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CAMMINIAMO INSIEME

Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda

Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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Pasqua di Resurrezione

Il dolore vissuto da Gesù nel giorno della sua morte in croce, che i fedeli di ogni tempo rivivono, acquista senso alla luce della Resurrezione, la suprema prova della sua divinità e delle sue parole eterne: “Io sono la Via, la Verità, la Vita” 

Il dolore vissuto da Gesù nel giorno della sua morte in croce, che i fedeli di ogni tempo rivivono, acquista senso alla luce della Resurrezione, la suprema prova della sua divinità e delle sue parole eterne: “Io sono la Via, la Verità, la Vita” (Gv 14, 6). La Pasqua è dunque a ragione la più grande solennità per i cristiani, il cuore e il culmine di tutta la nostra fede, che si fonda su un fatto accaduto duemila anni fa. Un evento reale in cui il protagonista non è un dio astratto, bensì un Dio che si è fatto carne, ha assunto la natura umana nel grembo della Vergine Maria ed è vissuto dentro la nostra stessa storia. Come ci dicono non solo i segni che la Santissima Trinità ha sempre dato dall’inizio dei secoli, ma i molteplici testimoni oculari di Cristo morto e risorto. Testimoni in carne e ossa, che con la fortezza ricevuta dallo Spirito Santo dopo la Resurrezione e Ascensione di Gesù hanno subìto il martirio, pur di non tacere la loro fede.

È la Resurrezione a precedere il radicale cambiamento di Pietro e degli altri apostoli, che sì, erano rimasti conquistati da Gesù anche prima, ma ancora secondo debolezze, limiti e schemi tutti umani. Ecco perché, per esempio, Pietro e Giovanni, dopo la Pentecoste e la clamorosa guarigione del quarantenne storpio davanti alla porta del tempio detta Bella, al sinedrio che li imprigiona e li minaccia di non parlare più di Cristo risorto, replicano saldissimi: “Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a Lui, giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (At 4, 19-20). Avevano visto la vittoria di Cristo sulla morte, che è entrata nel mondo a causa del peccato originale e dell’inganno di Satana, l’angelo caduto per la sua superbia, il primo avversario di Nostro Signore e il primo ad aver rifiutato eternamente il suo Amore.

La sequenza liturgica del giorno di Pasqua restituisce un bel senso dell’evento pasquale e del combattimento escatologico che ne sta alla base: “Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della Vita era morto; ma ora, vivo, trionfa”. È il preziosissimo Sangue di Gesù che ci ha riscattati ed è la sua Resurrezione a essere sicura speranza di salvezza per quanti credono in Lui e osservano la sua Parola. Al riguardo, è significativo il modo in cui Matteo racconta i fatti al sepolcro. Ne emerge il contrasto tra le guardie (poste dagli increduli farisei e sommi sacerdoti, responsabili della crocifissione), che al vedere l’aspetto folgorante dell’angelo del Signore “tremarono tramortite”, e le pie donne, animate invece dalla carità, subito tranquillizzate dal messaggero celeste: “Non abbiate paura, voi! So che cercate il Crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: è risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete”.

Lo stesso sepolcro vuoto, che l’angelo disse di andare “a vedere”, ci parla della Resurrezione. Ed è lì che accorsero Pietro e Giovanni, avvisati da Maria di Magdala: un fatto che il quarto evangelista ritenne importante da testimoniare, a beneficio dei posteri. Perché fu proprio al sepolcro, alla vista del modo unico in cui erano disposti il sudario e le bende, che Giovanni, prima ancora di vedere il Risorto con i suoi occhi, “vide e credette”.

La Resurrezione di Gesù è stato un evento unico e irripetibile, causa della Redenzione umana. Ma al tempo stesso la sua Pasqua si rinnova per ogni cristiano nel sacramento dei sacramenti, l’Eucaristia, attraverso la Chiesa, chiamata da Cristo a continuare la sua missione in terra per assicurare ai fedeli i mezzi necessari per la salvezza e la santificazione, anzitutto il suo Corpo e Sangue. Da qui il comando: “Fate questo in memoria di me”. È la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia a rendere perenne il suo sacrificio e dono di Sé agli uomini, che nutrendosi del suo Corpo possono vivere nelle loro persone il mistero pasquale, passando dalla morte del peccato alla vita nuova in Lui. È Cristo la nostra Pasqua e sorgente della vera gioia, che ha rigenerato l’uomo e chiede a ognuno di lasciarsi attirare nel suo disegno salvifico, per essere partecipi della vita divina e risorgere nel corpo al suo ritorno glorioso.

Articolo tratto dal sito: La nuova bussola quotidiana


Auguri pasquali di Don Tonino bello              di S. E. Mons. Tonino Bello

Cari amici,

come vorrei che il mio augurio, invece che giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole!

Come vorrei togliervi dall'anima, quasi dall'imboccatura di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà, che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace!

Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per farvi capire di quanto amore intendo caricarla: "coraggio"!

La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini. La Risurrezione. Non la distruzione. Non la catastrofe. Non l'olocausto planetario. Non la fine. Non il precipitare nel nulla.

Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti che abusano di voi.
Coraggio, disoccupati.

Coraggio, giovani senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati.

Coraggio, gente solitaria, turba dolente e senza volto.

Coraggio, fratelli che il peccato ha intristito, che la debolezza ha infangato, che la povertà morale ha avvilito.

Il Signore è Risorto proprio per dirvi che, di fronte a chi decide di "amare", non c'è morte che tenga, non c'è tomba che chiuda, non c'è macigno sepolcrale che non rotoli via.
Auguri. La luce e la speranza allarghino le feritoie della vostra prigione.

