
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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PER RIFLETTERE…
Seduto su un tronco
Questa è una leggenda degli indiani Cherokee a riguardo del "rito di passaggio".
Il padre porta il figlio nella foresta, gli mette una benda sugli occhi e lo lascia lì da solo. Il giovane deve rimanere seduto su un tronco tutta la notte senza togliere la benda finché i raggi del sole non lo avvertono che è mattino. Non può e non deve chiedere aiuto a nessuno. Se sopravvive alla notte, senza andare a pezzi, sarà un uomo.
Non può raccontare della sua esperienza ai suoi amici o a nessun altro, perché ogni giovane deve diventare uomo da solo.
Il ragazzo è chiaramente terrorizzato: sente tanti rumori strani attorno a lui. Ci sono senz'altro bestie feroci che lo circondano. Forse anche degli uomini pericolosi che gli faranno del male.
Il vento soffia forte tutta la notte e scuote il tronco su cui è seduto, ma lui va avanti coraggiosamente, senza togliere la benda dagli occhi. In fondo, è l'unico modo per diventare uomo!
Finalmente, dopo una notte terrificante, esce il sole e si toglie la benda dagli occhi. Ed è così che si accorge che suo padre è seduto sul tronco a fianco a lui. È stato di guardia tutta la notte proteggendo suo figlio da qualsiasi pericolo.
Il padre era lì, anche se il figlio non lo sapeva.
Anche noi non siamo mai soli. Nella notte più terrificante, nel buio più profondo, nella solitudine più completa, anche quando non ce ne rendiamo conto, Dio non ci abbandona mai, e fa la guardia, seduto sul tronco a fianco a noi.
La lampada
Madre Teresa di Calcutta
A Melbourne andai visitare un povero vecchio la cui esistenza era ignorata da tutti. La sua stanza era disordinata e sudicia. Tentai di pulirla, ma egli si oppose: "La lasci stare, sta bene così". Senza che io insistessi, alla fine me la lasciò pulire. Nella stanza c'era una magnifica lampada, coperta di polvere: "Perché non l'accendi?", gli chiesi. "A che scopo, se nessuno viene a trovarmi?", mi rispose, "Io non ne ho bisogno". Allora gli dissi: "L'accenderesti se le suore venissero a trovarti?". E lui: "Sì. Pur di sentire una voce umana in questa casa, l'accenderei". Alcuni giorni dopo ricevetti da lui questo brevissimo messaggio: "Di' alla mia amica che la lampada che accese nella mia vita continua a brillare".
Domenica 7 febbraio
V del Tempo Ordinario anno B – Giornata per la vita
Ore 09.30 CAVENAGO: S. Messa per i ragazzi della catechesi
Int. Pro populo.
Ore 10.45 CAVENAGO: S. Messa
Int. per le anime più abbandonate del Purgatorio.
Ore 16.45 CAVENAGO: Esposizione del Santissimo Sacramento
Ore 17.00 CAVENAGO: Canto del Vespro e Benedizione Eucaristica
Ore 17.30 CAVENAGO: S. Messa.
Int. Def. Fam. Giupponi Giuseppe, Foletti Pietro, Balbi Francesco; Def. Fam. Zighetti-Foletti; Lazzari Nino (anniv.), coniugi Doldi e Figli; Zuccari Bassano.
Lunedì 8 febbraio
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Donati Lorenzo; Marielli Carlo (10° anniv.) e Famiglia Marielli (f. c. da Carmen e Nunzia).
Martedi 9 febbraio
Ore 16.00 CAVIAGA: S. Messa.
Int. Def. coniugi Rossi Franco e Maria.
Mercoledì 10 febbraio
Santa Scolastica
Ore 15 – 15.45 CAVENAGO: Adorazione Eucaristica
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa.
Int. Ferrari Luigia, Vailati Margherita; Serra Franco, Mina, fratelli e genitori; Corrù Pino.
