
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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PREGHIERA PER IL SINODO DIOCESANO
Padre che sei Dio,
artefice del creato,
guida la Chiesa di san Bassiano,
che ha accolto il seme del Vangelo, a portare frutto nella stagione sinodale;
cresca la simbiosi tra il tuo popolo e la terra che l’ha ospitato,
perché diventi non paese senz’anima, ma degno giardino dei tuoi passi.
Gesù Signore,
Parola che non si arrende,
rianima la nostra fede per l’avventura di una testimonianza
credibile e giovane,
pronta a bussare alla porta di ogni cuore,
all’incontro con ogni famiglia, età, condizione sociale,
sollecita a promuovere reti di fraternità.
Spirito di Pentecoste,
irrompi nella Babele delle nostre sicurezze e incertezze;
componi le diverse voci nel sacrificio della concordia;
sia libera la missione evangelica da quanto stride con la penuria
dei poveri e dei malati;
tutto s’intoni con la mirabile sinfonia del Vangelo.
O Cristo, Re nella gloria,
unico Dio con il Padre e lo Spirito Santo,
risplenda sempre più la tua luce sul volto della nostra Chiesa.
E Tu, Madre di Dio e nostra,
memoria e futuro di nuova umanità,
che indichi la Via da percorrere insieme,
custodisci per tutti la certa speranza pasquale. Amen.
Domenica 17 ottobre
XXIX del Tempo Ordinario anno B
CAVENAGO: nel salone cinema dell’Oratorio “Mercatino Missionario”
dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 16 alle 19
Quanto raccolto sarà utilizzato per sostenere i progetti missionari
Ore 9.15 CAVENAGO: accoglienza sul sagrato, dei ragazzi della catechesi
Ore 9.30 CAVENAGO: S. Messa dei ragazzi della catechesi e famiglie
Int. Pro populo
Ore 10.45 CAVENAGO: S. Messa
Int. Marchetti Angela e Zighetti Gaetano; Armido Comaschi.
Ore 15.30 LODI: in Cattedrale Santa Messa di apertura del Sinodo Diocesano
Ore 17.00 CAVENAGO: Canto del Vespro
Ore 17.30 CAVENAGO: S. Messa e Anniversari di Matrimonio ( del 2020)
Int. Donati Teresa in Fortini; Zighetti Angelo, Cipolla Pierina, Lazzari Nino; Foletti Pasquale, Rosa e Baini Antonio; Corrù Santa; Zighetti Tina, Lazzari Francesco e Francesca; Cattaneo Francesco, Martino, Gianguido, Giovanni e Teresa; Lattuada Giuseppe, Giacomina, Angelo e Fam.; Bragalini Francesco, Umbertina Geroni.
Lunedì 18 ottobre
Festa di San Luca Evangelista
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Orati Sante e Defunti Famiglia, Garioli Maria e Norina.
Martedì 19 ottobre
Ore 14.30 CAVENAGO: in Oratorio Corso di Ricamo
Ore 17.00 CAVIAGA: S. Messa
Int. Defunti Famiglia Passerini-Siena.
Mercoledì 20 ottobre
Ore 15.00 CAVENAGO: Adorazione Eucaristica sino alle 15.50
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Vailati Paolo e Processo; Montoldi Francesca, Mutti Giulia e Bianchi Giancarlo.
Giovedì 21 ottobre
Ore 9-10 CAVENAGO: Lodi mattutine e Adorazione Eucaristica per le vocazioni sacerdotali
Ore 20.30 CAVENAGO: S. Messa e Adorazione Eucaristica sino alle 21.30
Int. Caobianco Piera; Cavalleri Angelo; Agnelli Mario, Giovanna, Agostina
Venerdì 22 ottobre
San Giovanni Paolo II
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Porcelli Bruno, Isa, Antonia, Rosina.
Sabato 23 ottobre
Ore 9.00 SANTUARIO: S. Messa
Int. Pro vivis: per una famiglia con un ammalato; Ceresa Gabriella e Costa Filippo; Colombo Carlo e Famiglia; Rossi Margherita e Cattaneo Aldo.
