
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SAN BASSIANO
Primo Vescovo di Lodi dal 374 al 409.
Bassiano nasce nel 319 dopo Cristo. La leggenda altomedievale (X secolo) lo fa originario di Siracusa, ma non abbiamo certezze in proposito, come nulla si può dire su un eventuale suo periodo di permanenza a Ravenna. Il 19 gennaio 374 è consacrato vescovo di Laus: la data è pressoché certa, e ci dice che San Bassiano è vescovo a Lodi prima che Ambrogio sia consacrato pastore di Milano (dicembre 374). E’ dunque possibile che la consacrazione di Bassiano si inserisca in un’operazione di “contenimento” rivolta alla sede di Milano, che era ancora in mano agli eretici ariani. La collaborazione con Ambrogio è costante: Bassiano partecipa al consiglio di Aquileia del 381 in cui sono condannati gli ultimi vescovi eretici e si proclama l’adesione piena della Chiesa d’occidente alla fede del concilio di Nicea (325 d.C.), fede che trionferà nel concilio orientale di Costantinopoli nello stesso anno 381. Nel novembre probabilmente del 387 Ambrogio invita il vescovo Felice di Como alla consacrazione della basilica degli apostoli di Laus, costruita da Bassiano appena fuori l’antica città: è il luogo dell’attuale “basilica di S. Bassiano” a Lodi Vecchio. Attorno al 390 Bassiano partecipa a un concilio convocato da Ambrogio a Milano per condannare l’eretico Gioviniano, un ex monaco che negava il valore della verginità. Nel 397 Bassiano visita Ambrogio morente e accoglie le ultime confidenze del grande pastore. Muore nel 409 d.C. probabilmente il 7 febbraio, ormai novantenne: negli ultimi anni ha assistito al passaggio dei Goti di Alarico nella pianura padana. Le sue spoglie, conservate a Lodi Vecchio, nel 1163 vengono solennemente trasportate nella cattedrale della nuova Lodi.
Un invito a esprimere la devozione verso San Bassiano invocandone la celeste intercessione.
*********************
Ecco la giusta definizione di un buon Cattolico:"Colui che prende sul serio la salvezza della propria anima". Giudicate la Chiesa Cattolica non da coloro che vivono debolmente il suo spirito; ma dall'esempio di coloro che lo vivono al massimo grado. Ogni arte è conosciuta meglio dalle sue più alte espressioni.
(Servo di Dio Fulton J. Sheen, tratto da “Vi presento l’Amore”)
Domenica 16 gennaio
II del Tempo Ordinario anno C
Ore 9.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo per i ragazzi e le loro famiglie (cui seguirà l’incontro di catechesi alle 10.20).
Ore 10.45 CAVENAGO: S. Messa
Int. Grossi Gianpaolo e Cerri Luigia; Sciascia Clara in Rossetti;
Ore 16.30 CAVENAGO: Benedizione degli animali (domestici e non) sul sagrato della chiesa Parrocchiale di Cavenago.
Coloro che desiderano la benedizione per i loro animali possono portarli sul sagrato della chiesa parrocchiale; sempre ottemperando a tutte le misure sanitarie in vigore (distanziamento – mascherine – ecc..).
Ore 17.00 CAVENAGO: Vespro
Ore 17.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Forti Maria De Pieri; Corrù Antonio; Zighetti Tina
Lunedì 17 gennaio
Sant’Antonio abate
In giornata e nei giorni successivi, il Parroco passerà per la benedizione delle cascine
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Grassi Antonio, Angelo, Dilva; Donati Lorenzo; Donati Teresa in Fortini; Def. Fam. Furlan e Lupi; Sordi Gian Mario; Corrù Giovanni, Prati Cecilia.
