CAMMINIAMO INSIEME

Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda

Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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PER RIFLETTERE…

Se sapessi che è l'ultima volta
Don Vittorio Peri, Pregare è dire Amen

Se sapessi che è l'ultima volta
ti guarderei mentre ti addormenti,
ti rimboccherei le coperte più strettamente,
e ringrazierei il Signore per la tua vita preziosa.

Se sapessi che è l'ultima volta
ti accompagnerei fino alla porta quando esci;
ti darei un bacio e un abbraccio,
e ti chiamerei indietro per un altro ancora.

Se sapessi che è l'ultima volta
spegnerei il televisore per udire la tua voce,
per ricordarne il tono e l'accento.

Se sapessi che è l'ultima volta
che stiamo insieme, vorrei regalarti
ogni istante per renderti felice.

Se sapessi, o Signore,
che questo è l'ultimo mio giorno
distribuirei ogni mio avere
per presentarmi a te
ricco soltanto di amore. 

e allora…non continuare a rimandare; vivi la tua vita in pienezza, ama, soffri, spera, spenditi per i fratelli seguendo Cristo! I beni che hai li lascerai qui, ti seguirà solo l’amore che hai dato…


 

Domenica 27 Ottobre
XXX del Tempo Ordinario 

Nel salone cinema dell’Oratorio apertura del mercatino missionario 

Ore 7.30         CAVENAGO: S. Messa

Int.                  ……………………………... 

Ore 9.20        CAVENAGO: preghiera dei ragazzi della catechesi e suddivisione in gruppi 

Ore 10.30        CAVENAGO: S. Messa per tutta la Comunità 

Ore 15.30       CAVENAGO: canto del Vespro       

 

Lunedì 28 Ottobre 

Ore 15.00   CIMITERO DI CAVENAGO: S.Messa  (in caso di maltempo si celebra in chiesa)

Int.                  Def. Fam. Bossi, Tacconi, Vailati, Vanini; Def. Fam. Sacco, Boriani, Pedrali; Egidia Maggi, Eugenio Bergamaschi; Emilio Groppelli (f. c. dalla classe 1938 di Cavenago); Malusardi Piera; Rosanna Felloni in Zighetti e Emiliana Brugnoli, Pizzamiglio Maria e Colombo; Cremonesi Carlino e Def. Fam.; Bracchi Guerina (f.c. da Mariarosaria).

 

Martedì 29 Ottobre 

Ore 10.00     CIMITERO DI CAVENAGO: S.Messa  (in caso di maltempo si celebra in chiesa)

Int.                  Per tutti i defunti: in particolare sacerdoti, religiosi/e, consacrati, benefattori, laici impegnati 

Ore 15.00     CAVENAGO: in Oratorio primo incontro del Corso di Ricamo 

Ore 16.00     CIMITERO DI CAVIAGA: S. Messa (in caso di maltempo si celebra in chiesa)

Int.                  Marinoni Paolo.

 

Mercoledì 30 Ottobre 

Ore 15.00     CIMITERO DI CAVENAGO:  S. Messa (in caso di maltempo si celebra in chiesa)

Int.                  Vailati Paolo; Def. Fam. Sacco, Boriani, Pedrali; Defunti Classe 1938 (f. c. dalla Classe 1938); Scartabellati Giovanni e Fam.; Marazzi Ernesto e Fam.; Antonio Marchesini e Vita Marazzi; Assunta Fiolini e Angelo Bernasconi; Zighetti Giuseppe (Bastè), Maresta Estilde; Angelo Cagni. 

Ore 20.45 - 21.30          CAVENAGO: Canto del Vespro e Adorazione Eucaristica in chiesa, e possibilità di Confessioni.   (in particolare per chi lavora o studia – presenza di un sacerdote confessore da Lodi). 

 

Giovedì 31 Ottobre 

Ore 8.30 - 10   CAVENAGO:  Lodi e Adorazione Eucaristica in chiesa, e possibilità di Confessioni. 

