
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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PER CONOSCERE FIGURE DI SANTITA’…
Famiglia e primi anni
Beatrice nacque a Campo Mayor, in Portogallo, intorno al 1424. Era figlia di Rodrigo Gómez de Silva e Isabella de Meneses, che in tutto ebbero undici figli. Entrambi erano discendenti di nobili famiglie, imparentate con le case reali di Spagna e Portogallo. Uno dei loro figli, il quinto in ordine di nascita, era il Beato Amedeo de Silva, fondatore degli Amadeiti, un ramo riformato poi riconfluito al suo interno dell’Ordine dei Frati Minori. Beatrice trascorse l’infanzia e l’adolescenza a Campo Mayor, dove il padre si era trasferito da Ceuta prima della sua nascita. La madre, molto affezionata ai Frati Minori, volle che alcuni di essi si occupassero dell’educazione dei figli. Allo stesso tempo, insegnarono ai ragazzi una speciale devozione all’Immacolata Concezione della Vergine Maria.
La leggenda della “Vergine con gli occhi chiusi”
Una leggenda racconta che il padre di Beatrice aveva commissionato a un pittore italiano un dipinto della Madonna col Bambino Gesù in braccio, affiancata da san Francesco d’Assisi e da sant’Antonio di Padova. Il pittore, giunto presso la residenza del nobile, gli chiese di poter usare come modella la stessa Beatrice.La giovane accettò, ma durante il tempo in cui posò non aprì mai gli occhi, a causa del pudore che sentiva perché le sue fattezze sarebbero state riprodotte come base per quelle della Vergine. Quel quadro è ancora oggi noto come “La Vergine con gli occhi chiusi”.
Beatrice alla corte di Castiglia
Nel 1447, a circa vent’anni, Beatrice accompagnò l’Infanta Isabella del Portogallo come dama di corte, in occasione delle sue nozze con Giovanni II di Castiglia. La corte di Castiglia, che al tempo era situata a Tordesillas, era caratterizzata da intrighi e cortigianerie, in mezzo ai quali la giovane dama si sentiva a disagio. La sua bellezza e la sua virtù attirarono i nobili castigliani, che si contesero la sua amicizia e il suo amore. Ciò suscitò la gelosia di Isabella che la maltrattò, fino a chiuderla per tre giorni in una cassapanca chiusa a chiave, senza darle da mangiare né da bere, mettendola a rischio di perdere la vita. Nel corso della reclusione, Beatrice invocò la Madonna, che le apparve, vestita di bianco e azzurro, invitandola a fondare un ordine religioso che sostenesse la sua Immacolata Concezione, i cui membri avrebbero vestito un abito simile al suo. Per ricambiare quel dono, la giovane scelse di fare voto di verginità perpetua.
A Toledo
Una volta liberata per intervento di suo zio Giovanni Meneses, ottenne di poter lasciare la corte e partì per Toledo, accompagnata da due damigelle. Lungo il cammino fu affiancata da due frati, nei quali riconobbe san Francesco d’Assisi e sant’Antonio di Padova, apparsi per darle coraggio. Da allora in poi ebbe una grande devozione verso di loro e celebrò con solennità le loro ricorrenze liturgiche. Giunta a Toledo, entrò nel monastero domenicano di San Domenico “El Real”, dove visse per circa trent’anni come pensionante, ossia senza emettere i voti. In quel periodo, continuò a riflettere su come mantenere la promessa di fondazione del nuovo ordine religioso in onore dell’Immacolata Concezione. Per questo scopo ottenne l’appoggio della regina Isabella, detta la Cattolica, figlia di Giovanni II e di Isabella del Portogallo. La sovrana le donò il suo palazzo di Galiana in Toledo, con l’annessa chiesa di Santa Fe. Beatrice, nel 1484, si trasferì nella nuova residenza con dodici compagne, dando così inizio a una nuova famiglia monastica, approvata da papa Innocenzo VIII il 30 aprile 1489 con la bolla «Inter Universa».
La morte
Circa la sua morte, ci sono fonti discordanti. Alcune sostengono che morì il 17 agosto 1490, senza professare i voti. Altre invece dichiarano che morì nel 1492, dopo aver professato insieme al primo gruppo del nuovo Ordine. Le antiche biografie raccontano che, quando le fu tolto il velo per ricevere l’Unzione degli Infermi, in mezzo alla fronte apparve una stella luminosissima, che si spense solo quando Beatrice spirò. In seguito è diventata uno dei suoi attributi iconografici.
