
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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Monastero di Bose, icona della Natività di Gesù in stile copto
PREGHIERA DAVANTI AL PRESEPE
Bambino Gesù, asciuga ogni lacrima – San Giovanni Paolo II
Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!
Accarezza il malato e l’anziano!
Spingi gli uomini a deporre le armi e a stringersi in un universale abbraccio di pace!
Invita i popoli, misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri creati dalla miseria e dalla disoccupazione,
dall’ignoranza e dall’indifferenza,
dalla discriminazione e dall’intolleranza.
Sei tu, Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi, liberandoci dal peccato.
Sei tu il vero e unico Salvatore,
che l’umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della pace, dono di pace
per l’intera umanità, vieni a vivere
nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
Sii tu la nostra pace e la nostra gioia!
Domenica 22 Dicembre
IV di Avvento, anno A
Ore 7.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Caccialanza Maria e Daniele (anniv.); Dossena Egidia; Baroni Giovanni e Aterri Ernestina.
Ore 9.20 CAVENAGO: preghiera dei ragazzi della catechesi
Ore 10.30 CAVENAGO: Messa pro-populo e benedizione delle statue di Gesù Bambino
Ore 15.30 CAVENAGO: Canto del Vespro
Ore 18.00 CAVENAGO: Concerto di musica sacra
Lunedì 23 Dicembre
Novena di Natale
Ore 8.30 pulizia della chiesa di Cavenago ( chi fosse disponibile può dare una mano)
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Moneta Gemma (anniversario); Rossi Margherita e Cattaneo Aldo; Fam. Leggeri - Ferrari
Ore 16.30 – 18.30 CAVENAGO: Sante Confessioni
Ore 20.45 –21.30 CAVENAGO: Adorazione Eucaristica e Sante Confessioni
Martedì 24 dicembre
Ore 9.00 CAVENAGO: Lodi Mattutine e Adorazione Eucaristica (sino alle 12.00)
Ore 9.30-12.00 CAVENAGO: Sante Confessioni per tutti
Ore 15.00-19.00 CAVENAGO: Sante Confessioni per tutti
Ore 17.00-18.00 CAVIAGA: Sante Confessioni per tutti
SOLENNITA’ DEL NATALE DEL SIGNORE
Ore 21.00 CAVIAGA: Ufficio delle Letture e Santa Messa della Notte Santa
Int. Per tutta la Comunità
Ore 21.30 CAVENAGO: Ufficio delle Letture e Santa Messa della Notte Santa
Int. Per tutta la Comunità
N.B. durante le Veglie non sarà possibile confessarsi.
Dopo la S. Messa benedizione del presepe realizzato da “Associazione Amici dell’antica Barca”.
Mercoledì 25 dicembre
Ore 7:30 CAVENAGO: S. Messa dell’Aurora
Int. Per tutta la Comunità
Ore 10.30 CAVENAGO: S. Messa solenne del giorno di Natale
Int. Per tutta la Comunità
Ore 17.00 CAVENAGO: canto dei secondi Vespri del Natale e Benedizione Eucaristica.
Giovedì 26 Dicembre
Festa di Santo Stefano, protomartire
Ore 9.00 CAVIAGA: Santa Messa
Ore 10.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Cisari Mario; Donati Lamberto, Enrico, Berselli Antonia; Moretti Emilio; Corrù Antonio; Coniugi Doldi e figli; Gelmi Rita e Corrù Bassano; Clerici Giuseppe e Grossi Maria; Marielli Sergio, Cabrini Maria, Tessadori Domenico (f.c. dalla classe 1954); Carelli Carlo.
Ore 17:00 CAVENAGO: canto dei Vespri e Benedizione Eucaristica.
Venerdì 27 Dicembre
Festa di San Giovanni apostolo ed evangelista
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa.
Int. Angelo Cagni (f. c. dalle amiche di Giancarla); Pizzamiglio Cesira e Fam.; Roberto Tironi e Valerio Sartorio.