Ore 17.15          CAVENAGO:  Sante Confessioni 

Ore 18.00         CAVENAGO:  S. Messa prefestiva

Int.                  Pro vivis: perché tutti i fedeli della Parrocchia diventino santi.

 

Venerdì 1 Novembre
Solennità di Tutti i Santi – Giornata di santificazione mondiale 

Ore 9.00    CAVIAGA: S.Messa

Int.                  Novelli Caterina e Merlini Vittorio. 

Ore 10.30    CAVENAGO: S.Messa pro-populo 

ore 15.00     CAVENAGO:in chiesa parrocchiale a Cavenago: celebrazione dei Secondi Vespri.

Segue processione al Cimitero dove si celebrerà la S. Messa. 

Int.                  don Luigi Vaccari, don Felice Esposti, don Bruno Negretto; Don Franco Bertolotti; Cisari Mario; Moretti Emilio, Primo e Caterina; Grossi Giovanni e Tullio; Corrù Antonio; Coniugi Doldi e Figli; Defunti Famiglie Sacco, Boriani, Pedrali; Rossi Margherita e Cattaneo Aldo;Defunti Classe 1945; Bertazzoli Celestina, Montoldi Santino, Francesco, Giacomina; Cassinelli Rosa, Canevari Ernesto. 

N.B. Per chi visita una chiesa dal mezzogiorno dell’1 novembre a tutto il 2 novembre, e per chi visita devotamente un cimitero dall’1 all’8 novembre è possibile ottenere, una volta al giorno, l’indulgenza plenaria (applicabile a modo di suffragio ai nostri defunti) alle consuete condizioni: Confessione e Comunione Sacramentale (entro 8 giorni), recita del Padre Nostro e del Credo; preghiera secondo le intenzioni del Papa e per i fedeli defunti, distacco dal peccato.

 

Sabato 2 Novembre
Commemorazione di tutti i fedeli defunti 

Ore 10.00    CIMITERO DI CAVENAGO: S.Messa

Int.                  Folletti Pietro, Mariuccia, Maddalena, Famiglia Miragoli e Balbi Francesco; Marcenaro Enrico; Def. Fam. Sacco, Boriani, Pedrali; Corrù Andreina e Famiglia; Grossi Giuseppe, Grassi Angela, Rita Taloni. 

Ore 17.00    CAVIAGA: in chiesa S.Messa prefestiva (al termine processione al Cimitero)

Int.                  Mario Dacosto; De Stefani Antonio, Bandirali Angela. 

Ore 20.30      CAVENAGO: S. Messa prefestiva

Int.                  Lazzari Nino, Cipolla Pierina, Zighetti Angelo; Geroni Sante e Giampietro; Zancarli Iolanda;  Soffientini Pietro, Donati Francesca, Pierino. 

 

Domenica 3 novembre
XXXI del Tempo Ordinario 

Ore 7.30    CAVENAGO: S. Messa

Int.                  per le anime del Purgatorio le più sofferenti. 

Ore 9.20        CAVENAGO: preghiera dei ragazzi della catechesi e suddivisione in gruppi 

Ore 10.30        CAVENAGO: S. Messa per tutta la Comunità

Per i Caduti di tutte le guerre (f.c. dalla Associazione Combattenti, Reduci e Simpatizzanti). 

Segue corteo fino al Monumento dei Caduti per la deposizione della corona d’alloro. 

Ore 15.30       CAVENAGO: canto del Vespro


 

NOTE, AVVISI E ALTRO….  

OFFERTE RICEVUTE

Buste Sagra (aggiornamento):

      Cavenago,     n°  5 per   45 €
      Caviaga,        n°  1 per   10 € 

Buste Missioni:

      Cavenago,     n° 4 per   25 €
      a Caviaga non sono state distribuite

Pro Parrocchia Cavenago:  N.N. 30 €; 

Pro Parrocchia Caviaga: N.N. 50 €; N.N. “per la mia chiesa” 25 €; dalla benedizione delle famiglie  280 €; 

Pro Bollettino  5 €; 

Pro organo:  in memoria di Angelo Cagni, le amiche di Giancarla offrono 50 €; 