Martedì 18 gennaio
Ore 14.30 CAVENAGO: corso di cucito in Oratorio (aperto a tutti coloro che vogliono imparare e che vogliono passare un pomeriggio insieme)
Ore 15.30 CAVENAGO: Incontro di catechesi ragazzi/e di seconda media
Alle 16 suonano le campane per i primi Vespri della solennità di San Bassiano
Ore 16.00 CAVIAGA: (presso centro “Il Sole”): S. Messa in onore di San Bassiano
Int. per tutti i benefattori vivi e defunti della Parrocchia di Caviaga.
Ore 21 LODI: in Cattedrale – Veglia di San Bassiano N.b. Messa presieduta dal nostro Vescovo Maurizio
Mercoledì 19 gennaio
Solennità di San Bassiano protovescovo, patrono della Città e della Diocesi di Lodi
Ore 10.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Maietti Mario, Barbati Giuseppina; Soffientini Mario; Grossi Mario e Franca; Grossi Giuseppe e Lucia; Grossi Pino, Angelo, Gino, Pierino; Mezza Emilio, Giacomina, Enrico; Soffientini Pietro, Settimia.
Ore 10.30 LODI: in Cattedrale – Santa Messa solenne in onore di San Bassiano - presiede S. Em. Rev. Card. Marcello Semeraro
PREGHIERA A SAN BASSIANO
San Bassiano
confermaci con la tua protezione in quella fede
che a piene mani hai seminato nel cuore dei nostri padri.
Guidaci ad affrontare da protagonisti le sfide del tempo attuale,
corroborati dalla Parola di salvezza e dal Pane di Vita.
Custodisci nella fedeltà a Cristo vero Dio e vero uomo
i passi della nostra Chiesa.
Apri il cuore e la mente di ciascuno a corrispondere alla rispettiva vocazione e missione,
anche con il dono totale della propria esistenza al Signore.
Ti affidiamo le famiglie: la memoria della tua nascita
ottenga il dono di nuova vita per la gioia della Chiesa e della società.
Nella tua costante intercessione soccorri
chi è malato, disoccupato, senza dimora, straniero,
chi vive lontano da Dio e ha bisogno del suo perdono.
Rendi partecipi anche noi del tuo amore appassionato al Signore Gesù,
per essere oggi membra vive del popolo di Dio a te affidato
e domani tuoi concittadini in cielo. Amen.
Giovedì 20 gennaio
Memoria di San Sebastiano soldato martire romano, contitolare del nostro Santuario della Costa
Ore 9 - 10 SANTUARIO: Lodi e ADORAZIONE EUCARISTICA per le Vocazioni Sacerdotali
(a chi compie almeno 30 minuti di Adorazione Eucaristica, è concessa l’Indulgenza Plenaria)
Ore 10 SANTUARIO: S. Messa in onore di San Sebastiano
Int. Pro vivis: per le vocazioni sacerdotali (fatta celebrare dalla Pro Sacerdotio).
Venerdì 21 gennaio
Santa Agnese, Vergine e Martire
Ore 15 – 15.55 CAVENAGO: ADORAZIONE EUCARISTICA per le Vocazioni Sacerdotali
(a chi compie almeno 30 minuti di Adorazione Eucaristica, è concessa l’Indulgenza Plenaria)
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Longari Agnese, Scartabellati Elena; Corrù Agnese;
Sabato 22 gennaio
Ore 9.00 SANTUARIO: S. Messa
Int. Famiglia Castellazzi Gianfranco; Fusar Bassini Giacomo e Fasoli Anna;
Ore 17.00 CAVIAGA: S. Messa pro prefestiva
Int. Marchesi Luigi; Polenghi Maria Grazia, Boriani Luigi, Mastroni Giulia, Milanesi Giovanna, Savoia Giovanni, Pisati Mario; Cremonesi Angela, Polenghi Giovanni.
Ore 20.30 CAVENAGO: S. Messa prefestiva
Int. Defunti Famiglie Serra, Giovanetti, Raimondi; Pino Lanzani; Moretti Primo, Emilio, Caterina; Sacco Giuseppina in Boriani.