Sabato 28 Dicembre
Festa dei Santi Innocenti Martiri
Ore 9.00 SANTUARIO: S.Messa
Int. Devoti a Gesù Bambino di Praga.
Ore 17.00 CAVIAGA: S. Messa prefestiva
Int. Emilia Cipolla e Roberto Rovida.
Ore 20.30 CAVENAGO: S. Messa prefestiva
Int. Ferrari Graziella e Zighetti Dante; Don Franco Bertolotti e Def. Classe 1951; Bernasconi Angelo e Fiolini Assunta.
Domenica 29 Dicembre
Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
Ore 7.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Arcari Luigi.
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa pro-populo
Ore 15.30 CAVENAGO: Canto del Vespro
LA CONFERMA DEGLI STUDIOSI: GESU' NACQUE DAVVERO IL 25 DICEMBRE
Una scoperta straordinaria che dobbiamo a un docente ebreo della Università di Gerusalemme che è riuscito a precisare in che ordine cronologico si susseguivano al tempio le 24 classi sacerdotali inclusa quella di Zaccaria.
di Vittorio Messori - Fonte: Corriere della Sera, 9 luglio 2003
Il Ferragosto non è così lontano ed io devo fare ammenda. Succede, infatti, che in un momento di malumore - e proprio su questo giornale - abbia auspicato che la Chiesa si decida a una modifica del calendario: spostare al 15 di agosto quel che celebra il 25 di dicembre. Un Natale nel deserto estivo, argomentavo, ci libererebbe dalle insopportabili luminarie, dalle stucchevoli slitte con renne e babbinatali, persino dall'obbligo degli auguri e dei regali. Quando tutti sono via, quando le città sono vuote, a chi - e dove - mandare cartoline e consegnare pacchi con nastri e fiocchetti? Non sono i vescovi stessi a tuonare contro quella sorta di orgia consumistica cui sono ridotti i nostri Natali? E allora, spiazziamo i commercianti, spostiamo tutto a Ferragosto. La cosa, osservavo, non sembra impossibile: in effetti, non fu la necessità storica, fu la Chiesa a scegliere il 25 dicembre per contrastare e sostituire le feste pagane nei giorni del solstizio d'inverno. La nascita del Cristo al posto della rinascita del Sol invictus. All'inizio, dunque, ci fu una decisione pastorale che può essere mutata, variando le necessità.
Una provocazione, ovviamente, che si basava però su ciò che è (o, meglio, era) pacificamente ammesso da tutti gli studiosi: la collocazione liturgica del Natale è una scelta arbitraria, senza collegamento con la data della nascita di Gesù, che nessuno sarebbe in grado di determinare. Ebbene, pare proprio che gli esperti si siano sbagliati; e io, ovviamente, con loro. In realtà oggi, anche grazie ai documenti di Qumran, potremmo essere in grado di stabilirlo con precisione: Gesù è nato proprio un 25 dicembre. Una scoperta straordinaria sul serio e che non può essere sospettata di fini apologetici cristiani, visto che la dobbiamo a un docente, ebreo, della Università di Gerusalemme.
Vediamo di capire il meccanismo, che è complesso ma affascinante. Se Gesù è nato un 25 dicembre, il concepimento verginale è avvenuto, ovviamente, 9 mesi prima. E, in effetti, i calendari cristiani pongono al 25 marzo l'annunciazione a Maria dell'angelo Gabriele. Ma sappiamo dallo stesso Vangelo di Luca che giusto sei mesi prima era stato concepito da Elisabetta il precursore, Giovanni, che sarà detto il Battista. La Chiesa cattolica non ha una festa liturgica per quel concepimento, mentre le antiche Chiese d'Oriente lo celebrano solennemente tra il 23 e il 25 settembre. E, cioè, sei mesi prima dell'Annunciazione a Maria. Una successione di date logica ma basata su tradizioni inverificabili, non su eventi localizzabili nel tempo. Così credevano tutti, fino a tempi recentissimi. In realtà, sembra proprio che non sia così.