Pro vetrate:  N.N.  50 €;  

SPESE SOSTENUTE 

Parrocchia Cavenago:  versamento all’Ufficio Diocesano per Giornata Missionaria 150 €; 

Parrocchia Caviaga:     versamento all’Ufficio Diocesano per Giornata Missionaria   50 €; 

Grazie ad un artigiano che ha realizzato un porta riviste per l’Oratorio e un leggio per il Santuario; grazie a chi ha pulito la cappella del Cimitero di Cavenago; grazie alla famiglia di Caviaga che ha messo a disposizione la cappella cimiteriale per la celebrazione della Messa; grazie alle mamme, ai papà, ai nonni che, nei giorni feriali, portano i loro bambini in chiesa per una preghiera e una visita al Santissimo Sacramento: questa è la prima catechesi – LA TESTIMONIANZA

 


PILLOLE DI CATECHESI

Il culto dei defunti e il valore dei suffragi 

Caro Padre le scrivo per dirle che all’età di 85 anni, è venuta a mancare mia madre. L’amavo moltissimo. Sembra una banalità dirlo (chi non ama sua madre?) ma eravamo legati da un rapporto molto speciale fatto di amore, affetto e tenerezza. Specialmente negli ultimi due anni e mezzo in cui non è stata più bene, mi ispirava la tenerezza di un neonato. Mi sono, in quel periodo, completamente dedicato a lei, cercando con tutti i miei tanti limiti, di assisterla e di non lasciare nulla di intentato nella ricerca di una qualche terapia che potesse almeno farla stare meglio. Adesso nelle mie preghiere serali l’ultima preghiera è quella dei defunti: penso alle persone che mi sono state care e abbraccio mia madre idealmente come l’abbracciavo fisicamente quando era in vita. Volevo chiederle che posto e che importanza ha, nella nostra fede, il culto dei defunti e se in qualche modo le preghiere che noi dedichiamo a loro possano giovargli. Inoltre mi chiedo se andare a mettere dei fiori dove sono custodite le loro spoglie, (cosa che io sento il bisogno e il piacere di fare), oltre che essere consolatorio e gratificante per noi, abbia un significato anche per loro che ormai vivono in una dimensione altra ed inimmaginabile per noi. 

Risposta del sacerdote 

Carissimo,  il dolore di qualunque persona non ci può lasciare insensibili. 

1. È molto consolante il pensiero che tutto quello che con infinito affetto hai fatto per tua mamma il Signore l’ha ritenuto fatto a sé. Non tanto per il merito (pure esso importante) ma per la gioia di aver fatto qualcosa per il Signore. 

2. Vengo adesso alle tue domande. Il Catechismo della Chiesa cattolica a proposito dei defunti dice che "la nostra preghiera per loro non solo può aiutarli, ma può anche rendere efficace la loro intercessione in nostro favore" (Catechismo Chiesa Cattolica n° 958). Pertanto la nostra preghiera, mentre alimenta una comunione di vita che ci è preziosa, ha una duplice efficacia: aiuta le loro anime a purificarsi, e giova a noi perché è come se aprissimo un varco tra noi e loro che ci permette di sentire quanto sia potente la loro intercessione davanti a Dio a nostro favore. Dobbiamo sapere che le preghiere e i meriti della loro vita precedente stanno sempre in atteggiamento di supplica davanti a Dio per noi. 

3. Portare un fiore sulle loro tombe è una testimonianza di fede nella comunione di vita che c’è tra noi e loro. Sappiamo che ai nostri morti la vita non è tolta, ma trasformata, come dice la Liturgia della Chiesa. Portare un fiore è un segno di affetto che senza dubbio è gradito a Dio ed è gradito anche ai nostri morti che dall’aldilà possono apprezzare il nostro gesto. 

4. Ma indubbiamente vi sono altri fiori, ancor più preziosi che noi possiamo loro donare. 
E questi fiori sono costituiti dalla celebrazione della S. Messa per loro e dalle altre opere di suffragio. 