Domenica 23 gennaio
III del Tempo Ordinario anno C
In Diocesi si celebrano le Santa Messe con il formulario proprio della solennità di San Bassiano
Domenica della Parola di Dio
Ore 9.30 CAVENAGO: Santa Messa pro populo per i ragazzi e le loro famiglie (cui seguirà l’incontro di catechesi alle 10.20).
Ore 10.45 CAVENAGO: S. Messa
Int. Crotti Ernesto (anniv.); Don Angelo Griffini, don Ernesto Zanelotti
Ore 17.00 CAVENAGO: Vespro
Ore 17.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Bonizzoni Agostino; Gozzi Giampietro; Rossi Margherita; Maresta Franco; Corrù Maddalena Geroni.
CARITAS PARROCCHIALE
Gli alimenti di cui abbiamo bisogno sono: TONNO IN SCATOLA, OLIO DI SEMI E DI OLIVA, ecc…. Grazie a chi potrà e vorrà aiutare! I cesti per la raccolta si trovano sia in chiesa a Caviaga che a Cavenago.
GRUPPO MISSIONARIO PARROCCHIALE
RENDICONTO GIORNATA PER L'INFANZIA MISSIONARIA–EPIFANIA 2022 (6– 9/01/2022)
numero offerenti numero dediche importo raccolto
43 60 nomi e 2 famiglie € 460
Il Gruppo Missionario ringrazia tutti coloro che hanno aderito alla iniziativa; quanto raccolto è stato interamente versato per le due adozioni a distanza.
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: N.N. 100 €; dalla cassettina presso Cartolibreria Maietti: 70 €;
Per i lavori alla chiesa: N.N. 60 €;
ad onore della Madonna della Costa: N.N. 50 €; N.N. 100 €;
Pro Parrocchia di Caviaga: dalla cassettina presso la panetteria 40 €; per il restauro delle statue di Maria Immacolata e di Gesù Bambino: dalla cassettina in chiesa:1 €;
SPESE SOSTENUTE
Cavenago: acquisto cera liquida e vino per la Messa 478.63 €;
Caviaga: canone assicurativo semestrale 493,92 €;
APPROFONDIMENTI SUL SINODO…..
CATECHESI: “I segni dei tempi ” seconda parte
A cura di don Attilio Mazzoni, professore del Seminario diocesano
Il grido della Madre Terra ferita
Insieme alla lente dei poveri, cioè alla capacità di riconoscerli nelle vicende del mondo, di riscattare la loro “invisibilità” (ricordiamo a questo proposito la parabola evangelica dell’uomo ricco e del povero di nome Lazzaro invisibile agli occhi del ricco: Lc 16,19ss), il credente, nel suo sforzo di discernere i segni dei tempi, deve porsi in ascolto del “grido della Madre Terra ferita”, cioè deve chiedersi davanti ai fatti che accadono: dove sono qui le minacce all’ambiente che ci circonda, alla Terra che è la nostra casa comune? Papa Francesco, nell’enciclica Laudato si’ (LS) ci aiuta ad ascoltare insieme il gemito della Terra e quello dei poveri, diventando sensibili a una serie di questioni che riguardano l’equilibrio del pianeta e la qualità umana e sociale degli ambienti vitali che lo compongono. “Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura” (139).
Gli assi tematici dell’enciclica diventano altrettanti punti di vista che il credente assume quando si sforza di comprendere il mondo in cui vive: “l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita” (16).
Per ascoltare il grido della creazione, LS ci invita ad appropriarci delle più recenti acquisizioni scientifiche in materia ambientale: “Le previsioni catastrofiche – dice il Papa al n. 161 - ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia. Potremmo lasciare alle prossime generazioni troppe macerie, deserti e sporcizia. Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del pianeta, in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni”.
I mutamenti climatici: «I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità» (25). Se «Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti» (23), l’impatto più pesante della sua alterazione ricade sui più poveri.
La questione dell’acqua: il Pontefice afferma a chiare lettere che «l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani». Privare i poveri dell’accesso all’acqua significa negare «il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità» (30).