La beatificazione per conferma di culto immemorabile
La fama di santità di Beatrice si diffuse spontaneamente in Spagna e non solo. Anche sul suo sepolcro, nel monastero concezionista di Toledo, molti fedeli venivano a pregare. Tuttavia, dopo i decreti di Urbano VIII, non poté più ricevere culto pubblico. Ciò nonostante, la sua fama non venne meno, tanto che, il 28 luglio 1926, papa Pio XI la dichiarò ufficialmente Beata, confermando il culto immemorabile di cui godeva e fissando la sua memoria liturgica al 17 agosto, giorno presunto della sua nascita al Cielo. La causa di canonizzazione fu quindi riavviata sotto papa Pio XII, secondo le norme in uso all’epoca. Per procedere alla sua canonizzazione, fu però necessaria la discussione circa l’eroicità delle sue virtù. Il relativo decreto fu promulgato il 21 gennaio 1974.
I miracoli per la canonizzazione
Sempre secondo le norme canoniche in vigore a quel tempo, per ottenere la sua canonizzazione occorrevano due miracoli. Il primo caso esaminato fu la guarigione di suor Anna Maria del Sacro Cuore, che ebbe un distacco della retina con lesioni gravi all’occhio sinistro, che causarono un’emorragia subretinica. Il 25 marzo 1923 la religiosa, che risiedeva a Città del Messico, si ritrovò completamente guarita. Anche il secondo caso era avvenuto a Città del Messico. Elisabeth Orozco, vedova Estrada, colpita da tumore maligno all’intestino tenue e al colon, nel settembre 1945 non ebbe più alcun sintomo del precedente male. Entrambi gli asseriti miracoli furono esaminati nel processo durato dal 1952 al 1954 e convalidato il 22 marzo 1974.
Il riconoscimento dei miracoli e la canonizzazione
Il 15 febbraio 1975 la Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi si pronunciò circa la non possibile spiegazione scientifica dei due eventi. Gli ufficiali e i consultori della stessa Congregazione, nel loro Congresso Peculiare del 29 luglio 1975, si pronunciarono a favore del nesso tra l’invocazione di Beatrice e la guarigione delle due donne.
Il 28 ottobre dello stesso anno, anche i cardinali e i vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi diedero parere positivo. Il 9 gennaio 1976, il Papa san Paolo VI confermò la sentenza della Plenaria dei cardinali e dei vescovi e, il 12 febbraio 1976, autorizzò la promulgazione del decreto sui due miracoli. Il 3 ottobre 1976, nell’omelia della Messa per la sua iscrizione nell’albo dei Santi, lo stesso Pontefice ricordò come la sua storia proseguisse, in un certo senso, nell’Ordine da lei fondato.
Infatti, dopo la morte di santa Beatrice, le sue discepole e i Frati Minori realizzarono il suo progetto di fondazione. Inizialmente le monache seguivano la Regola cistercense, ma papa Alessandro VI, con la Bolla «Ex Supernae Providentia», impose loro quella di santa Chiara.
Con la Bolla «Ad Statum Prosperum» del 17 dicembre 1511, papa Giulio II approvò definitivamente l’Ordine dell’Immacolata Concezione con una nuova Regola autonoma, che fondeva gli insegnamenti di Beatrice con la norma di vita francescana. Per questa ragione, le monache sono comunemente note come Concezioniste Francescane. Oggi contano più di centoventi conventi tra Europa (circa novanta solo in Spagna) e America Latina. A contribuire alla loro fioritura furono, ancora una volta, due membri dei Frati Minori: il cardinal Francisco de los Ángeles Quinones, che converti vari monasteri di Terziarie Francescane dando la Regola delle Concezioniste, e monsignor Juan de Zumárraga, vescovo di Città del Messico e testimone dei fatti relativi alle apparizioni mariane di Guadalupe. Grazie a lui, quello Concezionista fu il primo Ordine monastico fondato in America (vale a dire che le monache non erano emigrate dalla Spagna). Oltre alla fondatrice, hanno altre quattro consorelle per le quali è stata aperta la causa di beatificazione. Quattordici Concezioniste Francescane, uccise durante gli anni della guerra civile spagnola a Madrid o nelle sue vicinanze, sono state invece beatificate il 1° giugno 2019.
