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CAMMINIAMO INSIEME

Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda

Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  


PER RIFLETTERE… 

Cosa stai guardando?
Un giorno un giovane andò dall'eremita e disse: «Padre non andrò mai più in chiesa!»
L'eremita gli chiese il perché. Il giovane rispose: «Eh! Quando vado in chiesa vedo la sorella che parla male di un'altra sorella; il fratello che non legge bene; il gruppo di canto che è stonato come una campana; le persone che durante le messe guardano il cellulare, e tante altre cose sbagliate che vedo fare in chiesa.»
Gli disse l'eremita: «Va bene. Ma prima voglio che tu mi faccia un favore: prendi un bicchiere pieno d'acqua e fai tre giri per la chiesa senza versare una goccia d'acqua per terra. Dopo di che, puoi lasciare la chiesa.» E il giovane pensò: troppo facile! E fece tutti e tre i giri come l'eremita gli aveva chiesto. Quando ebbe finito ritornò dall'eremita: «Ecco fatto, padre...»
E l'eremita rispose: «Quando stavi facendo i giri, hai visto la sorella parlare male dell'altra?» Il giovane: «No!», «Hai visto la gente lamentarsi?» Il giovane: «No!», «Hai visto qualcuno che sbirciava il cellulare?» Il giovane: «No!», «Sai perché? Eri concentrato sul bicchiere per non far cadere l'acqua. Lo stesso è nella nostra vita. Quando il nostro sguardo sarà unicamente rivolto a Gesù Cristo, non avremo tempo di vedere gli errori delle persone.» 

Cerchiamo di vivere pienamente la nostra vita, e la nostra fede, abbandoniamo comportamenti sbagliati, chiediamo perdono per gli errori e i peccati, fissiamo il nostro sguardo su Dio…..e impegniamoci a rendere la Chiesa su questa terra, più bella, accogliente e a creare legami sinceri fondati sul Vangelo. 

“Persuaso che la vita non è già destinata ad essere un peso per molti, e una festa per alcuni, ma per tutti un impiego, del quale ognuno renderà conto, cominciò da fanciullo a pensare come potesse render la sua utile e santa, applicandosi assiduamente alle occupazioni che trovò prescritte, due altre ne assunse di sua volontà; e furono d'insegnar la dottrina cristiana ai più rozzi e derelitti del popolo, e di visitare, servire, consolare e soccorrere gl'infermi”.

Sul cardinale Federico Borromeo —  Alessandro Manzoni, I promessi sposi, cap. XXII 

Qualsiasi persona a cui venga risparmiato il dolore personale si deve sentire chiamata per aiutare a diminuire quello degli altri.

Albert Schweitzer, medico missionario


N.B. dato che si stanno svolgendo dei lavori in chiesa parrocchiale a Cavenago,
può darsi che le celebrazioni siano spostate al Santuario.


Domenica 28 febbraio 
II di Quaresima anno B 

Ore  9.30      CAVENAGO: S. Messa per i ragazzi della catechesi (a seguire incontro di catechesi)

Int.      Pro populo. 

Ore 10.45    CAVENAGO: S. Messa

Int.      Cagni Gino, Enrico, Carolina, Sentori Mario e Giuseppina; Forti De Pieri Maria. 

Ore 16.45   CAVENAGO: Esposizione del Santissimo Sacramento 

Ore 17.00   CAVENAGO: Canto del Vespro e Benedizione Eucaristica 

Ore 17.30   CAVENAGO: S. Messa.

Int.      Branca Nella (f. c. dai nipoti di Milano); Defunti Famiglie Bonizzoni-Corrù; De Angeli Felice; Zighetti Angelo, Cipolla Pierina, Lazzari Nino; Zuccari Maria;Cabrini Francesca;Scartabellati Giovanni e Cabrini Anna Maria; Fiolini Assunta e Bernasconi Angelo; Corrù Pino, Angelo, Giovanni, Francesca; Moretti Emilio, Piera e Carlo; Sacco Giuseppina in Boriani. 

Ore 18.30   CAVENAGO: incontro di catechesi del gruppo di 3 ͣ media 

 

Lunedì 1 marzo 

Ore 16.00      SANTUARIO: S. Messa

Int.      Padovani Iseo e Def. Fam. Foletti-Grassi; Maiocchi Cesarina; Giovanna Leggeri e def. Fam.