La tutela della biodiversità: «Ogni anno scompaiono migliaia di specie vegetali e animali che non potremo più conoscere, che i nostri figli non potranno vedere, perse per sempre» (33). Non sono solo eventuali “risorse” sfruttabili, ma hanno un valore in sé stesse (34).
Il debito ecologico: nel quadro di un’etica delle relazioni internazionali, l’Enciclica indica come esista «un vero “debito ecologico”» (51), soprattutto del Nord nei confronti del Sud del mondo. Di fronte ai mutamenti climatici vi sono «responsabilità diversificate» (52), e quelle dei Paesi sviluppati sono maggiori.
Alla radice di queste “ferite” il credente deve riconoscere che è avvenuto un mutamento profondo nella comprensione dell’uomo e della natura. L’uomo moderno ha assunto la tecnica all’interno di una logica di dominio e di possesso della natura: “L’intervento dell’essere umano sulla natura si è sempre verificato, ma per molto tempo ha avuto la caratteristica di accompagnare, di assecondare le possibilità offerte dalle cose stesse. Si trattava di ricevere quello che la realtà naturale da sé permette, come tendendo la mano. Viceversa, ora ciò che interessa è estrarre tutto quanto è possibile dalle cose attraverso l’imposizione della mano umana, che tende ad ignorare o a dimenticare la realtà stessa di ciò che ha dinanzi. Per questo l’essere umano e le cose hanno cessato di darsi amichevolmente la mano, diventando invece dei contendenti. Da qui si passa facilmente all’idea di una crescita infinita o illimitata, che ha tanto entusiasmato gli economisti, i teorici della finanza e della tecnologia. Ciò suppone la menzogna circa la disponibilità infinita dei beni del pianeta, che conduce a “spremerlo” fino al limite e oltre il limite. Si tratta del falso presupposto che «esiste una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione è possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possono essere facilmente assorbiti» (106).
Sono proprio le logiche di dominio tecnocratico che portano a distruggere la natura e a sfruttare le persone e le popolazioni più deboli. «Il paradigma tecnocratico tende ad esercitare il proprio dominio anche sull’economia e sulla politica» (109), impedendo di riconoscere che «il mercato da solo [...] non garantisce lo sviluppo umano integrale e l’inclusione sociale» (109).
Nell’epoca moderna c’è un eccesso di antropocentrismo (116): l’essere umano non riconosce più la propria giusta posizione rispetto al mondo e assume una posizione autoreferenziale, centrata esclusivamente su di sé e sul proprio potere. Ne deriva una logica «usa e getta» che giustifica ogni tipo di scarto, ambientale o umano che sia, che tratta l’altro e la natura come semplice oggetto e conduce a una miriade di forme di dominio. È la logica che porta a sfruttare i bambini, ad abbandonare gli anziani, a ridurre altri in schiavitù, a sopravvalutare la capacità del mercato di autoregolarsi, a praticare la tratta di esseri umani, il commercio di pelli di animali in via di estinzione e di “diamanti insanguinati”. È la stessa logica di molte mafie, dei trafficanti di organi, del narcotraffico e dello scarto dei nascituri perché non corrispondono ai progetti dei genitori (123).
Di fronte a questa situazione, Papa Francesco invita ogni credente a individuare le possibilità di un modello alternativo, quello di una “ecologia integrale, che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali” (137 e tutto il capitolo IV di LS). Il suo criterio principe è il bene comune, vale a dire – secondo la definizione classica che ne dà il Concilio nella Gaudium et spes n. 26 citato da LS al n. 156 - l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente. In una condizione come la nostra, dice Papa Francesco, il bene comune per essere attuato comporta l’appello alla solidarietà e l’opzione preferenziale per i più poveri (158), ma anche l’attenzione alla sorte delle generazioni future (159): “Quando pensiamo alla situazione in cui si lascia il pianeta alle future generazioni, entriamo in un’altra logica, quella del dono gratuito che riceviamo e comunichiamo” (159). Si tratta anche di una questione di giustizia: “L’ambiente si situa nella logica del ricevere. È un prestito che ogni generazione riceve e deve trasmettere alla generazione successiva” (159).