CAVENAGO: nel salone cinema dell’Oratorio “Mercatino Missionario”
Dalle 15 alle 18.30 e dalle 21.15 alle 22
Ore 17.00 CAVIAGA: S. Messa prefestiva e ricorrenza degli Anniversari di Matrimonio
Int. Groppelli Gina, Francesco e Emilio; Gazzola Giacomo, Giuseppina, Antonia, Alberto e Luisa.
Ore 20.30 CAVENAGO: S. Messa prefestiva
Int. Sacco Giuseppina in Boriani; Mantegazza Giuditta, Doldi Paolo, Rosa, Pasqua e Alfredo, Lazzari Nino, Corrù Antonio e Barbati Silvio; Defunti Famiglia Serra, Giovanetti, Raimondi; Agnesi Pasquale, Roboli Giuditta, Fiolini Pietr e Frilli Francesca.
Domenica 24 ottobre
XXX del Tempo Ordinario anno B
CAVENAGO: nel salone cinema dell’Oratorio “Mercatino Missionario”
dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 16 alle 19
Quanto raccolto sarà utilizzato per sostenere i progetti missionari
Ore 9.15 CAVENAGO: accoglienza sul sagrato, dei ragazzi della catechesi
Ore 9.30 CAVENAGO: S. Messa dei ragazzi della catechesi e famiglie- a seguire incontro
Int. Pro populo
Ore 10.45 CAVENAGO: S. Messa
Int. Per le anime del Purgatorio più sofferenti; Lattuada Angelo e Grossi Gabriele
Ore 17.30 CAVENAGO: S. Messa e Anniversari di Matrimonio ( del 2021)
Int. Grossi Gabriele (f.c. dalla classe 1941)
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: dalle famiglie dei ragazzi/e della Prima Confessione: 165 €; ricavo dalla vendita delle torte 208,50 €
Per il tetto: N.N. 40 €; N.N. 100€;
ad onore della Madonna della Costa: N.N. 100 €; N.N. 20 €;
ceri al Sacro Cuore e al Crocifisso: N.N. 20 €;
Pro Parrocchia di Caviaga: N.N. €; dalla cassettina presso la panetteria: 20 €; ricavo dalla vendita delle torte in occasione della Sagra 312,70 €;
per le spese di stampa del Bollettino: N.N. 5 €;
SPESE SOSTENUTE
Parrocchia di Cavenago: tasse alla Curia sul rendiconto dell’anno 2020: 2.925 €; tassa rifiuti 2021: 108 €;
Parrocchia di Caviaga: tasse alla Curia sul rendiconto dell’anno 2020: 192 €;
PRIMA CONFESSIONE
Domenica 10 ottobre 2021 durante la celebrazione pomeridiana, per la prima volta si sono accostati al Sacramento della Confessione:
Alviggi Leonardo, Baroncelli Cristian Augusto, Bianchini Greta, Biscaglia Andrea, Boccalari Mattia, Carnevali Alessandro, Colombi Lia Anna, De Angeli Emma, Gallone Bianca, Giovanetti Gioia Camilla, Lazzari Davide, Soldati Ginevra
grazie alle catechiste per l’impegno e alle famiglie per l’accompagnamento.
Cogliamo l’occasione per ringraziare anche i catechisti e catechiste dei gruppi che hanno accompagnato i ragazzi/e alla Prima Comunione e tutti coloro che hanno dato la disponibilità per accompagnare i ragazzi nel cammino di catechesi e tutte le famiglie dei ragazzi.
