
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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PER RIFLETTERE…
OMELIA DEL PARROCO NELLA FESTA DI SAN PIETRO 2023
Signor Sindaco, membri dell’Amministrazione Comunale, Autorità militari, fratelli e sorelle nel Signore.
Celebrare il patrono ci permette di soffermarci sulla sua figura, sulla sua vita, sulla sua parola.
Come dice un autore:
«Quando in un momento simbolico, stava ponendo le basi della Sua Grande Società, Cristo non scelse come pietra angolare il geniale Paolo o il mistico Giovanni, ma un pasticcione, uno sempre fuori posto, uno pauroso: in una parola, un uomo. E su quella pietra Egli ha edificato la Sua Chiesa, e le porte dell'Inferno non hanno prevalso su di essa. Tutti gli imperi e tutti i regni sono crollati, per questa intrinseca e costante debolezza: furono fondati da uomini forti su uomini forti. Ma quest'unica opera, la storia Chiesa cristiana, fu fondata su un uomo debole, e per questo motivo è indistruttibile. Poiché nessuna catena è più forte del suo anello più debole».
Gilbert Keith Chesterton
Nella riflessione mi lascio guidare da un riferimento temporale, tratto dalla prima lettura e da alcune parole che possono guidarci:
RIFERIMENTO TEMPORALE:
Gli azzimi; la Pasqua, la liberazione dal carcere, ma anche dalle tenebre. Liberati dai propri inganni profondi: Pietro pensava di essere capace di seguire il Signore, e fallisce. E poi riparte.
PAROLE – che suggerisco rispondendo a queste domande:
«Noi, cristiani di Cavenago d’Adda, che cosa abbiamo da dire alla gente di oggi e a questa nostra terra?». «Cristiani di Cavenago, che cosa abbiamo da dire al nostro paese? Quale contributo diamo perché l’umanità di questa terra sia abitata da una speranza?»
Laboriosità
È certo una delle caratteristiche che ha contraddistinto e che contraddistingue gli abitanti di Cavenago, certo non tutti, ma la maggior parte. La storia insegna come i cavenaghini, fieri e sicuri di sé, non hanno tentennato nel difendere la loro terra, la loro vita. Non si sono tirati indietro nel guadagnarsi il pane con le proprie mani, mettendo a frutto i talenti ricevuti.
I cristiani sanno che il bene, va fatto bene, e rimane nel tempo, non come immobile e freddo agire, ma come fondamento che permette ad altro bene di fiorire. Parimenti i cristiani sanno che il male, spesso tracotante e illusorio, pare stravincere, se non per distruggere e annientare, ma non per questo demordono.
Laboriosi perché possiamo dire: “non siamo gente che non ha combinato niente., anzi…”; laboriosi perché capaci, a imparare l’arte, laboriosi perché consapevoli della fatica, del sudore, delle tante rinunce.
Chiediamo a Dio di aiutarci ad essere laboriosi nel tessere la trama di una vera comunità e di una vera famiglia. Di vincere le disistime, le liti, i pettegolezzi che serpeggiano tra di noi. Di fare tutti la nostra parte.
Generosità
È certo un’altra caratteristica che ha contraddistinto e che contraddistingue gli abitanti di Cavenago, certo non tutti, ma la maggior parte. Quella generosità semplice e concreta, che insegna, mentre si lavora, a non pensare solo per sé stessi, ma a calcolare gli altri, a riconoscere il bisogno dell’altro. Farsi carico dei bisogni della comunità. Se la nostra Parrocchia è quello che è, è anche grazie alla generosità di tanti: al tanto di pochi e al poco di tanti.
Chiediamo di avere uno stile generoso, attento, paziente, che sappia riconoscere l’altro e le sue necessità, andando contro la mentalità odierna che tutto divora per sé. Chiediamo di avere lo slancio di Pietro ma anche la sua umiltà.
Chiediamo il dono di essere capaci di costruire una famiglia di famiglie (ma non di quelle che si scannano…..ma che si amano….)
