
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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Domenica 20 giugno, il Vescovo chiede a tutte le comunità parrocchiali una preghiera particolare per il XIV Sinodo della Chiesa di Lodi.
Se la consultazione ha già coinvolto numerosi fedeli, sono maturi ora i tempi per una sensibilizzazione corale verso l’esperienza sinodale. Si tratta di informare certamente, ma anche di far cogliere a tutti il senso e l’importanza di questo momento per l’intera diocesi e per il futuro delle comunità, che deve essere sostenuto e accompagnato dalla preghiera di tutti. Tale consapevolezza e coinvolgimento creerà il giusto clima e la necessaria attesa affinché il Sinodo non diventi un evento che riguarda solo qualcuno. Potrà così crescere, ce lo auguriamo, il desiderio di accogliere come un dono di Dio gli orientamenti che matureranno nell’ascolto dello Spirito e nel discernimento per incarnare nel presente l’identità cristiana e la missione ecclesiale.
“Terra, persone, Cose: il Vangelo per tutti” è l’espressione che campeggia nel logo del Sinodo e che intende condensare sinteticamente i grandi capitoli e la prospettiva di fondo intorno a cui si è raccolto il percorso di preparazione e su cui i sinodali dovranno lavorare, confrontarsi e, con l’approvazione del Vescovo, decidere. “Terra, persone e cose” diventeranno i tre grandi capitoli entro cui si collocheranno i differenti aspetti della vita ecclesiale. Essi ci orientano a stare dentro la storia, accanto agli uomini, non a partire solo dal vissuto interno alle comunità, che rischia di giustapporsi alla realtà circostante, ma in dialogo con la società e la cultura alle quali la Chiesa offre la propria testimonianza e il proprio servizio. Abitare in modo umile e attento la terra, nostra casa comune, rimettendo al centro le persone e le loro relazioni, restituendo alle cose il loro valore strumentale nello stile della sobrietà e della condivisione evangelica: sono le sfide aperte che ci chiedono ora di condividere proposte, soluzioni, orientamenti e scelte. Nello spirito della “Evangelii gaudium” di Papa Francesco, la destinazione universale della salvezza ed il compito di condividere il Vangelo intendono imprimere una “conversione pastorale” in chiave missionaria. Non è certo nuova questa esortazione che viene dallo stesso magistero pontificio, oltre che dalla Conferenza Episcopale Italiana. Diventa tuttavia ora urgente dare seguito e concretezza a tale orientamento, incarnandolo nel vissuto delle comunità ed innescando percorsi che ci portino realmente ad un rinnovamento che renda capace la nostra Chiesa di vivere in modo adeguato il tempo presente. La domenica “sinodale” dovrà accendere in tutti una speranza, un’attesa positiva verso l’esperienza del Sinodo che ci apprestiamo a vivere. La scelta di Papa Francesco di porre tutta la Chiesa in stato sinodale, non può che confermare e confortare il nostro proposito.
don Enzo Raimondi Segretario Commissione Preparatoria del Sinodo –Il Cittadino del 17/06/2021
Cenni sul Sinodo
CHE COSA È UN SINODO DIOCESANO?
E’ la riunione del Vescovo con i sacerdoti, i consacrati e i laici della Diocesi per prendere in esame la pastorale locale, nel suo insieme o in alcuni aspetti rilevanti, e stabilire orientamenti e norme comuni.
Il Sinodo è una esperienza di partecipazione la cui ripresa è stata sollecitata dal Concilio Vaticano II.
PERCHÉ È STATO CONVOCATO IL SINODO DIOCESANO?
Nell’omelia della Messa Crismale del giovedì santo 2019 il Vescovo di Lodi S. Ecc.za Rev.ma Mons. Maurizio Malvestiti ha chiamato la Chiesa di Lodi a condividere i frutti della visita pastorale, accompagnandone l’ultima tappa, e pensando ad un biennio diocesano, “pre” e poi “sinodale”, per rimanere “Insieme sulla via”.
