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CAMMINIAMO INSIEME

Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda

Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  


Domenica 9 febbraio 
V del Tempo Ordinario anno A 

Ore 7.30      CAVENAGO: S. Messa

Int.               Guerini Domenico, Rosanna e Iolanda; Corrù Pino 

Ore 9.20      CAVENAGO: preghiera dei ragazzi della catechesi e suddivisione nei gruppi 

Ore 10.30     CAVENAGO: Santa Messa pro-populo

 

Lunedì 10 Febbraio
Santa Scolastica 

Ore 16.00     CAVENAGO: S. Messa

Int.               Foretti Pietro e Fam.; Massimiliano e Loredana Lualdi.

 

Martedì 11 Febbraio
Beata Vergine Maria di Lourdes 

Ore 9.30         SANTUARIO: Preghiera del Rosario 

Ore 10.00       SANTUARIO: S. Messa e benedizione degli ammalati

Int.               Rossi Margherita e Cattaneo Aldo; Cremonesi Carlino e Fam.; Doldi Rosa; Vailati Ernesto e Antonia; Cipelletti Angelo, Luigi e Carolina; Ferrari Maria; Lazzari Mario, Corrù Agnes, Costante e Mario. 

Ore 14.30     CAVENAGO: in Oratorio incontro del Corso di Ricamo 

Ore 16.30     CAVIAGA: preghiera del Rosario – al centro Sole 

Ore 17.00     CAVIAGA: S. Messa – al centro Sole

Int.               Per le anime del Purgatorio.

 

Mercoledì 12 Febbraio 

Ore 16.00     CAVENAGO:  S. Messa

Int.               Vailati Ernesto e Ferrari Luigia.

 

Giovedì 13 Febbraio 

Ore 8.30      CAVENAGO:  Lodi Mattutine e Adorazione Eucaristica 

Ore 20.30     CAVENAGO:  S. Messa e Adorazione Eucaristica

Int.               Cabrini Maria; Franceschini Daniele (f.c. dalla classe 1954)

 

Venerdì 14 Febbraio
Festa dei Santi Cirillo e Metodio 

Ore 16.00    CAVENAGO: S.Messa

Int.               Cremonesi Luigi e famiglia; Montoldi Vittorio, Santina, Francesca; Crispini Mario e Sartorio Guerrina; Cavenaghi Giovanna e Capra Agostino; Serra Salvatore e def. Fam.

 

Sabato 15 Febbraio 

Ore 11.00        SANTUARIO: Matrimonio    D’Andria – Cimpean ---  Auguri vivissimi agli sposi! 

Ore 15 - 16     CAVENAGO:Tempo per le Confessioni. 

Ore 17.00        CAVIAGA: S. Messa prefestiva 

Int.                 Giupponi Giuseppe, Maria, Angela, Foletti Pietro, Mariuccia, Maddalena, Balbi Francesco. 

Ore 20.30      CAVENAGO: S. Messa prefestiva 

Int.                Maietti Giuseppina; Famiglie Zighetti-Belloni; Famiglia Foletti Pasquale e Rosa; Pastori Luigi e Minoia Rosa; Pancotti Francesco, Codecà Francesca; Forti Luigi; Lanzani Antonia e Def. Classe 1952; Bonvini Maria e Grandi Giuseppe.

 

Domenica 16 Febbraio
VI del Tempo Ordinario anno A 

In giornata si tiene al Collegio Vescovile di Lodi la XVII Assemblea Diocesana di Azione Cattolica, cui parteciperanno i membri dei Consigli parrocchiali di A.C. 

Ore 7.30      CAVENAGO: S. Messa

Int.               Per le anime del purgatorio 

Ore 9.20      CAVENAGO: preghiera dei ragazzi della catechesi e suddivisione nei gruppi 

Ore 10.30      CAVENAGO: S. Messa pro populo 

Ore 15.30     CAVENAGO: Canto del Vespro 

Dalle 15.00 alla Muzza di Cornegliano Laudense festa vicariale delle Famiglie, interviene don Armando Matteo sul tema: L’adulto che mi manca”. 

Ore 18.30     CAVENAGO: Catechesi 1-2 superiore


NOTE, AVVISI, E ALTRO…. 

Pro Parrocchia Cavenago: per la cappella del Crocifisso 10 €; una persona ha offerto il corrispettivo di un servizio per le necessità della Parrocchia; 

Pro Santuario, ad onore della Madonna della Costa: N.N. 50 €; 

Pro Parrocchia Caviaga: N.N. 10 €; 

Pro Bollettino: 10 €; 5 €;

CASSETTINE D’AVVENTO 2019

Ecco il computo delle cassettine che erano state consegnate ai ragazzi (individualmente o per gruppo di catechesi) per l’impegno di Avvento:

grazie ai catechisti e ai genitori che si sono impegnati a far vivere questa esperienza di rinuncia e di carità ai loro ragazzi. L’importo, insieme ad una offerta del gruppo Missionario sarà versato all’Ufficio Missionario Diocesano, per il progetto di Avvento 2019. 

