Stampa
Visite: 2079


Papa Francesco: l'Avvento ci indica l'essenziale della vita, incontrare Cristo nei fratelli 

L’Avvento è il tempo che ci è dato per accogliere il Signore che ci viene incontro, per riconoscerlo nei fratelli, per imparare ad amare.

Questa domenica inizia il tempo dell’Avvento che culminerà nel Natale. Papa Francesco ha spiegato, nell’Angelus del 3 dicembre 2017, che “l’Avvento è il tempo che ci è dato per accogliere il Signore che ci viene incontro, anche per verificare il nostro desiderio di Dio, per guardare avanti e prepararci al ritorno di Cristo. Egli ritornerà a noi nella festa del Natale, quando faremo memoria della sua venuta storica nell’umiltà della condizione umana; ma viene dentro di noi ogni volta che siamo disposti a riceverlo, e verrà di nuovo alla fine dei tempi per «giudicare i vivi e i morti». Per questo dobbiamo sempre essere vigilanti e attendere il Signore con la speranza di incontrarlo”. 

Le tre visite del Signore

Sono le tre visite del Signore all’umanità (Angelus 27 novembre 2016): “La prima visita è avvenuta con l’Incarnazione, la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme; la seconda avviene nel presente: il Signore ci visita continuamente, ogni giorno, cammina al nostro fianco ed è una presenza di consolazione; infine, ci sarà la terza, l’ultima visita”, l’incontro con Cristo nel Giudizio finale, quello che il Papa ricorda citando il capitolo 25 del Vangelo secondo Matteo: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”. Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore. 

Vigilare per cogliere le occasioni per amare

L’invito di Gesù nel tempo dell’Avvento è a vegliare, a fare attenzione, a non sprecare le occasioni di amore che ci dona: “La persona che fa attenzione è quella che, nel rumore del mondo, non si lascia travolgere dalla distrazione o dalla superficialità, ma vive in maniera piena e consapevole, con una preoccupazione rivolta anzitutto agli altri. Con questo atteggiamento ci rendiamo conto delle lacrime e delle necessità del prossimo e possiamo coglierne anche le capacità e le qualità umane e spirituali”. (Angelus 3 dicembre 2017) 

Nel mondo, ma non del mondo

L’Avvento ci fa alzare lo sguardo verso il cielo, ma i piedi sono sempre in terra: “La persona attenta si rivolge (…) anche al mondo, cercando di contrastare l’indifferenza e la crudeltà presenti in esso, e rallegrandosi dei tesori di bellezza che pure esistono e vanno custoditi.

Si tratta di avere uno sguardo di comprensione per riconoscere sia le miserie e le povertà degli individui e della società, sia per riconoscere la ricchezza nascosta nelle piccole cose di ogni giorno, proprio lì dove il Signore ci ha posto. La persona vigilante è quella che accoglie l’invito a vegliare, cioè a non lasciarsi sopraffare dal sonno dello scoraggiamento, della mancanza di speranza, della delusione; e nello stesso tempo respinge la sollecitazione delle tante vanità di cui trabocca il mondo e dietro alle quali, a volte, si sacrificano tempo e serenità personale e familiare”. “Essere attenti e vigilanti sono i presupposti per non continuare a ‘vagare lontano dalle vie del Signore’, smarriti nei nostri peccati e nelle nostre infedeltà; essere attenti ed essere vigilanti sono le condizioni per permettere a Dio di irrompere nella nostra esistenza, per restituirle significato e valore con la sua presenza piena di bontà e di tenerezza”. (Angelus 3 dicembre 2017) 

La buona battaglia della fede

Con il tempo dell’Avvento ricomincia il nostro cammino verso il Signore. Un cammino fatto di gioia ma anche di dolore, di luce ma anche di buio. E il cammino diventa combattimento, è la buona battaglia della fede. Così afferma il Papa: “Dio è più potente e più forte di tutto. Questa convinzione dà al credente serenità, coraggio e la forza di perseverare nel bene di fronte alle peggiori avversità. Anche quando le forze del male si scatenano, i cristiani devono rispondere all’appello, a testa alta, pronti a resistere in questa battaglia in cui Dio avrà l’ultima parola. E questa parola sarà d’amore e di pace!”. (Omelia nella Prima Domenica di Avvento, 29 novembre 2015) 