5. A questo proposito il Catechismo ricorda “la preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: «Perciò Giuda Maccabeo fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato» (2 Mac 12,45)” (CCC 1032). E afferma che “fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il Sacrificio Eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti” (CCC 1032). 

6. Ti esorto a largheggiare più che puoi nel donare soprattutto questi fiori, che non diventano mai vecchi e il cui merito dura in eterno. Ti troverai contento e ripagato 

IL GALLO, LA ZUCCA E IL MISTERO DI HALLOWEEN 

Tratto da: L’Osservatore Domenicano, 31 ottobre 2017, articolo di fr. Pietro Zauli 

Non è che a noi cristiani ci vada poi proprio a genio la festa di Halloween e lo dico con tutti i pleonasmi del caso. Perché? Per due semplici ragioni: la prima è dovuta al fatto che la vigilia di tutti i Santi (perché questo è il significato della parola Halloween) non c’entra niente con tutti i santi, anzi ne sembra il contrario. Non solo la vigilia ha sostituito per fama la sua festa (e questo non è normale), ma celebra il contrario della festa. La comunità dei santi, essendo il concilio del Dio vivente, è una comunità di viventi; la festa di Tutti i Santi, quindi, è la festa della Vita al di là della morte.

Al contrario Halloween è la festa della morte al di qua della Vita, come svelano tutti i cadaverini che addobbano i crocicchi delle strade. Per un cristiano estremamente consapevole di sé, parlar di morte significa rammentare il suo significato biblico: “Non provocate la morte con gli errori della vostra vita, / non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani, / perché Dio non ha creato la morte / e non gode per la rovina dei viventi. / Egli infatti ha creato tutto per l’esistenza / le creature del mondo sono sane, /in esse non c’è veleno di morte, / né gli inferi regnano sulla terra (guarda caso il contrario di Halloween)” (libro della Sapienza 1, 12-14). In secondo luogo siamo di fronte a quella notte che tutti i seguaci dell’occultismo preferiscono per compiere i loro macabri rituali. Ecco, in sintesi, perché Halloween, nonostante i gustosi dolcetti, non ci va proprio a genio.

Ma di fronte all’ineluttabile indifferenza con cui il ghigno luccicante delle zucche irride le nostre cattoliche opinioni, non dobbiamo limitarci a rosicare la bombetta salata di Rockerduck; dobbiamo piuttosto ricordarci che anche dove la Chiesa sembra messa da parte, anche laddove scheletri e fantasmini sembrano preferiti ad una festa eccezionale come quella di Tutti i santi, anche allora Cristo ha vinto il mondo. L’arte sta nel saperlo scorgere.

Come? Mi viene in mente un magnifico passo del Drammaturgo (inglese per natali, universale per valori) al comparire di un sussurrante fantasma:

“Orazio: Ed è trasalito, come persona colpevole a un pauroso richiamo. Ho sentito dire come il gallo, ch’è la tromba del mattino, risvegli il dio del giorno con la sua gola alta e sonante; e che, al suo segnale, gli spiriti errabondi e vagolanti nel mare, nel fuoco, nella terra e nell’aria s’affrettano ai loro nascondigli […].

Marcello: È svanito al canto del gallo. Dicon taluni che all’appressarsi di quel tempo dell’anno in cui si celebra il natale del Salvatore, l’uccello dell’alba canta sempre per tutta la notte quant’è lunga: ed allora – dicono – gli spiriti non possono vagare in giro; le notti son salubri, gl’astri non son perniciosi, né fata alcuna ha potere d’incantesimo o strega di affatturamento: tanto santificato e colmo di grazie è quel tempo[1].

Siamo di fronte ad una vecchia leggenda inglese, ma la sua profondità spirituale è straordinaria. Qualcuno potrebbe obbiettare che non sia poi così pertinente, perché la citazione parla di Natale e non della festa in questione. Tuttavia ci sono forti analogie fra Natale e Tutti i Santi.  

