2 Marzo, Lunedì
Prima settimana di Quaresima
Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere,
ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato,
ero in carcere e siete venuti a trovarmi (Mt 25, 35-36)
È una di quelle pagine che ti fa venire la pelle d’oca, se davvero ci credi alla Parola del Signore, una pagine che tifa rizzare i capelli, perché ti mette di fronte alla tua coscienza di credente. Senza fare sconti. Ho avito fame e mi avete dato da mangiare. Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare. Ho avuto sete e mi avete dato da bere. Ho avuto sete e non mi avete dato da bere. Ero straniero e mi avete accolto. Ero straniero e non mi avete accolto. Ero nudo e mi avete vestito. Ero nudo e non mi avete vestito. Ero malato e mi avete fatto visita. Ero malato e non siete venuti a visitarmi. Ero in carcere solo e siete venuti a trovarmi. Ero in carcere e non siete venuti a trovarmi. Mi avete…non mi avete. Siete venuti…non siete venuti. Devono risuonarci queste battute come provocazioni che ci interrogano e ci mettono di fronte alla nostra coscienza di cristiani, “rispolverando” quelle che ormai abbiamo messo nel dimenticatoio del catechismo, ciò che un tempo chiamavano le sette opere di misericordia corporale. Non sono passate, certamente di moda, ma sono il fondamento per rendere la nostra fede fattiva, reale, concreta, generosa. In una sola parola, creativa. Non c’è fede senza carità. E non c’è carità cristiana senza fede. Una fede che non si scalda al braciere della carità verso il prossimo più bisognoso non è affatto fede. Rendi creativa la tua fede! Sta lontano dalla noia e dalla ripetitività di una fede “imparata” a tavolino, rigida nei suoi schemi, rinchiusa nelle teorie. Fa’ della tua fede un movimento d’amore.
Quello che fai oggi, fallo con più amore……….
PREGHIERA
Beato l’uomo che ha cura del debole, nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Veglierà su di lui il Signore, lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà alle brame dei nemici.
Salmo 40
3 Marzo, Martedì
Prima settimana di Quaresima
Voi dunque pregate così: Padre nostro(Mt 6,9)
Gustate la bellezza della preghiera. È di preghiera, infatti, che si parla oggi. La preghiera del cristiano è una logica conseguenza dell’ascolto della Parola di Dio. La Parola, infatti, è ciò che ci il Padre dice a noi, ciò che ci comunica, mentre la preghiera è la risposta dell’uomo a quell’ascolto. Si instaura in tal modo un vero e proprio dialogo tra Dio e l’uomo, ecco perché Gesù ci insegna a pregare, consegnandoci la preghiera del “Padre nostro”: ci insegna, cioè a saper metterci in ascolto di Dio e ad instaurare un rapporto di fedeltà e di figliolanza, una relazione “a tu per tu”. Con il Padre nostro, Gesù ci sta educando a relazionaci con Dio, per sentirci anche noi figli. Non ci dice semplicemente tanto le parole da pronunciare (“non sprecate parole”), ma ci indica uno stile orante, ci orienta a fare della nostra esistenza una preghiera vivente. La preghiera ci insegna Gesù non va’ recitata a memoria, ma va vissuta, è uno stile di vita.
Esercitati nell’arte della pazienza….
PREGHIERA
A te grido, Signore, chiedo aiuto al mio Dio […]
ascolta, Signore, abbi misericordia, Signore, vieni in mio aiuto.
Hai mutato il mio lamento in danza,
la mia veste di sacco in abito di gioia, perché io possa cantare senza posa.
Signore, mio Dio, ti loderò per sempre
Salmo 29
4 Marzo, Mercoledì
Prima settimana di Quaresima
Giona fu un segno per quelli di Ninive (Lc 11, 30)
Giona, il profeta controvoglia. Non ha mai voluto fare il profeta. O meglio, non ha voluto annunciare la parola di Dio proprio a coloro che a cui egli non voleva che annunciasse, gli abitanti di Ninive. Ma Dio lo chiama e alla fine, anche in modo un po’ violento, lo “costringe” a farsi portavoce del suo messaggio. Ma non è che Giona non volesse esercitare la funzione di profeta, quanto invece, non voleva recarsi a Ninive, un popolo corrotto, e per questo un popolo meritevole di aspre castighi. Dio però, vuole offrire a questo popolo la possibilità di convertirsi. Magari, il profeta Giona avrebbe desiderato essere tale andando al paese più zelante della terra. Invece no: assistiamo oggi dunque, ad una duplice conversione, ad un doppio miracolo di Dio: la conversione di Giona e quello dei niniviti. Giona si converte perché comprende che deve andare ad annunciare la Parola di misericordia di Dio proprio alla gente che necessita di vivere questa esperienza di amore e di riconciliazione. Quale il messaggio per noi oggi? Come doppio è il miracolo a cui assistiamo oggi doppio è il messaggio per noi: senza conversione personale non si pretendere di convertire gli altri. Senza un cambiamento da parte nostra, non possiamo volere quello degli altri. Il cambiamento “esterno” potrà avvenire quando ci sarà un cambiamento interiore. Ogni cambiamento parte da sé stessi.
Oggi vivi col sorriso e dicendo “grazie”….
PREGHIERA
Il signore è il mio pastore: non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastono e il tuo vincastro mi danno sicurezza
Salmo 23
5 Marzo, Giovedì
Prima settimana di Quaresima
Gesù disse ai suoi discepoli: “chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete,bussate e vi sarà aperto.