Il 15 giugno 2019 è stato interpellato il Consiglio Presbiterale, riunito in sessione straordinaria col Consiglio Pastorale Diocesano, il Consiglio dei Vicari e i Direttori di Curia, sull’ipotesi di convocare effettivamente il Sinodo Diocesano, ottenendo un riscontro positivo.
Nella fase preparatoria del Sinodo Diocesano è prevista la costituzione di una Commissione il cui compito consiste nel prestare aiuto al Vescovo Diocesano principalmente nell’organizzazione e nell’offerta di sussidi per la preparazione del sinodo, nell’elaborazione del relativo regolamento, nella determinazione delle questioni da proporre alle delibere sinodali e nella designazione dei sinodali (Congregazione per i Vescovi e Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Istruzione sui Sinodi Diocesani, 1997, III, B,1)
QUALI SONO STATI I PRIMI PASSI VERSO IL SINODO DIOCESANO?
Sono passati ormai trentuno anni dalla celebrazione del XIII Sinodo diocesano. Un lasso di tempo che aveva già richiesto una serie di disposizioni aggiuntive raccolte nel cosiddetto “decreto generale”.
Il Sinodo aveva recepito i frutti ormai maturi del Concilio Vaticano II. Continuando nel medesimo solco, alla luce dell’invito di Papa Francesco a metterci in stato di missione, è parso doveroso chiedere la verifica della situazione attuale. Il Sinodo sarà espressione di una Chiesa che si interroga sui doni ricevuti, sul come custodirli ed anzi incrementarli, assumendo consapevolezza adeguata alla missione nell’ora presente della sua storia e di quella della società lodigiana. Il Sinodo sarà tempo di ascolto, anzitutto dello Spirito, tempo di verifica e di discernimento per scelte e decisioni capaci di interpretare il presente e renderlo fecondo.
COME SI SVOLGERÀ IL SINODO?
La celebrazione vera e propria del Sinodo è preceduta da una fase preparatoria. In questa prospettiva sono stati ascoltati i principali organismi di consultazione diocesani.
Ufficialmente, Sabato 18 gennaio ore 21.00 in Basilica Cattedrale ha indetto ufficialmente il XIV Sinodo della Chiesa di Lodi durante la Concelebrazione eucaristica presieduta da S. Ecc.za Mons. Maurizio Malvestiti, Vescovo di Lodi
La Commissione preparatoria al Sinodo convocata dal Vescovo redigerà il Regolamento del Sinodo, gli strumenti per la preparazione spirituale e lo “Strumento per la consultazione” del popolo di Dio con alcune domande sui differenti ambiti.
Quanto emerso sarà materiale che l’Assemblea Sinodale, rappresentativa dell’intero popolo di Dio, utilizzerà come “Strumento di lavoro” per il discernimento. L’Assemblea si ritroverà dapprima in Commissioni e quindi in Sessioni plenarie. Il cammino si concluderà con la promulgazione del “Libro del Sinodo” che conterrà l’esito del lavoro svolto, con alcune norme e le linee guida per la pastorale diocesana.
QUALI ARGOMENTI PRINCIPALI DOVRANNO ESSERE AFFRONTATI NEL SINODO DIOCESANO?
Il patrimonio del Sinodo XIII è da vagliare e aggiornare; partendo dall’esperienza della visita pastorale, sono tre le questioni di rilievo evidenziate dal Vescovo, da affrontare per essere Chiesa di Cristo che rinnova ‘la sua pastorale in chiave missionaria’: la configurazione territoriale della Diocesi; la distribuzione del clero e il coinvolgimento dei laici; la gestione dei beni ecclesiastici per essere “Chiesa di Cristo”.
QUALI SONO I PASSAGGI DELLA FASE PREPARATORIA?
Il tempo di preparazione del Sinodo è particolarmente prezioso per il suo buon esito.
