
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2021
“Ecco, noi saliamo a Gerusalemme…” (Mt 20,18).
Quaresima: tempo per rinnovare fede, speranza e carità.
Cari fratelli e sorelle,
annunciando ai suoi discepoli la sua passione, morte e risurrezione, a compimento della volontà del Padre, Gesù svela loro il senso profondo della sua missione e li chiama ad associarsi ad essa, per la salvezza del mondo. Nel percorrere il cammino quaresimale, che ci conduce verso le celebrazioni pasquali, ricordiamo Colui che «umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce» (Fil 2,8). In questo tempo di conversione rinnoviamo la nostra fede, attingiamo l’“acqua viva” della speranza e riceviamo a cuore aperto l’amore di Dio che ci trasforma in fratelli e sorelle in Cristo. Nella notte di Pasqua rinnoveremo le promesse del nostro Battesimo, per rinascere uomini e donne nuovi, grazie all’opera dello Spirito Santo. Ma già l’itinerario della Quaresima, come l’intero cammino cristiano, sta tutto sotto la luce della Risurrezione, che anima i sentimenti, gli atteggiamenti e le scelte di chi vuole seguire Cristo. Il digiuno, la preghiera e l’elemosina, come vengono presentati da Gesù nella sua predicazione (cfr Mt 6,1-18), sono le condizioni e l’espressione della nostra conversione. La via della povertà e della privazione (il digiuno), lo sguardo e i gesti d’amore per l’uomo ferito (l’elemosina) e il dialogo filiale con il Padre (la preghiera) ci permettono di incarnare una fede sincera, una speranza viva e una carità operosa.
- La fede ci chiama ad accogliere la Verità e a diventarne testimoni, davanti a Dio e davanti a tutti i nostri fratelli e sorelle.
In questo tempo di Quaresima, accogliere e vivere la Verità manifestatasi in Cristo significa prima di tutto lasciarci raggiungere dalla Parola di Dio, che ci viene trasmessa, di generazione in generazione, dalla Chiesa. Questa Verità non è una costruzione dell’intelletto, riservata a poche menti elette, superiori o distinte, ma è un messaggio che riceviamo e possiamo comprendere grazie all’intelligenza del cuore, aperto alla grandezza di Dio che ci ama prima che noi stessi ne prendiamo coscienza. Questa Verità è Cristo stesso, che assumendo fino in fondo la nostra umanità si è fatto Via – esigente ma aperta a tutti – che conduce alla pienezza della Vita. Il digiuno vissuto come esperienza di privazione porta quanti lo vivono in semplicità di cuore a riscoprire il dono di Dio e a comprendere la nostra realtà di creature a sua immagine e somiglianza, che in Lui trovano compimento. Facendo esperienza di una povertà accettata, chi digiuna si fa povero con i poveri e “accumula” la ricchezza dell’amore ricevuto e condiviso. Così inteso e praticato, il digiuno aiuta ad amare Dio e il prossimo in quanto, come insegna San Tommaso d’Aquino, l’amore è un movimento che pone l’attenzione sull’altro considerandolo come un’unica cosa con sé stessi (cfr Enc. Fratelli tutti, 93). La Quaresima è un tempo per credere, ovvero per ricevere Dio nella nostra vita e consentirgli di “prendere dimora” presso di noi (cfr Gv 14,23). Digiunare vuol dire liberare la nostra esistenza da quanto la ingombra, anche dalla saturazione di informazioni – vere o false – e prodotti di consumo, per aprire le porte del nostro cuore a Colui che viene a noi povero di tutto, ma «pieno di grazia e di verità» (Gv 1,14): il Figlio del Dio Salvatore.
- La speranza come “acqua viva” che ci consente di continuare il nostro cammino
La samaritana, alla quale Gesù chiede da bere presso il pozzo, non comprende quando Lui le dice che potrebbe offrirle un’“acqua viva” (Gv 4,10). All’inizio lei pensa naturalmente all’acqua materiale, Gesù invece intende lo Spirito Santo, quello che Lui darà in abbondanza nel Mistero pasquale e che infonde in noi la speranza che non delude. Già nell’annunciare la sua passione e morte Gesù annuncia la speranza, quando dice: «e il terzo giorno risorgerà» (Mt 20,19). Gesù ci parla del futuro spalancato dalla misericordia del Padre. Sperare con Lui e grazie a Lui vuol dire credere che la storia non si chiude sui nostri errori, sulle nostre violenze e ingiustizie e sul peccato che crocifigge l’Amore. Significa attingere dal suo Cuore aperto il perdono del Padre.