LE CANDELE BENEDETTE

Per la festa della Presentazione del Signore –domenica 2 febbraio -  chiamata anche “Candelora” sono state benedette le candele, che ora si trovano nei cesti nelle chiese parrocchiali e in Santuario e che i fedeli possono portare a casa. Ma di queste candele cosa farne? È un segno di fede, che richiama il Cristo quale “luce delle genti” per cui è buona cosa accendere la candela in tutte quelle occasioni, liete e tristi, che la famiglia affronta, oppure durante un momento di preghiera, sia personale che familiare. 

FORSE NON TUTTI SANNO CHE…..

Il tragitto in macchina tra Lodi e Cavenago, e viceversa, richiede un tempo nel quale si possono pregare almeno 3 o 4 decine del Santo Rosario. Penso che sia buona cosa saperlo, perché diciamo che non abbiamo mai tempo per pregare….ma spesso, sul pullman abbiamo in mano il cellulare…. e in macchina ascoltiamo la radio…. 

Grazie ai volontari che hanno sistemato e stanno sistemando il verde attorno al Santuario e alla Cappellina;
grazie a chi si occupa del sito del Santuario e ha risolto i problemi che lo avevano bloccato;  


La fede di Kobe, un fatto che dà speranza  (di vera gloria) 

L’ex cestista americano, 41 anni, la figlia tredicenne e altre 7 vittime in un incidente in elicottero. “Non si può morire così”, scrivono alcuni. Tra fiumi d’inchiostro, pressoché ignorato il rapporto di Kobe con la fede cattolica. Che pure è stato decisivo nella sua vita terrena, come rivelò lui stesso, e richiama a ciò che conta davvero: l'eternità 

Sono passate meno di 48 ore dalla notizia dell’incidente mortale di Kobe Bryant, 41 anni, e degli altri otto passeggeri del suo elicottero, compresa la tredicenne Gianna Maria, una delle quattro figlie del fuoriclasse della pallacanestro. Meno di 48 ore, ma si è già detto e scritto di tutto. All’incredulità e allo sgomento iniziali si sono aggiunte tante domande sul perché di una tragedia così, sulle sue cause. Si sono ricordati successi, record, aneddoti personali su Kobe, nonché i sogni della giovanissima figlia, un astro nascente del basket femminile.

L’elicottero su cui viaggiavano le nove vittime, decollate pochi minuti dopo le 9 di domenica 26 gennaio, era diretto alla Mamba Academy (l’accademia cestistica fondata da Bryant, detto “the Black Mamba”), proprio per un torneo a cui avrebbe dovuto giocare Gianna Maria. C’è chi, anche sui giornali, ha parlato di morte “assurda”, che non si può morire così, nel pieno della vita. Eppure si muore così e in mille altri modi che sfuggono alle possibilità di controllo di ogni essere umano. Povero o ricco, bambino o anziano, vip o sconosciuto, giusto o ingiusto, perché non sappiamo «né il giorno né l’ora» (Mt 25, 13), come disse Gesù nella parabola delle dieci vergini, invitando a vegliare in vista dell’incontro con lo Sposo. L’importante è allora come ci si è preparati per quell’incontro, che vale il luogo dove passeremo la nostra eternità.

La gloria terrena di Kobe è cosa nota. A livello di squadra, cinque titoli Nba con i Los Angeles Lakers e due ori olimpici con la nazionale statunitense. A livello individuale, una quantità enorme di allori. 

I giornali di casa nostra si sono soffermati anche sullo speciale rapporto che legava il campione all’Italia, dove Kobe ha vissuto dai 6 ai 13 anni, seguendo con la famiglia gli spostamenti del padre Joe, cestista anche lui, che giocò per le squadre di Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia. Di qui, l’italiano fluente di Kobe e i nomi dati alle sue figlie: Natalia Diamante (2003), Gianna Maria (2006-2020), Bianka Bella (2016) e l’ultimogenita Capri Kobe (2019).

Molto meno conosciuto è invece il suo rapporto con la fede, anche in queste ore ignorato dal grande sistema mediatico, fatta salva qualche eccezione, prevalentemente di area cristiana.

Kobe era cresciuto in una famiglia cattolica e nella stessa fede ha voluto educare le sue figlie, nate dal matrimonio con Vanessa, cattolica anche lei e di quattro anni più giovane, sposata nel 2001 nella chiesa di Sant’Edoardo, a Dana Point (California).