In questo primo momento si cerca di favorire, in un clima di preghiera e di ascolto dello Spirito, il senso della Chiesa, la presa di coscienza dei problemi e la raccolta di proposte, attraverso le consultazioni, prima con gli Orientamenti Pastorali, poi con le domande per le comunità cristiane, i gruppi, i singoli, le famiglie, le associazioni e i movimenti.
IN CHE COSA CONSISTE IL LAVORO DELL’ASSEMBLEA SINODALE?
L’Assemblea sinodale, presieduta dal Vescovo, è l’insieme delle persone che prendono in esame gli elementi emersi dalla consultazione; discutono e approfondiscono i vari problemi per arrivare a norme e orientamenti condivisi. Essa è composta da alcuni membri di diritto, altri eletti dai fedeli e dai presbiteri, altri liberamente nominati dal Vescovo, altri ancora invitati come osservatori. L’Assemblea si raduna secondo un calendario prestabilito.
PREGHIERA PER IL SINODO XIV
Padre che sei Dio,
artefice del creato,
guida la Chiesa di san Bassiano,
che ha accolto il seme del Vangelo,
a portare frutto nella stagione sinodale;
cresca la simbiosi tra il tuo popolo
e la terra che l’ha ospitato,
perché diventi non paese senz’anima,
ma degno giardino dei tuoi passi.
Gesù Signore,
Parola che non si arrende,
rianima la nostra fede
per l’avventura di una testimonianza
credibile e giovane,
pronta a bussare alla porta di ogni cuore,
all’incontro con ogni famiglia,
età, condizione sociale,
sollecita a promuovere reti di fraternità.
Spirito di Pentecoste,
irrompi nella Babele
delle nostre sicurezze e incertezze;
componi le diverse voci
nel sacrificio della concordia;
sia libera la missione evangelica
da quanto stride con la penuria
dei poveri e dei malati;
tutto s’intoni con la mirabile sinfonia del Vangelo.
O Cristo, Re nella gloria,
unico Dio con il Padre e lo Spirito Santo,
risplenda sempre più la tua luce
sul volto della nostra Chiesa.
E Tu, Madre di Dio e nostra,
memoria e futuro di nuova umanità,
che indichi la Via da percorrere insieme,
custodisci per tutti la certa speranza pasquale.
Amen
Domenica 20 giugno
XII Del Tempo Ordinario anno B - Domenica di preghiera per il Sinodo Diocesano XIV
Ore 8.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Cisari Mario, mons. Attilio e mons. Virginio Fogliazza.
Ore 10.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Pro Populo
Ore 16.00 CAVENAGO: Santo Battesimo di Filippo Gazzola
Ore 17.00 SANTUARIO: celebrazione dei Secondi Vespri
Ore 17.30 SANTUARIO: S. Messa
Int. Geroni Umbertina (f. c. da Savina e Luigi); Uggeri Antonia, Fornetti Gaetano; Corrù Santa; Def. Fam. Belloni Zighetti; Maraboli Giovanni e Francesca; Sacco Giuseppina in Boriani; Zancarli Iolanda; Felice De Angeli; Scartabellati Franco; Marchetti Mario e Maietti Mario; Bonazza Antonio, Luigina e Olga (f. c. dalla famiglia Pastori); Padre Isidoro Ferrari, Giuseppe e Margherita; Caobianco Bruno, Rodolfo, Greggio Piera; Sergio Guatterini, Angela Grassi, Tullio Grassi, Def. Classe 1944.
Lunedì 21 giugno
Novena di San Pietro - San Luigi Gonzaga
Ore 20.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Villa Gianluigi (f. c. dall’amico Angelo); Cagni Gino.
Martedì 22 giugno
Novena di San Pietro
Ore 8.30 CAVENAGO: S. Messa.
Int……………………
Ore 20.30 CAVIAGA: S. Messa
Int……………………..
Mercoledì 23 giugno
Novena di San Pietro
Ore 20.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Galletta Angelo (anniv.); Rossi Margherita e Cattaneo Aldo.