Nell’attuale contesto di preoccupazione in cui viviamo e in cui tutto sembra fragile e incerto, parlare di speranza potrebbe sembrare una provocazione. Il tempo di Quaresima è fatto per sperare, per tornare a rivolgere lo sguardo alla pazienza di Dio, che continua a prendersi cura della sua Creazione, mentre noi l’abbiamo spesso maltrattata (cfr Enc. Laudato si’, 32-33.43-44). È speranza nella riconciliazione, alla quale ci esorta con passione San Paolo: «Lasciatevi riconciliare con Dio» (2 Cor 5,20). Ricevendo il perdono, nel Sacramento che è al cuore del nostro processo di conversione, diventiamo a nostra volta diffusori del perdono: avendolo noi stessi ricevuto, possiamo offrirlo attraverso la capacità di vivere un dialogo premuroso e adottando un comportamento che conforta chi è ferito. Il perdono di Dio, anche attraverso le nostre parole e i nostri gesti, permette di vivere una Pasqua di fraternità.
Nella Quaresima, stiamo più attenti a «dire parole di incoraggiamento, che confortano, che danno forza, che consolano, che stimolano, invece di parole che umiliano, che rattristano, che irritano, che disprezzano» (Enc. Fratelli tutti [FT], 223). A volte, per dare speranza, basta essere «una persona gentile, che mette da parte le sue preoccupazioni e le sue urgenze per prestare attenzione, per regalare un sorriso, per dire una parola di stimolo, per rendere possibile uno spazio di ascolto in mezzo a tanta indifferenza» (ibid., 224).
Nel raccoglimento e nella preghiera silenziosa, la speranza ci viene donata come ispirazione e luce interiore, che illumina sfide e scelte della nostra missione: ecco perché è fondamentale raccogliersi per pregare (cfr Mt 6,6) e incontrare, nel segreto, il Padre della tenerezza.
Vivere una Quaresima con speranza vuol dire sentire di essere, in Gesù Cristo, testimoni del tempo nuovo, in cui Dio “fa nuove tutte le cose” (cfr Ap 21,1-6). Significa ricevere la speranza di Cristo che dà la sua vita sulla croce e che Dio risuscita il terzo giorno, «pronti sempre a rispondere a chiunque [ci] domandi ragione della speranza che è in [noi]» (1Pt 3,15).
- La carità, vissuta sulle orme di Cristo, nell’attenzione e nella compassione verso ciascuno, è la più alta espressione della nostra fede e della nostra speranza.
La carità si rallegra nel veder crescere l’altro. Ecco perché soffre quando l’altro si trova nell’angoscia: solo, malato, senzatetto, disprezzato, nel bisogno… La carità è lo slancio del cuore che ci fa uscire da noi stessi e che genera il vincolo della condivisione e della comunione.
«A partire dall’amore sociale è possibile progredire verso una civiltà dell’amore alla quale tutti possiamo sentirci chiamati. La carità, col suo dinamismo universale, può costruire un mondo nuovo, perché non è un sentimento sterile, bensì il modo migliore di raggiungere strade efficaci di sviluppo per tutti» (FT, 183). La carità è dono che dà senso alla nostra vita e grazie al quale consideriamo chi versa nella privazione quale membro della nostra stessa famiglia, amico, fratello. Il poco, se condiviso con amore, non finisce mai, ma si trasforma in riserva di vita e di felicità. Così avvenne per la farina e l’olio della vedova di Sarepta, che offre la focaccia al profeta Elia (cfr 1 Re 17,7-16); e per i pani che Gesù benedice, spezza e dà ai discepoli da distribuire alla folla (cfr Mc 6,30-44). Così avviene per la nostra elemosina, piccola o grande che sia, offerta con gioia e semplicità.
Vivere una Quaresima di carità vuol dire prendersi cura di chi si trova in condizioni di sofferenza, abbandono o angoscia a causa della pandemia di Covid-19. Nel contesto di grande incertezza sul domani, ricordandoci della parola rivolta da Dio al suo Servo: «Non temere, perché ti ho riscattato» (Is 43,1), offriamo con la nostra carità una parola di fiducia, e facciamo sentire all’altro che Dio lo ama come un figlio. «Solo con uno sguardo il cui orizzonte sia trasformato dalla carità, che lo porta a cogliere la dignità dell’altro, i poveri sono riconosciuti e apprezzati nella loro immensa dignità, rispettati nel loro stile proprio e nella loro cultura, e pertanto veramente integrati nella società» (FT, 187).