Perché? Perché Tutti i Santi è, per eccellenza, il natale prima del Natale e più precisamente il Natale della Chiesa. Se alla fine di dicembre celebriamo Dio nel suo miracoloso prendere corpo, nel suo farsi uomo in carne ed ossa, agl’inizi di novembre festeggiamo Dio prendere il nostro corpo nel suo farsi Corpo Mistico, cioè la Chiesa. È, per eccellenza, la festa del Regno, della comunità realizzata di tutti i credenti e quindi la memoria della nostra meta: “Il Regno di Dio […] è la nostra unica destinazione” e “la consapevolezza di avere questo superiore traguardo […] dà senso e sapore alla vicenda terrena[2].

Potremmo sentirci scoraggiati di fronte ad una simile cerchia di gloriosi fratelli nella fede: chi è come un San Tommaso, un San Francesco o una Madre Teresa di Calcutta? Ma il punto sta proprio nel ricordarsi che la festa del Regno non è la celebrazione dell’impeccabilità, ma della pecorella smarrita, degl’imperfetti salvati: “Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione” (Lc 15, 7). La festa di Tutti i Santi è la festa di quel peccatore pentito. Ma c’è di più: la festa di Tutti i Santi è la liturgica gioia con cui il Cielo si commuove per chi fra noi si lascia commuovere, per chi fra noi si pente. Perché non so, ma l’animo mi dice che vi è una profonda connessione fra conversione e commozione, un legame che va al di là dell’etimologia delle parole.

Ora, in questa prospettiva anche dalla notte di Halloween possiamo trarre un prezioso insegnamento: essa è per eccellenza la notte degli spiriti, dove ogni forma di inquietudine ultraterrena ha modo di sfogarsi (un curioso preludio apocalittico, perché anche nell’ultimo giorno sarà così, cfr. CCC 677). Ma la notte di Halloween è appunto una notte soltanto. Per quanto la vigilia esprima il contrario della sua festa, non è Tutti i Santi a terminare in Halloween, ma Halloween in Tutti i Santi: Dio ha posto un limite alle tenebre, un limite di giubilo tanto che alla tromba del mattino esse, che vogliano o no, debbono affrettarsi ai loro nascondigli.

Questo limite ha un nome: è la Chiesa, la comunità dei salvati. Il che fa riflettere su quanti esplicitamente o implicitamente l’avversano, magari anche mossi dalle più ‘innocenti’ intenzioni. Ma questa comunione non è esclusiva dell’uomo: attraverso l’uomo risplende su tutta la creazione che “attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; […] e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio” (Rm 8, 19-21) e con Shakespeare potremmo dire che “gli spiriti non possono” più “vagare in giro; le notti son salubri, gl’astri non son perniciosi, né fata alcuna ha potere d’incantesimo o strega di affatturamento: tanto santificato e colmo di grazie è quel tempo”.

[1] W. Shakespeare, Amleto 1.1, vv. 148-164, trad. it. di Gabriele Baldini, bur, Milano 2016, pp. 129-131
[2] Card. Giacomo Biffi, Lo Spirito della Verità, esd, Bologna 2009, p. 91


Un invito, quindi, a vivere cristianamente la festa di Tutti i Santi e la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, in particolare con la partecipazione alle Sante Messe, la preghiera di suffragio, la visita devota ai Cimiteri. Per le famiglie con i bimbi piccoli e non……. un suggerimento a scegliere un Santo/Santa e a scoprirne la vita. Si può iniziare dai Santi di cui i figli portano il nome.

 

PER CONOSCERE ALCUNE FIGURE DI SANTI….

Beato Alfredo Cremonesi Sacerdote del PIME, martire

 