Giovedì 24 giugno
Novena di San Pietro - Natività di san Giovanni Battista
Ore 8.30 CAVENAGO: pulizie della chiesa parrocchiale (tutti coloro che vogliono dare una mano possono venire)
Ore 20.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. ……………………………
Venerdì 25 giugno
Novena di San Pietro
Ore 8.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Gelmi Rita e Corrù Bassano; Grossi Maddalena e Luigi; Daccò Gianfranco e def. classe 1943
Ore 21.00 TOMBOLONE DELL’AZIONE CATTOLICA
Sabato 26 giugno
Novena di San Pietro
Ore 9.00 SANTUARIO: S. Messa
Int. Moretti Emilio
Ore 17.00 CAVIAGA: S. Messa prefestiva
Int. De Stefani Antonio; Alma Uggetti, Emilia Cipolla, Roberto Rovida, Dina Raggi; Gazzola Giacomo, Giuseppina, Antonia, Alberto e Luisa; Groppelli Gina, Emilio, Francesco; Piero Cipolla, Teresa Porchera, Rinaldo Rovida, Mariuccia Madonini.
N.B. LA S. MESSA DELLE ORE 20,30 A CAVENAGO È SOSPESA
Domenica 27 giugno
Celebrazione di San Pietro Apostolo, patrono di Cavenago d’Adda
N.B. LA S. MESSA DELLE ORE 8,30 È SOSPESA.
Ore 10.30 CAVENAGO: S. Messa solenne
Int. Pro Populo
Ore 17.00 CAVENAGO: Vespro solenne
Ore 17.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Pro Populo
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: N.N. 20 €; N.N. 30 €; N.N. 50 €; dalla cassettina presso la cartolibreria Maietti 50 €;
Per il tetto: due famiglie che avevano sostenuto la Parrocchia per la rata del tetto, hanno deciso di devolvere in offerta quanto prestato, pari a 5.000 € e a 10.000 € (totale 15.000 € );
N.N. 500 €;
Cero Sacro Cuore: N.N. 10 €;
Pro Parrocchia di Caviaga: dalla cassettina presso la Panetteria €; per i candelieri di San Giuseppe: dalla cassetta: 3 €;
Pro bollettino: 5 €; 5 €; 5 €
Si invitano i fedeli a recitare ogni giorno questa preghiera in famiglia:
PREGHIERA A SAN PIETRO
Glorioso Apostolo Pietro, ci rivolgiamo a te,
con la certezza di essere compresi ed esauditi.
Tu che chiamato dal Signore, con generosità lo hai seguito
e, divenuto suo discepolo, primo fra tutti,
lo hai proclamato Figlio di Dio;
Tu che hai sperimentato l’amicizia,
sei stato testimone della sua angoscia e della sua gloria;
Tu che, pur avendolo rinnegato,
hai saputo scorgere nel suo sguardo l’amore perdonante;
chiedi per noi al tuo Maestro e Signore
la grazia della sequela fedele.
E, se con certi nostri atti, anche noi dovessimo rinnegare il Cristo,
fa che, come te, ci lasciamo guardare da Lui
e, pentiti, possiamo ricominciare
il cammino della fedeltà e dell’amicizia
che concluderemo, insieme con te, in cielo accanto a Cristo nostro Signore. Amen
Un po’ di storia, di arte e di fede…………….
Chiesa di San Pietro in Vincoli
il miracolo delle catene
di Mauro Monti, tratto dal Sito Sat 2000
L’origine di S. Pietro in Vincoli è molto più remota di quanto si possa credere. L’appellativo di Basilica Eudossiana, infatti, lascia credere che fosse stata fondata da Eudossia Licinia (422 – 470) sposa dell’imperatore romano d’Occidente Valentiniano III nel V secolo, mentre l’imperatrice riedificò una chiesa già esistente per custodirvi la catena con cui San Pietro venne imprigionato in Palestina, da lei donata al papa S. Leone Magno.