Cari fratelli e sorelle, ogni tappa della vita è un tempo per credere, sperare e amare. Questo appello a vivere la Quaresima come percorso di conversione, preghiera e condivisione dei nostri beni, ci aiuti a rivisitare, nella nostra memoria comunitaria e personale, la fede che viene da Cristo vivo, la speranza animata dal soffio dello Spirito e l’amore la cui fonte inesauribile è il cuore misericordioso del Padre.
Maria, Madre del Salvatore, fedele ai piedi della croce e nel cuore della Chiesa, ci sostenga con la sua premurosa presenza, e la benedizione del Risorto ci accompagni nel cammino verso la luce pasquale.
N.B. dato che si stanno svolgendo dei lavori in chiesa parrocchiale a Cavenago,
può darsi che le celebrazioni siano spostate al Santuario.
Domenica 21 febbraio - I di Quaresima
Ore 9.30 CAVENAGO: S. Messa per i ragazzi della catechesi (a seguire incontro di catechesi)
Int. Pro populo.
Ore 10.45 CAVENAGO: S. Messa
Int. Cagni Gino, Enrico, Carolina, Sentori Mario e Giuseppina; Andreoli Maddalena e Fam.; Buratto Enni e Giuseppe; Grossato Battista e Segato Clorinda; Storti Giulia; Agnelli Mario, Giovanna e Agostina.
Ore 16.45 CAVENAGO: Esposizione del Santissimo Sacramento
Ore 17.00 CAVENAGO: Canto del Vespro e Benedizione Eucaristica
Ore 17.30 CAVENAGO: S. Messa.
Int. Ambrogia Zighetti; Famiglie Foletti Pasquale e Rosa; Cabrini Francesca; Bonizzoni Agostino (f.c. dalla classe 1937); Arrigoni Mina.
Lunedì 22 febbraio - Festa della Cattedra di San Pietro
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Rossi Margherita e Cattaneo Aldo; Oldani Francesco, Corrù Antonia; Valente Angelina e Currà Fortunato.
Martedi 23 febbraio
Ore 15.15 CAVIAGA: Via Crucis
Ore 16.00 CAVIAGA: S. Messa.
Int. Pro vivis: in ringraziamento
Mercoledì 24 febbraio
Ore 15 – 15.45 CAVENAGO: Adorazione Eucaristica
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa e al termine preghiera a San Giuseppe
Int. Pro vivis- per gli ammalati; Grecchi Emilio, Lucia e Giovanni.
Giovedì 25 febbraio
Ore 9 – 9.45 CAVENAGO: Lodi e ADORAZIONE EUCARISTICA per le Vocazioni Sacerdotali
(a chi compie almeno 30 minuti di Adorazione Eucaristica, è concessa l’Indulgenza Plenaria)
Ore 20.30 CAVENAGO: S. Messa e Adorazione Eucaristica sino alle 21.30
Int. Buscarini Luisa;
Venerdì 26 febbraio
Ore 15.00 CAVENAGO: Via Crucis
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Marescotti Emilia e Alfredo; Famiglie Baroni Pierina e Luigi; Defunti Famiglia Prati Agostino e Figli; Gelmi Rita e Corrù Bassano.
Ore 17.15 CAVENAGO: Via Crucis per i ragazzi della catechesi
Ore 20.45 CAVENAGO: Via Crucis
Sabato 27 febbraio
Ore 9.00 SANTUARIO: S. Messa
Int. Per i sacerdoti vivi e defunti; Bossi Adriano (anniv.); Bonizzoni Agostino (f.c. da un amico)
Ore 17.00 CAVIAGA: S. Messa (prefestiva)
Int. Emilia Cipolla, Roberto Rovida, Alma Uggetti, Dina Raggi.
N.B. è sospesa la santa Messa delle 20.30
Domenica 28 febbraio - II di Quaresima anno B
Ore 9.30 CAVENAGO: S. Messa per i ragazzi della catechesi (a seguire incontro di catechesi)
Int. Pro populo.