Letizia
È un dono che dobbiamo chiedere, soprattutto oggi, ma esso già risalta in tante famiglie, che anche tra le tribolazioni della vita, le fatiche del lavoro e i drammi dell’esistere camminano dietro al Signore con pazienza e risolutezza. Lo sappiamo: ci sono famiglie più provate delle altre, ma in esse è custodita la gemma preziosa della fede e della presenza di Dio.
Chiediamo al Signore di liberarci dal demone della tristezza, e di custodire in noi anche quello che dicevamo coi ragazzi del Grest: l’eutrapelia (dal greco ευτραπελια, buona girata) è la virtù che dà il giusto spazio al gioco e al divertimento nella vita di una persona. Al non prendere tutto e tutti solo sul serio, ma anche avere un po’ di sana ironia su se stessi.
Nel cammino di questo anno, che ha segnato la lenta ripresa del vivere insieme, non mancano i segni dell’amore del Signore: abbiamo celebrato il Rosario per l’Italia, il centenario dell’Azione Cattolica parrocchiale; abbiamo definito la proprietà della cappellina a favore della Parrocchia, abbiamo iniziato e portato a termine i lavori per la scala dell’Oratorio (che abbiamo già pagato interamente); abbiamo ricevuto visite importanti, anche per il futuro, e vissuto qui il pellegrinaggio diocesano della terza età.
Abbiamo un Oratorio che, grazie all’apporto dei volontari, garantisce l’apertura ogni giorno, e nel panorama attorno non è così scontato.
Abbiamo i volontari, che sono preziosi collaboratori per poter permettere alla nostra Comunità di andare avanti.
E non mancano nemmeno i segni di speranza: la partecipazione ai momenti di preghiera, il cammino vocazionale di Marco, che a Dio piacendo e superiori permettendo avrà il prossimo traguardo nel diaconato e poi nel presbiterato.
Dunque impariamo a cogliere i semi di bene che la nostra Comunità possiede, le potenzialità che porta; impariamo tutti a fare la nostra parte.
«Tu comunità di Cavenago d’Adda, che cos’hai da dire a questa terra? mi piace immaginare che non abbiamo da raccontare imprese gloriose, ma uno stile che pratichiamo tutti i giorni. Laboriosi, generosi e lieti».
Domenica 2 luglio
XIII del Tempo Ordinario anno A – Matteo 10,37-42
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Bernasconi Renata, Carlo, Luigi, Renato, Renzo.
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo
Ore 17.00 SANTUARIO: Canto del Vespro
Ore 17.30 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Malacarne Angela, Rocco, Bruna e Figli; Zancarli Iolanda; Zighetti Tina e Lazzari Francesco; Bonizzoni Agostino e Famiglie Vailati-Bonizzoni; Agnelli Gino (f. c. dagli Amici del Bosco); De Angeli Felice e Braghieri Mario; Foletti Angela e def. Classe 1952; Zacchetti Guido, Soffientini Mario, Serra Salvatore, Maraschi Domenico; Baroni Giovanni ed Ernestina.
Lunedì 3 luglio
Festa di San Tommaso Apostolo
IV settimana di Grest TUXTUTTI
Ore 8.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Pro vivis: per una persona ammalata; def. Tavella Tommasina.
Martedì 4 luglio
Festa di Sant’Alberto Quadrelli, patrono secondario della Diocesi di Lodi
Ore 20.30 CAVIAGA: Santa Messa.
Int. Gianfranco Barbieri e defunti famiglia.
Mercoledì 5 luglio
Ore 8.30 CIMITERO CAVENAGO: pulizie della cappella
(chi vuole dare una mano è il benvenuto)
Ore 20.30 CIMITERO CAVENAGO: Ufficio dei defunti
Int. Per le vocazioni sacerdotali (f. c. dalla Pro Sacerdotio).
(in caso di maltempo la Messa si celebra in chiesa parrocchiale)
Giovedì 6 luglio
Santa Maria Goretti
Ore 8.30 CAVENAGO: Santa Messa e Adorazione fino alle 10
Int. Per le anime più sofferenti del Purgatorio; Corrù Alessandro.