IL CAMMINO PROSEGUE….
Pur in un clima di incertezza, ma consapevoli della necessità di non farsi soggiogare dalla paura o dalla pigrizia, e seguendo le normative richieste, il cammino parrocchiale prosegue, fedeli a Dio e alla sua Chiesa di cui siamo membra vive. Le celebrazioni si svolgono abitualmente secondo gli orari e i luoghi consueti, le attività pur essendo ridotte rimangono possibili, in particolare quelle di preghiera. L’apertura dell’Oratorio è garantita ottemperando alle norme sanitarie.
La indicazioni sono quelle oramai conosciute da tutti cui si aggiunge qualche precisazione:
- siano tenute scrupolosamente le distanze prescritte; sia messo a disposizione il gel igienizzante; siano igienizzate tutte le superfici (panche, sedie, maniglie…) dopo ogni celebrazione.
- L’uso di mascherine FFP2 è consigliato per tutte le attività organizzate da enti ecclesiastici, ma non è obbligatorio.
Riprende così anche la catechesi (domenica 16 gennaio dalla 2ͣ elementare alla 1ͣ media e da domenica 23 gennaio per la 1ͣ elem.), vicini a tutti i ragazzi/e e alle loro famiglie, in particolare a coloro che vivono la quarantena e sono in casa dal lavoro o dalla scuola. Lo facciamo dicendo un grande grazie ai catechisti/e che si offrono per questo ministero, nonché a tutti coloro (genitori e ragazzi) che vogliono fare un cammino di fede, che non sia solo un “ricevere i Sacramenti” ma una viva e vera esperienza di Chiesa e di Fede. Lo facciamo con la serietà di chi si prende cura davanti a Dio e alla Comunità della crescita spirituale seria dei ragazzi e ne vuole garantire la salute.
Confidiamo anche nell’aiuto e nel sostegno dei genitori e delle famiglie, nella loro partecipazione attiva alla Messa delle 9.30, nel trasmettere ai figli il desiderio di Dio e del cielo.
Come già detto, non esiste, e non esisterà mai una Parrocchia perfetta, ma esiste questa. In questo luogo, con queste persone, con questi doni, con queste fatiche e ritardi….. ciascun membro (perché battezzato e abitante nel suo territorio) è chiamato a prendervi parte, e la porta è aperta; c’è chi preferisce di no, chi ha messo da parte Dio o la Chiesa, chi trova in altri ambienti/comunità il suo posto…. E la Parrocchia, proprio come una mamma paziente, aspetta, soffre per la mancanza dei figli, li ricorda al Signore nella preghiera, li pensa sempre anche se hanno compiuto altre scelte di vita…. Il cuore di una Parrocchia è Dio stesso, per cui nessuno è escluso o dimenticato….; il centro è la celebrazione della Messa, sacrificio redentore di Cristo al quale tutti siamo chiamati a prendervi parte e dove c’è un posto per ciascuno, occorre solo dire di sì al Signore…
Ora comunichiamo la data della Santa Cresima, stabilita dalla Diocesi per le Parrocchie di Caviaga e di Cavenago per il 2022:
- la celebrazione si terrà domenica 22 maggio alle 17.30 nella chiesa parrocchiale di Cavenago, e presiederà la Messa col conferimento del Sacramento, il Vicario Generale della Diocesi di Lodi, Don Bassiano Uggè.
Le date delle altre celebrazioni dei Sacramenti saranno comunicate nelle prossime settimane.
CATECHESI IN PILLOLE…..
Da qualche tempo quando vado a Messa provo un senso di pesantezza e di svogliatezza che mi fa star male….