Ore 10.45 CAVENAGO: S. Messa
Int. Cagni Gino, Enrico, Carolina, Sentori Mario e Giuseppina; Forti De Pieri Maria.
Ore 16.45 CAVENAGO: Esposizione del Santissimo Sacramento
Ore 17.00 CAVENAGO: Canto del Vespro e Benedizione Eucaristica
Ore 17.30 CAVENAGO: S. Messa.
Int. Branca Nella (f. c. dai nipoti di Milano); Defunti Famiglie Bonizzoni-Corrù; De Angeli Felice; Zighetti Angelo, Cipolla Pierina, Lazzari Nino; Zuccari Maria;Cabrini Francesca;Scartabellati Giovanni e Cabrini Anna Maria; Fiolini Assunta e Bernasconi Angelo; Corrù Pino, Angelo, Giovanni, Francesca; Moretti Emilio, Piera e Carlo; Sacco Giuseppina in Boriani.
Ore 18.30 CAVENAGO: incontro di catechesi del gruppo di 3 ͣ media
ESEQUIE
Nei giorni scorsi abbiamo celebrato le esequie di Valter Cavenaghi, mentre affidiamo la sua anima a Dio, porgiamo ai famigliare le nostre condoglianze.
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: dalle candele benedette 1 €; N.N. per la Caritas 500 €; N.N. 10 €; dalla visita agli ammalati 50 €;
Per il tetto: N.N. 1.000 €; N.N. 10 €; N.N. 50 €
Ad onore della Madonna della Costa: N.N. 50 €
Pro Bollettino: N.N. 5 €;
Pro Parrocchia di Caviaga: dalla cassettina presso la Panetteria 35 € (comprensivi di offerte per le candele benedette); candele benedette (cestino in chiesa) 0,80 €; per i candelieri di San Giuseppe una famiglia offre 110 € (pari al costo di un candeliere) dalla cassetta 5,50 € - N.N. 10 €; dalla visita agli ammalati 50 €;
SPESE SOSTENUTE
Parrocchia Cavenago: 605 € bolletta del gas della chiesa parrocchiale per il periodo 10 novembre 2020/ 12 gennaio 2021 – mi spiace che alcune persone, invece di parlare con il parroco, abbiano avuto il buon tempo solo di criticare il fatto che in chiesa faceva freddo….forse non si sono accorte che sono in corso i lavori e che tutte le finestre sono state tolte e solo alcune sostituite e che non si può avere la temperatura che si ha nelle proprie abitazioni…..
Fiori per la festa di Lourdes: 60 €
NOTIZIE DAL GRUPPO MISSIONARIO PARROCCHIALE per la giornata di raccolta a favore dei lebbrosi.
ENTRATE
RICAVO VENDITA TORTE 180,00 €
OFFERTE nella cassetta 278,50 €
TOTALE ENTRATE 458,50 €
USCITE
VERS.CCP AIFO ASS.R.FOLLEREAU:
CURA COMPLETA PER 1 LEBBROSO 130,00 €
SOSTEGNO
PROGETTO GOIAS IN BRASILE(*) 328,00 €
TOTALE USCITE 458,00 €
DIFFERENZA (0,50 €) è stata depositata nella cassa del Gruppo
(*) PROGETTO GOIAS – OSPEDALE SANTA MARTA in GOIANIA
Nasce dalla collaborazione tra AIFO e Segreteria della Sanità Stato del Goias - Brasile
Il progetto mira anche a sostenere le attività di cura e riabilitazione sociale dell'Ospedale Santa Marta a Goiania. L'ospedale era un tempo un lebbrosario dove venivano rinchiuse obbligatoriamente le persone colpite dalla lebbra. Nonostante oggi la lebbra possa essere curata e trattata ambulatorialmente, esiste ancora una popolazione di pazienti ed ex pazienti, in maggioranza anziani e disabili, che hanno bisogno di cure quotidiane. Inoltre poiché molti di questi anziani pazienti portano con sé una storia di abbandono e segregazione presso l'ospedale è stato creato uno spazio comune, “Casa Viva”, dove i pazienti dell'ex lebbrosario Santa Marta vengono assistiti da psicologi e terapisti.
Vogliamo ringraziare:
le signore che hanno preparato le torte; le persone che le hanno acquistate; tutti coloro che, grandi e piccoli, hanno fatto un'offerta per i lebbrosi.