Due anni più tardi, nel 2003, la nascita della primogenita ma anche uno scandalo che rischiava di travolgere per sempre la stella dell’Nba: una dipendente diciannovenne di un hotel del Colorado, dove Kobe aveva soggiornato, accusò il campione di averla stuprata. Seguì l’arresto, e la liberazione su cauzione. Bryant chiese pubblicamente perdono alla moglie, ammise l’adulterio, ma negò l’accusa dello stupro, sostenendo che si fosse trattato di un rapporto consensuale. Alcuni dei suoi maggiori sponsor rescissero il contratto con lui. Nel processo penale le accuse furono a un certo punto archiviate, mentre la causa civile venne risolta con un accordo tra le parti. Kobe aveva intanto fatto una dichiarazione pubblica di scuse alla ragazza e a tutte le persone offese dalla vicenda, sostenendo la linea del fraintendimento. Per lo stress dell’intera vicenda, la moglie Vanessa patì l’aborto spontaneo del loro secondo figlio.

In quella bufera personale e familiare, acuita dalla sovraesposizione mediatica, Kobe trovò la sua àncora di salvezza nella fede cattolica. Come spiegò in un’intervista a GQ nel 2015: «Avevo paura di andare in prigione? Sì. Amico, avevo 25 anni. Ero terrorizzato. L’unica cosa che mi ha davvero aiutato in quel processo - sono cattolico, sono cresciuto cattolico, i miei bambini sono cattolici - è stata parlare con un prete. In realtà è stato in qualche modo divertente. Lui mi guarda e dice: “L’hai fatto?”. E io dico: “Certo che no”. Poi chiede: “Hai un buon avvocato?”. E io: “Oh, sì, è fenomenale”. Allora lui mi disse solo: “Lascia correre, vai avanti. Dio non ti darà nulla che tu non possa affrontare, e ora questo è nelle Sue mani. Questo non è qualcosa che tu puoi controllare, quindi lascia correre”. E quello fu il punto di svolta».

Se l’affidamento a Dio lo salvò in quella circostanza, tuttavia le difficoltà e presumibilmente i vizi negli anni successivi riemersero, specie nel rapporto con la moglie. Nel 2011 Vanessa chiese il divorzio, parlando di “inconciliabili differenze”, come riferisce sempre GQ, ma il divorzio non si concretizzò e 13 mesi più tardi i due si riconciliarono, grazie anche alla volontà di Kobe di preservare il matrimonio: «Non ho intenzione di dire che il nostro matrimonio è perfetto […]. Noi lottiamo ancora, proprio come ogni coppia sposata. Ma sai, la mia reputazione di atleta è che sono estremamente determinato e che mi faccio un mazzo così. Come potrei farlo nella mia vita professionale se non fossi così nella mia vita personale, quando questa colpisce i miei figli? Non avrebbe alcun senso».

Kobe e sua moglie, come riporta la CNA, frequentavano regolarmente una parrocchia nella contea di Orange (California). E non solo per la Messa domenicale. La cantante Cristina Ballestero ha scritto un lungo post su Instagram sia per ricordare nella preghiera lui e la sua famiglia, sia per raccontare la sorpresa che ebbe nel vedere a Messa e ricevere l’Eucaristia, in un giorno infrasettimanale, Kobe Bryant. Il quale stava in fondo alla chiesa, come d'abitudine, per non distogliere l'attenzione dei parrocchiani da Gesù.

Insieme alla moglie, il cestista ha dato vita a una fondazione per assistere in vari modi giovani senzatetto e dare una possibilità di crescita attraverso lo sport. Parlando di quest’opera, spiegava di non voler un giorno guardare indietro e adagiarsi al pensiero: «Bene, ho avuto una carriera di successo perché ho vinto così tanti campionati e segnato così tanti punti», ma di voler lasciare un’eredità diversa, dicendosi: «Devi fare qualcosa che abbia un po’ più di peso, un po’ più di significato, un po’ più di scopo».

Padre David Barnes ha scritto su Twitter di aver saputo che domenica mattina, prima di prendere l’elicottero, Kobe è stato visto a Messa. E il sacerdote ha ricordato che «la Messa è adorazione di Dio. Il Paradiso è adorazione di Dio». Sa Dio dove si trova adesso Kobe. Per il resto, quel che è certo è che ora non serve chiedersi “perché” e rinchiudere lo sguardo dentro la sola prospettiva terrena, bensì offrire preghiere e suffragi per lui, gli altri defunti e per i loro cari rimasti quaggiù. Perché tutto cambia se si entra o no nell’unica ed eterna gloria, quella di Dio. Kobe, lo abbiamo visto, ci pensava.


 Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 9 al 16 febbraio 2020