Vostro, don Tonino, vescovo


DOMENICA DI PASQUA NELLA RISURREZIONE DEL SIGNORE 

Ore  8.00        CAVENAGO: S. Messa                        

Int: Per tutta la Comunità 

Ore 10.30       CAVENAGO: S. Messa solenne            

Int: Per tutta la Comunità 

Ore 16.45        CAVIAGA: esposizione del Santissimo Sacramento. 

Ore 17.00        CAVIAGA: celebrazione dei Secondi Vespri di Pasqua e Benedizione  Eucaristica. 

Ore 17.30        CAVIAGA:. S. Messa solenne                      

 Int: Per tutta la Comunità 

vengono distribuite delle uova benedette, le offerte raccolte saranno a favore delle Parrocchie 

 

Lunedì 18 aprile
Lunedì dell’Angelo – ottava di Pasqua 

Oggi e domani alcuni ragazzi/e della Parrocchia, accompagnati da adulti e da educatori, partecipano all’incontro degli adolescenti italiani con Papa Francesco, che si tiene a Roma. 

Ore  9.00         CAVIAGA: S. Messa

Int.      Def. Fam. Soncini, Campus, Mercoli, Stella; Def. Fam. Pastori, Orlandi; Def. Fam. Zagato; Def. Fam. Merli. 

Ore 10.30       CAVENAGO: S. Messa

Int.      Agnesi Pasquale, Frilli Francesca, Roboli Giuditta e Fiolini Pietro; Corrù Santa, Doldi Paolo e Alfredo; Foletti Pasquale e Rosa; Grossi Gabriele e Galletta Angelo; Amici della montagna (don Franco, Gianmario, Salvatore, Maietti Mario, Pino, Angelino, Pisati Mario, Angelo, Ettore, Gabriele); Cisari Mario, Monsignor Attilio e Monsignor Virginio Fogliazza; Senzalari Belloni Virginia; Cipolla Pierina, Zighetti Angelo, Lazzari Nino; Donati Teresa; Zanaboni Rosa e famiglia Camia; Angelo Lattuada; Maria Cavallanti; Corrù Antonio e Def. Fam. Doldi. 

Ore 17.00        CAVENAGO: canto del Vespro e  Benedizione Eucaristica.

 

Martedì 19 aprile
ottava di Pasqua

Ore 16.00   CAVIAGA: S. Messa

Int. Pro vivis: per i giovani e gli ammalati           

 

Mercoledì 20 aprile
ottava di Pasqua

Ore 15 – 15.55   CAVENAGO:  Adorazione Eucaristica 

Ore 16.00   CAVENAGO: S. Messa

Int.      per le anime più abbandonate del Purgatorio; Angelo Bossi

 

Giovedì 21 aprile
ottava di Pasqua

Ore  9 – 10   CAVENAGO:  Adorazione Eucaristica 

Ore  20.30 CAVENAGO: S. Messa

Int.      Pancotti Francesco e Codecà Francesca; Maggi Giuseppe e Cabrini Margherita.

 

Venerdì 22 aprile
ottava di Pasqua

Ore 16.00   CAVENAGO: S. Messa  

Int.      Agnelli Mario e Grecchi Luigia; Corrù Francesco e Alzani Paolina.

 

Sabato 23 aprile
ottava di Pasqua 

Ore  9.00  SANTUARIO: S.Messa

Int:      Fam. Corrù Luigi e Bonazzi Piera; Montanari Emilia e Sinibaldi Franco; Giovanetti Luisa e Fam. De Stefani-Giovanetti; Braga Celeste. 

Ore 17.00   CAVIAGA: S. Messa prefestiva

Int.      Monico Cesare; Pastori Angelo, Giovanni, Piera e Luigi; Barbati Silvio e Doldi Pasqua, Agostino, Stella; Gazzola Giacomo, Giuseppina, Antonia, Sereno, Maria e Giuseppina; Polenghi Maria Grazia, Boriani Luigi, Mastroni Giulia, Milanesi Giovanna, Savoia Giovanni, Pisati Mario; Cremonesi Angela, Polenghi Giovanni. 

 

Domenica 24 aprile
II di Pasqua o della Divina Misericordia 

Ore 9.30 CAVENAGO: S. Messa pro populo per i ragazzi e le loro famiglie (cui seguirà l’incontro di catechesi alle 10.20).                                                         

Ore 10.45 CAVENAGO: Santa Messa  

Int.      Vistarini Giuseppe e defunti famiglia; Pastori Andrea e Zighetti Gaetano; Comaschi Armido; Cisari Liliana e Dossena Rosetto.   

Ore 17.00  SANTUARIO: Canto del Vespro                   

Ore 17.30  SANTUARIO: S. Messa                                                                                                                                                       

Int.      Maria Forti De Pieri; Corsini Giovanna, De Gregori Bruno; Def. Fam. Maresta; Lattuada Angelo; Gargioni Luciano e Bergamaschi Ida; Def. Fam. Serra, Giovanetti, Raimondi; Sordi Roberto (f. c. dagli Amici del Fanfulla); Geroni Aida; De Stefani Maria Pia; Bonazza Antonio, Luigina e Olga (f.c. Fam. Pastori).


Le persone sono affamate d’amore perché sono troppo indaffarate. Oggi nel giorno del Signore Risorto, aprite i vostri cuori e amate come non avete mai fatto.

(Madre Teresa di Calcutta)


Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 17 al 24 aprile 2022