 

Martedi 2 marzo 

Ore 10.00      CAVENAGO: S. Messa alla chiesetta della Persia per il mese di San Giuseppe

Int.      …………...             (all’interno possono stare 10 persone, per gli altri prepareremo all’esterno alcuni posti a sedere) 

Ore 15.15     CAVIAGA: Via Crucis 

Ore 16.00     CAVIAGA: S. Messa.

Int.      Stefano e Maria Zanca.

 

Mercoledì 3 marzo 

Ore 15 – 15.45   SANTUARIO: Adorazione Eucaristica 

Ore 16.00   SANTUARIO: S. Messa e al termine preghiera a San Giuseppe

Int.      Maria Forti De Pieri in Bonazzi; Suor Elisa Persico (delle Suore di Maria Bambina).

 

Giovedì 4 marzo 

Ore 9 – 10    SANTUARIO:  Lodi e ADORAZIONE EUCARISTICA per le Vocazioni Sacerdotali

(a chi compie almeno 30 minuti di Adorazione Eucaristica, è concessa l’Indulgenza Plenaria) 

Ore 20.30  SANTUARIO: S. Messa  

Int.  Gianfranco Barbieri e Defunti Famiglia.

 

Venerdì 5 marzo 

Ore 15.00     SANTUARIO: Via Crucis 

Ore 16.00     SANTUARIO: S. Messa

Int.  Pro vivis per i giovani; Montoldi Giacomina e Fam.; Pancotti Pietro e Fam.

Ore 20.45     CAVENAGO: Via Crucis

 

Sabato 6 marzo 

Ore   9.00    SANTUARIO: S. Messa

Int.      Int. Devoti Gesù Bambino di Praga; Famiglie Grossi Giuseppe e Lumeni Lucia; Ferrari Teresa, Angelo e Graziano; 

Ore 15 – 16  CAVENAGO: tempo per le Confessioni 

Ore 17.00   CAVIAGA: S. Messa (prefestiva)

Int.  Gazzola Giacomo (anniversario); Maraboli Agnese. 

Ore 20.30  CAVENAGO: S. Messa (prefestiva)

Int.      Corrù Alessandro; Corrù Pino; Defunti Famiglia Giovanetti; Moroni Adriano; Cavenaghi Valter

 

Domenica 7 marzo
III di Quaresima anno B 

Ore 09.30      CAVENAGO: S. Messa per i ragazzi della catechesi e a seguire incontro

Int.      Pro populo. 

Ore 10.45    CAVENAGO: S. Messa

Int.      Cremonesi Carlino, Emilia e Defunti Famiglia; Grossato Battista, Segato Clorinda, Storti Giulia 

Ore 16.45   CAVENAGO: Esposizione del Santissimo Sacramento 

Ore 17.00   CAVENAGO: Canto del Vespro e Benedizione Eucaristica 

Ore 17.30   CAVENAGO: S. Messa

Int.      Barbieri Gianfranco; Defunti amici di Diano: Mario, Salvatore, Guido, Augusto e Umbellina, Franca; Montoldi Giacomina e familiari; Agostino Bonizzoni (fatta celebrare dai cugini Vailati).


ESEQUIE

Nei giorni scorsi abbiamo celebrato le esequie di Carla Ferrari in Pisati, alla famiglia le nostre condoglianze unite alla preghiera di suffragio.

FIERA DEL FIORE

Vista la situazione generale, il parroco ha ritenuto opportuno fissare la data della Fiera del Fiore, nella domenica 11 aprile, detta “in albis” o della Divina Misericordia. 

CARITAS PARROCCHIALE

Gli alimenti di cui abbiamo bisogno: PASTA, ecc…. Grazie a chi potrà e vorrà aiutare! I cesti per la raccolta si trovano sia in chiesa a Caviaga che a Cavenago. 

OFFERTE RICEVUTE 

Pro Parrocchia di Cavenago: N.N. 50 €;  dalla visita agli ammalati  170 €;     

Ad onore della Madonna della Costa: N.N. 20 €; N.N. 100 €; N.N. 10 €              

Pro Bollettino:  N.N. 5 €; 

Pro Parrocchia di Caviaga: N.N. 100 €; dalla cassettina presso la Panetteria 25 €; candele benedette (cestino in chiesa) 1,20 €; per i candelieri di San Giuseppe: dalla cassetta 23€ + N.N. 30€; 

SPESE SOSTENUTE

Parrocchia di Cavenago: per fotocopiatrice/bollettino 540 €; 