PER APPROFONDIRE: Dal Catechismo Maggiore di San Pio X
Che è la Quaresima?
La Quaresima è un tempo di digiuno e di penitenza istituito dalla Chiesa per tradizione apostolica.
Per qual fine è istituita la Quaresima?
La Quaresima è istituita:
1° per farci conoscere l'obbligo che abbiamo di far penitenza in tutto il tempo della nostra vita, di cui, secondo i santi Padri la Quaresima è la figura;
2° per imitare almeno un poco, il rigoroso digiuno di quaranta giorni, che Gesù Cristo fece nel deserto;
3° per prepararci col mezzo della penitenza a celebrare santamente la Pasqua.
Che cosa dobbiamo fare per passar bene la Quaresima secondo la mente della Chiesa?
- osservare esattamente il digiuno, e mortificarci non solamente nelle cose illecite e pericolose, ma ancora, per quanto si può, nelle cose lecite, con la moderazione in tutto;
fare preghiere, elemosine, ed altre opere di cristiana carità verso il prossimo più che in ogni altro tempo;
- ascoltare la parola di Dio non già per pura usanza o curiosità, ma per desiderio di mettere in pratica le verità che si ascoltano;
- essere solleciti a prepararci alla confessione, per rendere più meritorio il digiuno, e per disporci meglio alla Comunione pasquale.
SUSSIDIO PER LA PREGHIERA IN FAMIGLIA
PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA
TRATTO DA: IN CAMMINO VERSO GERUSALEMME. VIVERE LA QUARESIME CON PAPA FRANCESCO
Davanti al Crocifisso di casa, accendete un cero e raccoglietevi in preghiera. (si può fare prima di cena oppure in un momento in cui tutti siano presenti; se qualcuno manca o non vuole esserci, tu rendilo presente nel cuore e prega per lui).
Lunedì, 22 Febbraio 2021
Quanti sono gli aspetti della misericordia di Dio verso di noi! Alla stessa maniera, quanti volti si rivolgono a noi per ottenere misericordia. Chi ha sperimentato nella propria vita la misericordia del Padre non può rimanere insensibile dinanzi alle necessità dei fratelli. L’insegnamento di Gesù che abbiamo ascoltato non consente vie di fuga: Avevo fame e mi avete dato da mangiare; avevo sete e mi avete dato da bere; ero nudo, profugo, malato, in carcere e mi avete assistito (cfr Mt 25,35-36). Non si può tergiversare davanti a una persona che ha fame: occorre darle da mangiare. Gesù ci dice questo! Le opere di misericordia non sono temi teorici, ma sono testimonianze concrete. Obbligano a rimboccarsi le maniche per alleviare la sofferenza. A causa dei mutamenti del nostro mondo globalizzato, alcune povertà materiali e spirituali si sono moltiplicate: diamo quindi spazio alla fantasia della carità per individuare nuove modalità operative. In questo modo la via della misericordia diventerà sempre più concreta. A noi, dunque, è richiesto di rimanere vigili come sentinelle, perché non accada che, davanti alle povertà prodotte dalla cultura del benessere, lo sguardo dei cristiani si indebolisca e diventi incapace di mirare all’essenziale.
Giubileo straordinario della misericordia, Udienza giubilare, 30 giugno 2016
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…
Impegno
In questa giornata recita il Santo Rosario, o almeno una decina e affidando alla Vergine quanti abbiamo nel cuore.
Martedì, 23 Febbraio 2021
Nell’ultima Cena, dopo che Gesù prese il pane e il calice del vino, ed ebbe reso grazie a Dio, sappiamo che «spezzò il pane». A quest’azione corrisponde, nella Liturgia eucaristica della Messa, la frazione del Pane, preceduta dalla preghiera che il Signore ci ha insegnato, cioè del “Padre Nostro”. E così cominciano i riti di Comunione, prolungando la lode e la supplica della Preghiera eucaristica con la recita comunitaria del “Padre nostro”. Questa non è una delle tante preghiere cristiane, ma è la preghiera dei figli di Dio: è la grande preghiera che ci ha insegnato Gesù. Infatti, consegnatoci nel giorno del nostro Battesimo, il “Padre nostro” fa risuonare in noi quei medesimi sentimenti che furono in Cristo Gesù. Quando noi preghiamo col “Padre Nostro”, preghiamo come pregava Gesù. È la preghiera che ha fatto Gesù, e l’ha insegnata a noi; quando i discepoli gli hanno detto: “Maestro, insegnaci a pregare come tu preghi”. E Gesù pregava così. È tanto bello pregare come Gesù! Quale preghiera migliore di quella insegnata da Gesù può disporci alla Comunione sacramentale con Lui? Oltre che nella Messa, il “Padre nostro” viene pregato, alla mattina e alla sera, nelle Lodi e nei Vespri; in tal modo, l’atteggiamento filiale verso Dio e di fraternità con il prossimo contribuiscono a dare forma cristiana alle nostre giornate.
