
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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Domenica 13 agosto
XIX del Tempo Ordinario anno A – Matteo 14,22-33
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Per le anime più sofferenti del Purgatorio; Def. Madre Teresa Canossiana e Giovanna; Corrù Antonio e Def. Fam. Doldi.
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo
Ore 17.00 SANTUARIO: Secondi Vespri
Ore 17.30 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Malacarne Angela; Famiglie Cattaneo e Geroni; Agnelli Gino (f. c. dagli Amici del Bosco).
Lunedì 14 agosto
San Massimiliano Maria Kolbe, martire
Ore 17.00 CAVIAGA: Santa Messa prefestiva dell’Assunzione.
Int. Def. Fiolini Assunta e Angelo Bernasconi.
Ore 21.00 SANTUARIO: preghiera del Santo Rosario
Martedì 15 agosto
Solennità della Assunzione al cielo della Beata Vergine Maria
Giorno di precetto
Ore 10.30 SANTUARIO: Santa Messa e ricordo del gemellaggio con il Santuario della Madonna della Costa di Sanremo.
Ore 17.00 SANTUARIO: Canto del Vespro
Ore 17.30 SANTUARIO: S. Messa
Int. Famiglia Foletti Pasquale e Rosa; Famiglia Corrù Gaetano; Giovanetti Luisa e Defunti famiglia De Stefani Giovanetti; Agnelli Mario e Grecchi Luigia; Defunti della Villa Greppi (f. c. dai residenti della Villa); Don Angelo Griffini, Cagni Giovanni e Mariuccia, Brunetti Andrea, Carlo, Giovanni e Teresa; Massè Luigi e Rossi Maria; Buscarini Rita e Gino.
INDULGENZA PLENARIA PER LA SOLENNITA’ DELL’ASSUNZIONE
I fedeli che il 15 agosto visitano devotamente il Santuario della Madonna della Costa, fermandosi un congruo periodo di tempo, o partecipano alle celebrazioni, possono ottenere il dono dell’Indulgenza Plenaria, applicabile a sé oppure anche ai defunti a modo di suffragio, alle consuete condizioni:
- esclusione di qualsiasi affetto al peccato anche veniale
- Confessione sacramentale (entro 15 giorni)
- Comunione Eucaristica (entro 15 giorni)
- Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice
Mercoledì 16 agosto
Memoria di San Rocco, contitolare del Santuario della Costa
Ore 10.00 SANTUARIO: S. Messa solenne e benedizione del “pane di San Rocco”
Int. Galletta Angelo; Cremonesi Serena e Bianchi Luigi.
Giovedì 17 agosto
Ore 8.30 CAVENAGO: Santa Messa e Adorazione Eucaristica sino alle 10
Int. Donati Teresa in Fortini.
Venerdì 18 agosto
Ore 8.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int.: per le anime del Purgatorio più sofferenti.
Sabato 19 agosto
Ore 9.00 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Donati Angelo (anniv.); Natale, Francesca, Fausto, Giacomo.
Ore 15-16 CAVENAGO: SANTE CONFESSIONI
Ore 17.00 CAVIAGA: Santa Messa prefestiva.
Int. Polenghi Mariagrazia, Boriani Luigi, Mastroni Giulia, Milanesi Giovanna, Savoia Giovanni, Pisati Mario; Def. Fam. De Stefani e Bandirali.
Domenica 20 agosto
XX del Tempo Ordinario anno A – Matteo 15,21-28
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Frecchiami Virginia; Gino Cagni.
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo
Ore 17.00 SANTUARIO: Secondi Vespri
Ore 17.30 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Gabriele Grossi e Angelo Galletta; Doldi Paolo, Alfredo, Corrù Santa; Montoldi Francesca, Fortini Costante e Gozzi Piera; Def. Fam. Castellotti; Cerri Luigia; Zuccari Alfredo, Corrù Agnese e Mario.
ESEQUIE
Nei giorni scorsi abbiamo celebrato le esequie di Cecilia Vailati ved. Tacconi di Cavenago, mentre affidiamo la sua anima alla Misericordia del Signore, porgiamo ai familiari le nostre condoglianze.
CARITAS PARROCCHIALE
Anche in estate, abbiamo bisogno di aiuto, per questa settimana chiediamo di portare: TONNO IN SCATOLA, OLIO DI SEMI E DI OLIVA, BISCOTTI, LATTE A LUNGA CONSERVAZIONE, ecc…. Grazie a quelle famiglie che hanno scelto ad ogni grande spesa settimanale, di acquistare un genere alimentare da destinare al cesto Caritas.
