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CAMMINIAMO INSIEME

Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda

Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  


PER SORRIDERE E RIFLETTERE…. 

Il dono più grande  

In una classe, dopo le vacanze natalizie, il professore vuole saggiare il grado di conoscenza religiosa dei suoi alunni. Come è solito fare, pensa opportuno dare loro un tema da svolgere nel corso della settimana dopo la festa dell'Epifania: "I tre Re Magi hanno portato a Gesù tre doni: oro, incenso e mirra. Secondo voi, quale dei tre è il dono più prezioso? E perché?".

Dopo una settimana i temi sono consegnati e le risposte, come si poteva supporre, sono le più varie e disparate. Chi dice che la mirra è il dono più prezioso perché sottolinea come la sofferenza e la morte in croce di Gesù siano il segno più grande del suo amore per ogni uomo. Chi invece sostiene che il dono dell'incenso mette molto bene in risalto la funzione sacerdotale di Gesù, quale ponte tra cielo e terra che ha unito Dio agli uomini e gli uomini a Dio. Altri studenti invece - la maggior parte - decisamente scelgono il dono dell'oro come segno di colui che, Re del cielo e della terra, è proprietario di tutte le ricchezze che sono state, sono e saranno.

Il professore, dopo essersi congratulato con gli alunni, e per il tema svolto, e per la saggezza delle argomentazioni che hanno motivato le diverse scelte e le varie preferenze dei doni, non può però non constatare: "Devo rammaricarmi con lo studente ritenuto il più bravo, che ha consegnato il quaderno, senza scrivere una riga sul tema proposto. Perché?".

Roberto, stranamente sereno e sicuro di sé, si aspettava il rimprovero o almeno una richiesta di giustificazione, e risponde semplicemente che, a suo giudizio, nessuno dei tre doni è importante. "Secondo me, signor professore, il dono più grande che i tre Re Magi hanno fatto a Gesù è stato il loro prostrarsi per adorarlo. Mi pare - continuò il saggio studente - che Gesù abbia gradito dai Magi più l'offerta che hanno fatto di se stessi, che non quanto essi avevano in mano".

Hanno adorato Gesù. Adorare è annientarsi per amore. E' proprio il dono più grande: donare la vita per gli altri. Hanno visto in Gesù un Dio che si annienta per amore dell'uomo. E l'uomo, per rispondere a un Dio che gli si dona, non poteva rispondere meglio che con la propria adorazione, che è il suo sì di ogni momento al prossimo, dono che Gesù ritiene fatto a sé.

L'ammalato gradisce la medicina che l'infermiere o il medico gli porge, ma preferisce il sorriso e l'amore con cui gli viene somministrata. La preziosità del dono non si misura da quello che si dà o da quanto si dà, ma dal cuore con cui lo si dà. Il sorriso che accompagna il dono, vale più del dono stesso.

Nulla è piccolo di ciò che è dato per amore. Il mio, il tuo dono, piccolo o grande, vale quando coinvolge noi stessi.


Domenica 5 Gennaio
II Domenica dopo Natale 

Ore 7.30    CAVENAGO: S. Messa

Int.             ……………………… 

Ore 10.30    CAVENAGO: Santa Messa pro-populo 

Ore 15.30     CAVENAGO: Canto del Vespro e benedizione Eucaristica 

Ore 21.00    CAVENAGO: in Oratorio Tombolone dell’Azione Cattolica

 

Lunedì 6 Gennaio -  Solennità dell’Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo
Giornata della Santa Infanzia Missionaria 

N.B. è festa di precetto 

Durante le celebrazioni si raccolgono le offerte a sostegno dell’Infanzia Missionaria 

Ore 9.00         CAVIAGA:  S. Messa

Int.             Per le anime del Purgatorio. 

Ore 10.30        CAVENAGO: S. Messa pro-populo 

Ore 15:30       CAVENAGO: celebrazione in onore di Gesù Bambino. Processione animata dai gruppi di 1ͣ e 2ͣ elementare. Preghiera e benedizione dei bimbi. I genitori sono invitati a portare in chiesa i loro figli. Al termine premiazione del concorso Presepi. Saranno raccolte le cassettine che sono state consegnate ai ragazzi della catechesi (individualmente o per gruppo) all’inizio dell’Avvento.

Ore 18.00        CAVENAGO: S. Messa

Int.             Bonazzi Epifanio

 

Martedì 7 Gennaio 

Ore 17.00     CAVIAGA: S. Messa

Int.             Grassi Angela, Pino.