Giovedì 11 febbraio
Beata Vergine Maria di Lourdes
Ore 9 – 9.45 CAVENAGO: Lodi e ADORAZIONE EUCARISTICA per le Vocazioni Sacerdotali
(a chi compie almeno 30 minuti di Adorazione Eucaristica, è concessa l’Indulgenza Plenaria)
Ore 10.00 CAVENAGO: S. Messa e Benedizione Eucaristica lourdiana
Int. Rossi Margherita e Cattaneo Aldo; Cabrini Maria; Domenico Leggeri, Luciano e Cavallanti Giovanna; Cavenaghi Giovanna e Capra Agostino;
Ore 16.00 SANTUARIO: preghiera del S. Rosario per gli ammalati (in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’Azione Cattolica di Cavenago)
Ore 20.30 SANTUARIO: S. Messa (in particolare per chi lavora o studia)
Int. Ad onore della Madonna della Costa; Bonizzoni Agostino.
Venerdì 12 febbraio
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Ad onore di Maria Santissima; Guerini Rosanna, Lanzani Pino; Bonizzoni Agostino (f.c. dalla classe 1942);
Ore 17.00 CAVENAGO: il Parroco è a disposizione per le Confessioni dei ragazzi/e della catechesi
Sabato 13 febbraio
Ore 9.00 SANTUARIO: S. Messa
Int. Defunti Famiglie Giupponi Giuseppe, Foletti Pietro, Balbi Francesco; Giovanetti Luisa e Def. Fam. Giovanetti e Destefani.
Ore 15-16 CAVENAGO: Tempo per le Confessioni
Ore 17.00 CAVIAGA: S. Messa (prefestiva)
Int. Doldi Pasqua; Polenghi Maria Grazia, Boriani Luigi e Mastroni Giulia; Vailati Ernesto, Antonia, Maria e Giuseppe.
Ore 20.30 CAVENAGO: S. Messa (prefestiva)
Int. Doldi Pasqua; Angela Serra e Defunti Famiglia Serra-Giovanetti; Forti Luigi.
Domenica 14 febbraio
VI del Tempo Ordinario anno B – Giornata per la vita
Ore 09:30 CAVENAGO: S. Messa per i ragazzi della catechesi
Int. Pro populo.
Ore 10.45 CAVENAGO: S. Messa
Int. Manzato Flora e Biffi Enrico, Cerri Guido
Ore 16.45 CAVENAGO: Esposizione del Santissimo Sacramento
Ore 17.00 CAVENAGO: Canto del Vespro e Benedizione Eucaristica
Ore 17.30 CAVENAGO: S. Messa.
Int. Branca Nella (f. c. dai nipoti di Milano); Def. “Amici della montagna”: don Franco, Gianmario, Salvatore, Mario M., Pino, Angelo, Angelino, Mario Pisati; Crispini Mario; Agostino Bonizzoni (f.c. dai cugini Vailati).
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: N.N. 50 €; N.N. 80 €; dalla lotteria presso la Cartolibreria 100 €; 100€ da una famiglia che mensilmente si autotassa per sostenere la Parrocchia.
Ad onore della Madonna della Costa: N.N. 100 €; N.N. 50 €;
Per il tetto: N.N. 200 €;
Pro Parrocchia di Caviaga: dalla cassettina presso la Panetteria 50 € (comprensivi di offerte per le candele benedette); N.N. 40 €; N.N. 20 €
Pro Bollettino: N.N. 5 €; N.N. 10 €; N.N. 5 €;
CASSETTINE AVVENTO 2020
L’impegno di carità dell’Avvento dei ragazzi/e della catechesi, consisteva nella realizzazione di uno “scrigno” nel quale riporre le offerte per i più bisognosi; ad oggi sono state riconsegnate n° 8 cassettine:
7 cassettine per 146,30 €
1 cassettina con i bigliettini delle buone azioni compiute dal ragazzo/a
L’anno scorso erano tornate n° 16 per un importo di 226,18 €
VISITA AGLI AMMALATI
Con la collocazione della Lombardia in “zona gialla” sono permesse le visite agli anziani e agli ammalati da parte dei sacerdoti; il Parroco contatterà le famiglie per chiedere se desiderano la visita. Chi fosse a conoscenza di persone ammalate che desiderano anch’esse la visita del sacerdote, lo facciano presente.