Grazie a tutti coloro che si sono impegnati per le Sagre delle Parrocchie: chi ha preparato le chiese, chi ha sistemato l’antica tovaglia ad intaglio che è stata utilizzata a Caviaga; chi ha preparato le torte e chi le ha acquistate sostenendo la Parrocchia; grazie a chi si impegna sempre per le pulizie e per i vari lavori nelle due Parrocchie, in particolare a chi ha sistemato e pulito le aule di catechesi e la sala San Luigi; grazie a chi ha donato un pallone per l’oratorio; grazie a chi ha donato i fiori per la statua di San Giovanni XXIII;
CATECHESI ADOLESCENTI
Domenica 24 ottobre alle 18.45 riparte la catechesi degli adolescenti, il primo incontro dopo la pandemia che vuole essere un momento di fraternità e di ritrovo, per pensare il cammino. Sono invitati ed attesi gli adolescenti dalla prima alla quinta superiore.
Non “lasciatevi vivere”, ma prendete nelle vostre mani la vostra vita e vogliate decidere di farne un autentico e personale capolavoro!
(San Giovanni Paolo II, Incontro coi giovani, Genova, 1985)
NOVENA DEI DEFUNTI
Da lunedì 25 ottobre, tempo permettendo, inizierà la novena in preparazione alla festa di Tutti i Santi e alla Commemorazione dei fedeli defunti con questa scansione:
Cavenago: Santa Messa al Cimitero alle ore 15 nei giorni di:
Lunedì 25-mercoledì 27 –venerdì 29
Santa Messa al Cimitero alle ore 10 il martedì 26
Santa Messa in parrocchia alle ore 20.30 di giovedì 28
Caviaga: Santa Messa al Cimitero alle ore 16 di martedì 26 ottobre
Si ricorda che 30 minuti prima delle celebrazioni si pregherà il Santo Rosario, e in caso di pioggia le celebrazioni si terranno nelle chiese parrocchiali.
“noi siamo il popolo della Pasqua e “Alleluia” è la nostra canzone”
(San Giovanni Paolo II, discorso a New York del 2 ottobre 1979)
APPROFONDIMENTI SUL SINODO…..
E SPUNTI VARI DI RIFLESSIONE
CATECHESI: I Sinodi della Chiesa di Lodi
A cura di don Angelo Manfredi, professore di Storia Ecclesiastica
Sui tredici sinodi finora enumerati ufficialmente, poco meno della metà sono stati celebrati e pubblicati nel giro di soli 115 anni, dal 1575 al 1690, e questa la si può considerare l’età sinodale per eccellenza. Gli altri sette sono diluiti in trecento anni, quindi con una celebrazione molto più occasionale. I primi sinodi si svolsero dopo il concilio di Trento, che si concluse, dopo una storia lunga e travagliata, nel 1563; e dopo l’arrivo a Milano come arcivescovo di san Carlo Borromeo (1560). Soprattutto in Lombardia dove san Carlo ebbe un’immensa influenza anche dopo la sua morte, il sinodo fu uno degli strumenti per diffondere la riforma della Chiesa voluta dal concilio di Trento a seguito della spaccatura nella Chiesa d’Occidente che generò il protestantesimo. Generalmente i vescovi, sull’esempio di san Carlo, appena possibile dopo l’entrata in diocesi svolgevano un’accurata visita pastorale, e al termine della visita convocavano un sinodo, in cui erano affrontati i problemi più urgenti emersi dalla visita e si indicavano le norme per promuovere la riforma. Quando il vescovo che indisse il primo sinodo, Antonio Scarampo, svolse la visita pastorale, si trovò davanti a una diocesi che da molto tempo sopravviveva in una situazione quasi senza più regole: in molti casi non si era certi se una chiesa avesse o no il titolo di parrocchia o fosse dipendente da altre chiese, se il sacerdote che la officiava fosse stato regolarmente nominato e da chi, se i beni che nei secoli dovevano servire a mantenere le chiese e i sacerdoti fossero disponibili oppure usurpati da qualche personaggio, generalmente con abbastanza appoggi nella realtà politica del tempo da poter continuare a sfruttare i beni ecclesiastici senza pericolo che venissero rivendicati. In molti villaggi il sacerdote neppure c’era, e quelli che erano presenti spesso avevano ricevuto una formazione sommaria, e non sempre compivano i loro doveri. Questa situazione non era limitata alla sola diocesi di Lodi, ma era diffusa in tutta Italia.