Venerdì 7 luglio
Primo del mese
Ore 8.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int.: Agnelli Gino (f. c. dalla sorella e dai nipoti); Scartabellati Giovanni.
Sabato 8 luglio
Ore 11.00 SANTUARIO: Matrimonio
Ore 17.00 CAVIAGA: Santa Messa prefestiva
Pastori Angelo, Giovanni, Piera e Luigi; Galluzzi Primina, Battista, Francesca, Maria; Sergio Guatterini (f. c. dall’A.S.D. Cavenago).
Domenica 9 luglio
XIV del Tempo Ordinario anno A – Matteo 11,25-30
Inizio novena alla Madonna della Costa
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Def. Soffientini Giuseppe, Giuseppina, Cavenaghi Angelo, Valter, Giuditta, Capra Agostino, Giovanna.
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo
Ore 17.00 SANTUARIO: Secondi Vespri
Ore 17.30 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Tedoldi Gina, Ferri Giuseppe, Giuliana, Marchesi Mario e famiglia; Famiglie Garbelli, Minoia, Bianchi, Chiesa, Ardemagni, Pinos; Famiglie Cattaneo e Geroni; Bonizzoni Agostino e famiglie Vailati-Bonizzoni; Franco Maria, Pastori Pietro; Zighetti Giuseppe; Pino Lanzani, Lino, Antonia, Pasqua, Betti Maria; Bignamini Giovanni, Ardemagni Francesca, Facchi Natale, Nava Monica, Villa Gianluigi.
Al termine della Santa Messa, processione alla cappellina
ESEQUIE
Nei giorni scorsi a Caviaga abbiamo celebrato le esequie di PRANDI TERESA, mentre eleviamo preghiere di suffragio, porgiamo alla famiglia le nostre condoglianze.
CARITAS PARROCCHIALE
Gli alimenti di cui abbiamo bisogno sono: PASTA (le scorte in magazzino sono esaurite). Grazie a chi potrà e vorrà aiutare! I cesti per la raccolta si trovano sia in chiesa a Caviaga che a Cavenago.
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: N.N. 10 €;
In onore di San Pietro: pur non avendo distribuito le buste, alcuni si sono ricordati della Parrocchia: N.N. 50 €; N.N. 10 €; N.N. 100 €;
Pro Santuario: N.N. 100 €; ad onore della Madonna della Costa: N.N. 50 €;
Pro Parrocchia di Caviaga: per la statua di Santa Agnese 1 €; ad onore di San Giacomo: 10 €;
Pro Bollettino: N.N. 5 €; N.N. 5 €;
SPESE SOSTENUTE
Cavenago: fiori per San Pietro: 130 €;
Grazie ai volontari che hanno tagliato l’erba in Oratorio, al Santuario e nei vari spazi verdi; grazie a chi ha offerto i fiori per il Corpus Domini; grazie a tutti coloro che si sono impegnati per la celebrazione del 29 giugno, per la preparazione delle torte e del rinfresco e che vi hanno partecipato;
Lunedì 26 giugno, come ogni mattina il parroco ha aperto la chiesa intorno alle 6.45. Poi verso le 7 è passato davanti alla chiesa e ha trovato, accanto ad una porta, una pianola per bambini, senza nessuna indicazione e nessun biglietto. Si vuole ricordare che la Chiesa parrocchiale, come anche il cesto Caritas, non sono le discariche, dove si portano le cose inutilizzate (a volte purtroppo, anche rotte o scadute) che si hanno per casa, chiediamo la gentilezza almeno di avvisare il parroco o i volontari. Grazie.
Novena …..e 18 di luglio FESTA DELL’APPARIZIONE
Con domenica 9 luglio inizia la Novena alla Madonna della Costa, un invito a non mancare a questo appuntamento di fede. Poi la sera del 18 luglio, la Santa Messa solenne delle 20,30 sarà celebrata nel piazzale del “Bar Santuario”, e sarà presieduta dal nostro Vescovo Maurizio. Nelle sere dal 10 luglio, pregheremo il Santo Rosario alla Cappellina (cfr. il bollettino della prossima settimana).
