
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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PER SORRIDERE E RIFLETTERE….
Si raccoglie ciò che si semina!
Un giovane ingegnere decise di impiegare un piccolo capitale in agricoltura e comprò un piccolo campo in una pianura fertile. Dal momento che non era proprio esperto di coltivazioni, decise di chiedere informazioni a un vecchio contadino che abitava nei pressi.
«Hai visto, Battistin, il mio campicello?». «Ma certo. Confina con i miei», rispose il vecchio.
«Vorrei chiederti una cosa, Battistin: credi che il mio campicello potrebbe darmi del buon orzo?».
«Orzo? No, signore mio, non credo che questo campo possa dare orzo. Da tanti anni vivo qui e non ho mai visto orzo in questo campo». «E mais?», insistette il giovane. «Credi che il mio campicello possa darmi del mais?». «Mais, figliolo? Non credo che possa dare mais. Per quanto ne so, potrebbe fornire radici, cicorie, erba cipollina e meline acerbe. Ma mais no, non credo proprio».
Benché sconcertato, il giovane ingegnere replicò: «E soia? Mi potrebbe dare soia il campicello?». «Soia, dice? Non voglio fare il menagramo, ma io non ho mai visto soia in questo campo. Al massimo, erba alta, un po' di rametti da bruciare, ombra per le mucche e qualche cespuglio di bacche, non di più».
Il giovane, stanco di ricevere sempre la stessa risposta, scrollò le spalle e disse: «Va bene, Battistin, ti ringrazio per tutto quello che mi hai detto, ma voglio fare una prova. Seminerò del buon orzo e vediamo che cosa succede!». Il vecchio contadino alzò gli occhi e, con un sorriso malizioso, disse: «Ah, beh. Se lo semina... È tutta un'altra cosa, se lo semina!».
Oggi seminerò un sorriso, affinché la gioia cresca.
Oggi seminerò una parola di consolazione, per donare serenità.
Oggi seminerò un gesto di amore, perché l'amore domini.
Oggi seminerò una preghiera, affinché l'uomo sia più vicino a Dio.
Oggi seminerò parole e gesti di verità, per vincere la menzogna.
Oggi seminerò atti sereni, per collaborare con la pace.
Oggi seminerò un gesto pacifico, affinché i nervi saltino meno.
Oggi seminerò una buona lettura nel mio cuore, per la gioia del mio spirito.
Oggi seminerò giustizia nei miei gesti e nelle parole, affinché la verità trionfi.
Oggi seminerò un gesto di delicatezza, affinché la bontà si espanda.
Domenica 16 agosto
XX del tempo Ordinario anno A
Ore 9.00 CAVIAGA: S. Messa
Int. ……………..
Ore 10.30 CAVENAGO: S. Messa pro populo
Ore 17.30 SANTUARIO: canto del Vespro
Ore 18.00 SANTUARIO: S. Messa
Int. Zancarli Iolanda; Grassi Natale, Giazzi Francesca, Grassi Fausto, Giacomo; Coniugi Doldi e Figli; Francesca Maraboli (f.c. dalla locale sezione Combattenti e Reduci); Quaranta Franco, Scartabellati Rosolo; Ardemagni Teresa canossiana, Ardemagni Giovanna ved. Bianchi; Montoldi Francesca, Vittorio e Ferrari Santa.
Lunedì 17 agosto
Ore 9.00 SANTUARIO: S. Messa
int. Vedove di Santa Rita; Mariani Cristinella, Lanzani Piero e Michelino; Donati Teresa in Fortini.
Martedì 18 agosto
Ore 20.30 CAVIAGA: S. Messa
int. Def. Ettore Malusardi
Mercoledì 19 agosto
Ore 9.00 SANTUARIO: S. Messa
int. Donati Angelo (anniv.).
Giovedì 20 agosto
San Bernardo Abate di Chiaravalle
Ore 9 – 10.00 SANTUARIO: Lodi Mattutine e Adorazione Eucaristica
Ore 20.30 SANTUARIO: S. Messa
int. Esposti Mario e Defunti Classe 1938; Grossi Gianpaolo e Cerri Luigia.
Venerdì 21 agosto
San Pio X
Ore 9.00 SANTUARIO: S. Messa
int. Vailati Margherita e Def. Classe 1932 (f.c. da due amiche della classe).
Sabato 22 agosto
Beata Vergine Maria Regina
Ore 9.00 SANTUARIO: S. Messa
int. Ad onore della Madonna della Costa; Def. Zuccari Giulio.