In effetti, è giusto dal concepimento di Giovanni che dobbiamo partire. Il Vangelo di Luca si apre con la storia dell'anziana coppia, Zaccaria ed Elisabetta, ormai rassegnata alla sterilità, una delle peggiori disgrazie in Israele. Zaccaria apparteneva alla casta sacerdotale e, un giorno che era di servizio nel tempio di Gerusalemme, ebbe la visione di Gabriele (lo stesso angelo che sei mesi dopo si presenterà a Maria, a Nazareth) che gli annunciava che, malgrado l'età avanzata, lui e la moglie avrebbero avuto un figlio.
Dovevano chiamarlo Giovanni e sarebbe stato "grande davanti al Signore".
Luca ha cura di precisare che Zaccaria apparteneva alla classe sacerdotale di Abia e che quando ebbe l'apparizione "officiava nel turno della sua classe". In effetti, coloro che nell'antico Israele appartenevano alla casta sacerdotale erano divisi in 24 classi che, avvicendandosi in ordine immutabile, dovevano prestare servizio liturgico al tempio per una settimana, due volte l'anno. Sapevamo che la classe di Zaccaria, quella di Abia, era l'ottava, nell'elenco ufficiale. Ma quando cadevano i suoi turni di servizio? Nessuno lo sapeva. Ebbene, utilizzando anche ricerche svolte da altri specialisti e lavorando, soprattutto, su testi rinvenuti nella biblioteca essena di Qumran, ecco che l'enigma è stato violato dal professor Shemarjahu Talmon che, come si diceva, insegna alla Università ebraica di Gerusalemme. Lo studioso, cioè, è riuscito a precisare in che ordine cronologico si susseguivano le 24 classi sacerdotali. Quella di Abia prestava servizio liturgico al tempio due volte l'anno, come le altre, e una di quelle volte era nell'ultima settimana di settembre. Dunque, era verosimile la tradizione dei cristiani orientali che pone tra il 23 e il 25 settembre l'annuncio a Zaccaria. Ma questa verosimiglianza si è avvicinata alla certezza perché, stimolati dalla scoperta del professor Talmon, gli studiosi hanno ricostruito la "filiera" di quella tradizione, giungendo alla conclusione che essa proveniva direttamente dalla Chiesa primitiva, giudeo-cristiana, di Gerusalemme. Una memoria antichissima quanto tenacissima, quella delle Chiese d'Oriente, come confermato in molti altri casi.
Ecco, dunque, che ciò che sembrava mitico assume, improvvisamente, nuova verosimiglianza. Una catena di eventi che si estende su 15 mesi: in settembre l'annuncio a Zaccaria e il giorno dopo il concepimento di Giovanni; in marzo, sei mesi dopo, l'annuncio a Maria; in giugno, tre mesi dopo, la nascita di Giovanni; sei mesi dopo, la nascita di Gesù. Con quest'ultimo evento arriviamo giusto al 25 dicembre. Giorno che, dunque, non fu fissato a caso.
Ma sì, pare proprio che il Natale a Ferragosto sia improponibile. Ne farò, dunque, ammenda ma, più che umiliato, piuttosto emozionato: dopo tanti secoli di ricerca accanita i Vangeli non cessano di riservare sorprese. Dettagli apparentemente inutili (che c'importava che Zaccaria appartenesse alla classe sacerdotale di Abia? Nessun esegeta vi prestava attenzione) mostrano all'improvviso la loro ragion d'essere, il loro carattere di segni di una verità nascosta ma precisa. Malgrado tutto, l'avventura cristiana continua.