PER PREGARE
in questo mese di luglio dedicato al Preziosissimo Sangue di Cristo
Eterno Padre, io ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in espiazione dei miei peccati, in suffragio delle Anime sante del purgatorio e per i bisogni della santa Chiesa.
Il grillo del signor Fabre
Bruno Ferrero, Il canto del grillo
Siamo a Londra. In una vasta e tumultuosa via alberata di Londra. Strepito di cavalli e di carrozze, vociare di mercanti e di strilloni. Trambusto di uomini e di mezzi. Chi corre perché ha fretta. Chi passeggia. Un po’ di tutto. Un via vai continuo. Ma ecco… quel signore che si è fermato. Pare in ascolto. Ma di che? Trattiene per un braccio l’amico e gli sussurra: “Senti? C’è un grillo!”. L’amico lo guarda stralunato: com’è possibile sentire il cri-cri di un grillo in quel mondo di rumori? “Ma cosa dice, professore? Un grillo?!”. E il signore, che si è fermato, come guidato da un radar, si accosta lentamente a un minuscolo ciuffo d’erba ai piedi di un albero. Con delicatezza sposta steli e dice: “Eccolo!”. L’amico si curva. E’ davvero un piccolo grillo. Stupore per il fatto del grillo a Londra. Ma doppio stupore per averlo sentito. D’accordo. Per avvertire certe “voci”, occorre grande capacità d’ascolto. E quel signore ce l’aveva.
Era il grande etmologo francese Jean Henry Fabre. E la sua grande capacità di ascolto era rivolta in modo specifico al mondo degli insetti.
“Ma come ha fatto a sentire il grillo in tutto questo chiasso?” domanda l’amico al signor Fabre, mentre riprendono il cammino.
“Perché voglio bene a quelle piccole creature. Tutti sentono le voci che amano, anche se sono debolissime. Vuoi che proviamo?”.
Il signor Fabre si ferma. Estrae dal borsellino una sterlina d’oro e la lascia cadere a terra. E’ un piccolo din, ma una decina di persone che camminano sul marciapiede si voltano di scatto a fissare la moneta.
“Hai visto” dice il signor Fabre, “Queste persone amano il denaro e ne percepiscono il suono, anche tra lo strepito più chiassoso”.
Per avvertire certe “voci” occorre una grande capacità di ascolto. E la capacità di ascolto di certe “voci” c’è, se tu quelle “voci” le ami. Il signor Fabre è stato un grande nel mondo degli insetti per la sua capacità di ascolto, scaturitagli dal suo amore verso quelle piccole creature.
Chi vuol diventare “grande” – in qualunque campo, soprattutto nel “campo” di Dio” – deve avere una grande capacità di ascolto.
Vestitevi bene per la Messa!
Di Sam Guzman - pubblicato il 24/04/15 sul sito: Aleteia
Potete indossare qualsiasi cosa – chiunque lo fa –, ma dovreste farlo?
La società sta diventando sempre più casual. Ho visto persone fare compere in drogheria con i pantaloni del pigiama e le pantofole pelose. Sono andato a concerti di musica classica di livello internazionale in cui la gente era vestita con camicette hawaiiane e jeans. Anche i matrimoni e i funerali sono sempre più casual. Questo mi infastidisce, perché il modo in cui vestiamo è segno di quanto rispetto abbiamo per noi stessi e per gli altri. Se non ci vestiamo bene per qualcuno o per qualcosa, è un segno del fatto che non rispettiamo qualcuno o qualcosa.
Vestirsi bene è un piccolo sacrificio
Sembrare eleganti richiede uno sforzo. Indossare un vestito ben stirato e la cravatta piuttosto che una maglietta spiegazzata richiede tempo.
Radersi richiede un po' di sforzo, pettinarsi anche. Sono esattamente questi piccoli sacrifici a livello di tempo e di sforzo, però, che dicono agli altri che sono degni ai nostri occhi.