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: una famiglia: 50 €; dalla cassettina presso la Cartolibreria Maietti: 50 €; dalla visita agli ammalati: 170 €;
Ad onore della Madonna della Costa: N.N. 100 €; N.N. 60 €; N.N. 50€; per la pisside sistemata: N.N. 5 €;
Pro Parrocchia di Caviaga: per il calice sistemato: N.N. 5 €;
Pro Bollettino: N.N. 5 €;
SPESE SOSTENUTE
Cavenago: rata mutuo: 511,98 €; rata assicurazioni: 304,65 €;
Grazie ad una famiglia che ha acquistato e offerto un moschettone per il cordone che delimita il presbiterio del Santuario (era stato rotto nelle settimane precedenti); grazie a chi si prende cura del verde e degli spazi delle Parrocchie; grazie ad una persona che ha offerto alla Madonna della Costa una fede d’oro; grazie ad alcuni fedeli che hanno donato gli accendini per i porta ceri delle chiese (capita che vengano sottratti); grazie ad una persona che ha donato un quadernetto per le intenzioni di preghiera del Santuario;
IL VIZIO PIU' PERICOLOSO: ''NON FACCIO NULLA... DI MALE''
L'accidia è il Balrog che Gandalf avrebbe voluto evitare in ogni modo, ma che a un certo momento della vita tutti dobbiamo affrontare.
di Luisella Scrosati
È la passione più pericolosa, il demone più temuto dai monaci. È il Balrog che Gandalf avrebbe voluto evitare in ogni modo, ma che a un certo momento della vita dobbiamo affrontare: "Qualcosa giungeva alle loro spalle. Non si riusciva a distinguere cosa fosse: era come una grande ombra, nel mezzo della quale si trovava una forma scura di dimensioni umane, o anche più grossa; potere e terrore parevano sprigionarsi da essa e precederla (...) e la luce si offuscò, come se una nube vi si fosse posata sopra". Così Tolkien descrive ne la Compagnia dell'anello il flagello di Durin, il demone del mondo antico. Una descrizione che ben si adatta al demone dell'accidia. I padri lo chiamano anche "demone meridiano", perché aggredisce l'uomo nel mezzo della giornata e nel mezzo della vita. Meglio: quel demone che ci insidia a metà delle nostre giornate, ci studia per poi presentarsi in tutta la sua tenebra nel mezzo della vita. Non a caso l'incipit della Divina Commedia indica la selva oscura proprio "nel mezzo del cammin di nostra vita". Il demone meridiano, in effetti non è facilmente distinguibile e piomba sull'anima come una grande ombra in grado di ottenere qualsiasi luce. Esso ha a che fare con una depressione dell'anima, che fa avvertire noia, pigrizia, disgusto, scoraggiamento fino ad avvertire una sorte di torpore e pesantezza che trascina a terra anche il corpo. In questo languido abbattimento l'uomo inizia a vagare: vorrebbe essere altrove o in altro tempo, fare qualsiasi altra cosa da quella che dovrebbe compiere, essere con altre persone piuttosto che con quelle che ha al suo fianco, attaccar bottone con tutti e con qualsiasi preteso.
L'ACCIDIA È LA MADRE DELLO ZAPPING
La particolarità di questa passione è la sua evanescenza: non è qualcosa di preciso, che risiede in una facoltà dell' anima, perché in realtà le inattiva o intorpidisce tutte. Insomma, una brutta bestia, fatta di fuoco e ombra, che vuole trascinare nella propria instabilità coloro che tenta, impedendo loro di avere vita regolare, solida, ordinata.
Da sempre l'accidia è la madre dello "zapping", in tutte le forme; e di certo l'era digitale non ha fatto altro che darle ancora più opportunità, convincendoci che essere sempre connessi e informati sia assolutamente necessario.
I padri precisano che l'accidia colpisce soprattutto la vita di preghiera; san Giovanni Climaco ce ne dà una descrizione semplicemente realistica, dove è facile riconoscersi e sorridere un po' della propria "statura" spirituale: "quando siamo in preghiera ci fa venire in mente qualche dovere urgente, e mette in moto ogni espediente per trascinarci via di là con buone ragioni (...). Appena giunge l'ora della preghiera, il corpo si sente di nuovo appesantito; e, mentre siamo in preghiera, ci immerge di nuovo nel sonno e con inopportuni sbadigli ci strappa di bocca i versetti (...). Aggiungeremo però ancora questo: che quando non è il momento della salmodia, l'accidia non si fa vedere; e quando l'ufficio è terminato, i nostri occhi si riaprono" (La Scala, XIII, 4, 5, 8).