Qualcuno crede che lo stesso San Pietro avesse eretto in quel luogo un oratorio per adunare i primi fedeli, poi distrutto nell’incendio del 64 d.C. e ricostruito dai cristiani.
Dopo la riedificazione dell’imperatrice Eudossia, Papa Pelagio I nel VI secolo la fece ristrutturare deponendo le reliquie dei sette fratelli Maccabei, martiri nel II secolo in Antiochia.
Si succedettero nei secoli i restauri di Adriano I, di Sisto IV che fece costruire il grandioso portico sostenuto da quattro pilastri, attribuito a Baccio Pontelli, e di Giulio II, del quale all’interno si conserva il grandioso monumento funebre. Nel XVIII secolo l’architetto Francesco Fontana aggiunse la pesante volta lignea e sotto Clemente XI (1700 – 1721) venne realizzata la cancellata tuttora presente.
L’interno è vasto e imponente e conserva seppure in parte l’aspetto antico; quello che colpisce subito è il bellissimo colonnato che divide la basilica in tre navate: è costituito da venti colonne doriche scanalate provenienti da un edificio romano, forse la Prefettura urbana.
In fondo, dietro l’arco trionfale, sorretto da due colonne corinzie di granito, è posta la tribuna affrescata da Giacomo Coppi, manierista del tardo Cinquecento, con fatti della vita di S. Pietro.
Nel transetto destro è presente il Mausoleo di Giulio II, che rispetto all’opera colossale voluta dal papa e al progetto iniziale di Michelangelo, subì un grande ridimensionamento, sostenuto anche da Leone X. Ma quel Mosè è un capolavoro indiscusso dell’arte mondiale e attira l’attenzione di centinaia e centinaia di turisti e pellegrini che ogni giorno, stupiti, si fermano ad ammirarlo.
Sotto l’altare maggiore, sovrastato dal baldacchino sostenuto da quattro colonne di granito rosso, la Confessione costruita dall’architetto Vespignani, sul cui altare, in una nicchia chiusa da due portelle di bronzo, è custodita l’urna con le catene.
Questo è il racconto della liberazione di San Pietro così come presente negli Atti degli Apostoli: (At 12, 5-7)
Pietro dunque era tenuto in prigione, mentre una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per lui. E in quella notte, quando poi Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro piantonato da due soldati e legato con due catene stava dormendo, mentre davanti alla porta le sentinelle custodivano il carcere. Ed ecco gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Alzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani.
Le catene che tennero prigioniero Pietro furono, secondo la tradizione, conservate dai cristiani di Gerusalemme e dopo secoli donate, dal Patriarca della città, Giovenale, all’imperatrice d’Oriente Elia Eudocia, pellegrina in Terra Santa. La figlia, Licinia Eudossia, sposa dell’imperatore d’Occidente Valentiniano III, ricevute le catene dalla madre, le donò a San Leone Magno; il Papa le accostò a quelle utilizzate per la prigionia di San Pietro nel Carcere Mamertino e appena si toccarono, si unirono per diventarne una sola. In memoria del miracolo, nel 442 d.C., iniziarono i lavori per la costruzione della Basilica detta, per questo, di San Pietro in Vincoli.