Udienza generale, Piazza San Pietro, 14 marzo 2018
Angelo di Dio…
PREGHIERA A SAN MICHELE
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo dòmini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen.
Impegno
Prova a guardare con gli occhi di Dio chi fai fatica ad amare o ad accogliere.
Mercoledì, 24 Febbraio 2021
Un cuore che ami la legge, perché la legge è di Dio, ma che ami anche le sorprese di Dio, perché la sua legge santa non è fine a se stessa: è un cammino, è una pedagogia che ci porta a Gesù Cristo. Gesù apostrofa le folle che si accalcavano per ascoltarlo come «una generazione malvagia» perché «cerca un segno». È evidente che Gesù parla ai dottori della legge, che parecchie volte nel Vangelo gli chiedono «un segno». Essi, infatti, non vedevano tanti segni di Gesù. Ma proprio per questo Gesù li rimprovera in diverse occasioni: «Voi siete incapaci di vedere i segni dei tempi», dice loro nel Vangelo di Matteo ricorrendo all’immagine dell’albero del fico: «Quando il suo ramo diventa tenero e germogliano le foglie è vicina l’estate; e voi non capite i segni dei tempi». Gesù li definisce «generazione malvagia», in quanto non hanno capito che la legge che loro custodivano e amavano era una pedagogia verso Gesù Cristo. Infatti se la legge non porta a Gesù Cristo, non ci avvicina a Gesù Cristo, è morta. E per questo Gesù rimprovera i membri di quella generazione di essere chiusi, di non essere capaci di conoscere i segni dei tempi, di non essere aperti al Dio delle sorprese, di non essere in cammino verso quel trionfo finale del Signore, al punto che quando lui lo esplicita, essi credono che sia una bestemmia. Da qui la consegna finale a riflettere su questo tema, a interrogarsi sui due aspetti, chiedendosi: «Io sono attaccato alle mie cose, alle mie idee, chiuso? O sono aperto al Dio delle sorprese?». E ancora: «Sono una persona ferma o una persona che cammina?». E in definitiva, ha concluso, «io credo in Gesù Cristo e in quello che ha fatto», cioè «è morto, risorto... credo che il cammino vada avanti verso la maturità, verso la manifestazione di gloria del Signore? Io sono capace di capire i segni dei tempi ed essere fedele alla voce del Signore che si manifesta in essi?».
Meditazione mattutina, 13 ottobre 2014
Impegno
Preghiera a san Giuseppe
Ave o Giuseppe uomo giusto, Sposo verginale di Maria e padre davidico del Messia; Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il Figlio di Dio che a Te fu affidato: Gesù. San Giuseppe, patrono della Chiesa universale, custodisci le nostre famiglie nella pace e nella grazia divina, e soccorrici nell'ora della nostra morte. Amen.
Giovedì, 25 Febbraio 2021
C’è una frase che sembra un po’ criptica: “Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà quello che chiedete?” Sì! Darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono! Proprio questo è il dono, questo è il di più di Dio. Perché il Padre, ha sottolineato, mai ti dà un regalo, una cosa che gli chiedi, così, senza incartarlo bene, senza qualcosa di più che lo faccia più bello. E quello che il Signore, il Padre ci dà di più, è lo Spirito: il vero dono del Padre è quello che la preghiera non osa sperare. L’uomo bussa con la preghiera alla porta di Dio per chiedere una grazia. E lui, che è Padre, mi dà quello e di più: il dono, lo Spirito Santo. È questa la dinamica della preghiera, che si fa con l’amico, che è il compagno di cammino della vita, si fa col Padre e si fa nello Spirito Santo. L’amico vero è Gesù: è lui, infatti, che ci accompagna e ci insegna a pregare. E la nostra preghiera deve essere così, trinitaria. Gesù è il compagno di cammino che ci dà quello che chiediamo; il Padre che ha cura di noi e ci ama; e lo Spirito Santo che è il dono, è quel di più che dà il Padre, quello che la nostra coscienza non osa sperare.