GRAZIE!! ai genitori e nonni che sono venuti e hanno accompagnato i ragazzi della catechesi al momento di preghiera del mercoledì delle Ceneri, proprio un bel momento con una intensa partecipazione; Grazie ad una ricamatrice di Cavenago che ha donato un completo per l’altare da utilizzare in Quaresima; grazie ad una persona che ha donato alla Sacrestia di Cavenago un set di cacciaviti; grazie a chi ha donato del lino antico; grazie ai volontari che curano il verde e non solo del Santuario e della Cappellina; grazie a chi ha donato le piante verdi per gli altari delle chiese parrocchiali;


Dalle omelie di Papa Francesco 

“…Sant’Ignazio suggerisce, prima di prendere una decisione importante, di immaginarsi al cospetto di Dio alla fine dei giorni. Quella è la chiamata a comparire non rimandabile, il punto di arrivo per tutti, per tutti noi. Allora, ogni scelta di vita affrontata in quella prospettiva è ben orientata, perché più vicina alla risurrezione, che è il senso e lo scopo della vita. Come la partenza si calcola dal traguardo, come la semina si giudica dal raccolto, così la vita si giudica bene a partire dalla sua fine, dal suo fine. Sant’Ignazio scrive: «Considerando come mi troverò il giorno del giudizio, pensare come allora vorrei aver deciso intorno alla cosa presente; e la regola che allora vorrei aver tenuto, prenderla adesso» (Esercizi spirituali, 187). Può essere un esercizio utile per vedere la realtà con gli occhi del Signore e non solo con i nostri; per avere uno sguardo proiettato sul futuro, sulla risurrezione, e non solo sull’oggi che passa; per compiere scelte che abbiano il sapore dell’eternità, il gusto dell’amore”.


SECONDA SETTIMANA DI QUARESIMA con Papa Francesco

Davanti al Crocifisso di casa, accendete un cero e raccoglietevi in preghiera. (si può fare prima di cena oppure in un momento in cui tutti siano presenti; se qualcuno manca o non vuole esserci, tu rendilo presente nel cuore e prega per lui).

Lunedì, 01 Marzo 2021

Se guardiamo la storia della salvezza, vediamo che tutta la rivelazione di Dio è un incessante e instancabile amore per gli uomini: Dio è come un padre o come una madre che ama di insondabile amore e lo riversa con abbondanza su ogni creatura. La morte di Gesù in croce è il culmine della storia d’amore di Dio con l’uomo. Un amore talmente grande che solo Dio lo può realizzare. È evidente che, rapportato a questo amore che non ha misura, il nostro amore sempre sarà in difetto. Ma quando Gesù ci chiede di essere misericordiosi come il Padre, non pensa alla quantità! Egli chiede ai suoi discepoli di diventare segno, canali, testimoni della sua misericordia.  E la Chiesa non può che essere sacramento della misericordia di Dio nel mondo, in ogni tempo e verso tutta l’umanità. Ogni cristiano, pertanto, è chiamato ad essere testimone della misericordia, e questo avviene in cammino di santità. Pensiamo a quanti santi sono diventati misericordiosi perché si sono lasciati riempire il cuore dalla divina misericordia. Hanno dato corpo all’amore del Signore riversandolo nelle molteplici necessità dell’umanità sofferente. In questo fiorire di tante forme di carità è possibile scorgere i riflessi del volto misericordioso di Cristo. L’amore misericordioso è perciò l’unica via da percorrere. Quanto bisogno abbiamo tutti di essere un po’ più misericordiosi, di non sparlare degli altri, di non giudicare, di non “spiumare” gli altri con le critiche, con le invidie, con le gelosie. Dobbiamo perdonare, essere misericordiosi, vivere la nostra vita nell’amore. Questo amore permette ai discepoli di Gesù di non perdere l’identità ricevuta da Lui, e di riconoscersi come figli dello stesso Padre. Nell’amore che essi praticano nella vita si riverbera così quella Misericordia che non avrà mai fine (cfr 1 Cor 13,1-12). Ma non dimenticatevi di questo: misericordia e dono; perdono e dono. Così il cuore si allarga, si allarga nell’amore. Invece l’egoismo, la rabbia, fanno il cuore piccolo, che si indurisce come una pietra. Cosa preferite voi? Un cuore di pietra o un cuore pieno di amore? Se preferite un cuore pieno di amore, siate misericordiosi!    