Questa unione fisica e tangibile delle due catene unisce spiritualmente Oriente e Occidente, sotto il segno, per ora, soltanto della sofferenza e della persecuzione; e rivengono allora in mente le parole dette da Papa Francesco nei vari incontri avuti con i rappresentanti delle altre Chiese cristiane, su quello che lui ha definito “Ecumenismo del sangue”:
Come nella Chiesa antica il sangue dei martiri divenne seme di nuovi cristiani, così ai nostri giorni il sangue di molti cristiani è diventato seme dell’unità. L’ecumenismo della sofferenza, l’ecumenismo e del martirio, l’ecumenismo del sangue è un potente richiamo a camminare lungo la strada della riconciliazione tra le Chiese, con decisione e fiducioso abbandono all’azione dello Spirito. (Discorso di Papa Francesco a Karekin II, Patriarca supremo e Catholicos di tutti gli armeni, 8 maggio 2014)
Quando cristiani di diverse confessioni si trovano a soffrire insieme, gli uni accanto agli altri, e a prestarsi gli uni gli altri aiuto con carità fraterna, si realizza un ecumenismo della sofferenza, si realizza l’ecumenismo del sangue, che possiede una particolare efficacia non solo per i contesti in cui esso ha luogo, ma, in virtù della comunione dei santi, anche per tutta la Chiesa. Quelli che per odio alla fede uccidono, perseguitano i cristiani, non domandano loro se sono ortodossi o se sono cattolici: sono cristiani. Il sangue cristiano è lo stesso.(Celebrazione ecumenica in occasione del 50° anniversario dell’incontro a Gerusalemme tra Paolo VI e il Patriarca Atenagora, Basilica del Santo Sepolcro, 25 maggio 2014)
Non possiamo cedere allo sconforto e alla rassegnazione, ma continuare a confidare in Dio che pone nei cuori dei cristiani semi di amore e di unità, per affrontare con slancio rinnovato le sfide ecumeniche di oggi: per coltivare l’ecumenismo spirituale, per valorizzare l’ecumenismo del sangue, per camminare insieme nella via del Vangelo. (Lettera di Papa Francesco ai partecipanti all’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani in occasione del 50° anniversario del decreto “Unitatis Redintegratio”, 20 novembre 2014).
ORATORIO….SI RIPARTE E SI RIAPRE…..
CI DAI UNA MANO????
In questi giorni, si sono riaperte le porte del nostro Oratorio, non solo per le attività estive in collaborazione col Comune, ma anche per dare uno spazio di aggregazione e gioco ai ragazzi nei tardo pomeriggi e nelle sere di questi mesi.
Se avvertiva, da parte dei ragazzi il bisogno di ritrovarsi e di avere una “casa amica”, dove giocare ridere e scherzare….. formarsi e crescere.
Sarà avvertita anche dai grandi e dagli adulti la necessità della loro presenza e del loro aiuto?? Ad oggi alcuni volontari si sono resi disponibili a coprire i turni di assistenza al bar (e li ringraziamo di vivo cuore – soprattutto chi torna dal lavoro e pur avendo casa, famiglia e figli piccoli, quasi si precipita in Oratorio per il turno), ma per ora non bastano a coprire tutti i pomeriggi e le sere estive.
È più facile lamentarsi che non c’è nulla, o che è sempre e solo quella persona che fa tutto, ma quando si chiede una mano…. tante scuse vengono accampate…..perchè è più facile criticare che lavorare….è certo un cambio di mentalità quello che viene chiesto: da altri ci devono pensare…al fatto che: io sono chiamato ad essere responsabile…..
Fatto sta che per ora, alcuni pomeriggi o sere sono scoperti; si troverà qualcuno che dica: Ci sono? O sarà più facile dire, come è stato detto: ma c’è il prete, cosa ha da fare? (piccolo inciso: in questi pomeriggi o sere il parroco ha incontrato coppie di sposi prossime al matrimonio o al Battesimo dei figli, come potrebbe fare tutto da solo? E se poi il prete non ci fosse più???).
Cavenago ha avuto sempre una vivace generosità in campo di solidarietà; è questo un banco di prova per vedere se davvero si vogliono smettere le pantofole dei benpensanti e le chiacchiere di chi potrebbe fare e non fa….
Spiacerebbe dover esporre un cartello: chiuso per mancanza di volontari…..
Gli orari saranno i seguenti:
al pomeriggio l’Oratorio apre dopo le 17 (prima farà servizio bar per i ragazzi che frequentano il Grest) sino alle 18.30; alla sera l’orario sarà dalle 21 alle 23
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 20 al 27 giugno 2021