Domenica 20 agosto
XX del Tempo Ordinario anno A – Matteo 15,21-28
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Frecchiami Virginia; Gino Cagni.
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo
Ore 17.00 SANTUARIO: Secondi Vespri
Ore 17.30 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Gabriele Grossi e Angelo Galletta; Doldi Paolo, Alfredo, Corrù Santa; Montoldi Francesca, Fortini Costante e Gozzi Piera; Def. Fam. Castellotti; Cerri Luigia; Zuccari Alfredo, Corrù Agnese e Mario.
Lunedì 21 agosto
Memoria di San Pio X Papa
Ore 8.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Defunti Famiglia Pastori.
Martedì 22 agosto
Memoria della Beata Vergine Maria Regina – conclusione dell’ottava della Madonna Assunta al cielo
Ore 8.30 SANTUARIO: Santa Messa
Int……………..
Mercoledì 23 agosto
Ore 20.30 CAVIAGA: Santa Messa
Int. Agnelli Gino (f. c. dalla sorella e dai nipoti); Cattaneo Aldo e Rossi Margherita; coniugi Eugenia e Pietro Fusarpoli.
Giovedì 24 agosto
Festa di San Bartolomeo Apostolo
Ore 8.30 CAVENAGO: Santa Messa e Adorazione Eucaristica sino alle 9.30
Int. Leuce Tommaso, Lina, Vincenzo.
Venerdì 25 agosto
Ore 9.00 CIMITERO di CAVENAGO: Santa Messa
Int.: Rita, Bassano e Modesto.
Sabato 26 agosto
Ore 9.00 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Sacco Giuseppina in Boriani; Corrù Monica.
Ore 17.00 CAVIAGA: Santa Messa prefestiva
Int. Magenes Giuseppina; Cipolla Emilia e Pietro, Rovida Roberto e Rinaldo, Teresa Porchera, Mariuccia Madonnini, Alma Uggetti; Barbati Silvio e Doldi Pasqua; Daghetti Sergio, Giovanni e Maddalena; Folli Luigi, Chiodaroli Maria.
Domenica 27 agosto
XXI del Tempo Ordinario anno A – Matteo 16,13-20
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Moretti Emilio, Primo e Caterina; Mariconti Teresa, Giovanni, Tullio.
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo
Ore 17.00 SANTUARIO: Secondi Vespri
Ore 17.30 SANTUARIO : Santa Messa
Int. Corsini Giovanna, De Gregori Bruno; Zancarli Iolanda; Iannuccillo Amerigo
CARITAS PARROCCHIALE
Anche in estate, abbiamo bisogno di aiuto, per questa settimana chiediamo di portare: TONNO IN SCATOLA, OLIO DI SEMI E DI OLIVA, BISCOTTI, LATTE A LUNGA CONSERVAZIONE, ecc…. Grazie a quelle famiglie che hanno scelto ad ogni grande spesa settimanale, di acquistare un genere alimentare da destinare al cesto Caritas.
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: N.N. 20 €; dalla visita agli ammalati: 25 €; una famiglia si autotassa mensilmente: 50 €;
Ad onore della Madonna della Costa: N.N. 100 €; N.N. 5 €; N.N. €; per la pisside sistemata: N.N. 5 € - N.N. 20 €;
Pro Parrocchia di Caviaga: per il calice sistemato: N.N. 5 €; per la statua di santa Agnese: 0,50 €;
SPESE SOSTENUTE
Cavenago: pagamento fattura finestra sacrestia Santuario: 4.880 €;
Grazie ad un devoto che ha donato per la cappellina della Apparizione altri due candelabri in ottone (dopo la lucidatura, saranno collocati nella cappellina); grazie ad una famiglia che ha offerto i fiori al Santuario per la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria; grazie ad una persona che ha offerto una collanina in argento alla Madonna della Costa, quale ringraziamento per una grazia ricevuta; grazie ad una famiglia che ha offerto il pane di san Rocco; grazie ad un volontario che ha sistemato alcune parti elettriche a Caviaga; grazie a chi si prende cura del decoro dei sagrati delle chiese;
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 20 al 27 agosto 2023