La cosa più importante è l’incontro col Signore

L’Avvento ci indica l’essenziale della vita. “La relazione con il Dio-che-viene-a-visitarci dà a ogni gesto, a ogni cosa una luce diversa, uno spessore, un valore simbolico. Da questa prospettiva viene anche un invito alla sobrietà, a non essere dominati dalle cose di questo mondo, dalle realtà materiali, ma piuttosto a governarle. Se, al contrario, ci lasciamo condizionare e sopraffare da esse, non possiamo percepire che c’è qualcosa di molto importante: il nostro incontro finale con il Signore: e questo è l’importante. Quell’incontro. E le cose di ogni giorno devono avere questo orizzonte, devono essere indirizzate a quell’orizzonte. Quest’incontro con il Signore che viene per noi”. (Angelus 27 novembre 2016) 

Maria ci conduce per mano da Gesù

Papa Francesco affida l’umanità a Maria: “La Madonna, Vergine dell’Avvento, ci aiuti a non considerarci proprietari della nostra vita, a non fare resistenza quando il Signore viene per cambiarla, ma ad essere pronti a lasciarci visitare da Lui, ospite atteso e gradito anche se sconvolge i nostri piani”. (Angelus 27 novembre 2016) 

PREGHIERA DELL’ANGELUS 

Chi guida la preghiera:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

tutti: Amen. 

Solo: L'angelo del Signore portò l'annuncio a Maria,

tutti: ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.

 Ave, o Maria... 

Solo:  "Ecco sono la serva del Signore."

tutti: "Avvenga in me secondo la tua parola."

Ave Maria... 

Solo: E il verbo si fece carne.

tutti: E venne ad abitare in mezzo a noi.

Ave Maria... 

Solo: Prega per noi santa madre di Dio.

tutti: Perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo. 

Solo: Preghiamo:

Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre,  tu che, all'annuncio dell'Angelo, ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione.

Per Cristo nostro Signore. Amen. 

tutti: Gloria al Padre - L'Eterno riposo – Angelo di Dio 

Quando si termina la preghiera si dice: 

Solo: Benediciamo il Signore

tutti: Rendiamo grazie a Dio. 

Qualche giorno prima che don  Adelio Dell’Oro partisse come “Fidei donum” mandato dal card. Martini per il Kazakhstan, don Giussani ha voluto salutarlo e, durante quel breve incontro, gli ha detto queste parole: “La missione non dipenderà dalle cose belle che saprai fare, dalle iniziative importanti che metterai in piedi, ma dal cambiamento che permetterai a Cristo di compiere nella tua vita. La missione sarà semplicemente l’esito gratuito del tuo cambiamento. La missione è semplicemente la coincidenza della tua presenza con la Presenza di Cristo. Allora la gente, l’uomo, di questo si accorge e ne è toccato”.

 

Vergine dell'Annunciazione

Card. Carlo Maria Martini

Vergine dell'Annunciazione,
rendici, ti preghiamo, beati nella speranza,
insegnaci la vigilanza del cuore,
donaci l'amore premuroso della sposa,
la perseveranza dell'attesa,
la fortezza della croce.

Dilata il nostro spirito
perché nella trepidazione
dell'incontro definitivo
troviamo il coraggio di rinunciare
ai nostri piccoli orizzonti
per anticipare, in noi e negli altri,
la tenera e intima familiarità di Dio.

Ottienici, Madre, la gioia di gridare
con tutta la nostra vita:
"Vieni, Signore Gesù, vieni, Signore
che sei risorto,
vieni nel tuo giorno senza tramonto
per mostrarci finalmente e per sempre il tuo volto". 

 

Viene per chi sta dietro la porta chiusa 

Don Primo Mazzolari

"Ecco sto alla porta e busso..."
Egli non viene né per onorare il suo nome
né per salvare la sua dignità:
viene per chi sta dietro la porta chiusa.
E chi ci sta dietro la porta chiusa?
Io ci sto: in tanti ci stanno; ci sta il mondo.
Il quale mi sembra ancor più sprangato in questo Natale...
Da secoli, non da decenni, Egli attende...
Ma anche se tardasse un po'..., aspettatelo:
Egli verrà e lo vedrete tutti e ne godrà il vostro cuore
poiché Egli viene a portare la pace al suo popolo
e a restituirgli la vita.