Ore 17.00 CAVIAGA: S. Messa
Int. Folli Luigi, Chiodaroli Maria e Mercede; Daghetti Sergio, Costante, Piera; De Stefani Antonio, Bandirali Angela.
Ore 20.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Lazzari Nino e Forti Marco; Malacarne Angela in Grecchi; Angela e Giuseppe Giovanetti e Def. Fam.; Angelo Bossi (f. c. dai vicini di casa); Mario Agnelli; Giovanetti Giuseppe; Agnelli Emilio ed Ernesto; Doldi Paolo e Alfredo.
Domenica 23 agosto
XXI del tempo Ordinario anno A
Ore 8.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Cattaneo Aldo e Rossi Margherita; Def. Fam. Doldi.
Ore 10.30 CAVENAGO: S. Messa pro populo
Ore 17.00 SANTUARIO: S. Messa e Matrimonio di Delledonne Valentina e Gelmi Ugo
N.B. è sospesa la Messa delle 18
ALCUNE INDICAZIONI CIRCA LA SANTA COMUNIONE EUCARISTICA
Accostarsi alla Santa Comunione, non è un vezzo del cristiano, ma è una necessità, e perché sia un Comunione veramente fruttuosa occorre seguire alcuni accorgimenti indispensabili:
- Riconoscere e credere alla presenza reale di Gesù Cristo nel pane consacrato;dunque disporre il cuore e la mente a questo momento (non ci si mette in fila con distrazione o guardando gli altri….)
- Essere in grazia di Dio, quindi non aver commesso peccati mortali (contro i 10 comandamenti) e mantenere una Confessione frequente.
- Prima, durante e dopo, mantenere un clima di raccoglimento e di preghiera (dopo la Comunione si possono cantare gli inni proposti, e soprattutto occorre fare il ringraziamento al Signore trattenendosi in preghiera). A detta dei maestri di vita spirituale, il ringraziamento o raccoglimento dopo l'Eucarestia è uno dei momenti più santificanti della vita spirituale. Si eviti, terminata la messa, di "fare salotto" in chiesa.
- Digiuno eucaristico: per fare la S. Comunione occorre essere a digiuno da almeno un'ora. Anche chewing-gum e caramelle interrompono questo digiuno. Solo gli ammalati che devono assumere medicinali e in caso di effettiva necessità possono derogare a questa regola.
- Alla Santa Messa non si va vestiti come in spiaggia…se tu fossi invitato a pranzo dal Presidente di una nazione, o da qualche persona importante, certo cureresti il tuo abbigliamento…..
LOTTERIA ESTIVA PARROCCHIA SAN PIETRO IN CAVENAGO D’ADDA
Estrazione domenica 6 settembre 2020
- Premio: TABLET + cuscino porta TABLET
- Premio: SET di PADELLE
- Premio: CESTO GASTRONOMICO
Sono in vendita i biglietti della Lotteria estiva; 25 premi in palio!!!!!
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia Cavenago: N.N. 20 €; in ricordo di Renzo Sormani, dai versamenti 962 €
Per il tetto: N.N. 240 €; N.N. 15 €;
Ad onore della Madonna della Costa: N.N. 50 €; N.N. 50 €; N.N. 50 €;
Pro Parrocchia Caviaga: dalla cassettina presso la Panetteria 10 €;
Pro Bollettino: N.N. 5 €; N.N. 5 €;
Grazie a chi con pazienza e regolarmente tiene in ordine il verde in Parrocchia e al Santuario, a chi lava la biancheria delle chiese e a chi si occupa delle pulizie e della igienizzazione; grazie a chi ha offerto i fiori per la balaustra del quadro della Madonna della Costa;
SAN ROCCO Terziario francescano, Pellegrino e Taumaturgo
Montpellier, Francia, 1345/1350 - Angera, Varese, 16 agosto 1376/1379
San Rocco è nato a Montpellier fra il 1345 e il 1350 ed è morto a Voghera fra il 1376 ed il 1379 molto giovane a non più di trentadue anni di età. Secondo tutte le biografie i genitori Jean e Libère De La Croix erano una coppia di esemplari virtù cristiane, ricchi e benestanti ma dediti ad opere di carità. Rattristati dalla mancanza di un figlio rivolsero continue preghiere alla Vergine Maria dell’antica Chiesa di Notre-Dame des Tables fino ad ottenere la grazia richiesta. Secondo la pia devozione il neonato, a cui fu dato il nome di Rocco (da Rog o Rotch), nacque con una croce vermiglia impressa sul petto. Intorno ai vent’anni di età perse entrambi i genitori e decise di seguire Cristo fino in fondo: vendette tutti i suoi beni, si affiliò al Terz’ordine francescano e, indossato l’abito del pellegrino, fece voto di recarsi a Roma a pregare sulla tomba degli apostoli Pietro e Paolo. Bastone, mantello, cappello, borraccia e conchiglia sono i suoi ornamenti; la preghiera e la carità la sua forza.