Udienza generale, 21 settembre 2016

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…

Impegno

In questa giornata recita il Santo Rosario, o almeno una decina e affidando alla Vergine quanti abbiamo nel cuore.

Martedì, 02 Marzo 2021

Rileggendo il brano del Vangelo di Matteo (23, 1-12) in cui Gesù parla degli scribi e dei farisei, notiamo che anche noi siamo furbi, da peccatori: sempre troviamo una strada che non è quella giusta, per sembrare più giusti di quello che siamo: è la strada dell’ipocrisia. Gesù parla di quegli uomini cui piace vantarsi come giusti: i farisei, i dottori della legge, che dicono le cose giuste, ma che fanno il contrario. A questi “furbi”, piacciono la vanità, l’orgoglio, il potere, il denaro. E sono «ipocriti» perché fanno finta di convertirsi, ma il loro cuore è una menzogna: sono bugiardi. Infatti il loro cuore non appartiene al Signore; appartiene al padre di tutte le menzogne, a satana. E questa è la “finta” della santità. È un atteggiamento contro il quale Gesù ha usato sempre parole molto chiare. Egli infatti preferiva mille volte i peccatori agli ipocriti. Almeno i peccatori dicevano la verità su loro stessi: “Allontanati da me Signore, che sono un peccatore!”(Luca, 5, 8). Così, aveva fatto Pietro, una volta. Un riconoscimento che invece non affiora mai sulla bocca degli ipocriti, i quali dicono: «Ti ringrazio Signore, perché non sono peccatore, perché sono giusto» (cfr. Luca, 18, 11).

Meditazione mattutina, 3 marzo 2015

Angelo di Dio…

PREGHIERA A SAN MICHELE

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo dòmini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen.

Impegno

Prova a guardare con gli occhi di Dio chi ti ha trattato male. 

Mercoledì, 03 Marzo 2021

Gesù è obbediente a quello che il Padre vuole: deciso e obbediente e niente di più, e così, fino alla fine. Il Signore entra in pazienza perché è un esempio di cammino non solo morire soffrendo sulla croce, ma camminare in pazienza. È importante pensare a Gesù solo, verso la croce, deciso, in mezzo all’incomprensione dei suoi: pensare questo e vedere Gesù camminare decisivamente verso la croce e ringraziarlo. Dire, insomma: «Grazie Signore perché sei stato obbediente, sei stato coraggioso; hai amato tanto, mi hai amato tanto». In questo modo si può fare oggi un colloquio con lui: quante volte io cerco di fare tante cose e non guardo te, che hai fatto questo per me? Tu che sei entrato in pazienza — l’uomo paziente, Dio paziente — e che con tanta pazienza tolleri i miei peccati, i miei fallimenti?. E allora, ha detto ancora Francesco, si può parlare con Gesù così — lui è deciso sempre ad andare avanti, a mettere la faccia — e ringraziarlo. Prendiamo oggi un po’ di tempo, pochi minuti — cinque, dieci, quindici — davanti al crocifisso forse, o con l’immaginazione vedere Gesù camminare decisamente verso Gerusalemme e chiedere la grazia di avere il coraggio di seguirlo da vicino.

Meditazione mattutina, 3 ottobre 2017

Preghiera a san Giuseppe 

Ave o Giuseppe uomo giusto, Sposo verginale di Maria e padre davidico del Messia; Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il Figlio di Dio che a Te fu affidato: Gesù. San Giuseppe, patrono della Chiesa universale, custodisci le nostre famiglie nella pace e nella grazia divina, e soccorrici nell'ora della nostra morte. Amen.

Impegno

Se puoi aiuta chi è in difficoltà, offri qualche alimento per il cesto della Caritas, fai digiuno degli occhi dalle cose superflue e dalle immagini inutili.