Fidatevi, so che per gli uomini non è facile. Per natura non vogliamo compiere questo sforzo. Vi garantisco che se lo fate vi sentirete ben felici. Vi sentirete più virili e più fiduciosi in voi stessi.
Vestitevi bene per la Messa!
Anche se non pensate che le attività quotidiane valgano la pena di vestirsi elegantemente, c'è un luogo in cui non dovreste mai fare a meno di farlo. Mai. Ed è la Santa Messa. Gesù, il Re dei Re, è nella vostra parrocchia. Gli angeli tremano di fronte a Lui, i demoni Lo rifuggono, ed Egli si rende presente sull'altare ad ogni Messa. Volete davvero incontrarlo in infradito e pantaloncini? Volete davvero dire a Gesù “Non valeva la pena di vestirmi bene per Te?”
Come società, lottiamo per comprendere la regalità. Abbiamo un punto di vista distorto dell'uguaglianza che ci dice che nessuno, indipendentemente da chi sia, merita onore e rispetto. Questo è semplicemente sbagliato. San Paolo dice di rendere onore a chi è dovuto, e se c'è qualcuno che merita l'onore è Gesù Cristo, il nostro sacerdote e re.
Lo so. Non lo fa nessun altro. La Messa nella vostra parrocchia può non essere piena di reverenza (spero che lo sia), ma non è una scusa. Parte dell'essere uomo è fare la cosa giusta, anche se non è popolare. Siate forti, andate controcorrente.
Sacerdoti, pensate a spiegare il significato della presenza reale di Gesù nell'Eucaristia, e poi incoraggiate gentilmente i vostri parrocchiani a mostrare rispetto nel modo in cui si vestono.
Il legalismo non è la risposta
Penso che ogni uomo dovrebbe vestirsi bene per la Messa, ma non starò a prescrivere esattamente cosa dovreste indossare. Non è mio compito raccomandare un completo a tre pezzi, un determinato colore di pantaloni o scarpe di un certo tipo. Non vi dirò cosa indossare, ma suggerirò tre regole di base su come vestirsi per la Messa.
- Il vostro abbigliamento dovrebbe richiedere uno sforzo
Quando scegliete cosa indossare per la Messa, non cercate ciò che è più confortevole e comodo. Siate un po' scomodi. Fate qualche sforzo e un piccolo sacrificio.
- Il vostro abbigliamento dovrebbe essere sopra la media
Viviamo tutti in luoghi diversi, e la nostra cultura ha molto a che vedere con ciò che rappresenta un abbigliamento rispettoso. Indipendentemente da dove viviamo, però, dovremmo tutti avere dei “vestiti domenicali”, più belli di quelli che indossiamo tutti i giorni. Se per andare a Messa indossate le stesse cose che usate per andare al cinema, allora c'è un problema.
- Fatelo per amore
La cosa più importante è che la nostra motivazione dovrebbe essere l'amore. Nel momento in cui iniziamo a fare le cose per ragioni che non sono l'amore, stiamo perdendo il nostro tempo. Ho sentito molte persone dire “Dio guarda al cuore, vede che lo amo anche se non mi vesto bene”. SBAGLIATO. L'amore si manifesta sempre in modo esteriore attraverso atti di donazione di sé. L'amore non è un sentimento, ma una scelta di sacrificare se stessi o qualcosa a cui si dà valore per qualcun altro. Come ho detto in precedenza, vestirsi bene è un ben piccolo sacrificio. Dite a Gesù che Lo amate e Lo rispettate facendo un sacrificio o uno sforzo quando scegliete l'abbigliamento da indossare a Messa. Più non vi va di vestirvi bene, più prezioso sarà agli occhi di Gesù il vostro sacrificio di tempo e attenzione.
Anche se il mondo ci può dire che nulla vale la pena di vestirsi bene, i gentiluomini cattolici non dovrebbero pensarlo mai. Dovremmo mostrare rispetto per noi stessi e per gli altri compiendo uno sforzo, soprattutto per la Santa Messa. Dobbiamo andare coraggiosamente controcorrente nel nostro abbigliamento, anche se sembriamo buffi.

Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 2 al 9 luglio 2023