Dalla Francia all'Italia
Venne in Italia e nel luglio 1367 era ad Acquapendente, una cittadina in provincia di Viterbo, dove ignorando i consigli della gente in fuga per la peste, il nostro Santo chiese di prestare servizio nel locale ospedale mettendosi al servizio di tutti. Tracciando il segno di croce sui malati, invocando la Trinità di Dio per la guarigione degli appestati, San Rocco diventò lo strumento di Dio per operare miracolose guarigioni. Ad Acquapendente San Rocco si fermò per circa tre mesi fino al diradarsi dell’epidemia, per poi dirigersi verso l’Emilia Romagna dove il morbo infuriava con maggiore violenza, al fine di poter prestare il proprio soccorso alle sventurate vittime della peste.
Il miracolo di Roma
L’arrivo a Roma è databile fra il 1367 e l’inizio del 1368, quando Papa Urbano V è da poco ritornato da Avignone. È del tutto probabile che il nostro Santo si sia recato all’ospedale del Santo Spirito, ed è qui che sarebbe avvenuto il più famoso miracolo di San Rocco: la guarigione di un cardinale, liberato dalla peste dopo aver tracciato sulla sua fronte il segno di Croce. Fu proprio questo cardinale a presentare San Rocco al pontefice: l’incontro con il Papa fu il momento culminante del soggiorno romano di San Rocco. La partenza da Roma avvenne tra il 1370 ed il 1371. Nel luglio 1371 è a Piacenza presso l’ospedale di Nostra Signora di Betlemme. Qui proseguì la sua opera di conforto e di assistenza ai malati, finché scoprì di essere stato colpito dalla peste. Di sua iniziativa o forse scacciato dalla gente si allontana dalla città e si rifugia in un bosco vicino Sarmato, in una capanna vicino al fiume Trebbia. Qui un cane lo trova e lo salva dalla morte per fame portandogli ogni giorno un tozzo di pane, finché il suo ricco padrone seguendolo scopre il rifugio del Santo.
In prigione a Voghera
La Provvidenza non permette che il giovane pellegrino morisse di peste perché doveva curare e lenire le sofferenze del suo popolo. Intanto in tutti i posti dove Rocco era passato e aveva guarito col segno di croce, il suo nome diventava famoso. Tutti raccontano del giovane pellegrino che porta la carità di Cristo e la potenza miracolosa di Dio. Dopo la guarigione San Rocco riprende il viaggio per tornare in patria. È invece certo che si sia trovato, sulla via del ritorno a casa, implicato nelle complicate vicende politiche del tempo: San Rocco è arrestato come persona sospetta e condotto a Voghera davanti al governatore. Interrogato, per adempiere il voto non volle rivelare il suo nome dicendo solo di essere “un umile servitore di Gesù Cristo”. Gettato in prigione, vi trascorse cinque anni, vivendo questa nuova dura prova come un “purgatorio” per l’espiazione dei peccati. Quando la morte era ormai vicina, chiese al carceriere di condurgli un sacerdote; si verificarono allora alcuni eventi prodigiosi, che indussero i presenti ad avvisare il Governatore. Le voci si sparsero in fretta, ma quando la porta della cella venne riaperta, San Rocco era già morto: era il 16 agosto di un anno compreso tra il 1376 ed il 1379.
Patrono degli appestati
Prima di spirare, il Santo aveva ottenuto da Dio il dono di diventare l’intercessore di tutti i malati di peste che avessero invocato il suo nome, nome che venne scoperto dall’anziana madre del Governatore o dalla sua nutrice, che dal particolare della croce vermiglia sul petto, riconobbe in lui il Rocco di Montpellier. San Rocco fu sepolto con tutti gli onori. Sulla sua tomba a Voghera cominciò subito a fiorire il culto al giovane Rocco, pellegrino di Montpellier, amico degli ultimi, degli appestati e dei poveri. Il Concilio di Costanza nel 1414 lo invocò santo per la liberazione dall'epidemia di peste ivi propagatasi durante i lavori conciliari.
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 16 al 23 agosto 2020