Caro Padre, lo Spirito mi aiuti……..dopo 30 anni dalla conversione questi trenta anni li ho vissuti nella Confessione e Santa Messa quotidiana. Purtroppo da mesi quando vado a Messa che mi sembra che non sia bella e mi stanco, e prego malvolentieri o per forza. Uscito di Chiesa e fatta la Comunione esco felice. Ho avuto molti ottimi direttori spirituali, ma ora questa pesantezza e svogliatezza nella preghiera mi fa star male. Mi dica cosa devo fare, ho fiducia in lei e ancor più in Dio Padre. Grazie.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
- la svogliatezza o il senso di pesantezza che provi durante la celebrazione della Messa possono avere vari motivi: potrebbero dipendere dalla nostra personale stanchezza, dagli anni che vanno avanti e che impediscono di concentrarsi, dalle distrazioni della nostra mente, dai peccati veniali che spengono il fervore, e potrebbe anche darsi dalla scarsa devozione con cui viene celebrata la Santa Messa.
- Il consiglio che ti do è quello di arrivare a Messa con un certo anticipo e di prepararti, magari recitando qualche decina del Santo Rosario, pensando al Signore che tra breve si renderà presente in mezzo a voi, che vi parlerà, che raccoglierà l’offerta della vostra vita per unirla al suo sacrificio, per offrirsi insieme con voi a Dio Padre per il bene vostro e di tutta l’umanità, e infine per consegnarsi a voi nella Santa Comunione.
- Di Piergiorgio Frassati, ora beato, sappiamo che voleva essere in chiesa 10 minuti prima della Messa e lo si vedeva così raccolto che sembrava del tutto trasformato. Ti sarai accorto dalla tua esperienza come è diversa la partecipazione alla Messa se arrivi all’ultimo momento, tutto trafelato, o in ritardo. Ti accorgi della differenza se fino all’ultimo hai parlato con altre persone, anche di cose serie, o se invece sei stato silenzioso, raccolto, in attesa del Signore che viene.
- Un libretto scritto in latino negli anni 60 del secolo scorso, per accendere il fervore per la partecipazione alla Messa, giorno per giorno attirava l’attenzione con alcune brevissime riflessioni bibliche su tre domande: Chi viene nella Messa? Da chi viene? Perché cosa viene?
La nostra mente dovrebbe dunque fissare l’attenzione su Gesù, contemplato sotto diversi titoli, tutti presenti nella Sacra Scrittura, come ad esempio l’Emanuele Dio con noi, il medico, lo sposo, il maestro, il fratello, il redentore, il salvatore. Queste considerazioni aiutano a tenere lo sguardo fisso su chi viene, su Gesù, con un crescendo di desiderio e di amore. Si dovrebbe poi pensare da chi viene: viene da noi che siamo spiritualmente infermi (ciechi, sordi, muti, assediati da tentazioni e da pensieri cattivi, con preoccupazioni nel cuore, con sentimenti di svogliatezza e distratti…). E così si sente subito la preziosità di potersi incontrare con lui perché ne abbiamo bisogno a motivo delle nostre infermità. Infine ci si dovrebbe domandare perché viene: viene con mani cariche di grazie di ogni genere per donarle a noi. Queste grazie le sentiamo menzionare attraverso ogni parola della Sacra Scrittura letta in quella celebrazione eucaristica oppure nelle preghiere del sacerdote, nelle acclamazioni dei fedeli, attraverso interne ispirazioni. - Non è da escludere che svogliatezza e pesantezza possano essere causate dal demonio.
Purtroppo in questo tempo di pandemia non è possibile segnarsi con il segno della croce intingendo nell’acqua benedetta. Ma certo questo rito serve anche a ravvivare la Grazia del battesimo. Se è fatto con devozione aiuta a ravvivare il fervore. San Tommaso d’Aquino dice che il segno della croce allontana i demoni e, se è fatto con l’acqua benedetta, non soltanto li allontana, ma li tiene lontani. - Infine svogliatezza e pesantezza potrebbero derivare da una permissione divina perché mettiamo in opera ogni stratagemma per ravvivare il fervore. E così, senza avvedercene, diventiamo ancora più santi.
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 16 al 23 gennaio 2022