Per cui i vescovi vicini a san Carlo Borromeo o ispirati al suo stile pastorale misero in atto campagne di visite per chiarire la situazione, ed i sinodi furono lo strumento culturale e legale per correggere progressivamente la situazione. In effetti se si leggono i decreti del sinodo Scarampo (1575) moltissimi canoni sono dedicati all’usurpazione dei beni ecclesiastici, ed altri impongono al clero alcune norme potremmo dire minimali di disciplina: che celebrino la messa almeno alla domenica e nelle solennità (e i parroci almeno altre tre volte a settimana), che preghino col breviario e che abbiano come “perpetua” una parente o una donna di età matura. Poco a poco, scorrendo i capitoli dei successivi sinodi dedicati all’usurpazione dei beni ecclesiastici, questi si riducono di consistenza, e i capitoli dedicati alla vita e all’onestà del clero vedono un’evoluzione positiva nei comportamenti e nella cultura. Inoltre i sinodi imponevano ai parroci di diffondere le confraternite della dottrina cristiana e del santissimo Sacramento: questa ultima doveva occuparsi dell’amministrazione dei beni della chiesa, dei restauri e dell’arredo, e non solo delle solenni celebrazioni del Corpus Domini. Il che mostra come il combinato disposto delle visite pastorali, che verificavano l’avanzamento dell’adesione alle norme sinodali, della sempre maggior aderenza dei sinodi alla realtà, e del lavoro di formazione del seminario vescovile, fondato proprio da Scarampo al tempo del primo sinodo, nonché dei riordinamento della diocesi in “vicariati”, fecero sì che la situazione delle parrocchie lodigiane e del clero andasse migliorando.
Con il venir meno dello slancio regolatore e riformatore del concilio di Trento, lo strumento sinodale, come quello della visita pastorale, andò declinando. Nel XVIII secolo si svolse un solo sinodo, quello sotto il vescovo Giuseppe Gallarati nel 1755, e fu parecchio turbolento: ad un certo punto durante un’animata discussione, il vescovo, battendo il pastorale sul pavimento della Cattedrale dove si tenevano le adunanze, minacciò di chiamare i granatieri, cioé i soldati, ovviamente austriaci, che erano di stanza in città, per far sgombrare la cattedrale e far cessare i tumulti. Come mai in quel momento la storia registra queste tensioni? Si nota uno scollamento tra i vescovi di provenienza e cultura nobiliare, e i loro immediati collaboratori, cioè il clero che invece veniva da classi sociali più basse. In un contesto in cui cresceva il controllo dello stato (era l’impero asburgico) sulla Chiesa e una sostanziale perdita di spessore spirituale (cominciava a diffondersi lo spirito illuministico). Da quel momento, per un secolo non si tenne nessun sinodo, anche perché, a motivo degli sconvolgimenti collegati alla rivoluzione francese e alle guerre napoleoniche, per molto tempo non si poté attuare una visita pastorale. Il pontificato dell’anziano vescovo Gaetano Benaglio portò alla celebrazione di un sinodo, collegato al concordato tra governo di Vienna e Santa Sede: il sinodo si tenne nel 1854 ma i decreti furono pubblicati solo nel 1857, dopo la stipulazione del concordato: sicuramente Benaglio nonostante la tardissima età era ben presente sul territorio (consacrò personalmente diverse chiese parrocchiali) e però il sinodo non poteva non tenere conto del cambiamento portato dal concordato, che diminuì il peso del controllo del governo austriaco sulla Chiesa. Poi la situazione giuridica cambiò ancora, con l’unità d’Italia, e dopo episcopati che per lunghi anni dovettero fare i conti con il non riconoscimento da parte del governo del regno d’Italia e con la precarietà di salute del vescovo Domenico Gelmini, il vescovo Giovanni Battista Rota volle un sinodo per regolare la nuova situazione e i molti cambiamenti portati dal risorgimento e dall’unità d’Italia (1897). Passarono altri trentacinque anni, e il vescovo di origine milanese Pietro Calchi Novati volle rilanciare l’ideale di san Carlo Borromeo, celebrando un sinodo dopo ogni visita pastorale, e così si celebrarono tre sinodi molto vicini l’uno all’altro: 1932-1943-1952, uno dei quali dedicato unicamente alla liturgia e un altro all’Azione Cattolica e all’impegno sociale, dopo la caduta del regime fascista.