SEMI DI LUCE
SUL TRAM…. Liberamente tratto da: qiqajon.blog
“Sono sul tram, sguardo un po’ stanco e assorto dopo una giornata di lavoro, si ferma davanti a me una signora e comincia a parlarmi in mezzo alla calca di persone piene di pacchetti dopo una normalissima domenica milanese, di shopping sfrenato, in vista dell’imminente Natale. Devo ammettere che non avevo molta voglia di conversare, ma basta uno sguardo e capisco che lei ne ha proprio bisogno.
Cominciamo a chiacchierare o meglio lei si sfoga come un fiume in piena sul periodo vita difficile che sta attraversando: sul ciclo di chemioterapia che ha iniziato, sui capelli ricci e neri persi, che magari ricresceranno anche, ma che in primavera al nuovo ciclo di chemio saranno da rimpiangere di nuovo, dell’amico malato di cui si è presa cura, della perdita del padre. Mi regala e consegna una storia di dolore puro e io all’inizio ascolto soltanto.
Poi, quasi come se non fossi io, dico ad alta voce “Sa, sarà un Natale diverso e doloroso anche per me, ho perso mio padre da poco”. Non so perché lo sto dicendo, a questa signora sconosciuta, che non vuole sedersi nonostante le offra il posto, perché tanto “scendo alla prossima”, dentro il tram 9, di una domenica pomeriggio, a Milano. Ma lo dico e mi sento un pelo più leggera, anche se improvvisamente voglio piangere. Ancora una fermata e sarà Porta Venezia, il tempo per parlare rimane poco, ho scoperto che la signora è nonna, ha dei nipoti, la saluto e le dico:
“Festeggi con loro e per loro e si faccia questo regalo: si regali un po’ di tempo per sé stessa”, Sorride, un sorriso stanco e debole, ma un sorriso, “sì, hai ragione, un po’ di tempo per me stessa…grazie cara auguri!”, “Auguri a lei, in bocca al lupo per tutto!”
Il tempo di una mezza risata condivisa, lei è il suo accento del sud se ne vanno, la sua testa pelata senza nemmeno un capello sparisce di nuovo sotto la cuffia pronta per affrontare il freddo e la vita. Ci siamo fatte un regalo grande senza volerlo io e questa signora sconosciuta e penso a quanto grandi siano questi regali e quanta poca importanza ne abbiano tanti altri.
Il dolore riscrive sempre la scaletta della priorità, lo sto imparando ogni giorno, da due anni ormai…per cui, senza voler salire sulla cattedra e senza voler assumere la veste di professorina pronta a impartire lezioni di vita, il consiglio spassionato che mi sento di rivolgere a tutti coloro che abbiano ricevuto la fatidica domanda “Cosa vuoi per Natale?” è : chiedete un pomeriggio di the e chiacchiere alla vostra migliore amica, chiedete ai vostri nonni un racconto del loro passato, chiedete ai vostri genitori una giornata diversa da trascorrere insieme, chiedete ai vostri fratelli e sorelle un giro in macchina, senza una meta precisa, in cui cantare a squarciagola le vostre canzoni preferite selezionate su un’apposita playlist, chiedete al vostro marito o moglie un tramonto da guardare, senza dirsi tanto….
Chiedete e regalate momenti, perché saranno sempre troppo pochi e perché varranno più di qualsiasi regalo materiale. E date, regalate, che regalare è il miglior modo per ricevere. Così, davvero, sarà un “Buon Natale!”.”
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CERCA IL SIGNORE
Card. Jorge Mario Bergoglio (oggi Papa Francesco), Omelia Messa di mezzanotte, Natale 2010
Cerca il Signore in un presepio,
cercalo dove nessuno lo cerca,
nel povero, nel semplice, nel piccolo,
non cercarlo tra le luci delle grandi città,
non cercarlo nell'apparenza.
Non cercarlo in tutto questo apparato pagano che ci si offre ogni momento.
Cercalo nelle cose insolite e che ti sorprendono.
