha le prime scarpe.

Allora sono andato nel bagno del bar e mi sono detto: Sandro, tu hai avuto trentatré anni alla grande, Montecarlo, Indianapolis, la Formula Uno. Hai una moglie, un figlio, degli amici, i soldi, la casa e la barca. Se adesso dici che sei sfigato ti sputo addosso.

Alex Zanardi, bolognese, campione di automobilismo che gareggia e vince anche dopo l'amputazione delle gambe a seguito di un incidente avuto nel 2001.


IL GIORNO DEL “SI” ALL’AMORE
……storia di una vocazione 

Suor Maria Donata del Dio della Speranza, monaca di clausura presso il monastero delle Sorelle Clarisse di Bergamo, racconta il suo cammino…. 

Guardo il cielo in questi giorni e lo vedo più azzurro del solito. Nell’aria frizzante di fine stagione si libera, dolce e chiaro, il canto dei primi passerotti. Sugli alberi di pesco del nostro giardino piccole gemme, acerbe primizie di un’imminente primavera, preannunciano qualcosa in arrivo. Ma perché quello che ormai si ripete da molti anni mi appare ora così diverso? Sarà, forse, il cielo dentro di me ad essere particolarmente sereno? È il giubilo del cuore a comporre, in sintonia col cinguettio degli uccellini, armoniose melodie che si rincorrono leggere dentro il silenzio della mia cella? Persino nel volto delle sorelle, di sempre colgo, in alcuni frammenti di attimi, sfumature nuove. In qualcuna mi sembra di veder splendere la candida bellezza del giglio, in altre la gentile delicatezza della rosa, in altre ancora la disarmante semplicità della margherita…

Forse tutto mi appare più belle perché fra poco verrà per me il grande giorno, tanto atteso e sognato:il giorno del mio “sì” all’Amore.

Nei momenti come questi brillano, rincorrendosi nella memoria, i ricordi belli del passato, timidi inizi di un percorso, già deciso per me dall’eternità, ma ancora sconosciuto. Il pensiero corre, veloce e leggero, a quel pomeriggio quando ho varcato la soglia del monastero delle Clarisse di Bergamo. Oltre al volto di persone care che custodivo nel cuore, portavo con me un desiderio profondo: appartenere per sempre al Signore. Mi attendeva un cammino nuovo, che non conoscevo, bello e non facile nello stesso tempo. Stava per avere inizio la sorprendente e imprevedibile avventura della sequela. Lasciati gli abiti del “mondo” per indossare uno scamiciato marrone e un tau al collo, segni concreti e visibili del tempo del postulato, ho iniziato il cammino della verifica e della prova della mia vocazione. Nel dicembre dell’anno successivo, decisa a proseguire il “santo viaggio” e a conoscere meglio il dono della chiamata divina, ho chiesto di poter essere ammessa alla vestizione. Così, con un crescente desiderio di seguire le orme del Signore Gesù, con un abito nuovo (il saio francescano, il cingolo e il velo bianco) e un nome nuovo si aprivano davanti a me nuovi orizzonti verso cui avanzare lieta e confidente in quella grazia che mi avrebbe accompagnata giorno dopo giorno. Il tempo del noviziato è durato due anni e mezzo. Si avvicinava un’altra tappa: la professione temporanea dei consigli evangelici. Un passo decisivo dove il si iniziale detto al Signore si riconfermava e concretizzava nell’impegno di vivere il santo Vangelo, in castità, senza nulla di proprio, in obbedienza e in clausura. Contenta perché consacrata a lui, il desiderio di essere “sua” per tutta la vita, nella fraternità in cui mi aveva posta, andava rafforzandosi, fino al momento in cui ho intuito che il Signore mi invitava a dire un altro “eccomi”; il dono della professione solenne era pronto per essere accolto. Ora, tra lo stupore, la gratitudine, un po’ di commozione, mi apro alla grandezza del Suo Amore e mi preparo a ricevere il sigillo dell’alleanza fedele ed eterna che il Signore porrà, per sempre, su di me. Mentre in sottofondo sentimenti ed emozioni avvolgono i pensieri, il ricordo scivola, per brevi istanti, negli anni passati, e va ad illuminare gli inizi della mia vocazione, quando in un giorno apparentemente come gli altri, Qualcuno è entrato nella mia storia…ed è stato un sussurro lieve di voce.

Una proposta, un invito, una spinta, non tanto a lasciare tutto, ma a scoprire come e dove avrei trovato il Tutto che andavo cercando in altre realtà. E poi, quasi fin da subito, quell’inspiegabile attrazione verso una forma di vita in clausura, quella abbracciata da santa Chiara di Assisi, la madre fondatrice del nostro Ordine di Sorelle Clarisse. Non nascondo i momenti bui e difficili del dubbio, dell’incertezza della paura, dello smarrimento, quando tutto dentro e fuori di me, si stava ribaltando e qualcosa già stava mutando nella mia normale vita di giovane fidanzata, con un lavoro che i piaceva e con non pochi progetti per il futuro.

Ma il Signore, che porta a compimento l’opera iniziata, ha tenuto la mia mano stretta nella sua e mi ha guidata, accompagnata e sostenuta lungo il percorso fatto e sono certa che, sulla strada pianeggiante e sulle ripide salite che mi attendono, continuerà a farlo con l’Amore di sempre.


   Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 1 al 8 settembre 2019