Ma bisogna dire che questi sinodi erano rivolti ad applicare in maniera circostanziata il codice di diritto canonico (pubblicato nel 1917) alla vita della Chiesa laudense, ma non riuscirono ad individuare i profondi cambiamenti sociali ed economici che stavano toccando il territorio laudense dopo la seconda guerra mondiale. Così, dopo la celebrazione di un nuovo grande concilio ecumenico, il Vaticano II (1962-1965), il sinodo del 1988 pubblicato nel 1989 era rivolto a mettere in atto gli indirizzi del concilio nella chiesa laudense.
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dagli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola
n°23: L’uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore, e, mediante questo, salvare la propria anima; e le altre cose sulla faccia della terra sono create per l’uomo, e perché lo aiutino a conseguire il fine per cui è creato. Ne segue che l’uomo tanto deve usare di esse, quanto lo aiutano per il suo fine, e tanto deve liberarsene, quanto glielo impediscono. È perciò necessario renderci liberi rispetto a tutte le cose create, in tutto quello che è lasciato al nostro libero arbitrio e non gli è proibito; in modo che, da parte nostra, non vogliamo più salute che malattia, ricchezza che povertà, onore che disonore, vita lunga che breve, e così via in tutto il resto; solamente desiderando e scegliendo quello che più ci conduce al fine per cui siamo creati.
Il dolore dei genitori per i figli che non vogliono più sapere niente della Chiesa
di José Miguel Carrera – pubblicato sul blog: Aleteia il 23/09/21
“Perché un figlio possa decidere di tornare a frequentare la Chiesa, deve sviluppare le proprie motivazioni”
Il dolore dei genitori per i figli che non vogliono sapere più niente della Chiesa è stato il tema di un importante commento condiviso da padre Wellington José de Castro sulla sua rete sociale.
“Al giorno d’oggi”, ha scritto il sacerdote, “sicuramente con una frequenza molto superiore rispetto al passato, non è difficile trovare genitori cristiani che soffrono per il fatto che i figli, influenzati da tanti mezzi, decidano di non andare più in chiesa e di non voler sapere più niente di Dio. Anche quando sono cresciuti in brave famiglie, i figli a volte si ribellano o si sviano, e i genitori sentono di aver in qualche modo fallito”.
“È innegabile che le ‘attrazioni’ del mondo mondano, con le sue false verità, che attaccano i valori morali e cristiani (per quanto riguarda aborto, famiglia, sessualità…), abbiano generato un’enorme confusione nella mente delle persone, soprattutto di quelle meno preparate. La scuola, gli amici, Internet – con i suo (de)formatori di opinione, youtubers – sono diventati, per molti aspetti, veri nemici di quei genitori che cercano di educare i figli nella fede cristiana, basandosi su valori come fedeltà, santità, rispetto della vita dal concepimento alla morte, castità, donazione, indissolubilità del matrimonio, generazione di figli…”
Figli che si allontanano dalla Chiesa
Il sacerdote ha proseguito: “Questi genitori si vedono quindi impotenti di fronte alle posizioni dei figli, che si nutrono di notizie, articoli, libri e video non di rado in disaccordo con quello che insegna la Santa Madre Chiesa e allo stesso tempo cominciano a mettere in discussione la formazione ricevuta dai genitori, visto che gli amici ‘riempiono loro la testa’ con divagazioni e tesi che alla fin fine cercano di negare l’esistenza di Dio e la necessità della Chiesa: innalzano bandiere contro la morale, deridono gli insegnamenti ricevuti (principalmente quando, purtroppo, mancano testimonianze o ci sono scandali) e finiscono per allontanarsi, provocando anche una crisi familiare. In questi casi, è comune che i genitori perdano la pazienza e la carità nei confronti dei figli, adolescenti o meno. Come punto di vista personale, penso che non si debba agire in questo modo. I genitori devono invece cercare di essere pazienti, per quanto sia difficile. Capisco che sia frustrante provare a parlare con qualcuno che sembra ignorare la saggezza che gli si vuole trasmettere. Nella maggior parte dei casi, un ragazzo può impiegare molto tempo per comprendere tutta la situazione e quello che gli è stato detto. Non si deve quindi aumentare il problema costringendolo a prendere una decisione immediatamente. Perché possa decidere di tornare a frequentare la Chiesa, ha bisogno di sviluppare le proprie motivazioni. E questo può richiedere del tempo”.