Perché chiunque chiede riceve,e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto”. (Lc 9, 10-11)
Assistiamo ogni giorno ad un’altra catechesi sull’importanza della preghiera. La preghiera che Gesù ci insegna a vivere è, appunto, una “preghiera altra”, una “preghiera per”, per gli altri. La preghiera, in realtà, non consiste nel chiedere per se, quanto per educarci alla prossimità. Più si pregherà per gli altri, più Dio provvederà a te. Una preghiera che chiude a riccio (“Signore, aiutami…”; “Signore, dammi…”; “Signore, fa che io…”) non sarà mai una preghiera. Ecco il senso della conclusione del Vangelo: “tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”. E Gesù aggiunge: “questa infatti è la Legge e i Profeti”. Questo, cioè, è il nocciolo della nostra fede. Una fede che non si apre alla prossimità non sarà mai una fede. Chiediamoci oggi: come è la mia preghiera? Come vivo la preghiera? Quando prego, cosa dico? Per chi prego? La preghiera mi apre al prossimo o mi porta a un intimismo sfrenato e controproducente? La preghiera mi educa a sapere andare incontro all’altro? Perché prego?
Prega il Santo Rosario, se hai dei figli, recita almeno una decina con loro
PREGHIERA
Acclamate al Signore, voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza.
Riconoscete che il Signore è Dio; egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo.
Varcate le sue porte con inni di grazie, i suoi atri con canti di lode, lodatelo, benedite il suo nome;
poiché buono è il Signore, eterna la sua misericordia, la sua fedeltà per ogni generazione.
Salmo 99
6 Marzo,Venerdì
Prima settimana di Quaresima – GIORNO DI MAGRO
Va’ e prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono (Mt 5, 24)
Ci si aspetterebbe che Gesù inviti ciascun discepolo e, quindi, ciascuno di noi, ad essere maggiormente zelanti nella preghiera, nella celebrazione dell’Eucarestia, o in chissà quale altra pratica di orazione. Diversamente da ciò, Gesù ci offre un consiglio: se mentre ci capita di stare a Messa dovessimo ricordarci che abbiamo qualche screzio con qualcuno, ebbene, è necessario lasciare a quel punto la celebrazione, per recarsi dal fratello e riconciliarsi. Solo dopo, la celebrazione eucaristica acquisterà il suo giusto valore. In fondo, Gesù ci chiede di superare la nostra giustizia, cioè, di non farci giustizia da soli, motivo per cui possiamo pensare: “è lui/lei che ha torto, quindi io non devo chiedere scusa a nessuno”. Ecco, questo tipo di ragionamento ci impedisce di vivere un vero discepolato. Per questo, Gesù ci chiede di superare la giustizia degli ipocriti, di chi osserva minuziosamente la Legge, ma non vive la carità. La forma più alta della giustizia divina è la carità: una carità che si esprime in un percorso di riconciliazione. Cosa ci suggerisce la Parola di oggi? Giustizia, riconciliazione, fraternità. Possiamo condensare in queste tre parole chiavi il senso del messaggio evangelico che viene sapientemente offerto oggi.
Pensa a chi hai offeso, umiliato, a quello che non hai fatto di bene, e chiedi perdono
PREGHIERA
Cantate al Signore un canto nuovo, suonate la cetra con arte e acclamate.
Poiché retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera.
Egli ama il diritto e la giustizia, della sua grazia è piena la terra.
Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.
Salmo 32
7 Marzo, Sabato
Prima settimana di Quaresima
Se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? […]
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? […]
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (Mt 5, 46-48)
Niente mezze misure. Con Gesù si fa sul serio. Soprattutto, si vive sul serio. E vivere secondo la logica di Gesù, vuol dire vivere in maniera sovversiva, eversiva. Non bisogna fare le stesse cose che tutti fanno. Altrimenti, ci dice Gesù, dove sta la diversità del cristiano, dove sta il surplus evangelico? Il cristiano è fatto per distinguersi. In bene, naturalmente. E il segno distintivo del discepolo di Cristo è la carità sine glossa, senza spiegazioni, allo stato puro, senza limiti. Se c’è qualcosa che dobbiamo saper spendere, per cui dobbiamo avere mani bucate, questa è la carità. Anzi, bisognerebbe avere un cuore bucato. Un cuore forato come quello del nostro Signore Gesù. Da quel cuore grondano gocce d’amore, insieme a tanta umanità. Sarebbe bello, se ciascun cristiano, me compreso, si dicesse: “quello lì ha un cuore bucato, ama troppo, non bada a spese in carità”. Sarebbe meraviglioso! Ma niente scoraggiamenti! Il tempo della Quaresima ci offre questa opportunità per migliorare, per intraprendere un percorso intenso d’amore. Per questo la Chiesa ci offre annualmente questo temo forte. Quaranta giorni intensi per allenarci alla carità senza limiti (charitas sine modo).
Visita il Santuario della Madonna della Costa
PREGHIERA
Beato l’uomo di integra condotta, che cammina nella legge del Signore.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti e lo cerca con tutto il cuore.
Non commette ingiustizie, cammina per le sue vie [...]
Ti loderò con cuore sincero, quando avrò appreso i tuoi giusti giudizi.
Voglio osservare i tuoi decreti: non abbandonarmi mai.
Salmo 118