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CONDIVISIONE…
“L’uomo si avvicina allo sportello della società privata che gestisce le utenze: «Da stamattina in casa non ho più né luce né gas». L’impiegato digita i dati al computer con imbarazzo: «Signore, lei non paga le bollette da mesi». «Ho quattro bambini e non riesco a liquidare l’intera cifra. Posso darvela a rate?». «Lei è insolvente da tempo e in questi casi la normativa ci impedisce di rateizzare, mi spiace». L’uomo scoppia a piangere e si allontana con la testa tra le mani. Il cliente in coda dietro di lui si accosta allo sportello e, abbassando la voce, chiede all’impiegato a quanto ammonti il debito: «A poco meno di seicento euro». «Lo saldo io, ma a una condizione. Voglio restare senza nome per tutti. Anche per lui».
È successo a Conselve, in provincia di Padova. Ho dato uno sguardo alle reazioni sul web. Qualcuno ha messo in dubbio il distacco della luce («al massimo avranno abbassato la corrente»). Altri se la sono presa con il comportamento implacabile della società creditrice.
Altri ancora si sono chiesti: «E la prossima bolletta chi la salderà?». Quanto è difficile misurarsi con la bontà gratuita e anonima di un gesto. Davanti a una tastiera siamo tutti caustici e causidici. Ma appena ci piomba addosso la vita vera, si sospende il dibattito e ci si rivela: talvolta persino a sé stessi.
Mi piace pensare che il benefattore si sia detto: «Se il destino ha voluto che questa scena accadesse sotto i miei occhi, significa che non posso chiuderli». Un milite ignoto dell’umanità.”
Massimo Gramellini, sul Corriere del 13 dicembre 2019
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Per amore dell'uomo Dio diventa uomo.
Egli non cerca l'uomo più perfetto per unirsi a lui,
ma assume la natura umana i così come essa è.
Gesù Cristo non è la trasfigurazione di una sublime umanità,
ma il sì di Dio all'uomo reale,
non il sì spassionato del giudice,
ma il sì misericordioso del compassionevole.
In tale sì è racchiusa tutta la vita e tutta la speranza del mondo.
Nell'uomo Gesù Cristo è stato pronunciato il giudizio su tutta l'umanità,
non il giudizio distaccato del giudice,
bensì il giudizio misericordioso di colui che soffre sino infondo
e porta il destino di tutta l'umanità.
Gesù non è un uomo, ma l’uomo, ed è Dio.
Dietrich Bonhoffer; in “Etica come conformazione”
IL NATALE SEI TU
padre Dennis Doren Lahr L.C., Sembrando Esperanza II, 2012
Natale sei tu,
quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima.
L'albero di Natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita.
Gli addobbi di Natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita.
La campana di Natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.
Sei anche luce di Natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà, la pazienza, l'allegria e la generosità.
Gli angeli di Natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore.
La stella di Natale sei tu quando conduci qualcuno all'incontro con il Signore.
Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai.
La musica di Natale sei tu quando conquisti l'armonia dentro di te.
Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani.
Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri.
Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco.
Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori; tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un Natale perenne che stabilisce il regno dentro di te.
Un buon Natale a tutti coloro che assomigliano al Natale.
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CONCORSO PRESEPI

Iscriviti in Oratorio al concorso presepi, una commissione passerà dopo Natale per ammirare quello che hai realizzato. Le foto saranno pubblicate sul sito della Parrocchia e la premiazione il giorno dell’Epifania.
Invitiamo tutti a prepararsi bene con l’esame di coscienza alla Santa Confessione, non sciupiamo il tempo che ci è dato, e diamo spazio alla preghiera personale e famigliare. E non manchiamo alla Messa di Natale.
O Signore
distogli la mia attenzione dai bagliori e dalle cose inutili di questo periodo e,
forte della speranza cristiana, concentra il mio sguardo su di Te,
unico e prezioso gioiello della mia vita.
Rendimi degno del dono della tua misericordia
e donami occhi capaci di vedere negli altri, persone da amare e da accogliere. Amen.
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 22 al 29 dicembre 2019