Giovedì, 04 Marzo 2021

Lazzaro rappresenta bene il grido silenzioso dei poveri di tutti i tempi e la contraddizione di un mondo in cui immense ricchezze e risorse sono nelle mani di pochi. Ignorare il povero è disprezzare Dio. C’è un particolare nella parabola che va notato: il ricco non ha un nome, ma soltanto l’aggettivo: “il ricco”; mentre quello del povero è ripetuto cinque volte, e “Lazzaro” significa “Dio aiuta”. Lazzaro, che giace davanti alla porta, è un richiamo vivente al ricco per ricordarsi di Dio, ma il ricco non accoglie tale richiamo. Sarà condannato pertanto non per le sue ricchezze, ma per essere stato incapace di sentire compassione per Lazzaro e di soccorrerlo. La misericordia di Dio verso di noi è legata alla nostra misericordia verso il prossimo; quando manca questa, anche quella non trova spazio nel nostro cuore chiuso, non può entrare. Se io non spalanco la porta del mio cuore al povero, quella porta rimane chiusa. Anche per Dio. E questo è terribile. Per convertirci, non dobbiamo aspettare eventi prodigiosi, ma aprire il cuore alla Parola di Dio, che ci chiama ad amare Dio e il prossimo. La Parola di Dio può far rivivere un cuore inaridito e guarirlo dalla sua cecità. Il ricco conosceva la Parola di Dio, ma non l’ha lasciata entrare nel cuore, non l’ha ascoltata, perciò è stato incapace di aprire gli occhi e di avere compassione del povero. Così nel rovesciamento delle sorti che la parabola descrive è nascosto il mistero della nostra salvezza, in cui Cristo unisce la povertà alla misericordia.

Udienza generale, 18 maggio 2016

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…

Impegno

Fare la visita al Santissimo Sacramento, in parrocchia o la Santuario, fermarsi qualche momento in silenzio.

Venerdì, 05 Marzo 2021

Questo racconto illustra in maniera allegorica quei rimproveri che i Profeti avevano detto sulla storia di Israele. È una storia che ci appartiene: si parla dell’alleanza che Dio ha voluto stabilire con l’umanità ed alla quale ha chiamato anche noi a partecipare. Questa storia di alleanza però, come ogni storia di amore, conosce i suoi momenti positivi ma è segnata anche da tradimenti e da rifiuti. Per far capire come Dio Padre risponde ai rifiuti opposti al suo amore e alla sua proposta di alleanza, il brano evangelico pone sulle labbra del padrone della vigna una domanda: «Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?» (v. 40). Questa domanda sottolinea che la delusione di Dio per il comportamento malvagio degli uomini non è l’ultima parola! È qui la grande novità del Cristianesimo: un Dio che, pur deluso dai nostri sbagli e dai nostri peccati, non viene meno alla sua parola, non si ferma e soprattutto non si vendica! Dio non si vendica! Dio ama, non si vendica, ci aspetta per perdonarci, per abbracciarci. C’è un solo impedimento di fronte alla volontà tenace e tenera di Dio: la nostra arroganza e la nostra presunzione, che diventa talvolta anche violenza! L’urgenza di rispondere con frutti di bene alla chiamata del Signore, che ci chiama a diventare sua vigna, ci aiuta a capire che cosa c’è di nuovo e di originale nella fede cristiana.

Angelus, Piazza San Pietro, 8 ottobre 2017

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…

Impegno

Compi un gesto di rinuncia, un piccolo sacrificio. Oggi c’è la Via Crucis ed è giorno di magro.

Sabato, 06 Marzo 2021

Che cosa bella la tenerezza del padre! La misericordia del padre è traboccante, incondizionata, e si manifesta ancor prima che il figlio parli. Certo, il figlio sa di avere sbagliato e lo riconosce. L’abbraccio e il bacio di suo papà gli fanno capire che è stato sempre considerato figlio, nonostante tutto. E’ importante questo insegnamento di Gesù: la nostra condizione di figli di Dio è frutto dell’amore del cuore del Padre; non dipende dai nostri meriti o dalle nostre azioni, e quindi nessuno può togliercela, neppure il diavolo! Nessuno può toglierci questa dignità. Questa parola di Gesù ci incoraggia a non disperare mai. Penso alle mamme e ai papà in apprensione quando vedono i figli allontanarsi imboccando strade pericolose. Penso ai parroci e catechisti che a volte si domandano se il loro lavoro è stato vano. In qualunque situazione della vita, non devo dimenticare che non smetterò mai di essere figlio di Dio, essere figlio di un Padre che mi ama e attende il mio ritorno. Anche nella situazione più brutta della vita, Dio mi attende, Dio vuole abbracciarmi, Dio mi aspetta.

Udienza generale, 11 maggio 2016

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…

Impegno

La vista al Santuario della Madonna della Costa, oppure raccogliersi in preghiera e affidarsi all’intercessione di Maria.