 

Mercoledì 8 Gennaio 

Ore 16.00     CAVENAGO:  S. Messa

Int.             Sante, Riccardo e Ignazio Orati; Andreoli Maddalena e Fam.; Bossi Adriano, Sandro e Nino; Fam. Lualdi e Pavesi; Grossi Angelo, Lualdi Felice, Maria e Massimiliano.

 

Giovedì 9 Gennaio 

Ore 8.30 – 9.30 CAVENAGO:  Lodi Mattutine e Adorazione Eucaristica 

Ore 20.30     CAVENAGO:  S. Messa

Int.             Forti Giovanna e Famiglia.

 

Venerdì 10 Dicembre 

Ore 16.00    CAVENAGO: S.Messa.

Int.             Doldi Rosa; Ferrari Luigi e Famiglia; Perini Franco; Lanzani Angela, Pietro, Grassi Angela; Cattaneo Aldo e Rossi Margherita.

 

Sabato 11 Gennaio 

Ore 9.00        SANTUARIO: S.Messa

Int.             pro vivis: Mercedes; Grossato Giovanna in Ferrari; Fam. Corrù Gaetano e Leggeri Maddalena; Cirillo Mariagrazia. 

Ore 15.00 – 16.00      CAVENAGO: Tempo per le Confessioni 

Ore 17.00      CAVIAGA: S. Messa prefestiva 

Int.             Gazzola Giacomo, Giuseppina, Alberto e Luisa; Cernuschi Ernesto. 

Ore 20.30     CAVENAGO:  S. Messa prefestiva 

Int.             Grassi Angela; Gozzi Virginia e Bonazzi Francesco; Minoia Veronica e sorelle; Aramini Angelo; Serra Angela; Moretti Emilio, Primo e Caterina, Grossi Giovanni e Tullio. 

 

Domenica 12 Gennaio
Battesimo del Signore 

Ore 7.30    CAVENAGO: S. Messa

Int.             Def. Pro Sacerdotio (f.c. dalla Associazione); Piana Alfredo (anniversario). 

Ore   9.20     CAVENAGO: preghiera dei ragazzi della catechesi e divisione in gruppi 

Ore 10.30    CAVENAGO: Santa Messa pro-populo 

Ore 15.30     CAVENAGO: Canto del Vespro, benedizione Eucaristica


ESEQUIE

Nei giorni scorsi abbiamo celebrato i funerali di Serra Angela in Giovanetti, eleviamo preghiere di suffragio per la sua anima e porgiamo alla  famiglia le nostre condoglianze. 


CATECHESI IN PILLOLE:  l’astrologia mi attira… 

Gentile padre, vorrei porle alcune domande sull’opportunità dell’astrologia nella vita di un cristiano. 
Intendiamoci, la mia visione è che analizzare la posizione degli astri al momento della nascita consentirebbe all’uomo di comprendere la sua natura, le sue potenzialità, i suoi difetti, le sue possibili e probabili evoluzioni. Naturalmente non credo in un influsso diretto degli astri sugli individui né credo che tali astri siano divinità o centri energetici o cos’altro, ma ritengo semplicemente che le posizioni astrali siano una sorta di linguaggio in codice che se interpretato correttamente permette a ciascuno di noi non tanto di conoscere il proprio futuro ma di cogliere le occasioni, affrontare più preparati le varie fasi dell’esistenza. 
Tuttavia vivo con molti sensi di colpa questa mia “fede parallela”. E’ contro il volere di Dio quello in cui credo? Sono davvero così incompatibili cristianesimo e astrologia?

Risposta del sacerdote

1. La parola “astrologia” significa «scienza degli astri».  Originariamente era sinonimo di «astronomia» e le due parole si usarono promiscuamente fino al primo secolo dopo Cristo e anche oltre.  Attualmente astrologia designa una scienza che presume di determinare i vari influssi che gli astri esercitano sull’uomo, determinando il carattere delle persone, le loro scelte e le loro azioni, e i vari eventi della storia. 
La culla dell’astrologia fu Babilonia, come risulta dalle migliaia di tavolette d’argilla che appartennero al re assiro Assurbanipal (VII sec. a.C.). Dall’Assiria si diffuse in Persia, in India, in Cina e più tardi penetrò in Grecia e in Italia.  L’Impero romano e successivamente la Chiesa la combatterono energicamente. L’astrologia riprese a fiorire durante il Medio Evo, soprattutto per opera degli arabi. 
Fino al secolo XVIII questa scienza ebbe grande divulgazione e molti appassionati, particolarmente tra il popolo. Anche ai giorni nostri gode di qualche credito, vista la fiducia e l’importanza che si dà agli oroscopi.