Non dobbiamo ingannarci: l'accidia non ha solamente il volto della pigrizia e dell'indolenza; essa sa spingere anche a un'attività frenetica, incapace di fermarsi per vacare Deo, lasciare cioè il tempo libero per Dio, fare il vuoto affinché Dio lo possa riempire. Dietro la nostra continua agitazione, il nostro oberarci di impegni (spesso non così indispensabili), che noi amiamo considerare nobili forme di dovere per gli altri, o vivace interesse per la vita, si nasconde in lui il demone meridiano, il più opprimente di tutti. [...]
IL NOSTRO MONDO È GRAVEMENTE MALATO DI ACCIDIA
Ci facciamo aiutare dalla penetrante analisi di dom Jean - Charles Nault, abate di Saint - Wandrille. Nel suo libro il demonio meridiano, egli mostra come dietro i mali devastanti del nostro tempo ci sia proprio la firma di questa bestiaccia. Prendiamo, per esempio, il nichilismo dilagante, che va dalle sue teorizzazioni più sottili a una nausea esistenziale.
Secondo la sua strategia, questo demone ci ha messo davanti tutto quello che volevamo, ci ha travolto in un mordi e fuggi continuo, facendoci spizzicare qua e là cibi stuzzicanti ed eccitanti. Questa frenesia, questa vita per l'orgasmo, presenta però il conto di una noia insanabile. Perché, come scriveva Ratzinger anni fa: "i piaceri proibiti hanno perso la loro attrattiva appena han cessato di essere proibiti. Anche se vengono spinti all'estremo e vengono rinnovati all'infinito, risultano insipidi, perché sono cose finite, e noi invece, abbiamo sete d'infinito (...). L'uomo che non voleva più essere che il proprio creatore, e desiderava dominare la creazione per una sua migliore evoluzione, quest'uomo finisce nell'autonegazione e nell'autodistruzione".
Secondo aspetto messo in evidenza da Nault: l'accidia spinge in continuazione l'uomo al passaggio per evitare il superamento. La nostra vita si dibatte in cose da vedere e realizzare, di cui spesso ci lamentiamo; salvo poi procurarcene in continuazione. Questo passare febbrile di cosa in cosa, di notizia in notizia, di effetto in effetto è la distrazione perfetta per distogliere l'uomo dal superamento, ossia dal raggiungimento di un fine elevato, adeguato all'uomo e orientato verso il supremo superamento verso Dio tramite la grazia. L' uomo passa dalla presunzione di voler essere come Dio senza Dio, alla pusillanimità. Il delirio di poter fare tutto, come se si fosse un dio, va di pari passo con l'affossamento nelle possibilità di un mondo sempre più orizzontale, un rifiuto di un superamento verticale, ovvero una forma finissima del supremo orgoglio: ammantarsi della falsa umiltà di non voler puntare alla vita santa, accontentandosi della tiepida mediocrità di non essere né' troppo malvagi né troppo zelanti del bene. È l'etica del "non faccio nulla di male".
Dall'orgoglio mascherato di umiltà, alla superbia del progressismo ideologico. Il demone dell'accidia è detto meridiano, perché colpisce quando il sole è allo zenit: "allo zenit... non c'è ombra", spiega dom Nault, "è come dire che non c'è "mistero". Le scienze umane, filosofiche e anche teologiche devono essere in grado di spiegare tutto".
Si tratta di una "fiducia illimitata nel progresso dell'umanità e della scienza, per cui non si deve accettare nulla che non possa venire verificato, dimostrato o sperimentato dalla ragione (...). L'utopia più recente è quella della perfetta salute: quanti pazienti pensano che è diventata non solo una possibilità, ma un diritto". Molto attuale. Ancora una volta l'accidia ci schiaccia.
Titolo originale: Le insidie dell'accidia; Non faccio nulla di male
Fonte: Il Timone, novembre e dicembre 2020 (n° 200-201)
Pubblicato su BastaBugie n. 833
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 13 al 20 agosto 2023