LA FOLLIA DI PERDERE TEMPO IN COSE INUTILI
Il tempo è prezioso e non va sprecato... ci si può anche dedicare a legittimi svaghi, ma nel complesso il tempo va orientato verso la conquista del Paradiso
di Don Dolindo Ruotolo

La nostra vita passa, e ce ne accorgiamo ogni giorno. È un viaggio verso la morte e l'eternità. Ogni giorno, ogni mese, ogni anno che passa è un cammino percorso verso queste due mete, e diremmo, verso queste due stazioni. Chi intraprende un viaggio fa due tappe: va prima alla stazione o al porto, e poi sale sul treno o sul piroscafo, ed è portato lontano, tra i saluti e le lacrime di quelli che restano. Noi andiamo prima verso la morte, e dalla morte passiamo all'eternità. È una grande stoltezza dunque concentrarsi nella vita presente, lavorare e stentare per il benessere del corpo, e dimenticare le cose più essenziali: l’anima e l'eternità.
Non saresti stolto se, dovendo lavorare per produrre, tu perdessi il tempo a lucidare i perni o le ruote di una macchina e ti curassi solo della pulizia dello stabile, trascurando proprio il lavoro? Sì, è bene tenere tutto pulito, è bene anche avere un posticino più comodo per lavorare, ma l'essenziale è che tu produca, che la tela cresca, che il ferro sia modellato, che il legno grezzo diventi un mobile; se non fai questo, non sei un operaio. Un cuoco che si preoccupa di tener pulita la cucina, ordinato il suo vestito e non prepara il pranzo, a che serve? Le occupazioni della vita presente sono come l'ambiente e il mezzo per lavorare e produrre per la vita eterna, servono a compiere la missione che Dio ci ha data, per meritare il premio eterno; se tu dimentichi il tuo fine ultimo, e la necessità di operare il bene per salvarti, lavori, stenti, sudi, e praticamente ti affatichi invano.

Sì - tu dici - ma la vita è la vita, ed io non posso trascurare il campo, la bottega, l'ufficio, e così mi passa tutta la giornata. Benissimo, ma tu per le tue occupazioni non trascuri di dormire, di lavarti, di mangiare, leggere il giornale, e persino di fumare e divertirti. Ora come puoi, per le occupazioni materiali non pensare mai o quasi mai a quello che ti serve per la vita eterna, cioè a pregare, partecipare alla Messa, a ricevere i Sacramenti, a confessarti, a comunicarti, ad istruirti nelle verità della Fede, tu che in questo sei manchevole? Che cosa penosa - per esempio - che un avvocato, si occupi da mattina a sera e persino la notte, della difesa di un reo, e non pensi almeno per mezz'ora alla causa della propria anima innanzi a Dio! Che cosa triste che un muratore stia occupato da mattina a sera ad innalzare case ed edifici, e non metta nel giorno neppure una pietruzza per il suo bene eterno, e per la celeste dimora! Una vita tutta spesa nelle occupazioni materiali, senza curarsi di quelle spirituali ed eterne, è simile a quella delle bestie da soma, che lavorano per gli altri e non fanno mai nulla per sé!

Ma io lavoro per la casa e per i figli - tu dici - e sono degno di lode e vero galantuomo. Come posso avere il tempo di badare all'anima? Stolto! Credi tu che quelli per i quali lavori potranno supplire a ciò che tu non fai per l' anima tua? E credi poi che te ne saranno veramente grati? Ti perderai eternamente per chi non ti ricorderà neppure? E non sai tu che, amando e servendo Dio, compiendo i tuoi doveri religiosi, e curando l'anima tua, porti la benedizione sulla tua casa e sul tuo lavoro, ed è proprio allora che vivi veramente per il bene della tua famiglia?

Non devi lasciare solo un'eredità materiale ai tuoi figli o provvedere solo al loro corpo, ma con la tua vita cristiana, praticante, devi lasciare loro l'esempio della virtù, e guidarli ai beni eterni. Ti preoccupi del loro avvenire terreno e non ti preoccupi del loro avvenire eterno? Come puoi meritare il nome di padre, se ti mostri senza fede e senza virtù innanzi ai tuoi figli, se vivi disordinatamente e raccogli il loro compatimento e persino il loro disprezzo? Un padre lontano dalla Chiesa e dai Sacramenti, un padre che non prega, che bestemmia, si ubriaca, si dà a vizi turpi, e commette il male, che razza di padre è? Una madre che pensa solo ad ornarsi, a fare la civetta, a chiacchierare, ad inveire, e non si preoccupa dell'anima sua e di quella dei suoi figli, che razza di madre è?.


Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 28 febbraio al 7 marzo 2021