SPESE SOSTENUTE
Abbiamo fatto lavare i drappi bianchi e rossi, che ornano le colonne della parrocchia di Cavenago, e ringraziamo una famiglia che ha offerto la spesa, pari a 200 €;
ANAGRAFE delle due PARROCCHIE per il 2020
Nati: 13 Battesimi: 5
Matrimoni civili: 3 Matrimoni religiosi: 2
Unzioni degli Infermi 7
Defunti: 40 Funerali (anche di persone che non risiedevano più in paese) 43
Non ci sono state le celebrazioni delle Cresime, della Messa di Prima Comunione, e della Prima Confessione.
CARITAS PARROCCHIALE
Si comunica che sono ripresi gli incontri in presenza del “Centro di Ascolto” per chi fosse in necessità o volesse un colloquio per presentare la sua situazione:
gli incontri si svolgono il secondo giovedì del mese dalle 10 alle 12 e l’ultimo martedì del mese dalle 16 alle 18. Si suggerisce di prendere appuntamento contattando i seguenti recapiti: 0371-70037 oppure 346-5879327 oppure inviando una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Occorre presentarsi muniti di mascherina.
Alcune informazioni sui sostegni offerti dalla nostra Caritas:
- Ascolto delle necessità individuali o famigliari (si assicura la massima riservatezza e il rispetto della normativa della privacy).
- donazione di beni e servizi materiali quali alimenti, igiene personale, prodotti per neonati.
- donazioni con sussidio farmaci
- Accesso al fondo Diocesano di Solidarietà per le famiglie che hanno difficoltà per la perdita del lavoro
- Supporto per accedere alle risorse di sostegno COVID 19 erogate da enti pubblici
Chi volesse donare alimenti, può utilizzare i cesti presenti nelle chiese di Cavenago e di Caviaga.
Suor Bernadette, miracolata «per la gloria di Dio»
Quarantadue anni da paralizzata, il viaggio a Lourdes nel 2008 e la preghiera per la guarigione degli altri malati. Ma al ritorno dal pellegrinaggio, durante un’adorazione eucaristica, è lei a guarire inspiegabilmente, a detta di medici e teologi. È la storia di suor Bernadette Moriau: la sua guarigione è il 70° miracolo ufficialmente attribuito all’intercessione della Madonna di Lourdes.
“Sono una povera suora che fu pesantemente handicappata e invalidata. Mi trovavo fuori dalla barca della vita e messa da parte. Ma poi sono stata miracolosamente sanata”. Inizia così a raccontare la propria storia, redatta insieme a Jean-Marie Guénois, la suora francese Bernadette Moriau nel libro La mia vita è un miracolo (San Paolo 2019, pp. 242).
C’è lucida consapevolezza e profonda gratitudine a Dio nelle parole e nell’animo di questa suora mentre ripercorre le tappe della propria vita fino alla prodigiosa guarigione, al ritorno da Lourdes, dalla cosiddetta sindrome della cauda equina. Tale guarigione costituisce il 70° miracolo ufficialmente riconosciuto e legato all’intercessione della Madonna di Lourdes, su circa 6400 dossier di guarigioni inspiegabili aperti presso il Bureau des Constatations Médicales della città pirenaica.
La suora confessa di non aver mai chiesto la propria guarigione e di aver piuttosto pregato per quella degli altri. Eppure proprio lei, infermiera ormai anziana e appartenente alle Oblate del Sacro Cuore di Gesù, è stata miracolosamente guarita.
Bernadette nel 2008 ha 69 anni e vive paralizzata da 42. “Il piede sinistro era in una stabile posizione di inversione quasi completa. La schiena, la colonna vertebrale, il bacino erano ridotti in poltiglia. Erano sostenuti da un rigido busto cervico-toracico-lombo-sacrale che però non mi impediva di soffrire”. Veniva infatti sedata dalla morfina quando il dolore diventava insostenibile.
Suor Bernadette era stata già diverse volte nel luogo delle apparizioni, anche se vi mancava dal 1985. Spronata dal proprio medico curante, mediante il quale era Dio stesso a chiamarla, decide di farvi ritorno bagnandosi anche nelle piscine, “nell’acqua della Resurrezione di Gesù”. Poi, durante la benedizione eucaristica al termine della processione nel sacro perimetro del santuario, ode dall’Ostia Santa il Maestro che le sussurra al cuore: “Vedo la tua sofferenza e quella dei tuoi fratelli e sorelle malati. Dammi tutto”.