Tempo e preghiera
Ma cosa fare allora con i figli che non vogliono sapere più niente della Chiesa?
Ecco cosa pensa padre Wellington: “È quindi importantissimo per i genitori mantenere la calma. I figli possono sfidare le loro convinzioni più profonde, forse per la prima volta nella vita. È facile e comprensibile essere irritati, disperati e inquieti e sentire di aver fallito nel processo educativo, ma è importante resistere a questa tentazione e affrontare questa situazione in modo molto più facile. Penso che l’insegnamento di Santa Monica, che ha pregato per tanti anni per la conversione di suo figlio confidando non nelle proprie parole o nella propria forza, ma nell’azione di grazia di Dio, sia un grande esempio di perseveranza nella preghiera da imitare, visto che ‘quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze’ (Is 40, 31) e che ‘se credi vedrai la gloria di Dio’ (Gv 11 ,40)”.
L'imperatore e il tempo
Un imperatore, in punto di morte, convocò i suoi fidati generali, per dettare loro le sue ultime volontà.
Ho tre precisi desideri da esprimervi, disse:
1) che la mia bara sia trasportata a spalle, da nessun altro se non dai medici che non hanno saputo guarirmi;
2) che i tesori, gli ori e le pietre preziose conquistate ai nemici vengano sparse e disseminate a vantaggio del popolo, lungo la strada che porta alla mia tomba;
3) che le mie mani siano lasciate penzolare fuori della bara, alla chiara vista di tutti.
Uno dei generali, scioccato da queste strane ed inaudite ultime volontà del grande condottiero, chiese: Sire, qual è mai il motivo di tutto questo?
L'imperatore, con la voce ormai bassa e tremula, gli rispose:
1) voglio solo i medici a portarmi all'ultima mia dimora, per dimostrare a tutti che non hanno alcun potere di fronte alla malattia e alla morte;
2) voglio il suolo pubblico ricoperto dai miei tesori, perché la gente umile ne tragga qualche vantaggio, ma soprattutto per ricordare a tutti che i beni materiali, qui conquistati, qui restano;
3) voglio le mie mani penzolanti al vento, perché la gente capisca che a mani vuote veniamo e a mani vuote andiamo via.
Questo episodio ci ricorda e ci insegna che il regalo più prezioso che abbiamo nella nostra vita è il tempo. Possiamo conquistare, possiamo costruire case e palazzi, possiamo dipingere più quadri e scrivere più romanzi, possiamo accumulare più ricchezze, ma non possiamo produrre più tempo.
E' per questo che, quando dedichiamo quel po' di tempo che abbiamo e quel po' che ci rimane a un animale, a un'idea, a una persona che amiamo, alla gente che comprendiamo e rispettiamo... facciamo una grande opera. Il miglior regalo che possiamo fare a qualcuno è, dunque, quello di dedicargli il nostro tempo.
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 17 al 24 ottobre 2021