2. L’astrologia è un metodo molto antico di divinazione.  La Chiesa fin dai tempi antichi condannò l’astrologia. Il Concilio di Toledo così si espresse: “Se qualcuno pensa che si deve credere all’astrologia, sia anatema” (DS 205). Il Concilio si riferiva alla mentalità abbastanza diffusa secondo la quale le azioni umane si dovevano imputare agli astri e in definitiva a Dio. Con questo si veniva a negare la libertà dell’uomo. Osservò in proposito S. Agostino: “Gli astrologi pretendono che vi sia nel cielo la causa inevitabile del peccato: sono Venere o Saturno o Marte che ci hanno fatto compiere questa o quella azione, volendo che sia senza colpa l’uomo, che è carne e sangue e verminosa superbia, e la colpa ricada su colui che ha creato e regge il cielo e le stelle” (S. AGOSTINO, Confessioni, IV, 3).  E ancora: “Bisogna riconoscere che quando gli astrologi dicono il vero, ciò avviene sotto una ispirazione occultissima che le anime umane subiscono senza saperlo. E siccome ciò avviene allo scopo d’ingannare gli uomini, è opera di spiriti immondi e seduttori, ai quali è permesso di conoscere alcuni dati veri sulle cose temporali. Per questo il buon cristiano deve guardarsi dagli astrologi e da tutti coloro che esercitano l’arte divinatoria, specialmente se predicono il vero; affinché la sua anima non venga irretita da essi mediante il commercio con i demoni, in un’intesa con questi” (ID., Super Gen. ad litt., 11, 17). È vero che i corpi celesti, in modo particolare la luna, esercitano un influsso sulla natura (si pensi semplicemente come ne tengano conto i contadini per la semina o per il travaso di vino). Possono influire insieme con altri fattori meteorologici anche sull’umore delle persone e su eventi come il parto. Ma “non possono esercitare un influsso diretto sull’intelletto e la volontà” (S. TOMMASO, Somma Teologica, I-II, 9, 5).  “L’uomo infatti ha la facoltà di giudicare e di riflettere su tutto quanto può operare, sia nell’uso delle cose esteriori, come nel secondare e respingere le passioni interne; e ciò sarebbe inutile se il nostro volere fosse causato dagli astri e non fosse in nostra facoltà. Non è quindi possibile che gli astri siano causa della nostra elezione volontaria” (S. TOMMASO, Summa contra gentiles, III, 85). Tutt’al più: “inclinant astra, sed non necessitant”. Osserva giustamente il Peschke: “L’astrologia scientifica con le sue grossolane classificazioni secondo le costellazioni non è mai in grado di dare un oroscopo veramente individuale per ogni singola persona. Le posizioni delle stelle, per tutti coloro che sono nati approssimativamente nello steso tempo, sono le stesse, il che dovrebbe condurre allo stesso oroscopo e di conseguenza allo stesso destino per tutti. Decine di persone hanno lo steso oroscopo di Napoleone, Goethe o Gandhi. Ma chi di loro ha avuto gli stessi talenti o lo stesso destino? Questo non è vero neppure per i gemelli” (K.H. PESCHKE, Etica cristiana, p. 145).

3. Una sua forma popolare è l’oroscopo. Per molti è una moda, un gioco. Ma per altri è realtà. Per costoro è triste osservare come facciano dipendere le loro decisioni dalla lettura del segno zodiacale. 
È praticato soprattutto da gente secolarizzata, che non crede in Dio o non pratica la religione. Vale in modo particolare per essi quanto dice S. Paolo: “Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti” (Rm 1,22). Il Catechismo della Chiesa Cattolica condanna senza tentennamenti l’astrologia e afferma che si oppone al riconoscimento dell’assoluto dominio di Dio sulla nostra vita.  Ecco il testo: “Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che «svelino» l’avvenire. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo” (CCC 2116). “Dio può rivelare l’avvenire ai suoi profeti o ad altri santi. 
Tuttavia il giusto atteggiamento cristiano consiste nell’abbandonarsi con fiducia nelle mani della Provvidenza per ciò che concerne il futuro e a rifuggire da ogni curiosità malsana a questo riguardo” (CCC 2115).


 Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 5 al 12 gennaio 2020