Meditazione mattutina, 9 ottobre 2014
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…
Impegno
Visitare una persona ammalata, donare una parola a chi è solo, un sorriso a chi è triste.
Venerdì, 26 Febbraio 2021
Gesù ci conosce tanto bene e conosce come noi siamo stati fatti perché lui è il creatore, conosce la nostra natura». Ed ecco che ci suggerisce: «Se tu hai un problema con un fratello — dice la parola “avversario” — mettiti presto d’accordo». Così il Signore ci insegna anche un sano realismo: tante volte non si può arrivare alla perfezione, ma almeno fate quello che potete, mettetevi d’accordo per non arrivare al giudizio. È questo il sano realismo della Chiesa cattolica: la Chiesa cattolica mai insegna “o questo, o questo”. Piuttosto la Chiesa dice: “questo e questo”». Insomma, fai la perfezione: riconciliati con tuo fratello, non insultarlo, amalo, ma se c’è qualche problema almeno mettiti d’accordo, perché non scoppi la guerra. Ecco il sano realismo del cattolicesimo. Invece non è cattolico ma è eretico dire: «o questo o niente». Gesù sempre sa camminare con noi, ci dà l’ideale, ci accompagna verso l’ideale, ci libera da questo ingabbiamento della rigidità della legge e ci dice: “Fate fino al punto che potete fare”. E lui ci capisce bene». È questo il nostro Signore, è questo quello che insegna a noi dicendoci: «Per favore, non insultatevi e non siate ipocriti: andate a lodare Dio con la stessa lingua con la quale insultate il fratello, no, questo non si fa, ma fate quello che potete, almeno evitate la guerra fra di voi, mettetevi d’accordo». È la santità piccolina del negoziato: non posso tutto, ma voglio fare tutto, ma mi metto d’accordo con te, almeno non ci insultiamo, non facciamo la guerra e viviamo tutti in pace. Gesù è un grande e ci libera da tutte le nostre miserie, anche da quell’idealismo che non è cattolico. Per questo chiediamo al Signore che ci insegni, primo, a uscire da ogni rigidità, ma uscire in su, per poter adorare e lodare Dio; che ci insegni a riconciliarci fra noi; e anche, che ci insegni a metterci d’accordo fino al punto che noi possiamo farlo.
Meditazione mattutina, 9 giugno 2016
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…
Impegno
C’è qualcuno che attende il nostro perdono, oppure noi indugiamo da troppo tempo nel chiederlo. Affidiamo al Signore queste situazioni e chiediamo luce e forza. Oggi c’è la Via Crucis ed è giorno di magro.
Sabato, 27 Febbraio 2021
Gesù prima ci porta a dare più ai nostri fratelli, ai nostri amici, adesso anche ai nostri nemici. Infatti l’ultimo scalino di questa scala verso la guarigione porta la raccomandazione: «Pregate per quelli che vi perseguitano». Un comandamento — quello di pregare per i nemici — che ci può spiazzare, perché a noi, per la ferita che tutti noi abbiamo nel cuore, ci viene naturale augurare qualcosa un po’ brutta a un nemico che, per esempio, sparla di noi. Invece Gesù ci dice: “No, no! Prega per lui e fai penitenza per lui”. Verrebbe da chiedere: «Ma perché, Signore, tanta generosità?». La risposta la dà Gesù proprio nel brano evangelico: per essere «figli del Padre vostro che è nei cieli». Se così «fa il Padre», così siamo chiamati a fare per essere «figli». Questa guarigione del cuore, cioè, ci porta a diventare più figli. E cosa fa il Padre? Fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni; fa piovere sui giusti e sugli ingiusti, perché è Padre di tutti.
Meditazione mattutina, 14 giugno 2016
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…
Impegno
La vista al Santuario della Madonna della Costa, oppure raccogliersi in preghiera e affidarsi all’intercessione di Maria.
"Quando dico 'Ave Maria' gioiscono i cieli, esultano gli angeli e l'universo, l'inferno trema, fuggono via i demoni" (San Leopoldo Mandić).
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 21 al 28 febbraio 2021