Nel viaggio di ritorno dal suo pellegrinaggio, suor Bernadette prega, soffre e offre le sue sofferenze per i malati che ha visto a Lourdes anche in condizioni peggiori della sua. Non si lamenta, nella consapevolezza “che il mio stato di religiosa è per loro, per tutti gli altri, non per me. Ho offerto la vita, che Dio mi ha donato, a Lui e agli altri. Se la mia salute non mi permette più di aiutarli - io ero infermiera - posso almeno pregare per loro a tempo pieno: per la loro guarigione, per il loro benessere”. Rientrata in convento, percepisce sensibilmente quell’oceano di pace che è un grande dono di grazia per molti pellegrini. L’acqua delle piscine e il fuoco dell’amore eucaristico si riveleranno “i segni dell’inizio di una vita nuova”.
Alle 17.45 dell’11 luglio 2008, infatti, è ai piedi di Gesù Eucaristia durante l’adorazione nella cappella del suo convento di Bresles. Improvvisamente avverte un calore interiore e, rientrata in camera, una voce che la invita: “Togliti gli apparecchi”. Il suo corpo ritorna, inspiegabilmente, perfettamente in salute: il piede non più torto, il dolore completamente svanito. E la gioia incontenibile.
Eppure, come spesso accade in questi eventi straordinari, è tenuta a custodire il silenzio e la segretezza, ed è chiamata a raccontare principalmente nelle sedi opportune quanto le è capitato. Di qui, ritorna come paziente negli studi dei dottori che l’avevano avuta in cura sino ad allora; compare con la propria cartella clinica dinanzi a medici che non la conoscono e si presenta davanti a commissioni di teologi e monsignori che hanno necessità di esaminare il suo caso.
Nel volume c’è ampio spazio per la narrazione di un’odissea durata ben dieci anni, vissuta in obbedienza alla volontà di Dio e della Sua Chiesa, perché fosse riconosciuta - a beneficio di tutto il popolo di Dio - la straordinarietà della sua guarigione. Essa è stata certificata dall’esame accurato di circa 300 medici, mentre il miracolo è stato appurato da una commissione teologica appositamente costituita. Il riconoscimento del miracolo è stato infine ufficialmente annunciato l’11 febbraio 2018.
La nuova vita di suor Bernadette dopo il grande dono ricevuto è consistita nell’“accettare di uscire dalla riservatezza per essere disponibile a raccontare le meraviglie di Dio senza appartenersi più”. D’altra parte, per la suora francese, il miracolo ricevuto è un “piccolo germoglio di grazia”, nella consapevolezza che “se il Signore ha voluto fare di me un ‘segno’ è per manifestare la Sua gloria, non la mia”. Perciò, una volta recuperata la salute fisica, ella non si è tirata indietro dinanzi alla responsabilità di tale compito, anzi “si è rimessa al servizio della sua comunità, della sua parrocchia, dell’Ospitalità e dei malati di Lourdes”. A testimonianza del fatto che - come ha rilevato opportunamente il vescovo di Beauvais, Jacques Benoît-Gonnin - “una vita ritrovata è una vita feconda nel dono di sé”.
PREGHIERA ALLA BEATA VERGINE MARIA
O Maria,
Tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza.
Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati,
che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù,
mantenendo ferma la tua fede.
Tu, Salvezza del popolo romano, sai di che cosa abbiamo bisogno
e siamo certi che provvederai perché, come a Cana di Galilea,
possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova.
Aiutaci, Madre del Divino Amore,
a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù,
che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci, attraverso la croce, alla gioia della risurrezione. Amen.
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Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.
(Papa Francesco)
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IL PAPA HA INDETTO UN ANNO SPECIALE IN ONORE DI SAN GIUSEPPE
PREGHIERA
A te, o beato Giuseppe,
stretti dalla tribolazione ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio,
insieme con quello della tua santissima Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio,
e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo,
con occhio benigno, la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue,
e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo;
allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo;
assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù,
così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità;
e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio,
affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere,
piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Amen!