Alfredo Cremonesi nacque a Ripalta Guerina, in diocesi di Crema, il 16 maggio 1902. Entrò nel Seminario diocesano, ma negli anni del liceo si ammalò gravemente di linfatismo, una malattia del sangue. Una volta guarito, certo che a intercedere per lui fosse stata santa Teresa di Gesù Bambino, passò al Seminario per le missioni estere di Milano nel 1922. Fu ordinato sacerdote il 12 ottobre 1924; un anno dopo partì per la Birmania, l’odierno Myanmar. Ancora dopo un anno gli fu assegnato il distretto missionario che comprendeva anche il villaggio montano di Donoku. Seguì le vicende politiche birmane restando accanto alla popolazione, sia durante l’occupazione giapponese, sia quando il Paese si rese indipendente. In quell’ultima fase, però, cominciò a essere visto con sospetto. Il 7 febbraio 1953 le truppe governative arrivarono a Donoku: il missionario, in un estremo tentativo di difesa della sua gente, venne colpito mortalmente, con raffiche di mitra. Il suo corpo fu sepolto nel cimitero della missione di Donoku. Dopo la presentazione della “Positio super martyrio”, i Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi, l’8 febbraio 2018, si sono espressi a favore del riconoscimento del martirio di padre Alfredo. Il 19 marzo 2019, Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui padre Alfredo veniva ufficialmente dichiarato martire. La sua beatificazione è stata celebrata il 19 ottobre 2019, nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Crema, col rito presieduto dal cardinal Becciu come inviato del Santo Padre. 

Santa Gianna Beretta Molla, Madre di famiglia

 

Estremamente limpida, estremamente graziosa. Così appare la dottoressa Gianna Beretta all’ingegnere Pietro Molla nei primi incontri. Si conoscono nel 1954 e si sposano a Magenta il 24 settembre 1955. Nella famiglia di lei, i Beretta milanesi, i 13 figli erano stati ridotti a otto dall’epidemia di “spagnola” dopo la guerra 1915/18 e da due morti nella prima infanzia. Dagli otto vengono fuori una pianista, due ingegneri, quattro medici e una farmacista. Uno degli ingegneri, Giuseppe, si fa poi sacerdote; e due dei medici diventeranno religiosi: Madre Virginia e Padre Alberto, missionari. Gianna, la penultima degli otto, nata nella casa dei nonni a Magenta, è medico chirurgo nel 1949 e specialista in pediatria nel 1952. Continua però a curare tutti, specialmente chi è vecchio e solo. Medico a 360 gradi. Per lei tutto è dovere, tutto è sacro: "Chi tocca il corpo di un paziente", dice, "tocca il corpo di Cristo". I coniugi vivono la robusta tradizione religiosa familiare (Messa e preghiera quotidiana, vita eucaristica) inserendola felicemente nella modernità. Gianna ama lo sport (sci) e la musica; dipinge, porta a teatro e ai concerti il marito, grande dirigente industriale sempre occupato. Vivono a Ponte Nuovo di Magenta, e lei arricchisce di novità gioiose anche la vita della locale Azione cattolica femminile: i “ritiri” sono momenti di forte interiorità, e lei vi aggiunge occasioni continue di festa: è davvero la collaboratrice della loro gioia. Vive questo incarico come la missione di medico: dopo la sua morte, il marito leggerà gli appunti con cui lei preparava gli incontri, scoprendovi "una connessione indissolubile tra amore e sacrificio".  Nascono i figli: Pierluigi nel 1956, Maria Rita (Mariolina) nel 1957, Laura nel 1959. Settembre 1961, quarta gravidanza, ed ecco la scoperta di un fibroma all’utero, ecco l’ospedale, la gravità sempre più evidente del caso, la prospettiva di rinuncia alla maternità per non morire. E per non lasciare soli tre orfani. Ma Gianna ha la sua gerarchia di valori, che colloca al primo posto il diritto a nascere. E così decide: a prezzo della sua vita e del dolore dei suoi, a dispetto di tutto, Gianna Emanuela nasce, e sua madre può ancora tenerla tra le braccia, prima di morire il 28 aprile 1962. Una morte che è un messaggio luminoso d’amore. Ma ogni giorno della sua esistenza era stato già vissuto da Gianna nella luce. Così parla per lei Gianna Emanuela, la figlia nata dal suo sacrificio: "Sento in me la forza e il coraggio di vivere, sento che la vita mi sorride". E vuole rendere onore alla mamma, "dedicando la mia vita alla cura e all’assistenza agli anziani". E' stata proclamata santa da Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004.


   Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 27 ottobre al 3 novembre 2019