(Papa Leone XIII)
Padre amato, padre nella tenerezza, nell’obbedienza e nell’accoglienza; padre dal coraggio creativo, lavoratore, sempre nell’ombra: con queste parole Papa Francesco descrive, in modo tenero e toccante, San Giuseppe. Lo fa nella Lettera apostolica “Patris corde”, pubblicata il giorno dell’Immacolata 2020 in occasione del 150.mo anniversario della dichiarazione dello Sposo di Maria quale Patrono della Chiesa cattolica. Fu il Beato Pio IX, infatti, con il decreto Quemadmodum Deus, firmato l’8 dicembre 1870, a volere questo titolo per San Giuseppe. Per celebrare tale ricorrenza, il Pontefice ha indetto, dall’8 dicembre 2020 all’8 dicembre 2021, uno speciale “Anno” dedicato al padre terreno di Gesù. Sullo sfondo della Lettera apostolica, c’è la pandemia da Covid-19 che – scrive Francesco – ci ha fatto comprendere l’importanza delle persone comuni, quelle che, lontane dalla ribalta, esercitano ogni giorno pazienza e infondono speranza, seminando corresponsabilità. Proprio come San Giuseppe, “l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta”. Eppure, il suo è “un protagonismo senza pari nella storia della salvezza”.
San Giuseppe, infatti, ha espresso concretamente la sua paternità “nell’aver fatto della sua vita un’oblazione di sé nell’amore posto a servizio del Messia”. E per questo suo ruolo di “cerniera che unisce l’Antico e Nuovo Testamento”, egli “è sempre stato molto amato dal popolo cristiano”. In lui, “Gesù ha visto la tenerezza di Dio”, quella che “ci fa accogliere la nostra debolezza”, perché “è attraverso e nonostante la nostra debolezza” che si realizza la maggior parte dei disegni divini. “Solo la tenerezza ci salverà dall’opera” del Maligno, sottolinea il Pontefice, ed è incontrando la misericordia di Dio soprattutto nel Sacramento della Riconciliazione che possiamo fare “un’esperienza di verità e tenerezza”, perché “Dio non ci condanna, ma ci accoglie, ci abbraccia, ci sostiene e ci perdona”. Giuseppe è padre anche nell’obbedienza a Dio: con il suo ‘fiat’ salva Maria e Gesù ed insegna a suo Figlio a “fare la volontà del Padre”. Chiamato da Dio a servire la missione di Gesù, egli “coopera al grande mistero della Redenzione ed è veramente ministro di salvezza”.
Al tempo stesso, Giuseppe è “padre nell’accoglienza”, perché “accoglie Maria senza condizioni preventive”, un gesto importante ancora oggi – afferma Francesco – “in questo mondo nel quale la violenza psicologica, verbale e fisica sulla donna è evidente”. Ma lo Sposo di Maria è pure colui che, fiducioso nel Signore, accoglie nella sua vita anche gli avvenimenti che non comprende, lasciando da parte i ragionamenti e riconciliandosi con la propria storia. La vita spirituale di Giuseppe “non è una via che spiega, ma una via che accoglie”, il che non vuol dire che egli sia “un uomo rassegnato passivamente”. Anzi: il suo protagonismo è “coraggioso e forte” perché con “la fortezza dello Spirito Santo”, quella “piena di speranza”, egli sa “fare spazio anche alla parte contraddittoria, inaspettata, deludente dell’esistenza”. In pratica, attraverso San Giuseppe, è come se Dio ci ripetesse: “Non abbiate paura!”, perché “la fede dà significato ad ogni evento lieto o triste” e ci rende consapevoli che “Dio può far germogliare fiori tra le rocce”. Non solo: Giuseppe “non cerca scorciatoie”, ma affronta la realtà “ad occhi aperti, assumendone in prima persona la responsabilità”. Per questo, la sua accoglienza “ci invita ad accogliere gli altri, senza esclusione, così come sono”, con “una predilezione per i deboli”.
Mons. Gabriele Bernardelli
Nelle prossime settimane sarà approntato un programma e poi ci sarà occasione per riflettere su S. Giuseppe, per pregare S. Giuseppe, per imitare S. Giuseppe. Cercheremo di valorizzare la devozione legata al San Giuseppe, sempre tenendola in accordo con la liturgia della Chiesa, così come valorizzeremo le statue, gli altari e la chiesa della Persia che custodiamo nel nostro territorio.
Come primo segno, in chiesa a Cavenago è stata posta alla venerazione una statua di San Giuseppe.

Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 7 al 14 febbraio 2021