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CAMMINIAMO INSIEME

Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda

Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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PER RIFLETTERE…SULLA FIGURA DI SAN PIETRO nostro patrono

Angelus di Papa Francesco

Giovedì, 29 giugno 2023 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, nel Vangelo Gesù dice a Simone, uno dei Dodici: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Mt 16,18). Pietro è un nome che ha più significati: può voler dire roccia, pietra o semplicemente sasso. Ed effettivamente, se guardiamo alla vita di Pietro, troviamo un po’ tutti e tre questi aspetti del suo nome.

Pietro è una roccia: in molti momenti è forte e saldo, genuino e generoso. Lascia tutto per seguire Gesù (cfr Lc 5,11), lo riconosce Cristo, Figlio del Dio vivente (Mt 16,16), si tuffa in mare per andare veloce incontro al Risorto (cfr Gv 21,7). Poi, con franchezza e coraggio, annuncia Gesù nel Tempio, prima e dopo essere stato arrestato e flagellato (cfr At 3,12-26; 5,25-42). La tradizione ci parla anche della sua fermezza di fronte al martirio, che avvenne proprio qui (cfr Clemente Romano, Lettera ai Corinzi, V,4).

Pietro però è anche una pietra: è una roccia e anche una pietra, adatta per offrire appoggio agli altri: una pietra che, fondata su Cristo, fa da sostegno ai fratelli per la costruzione della Chiesa (cfr 1 Pt 2,4-8; Ef 2,19-22). Anche questo troviamo nella sua vita: risponde alla chiamata di Gesù assieme ad Andrea, suo fratello, Giacomo e Giovanni (cfr Mt 4,18-22); conferma la volontà degli Apostoli di seguire il Signore (cfr Gv 6,68); si prende cura di chi soffre (cfr At 3,6), promuove e incoraggia il comune annuncio del Vangelo (cfr At 15,7-11). È “pietra”, è punto di riferimento affidabile per tutta la comunità.

Pietro è roccia, è pietra e anche sasso: emerge spesso la sua piccolezza. A volte non capisce quello che Gesù sta facendo (cfr Mc8,32-33; Gv 13,6-9); davanti al suo arresto si lascia prendere dalla paura e lo rinnega, poi si pente e piange amaramente (cfr Lc22,54-62), ma non trova il coraggio di stare sotto la croce. Si rinchiude con gli altri nel cenacolo, per timore di essere catturato (cfrGv 20,19). Ad Antiochia si mostra imbarazzato a stare con i pagani convertiti – e Paolo lo richiama alla coerenza su questo (cfr Gal2,11-14) –; infine, secondo la tradizione del Quo vadis, tenta di fuggire di fronte al martirio, ma incontra Gesù sulla strada e ritrova il coraggio di tornare indietro.

In Pietro c’è tutto questo: la forza della roccia, l’affidabilità della pietra e la piccolezza di un semplice sasso. Non è un superuomo: è un uomo come noi, come ognuno di noi, che dice “sì” a Gesù con generosità nella sua imperfezione. Ma proprio così in Lui – come in Paolo e in tutti i santi – appare che è Dio a renderci forti con la sua grazia, a unirci con la sua carità e a perdonarci con la sua misericordia. Ed è con questa umanità vera che lo Spirito forma la Chiesa. Pietro e Paolo sono state persone vere, e noi, oggi più che mai, abbiamo bisogno di persone vere.

Adesso, guardiamoci dentro e facciamoci qualche domanda a partire dalla roccia, dalla pietra e dal sasso. Dalla roccia: c’è in noi l’ardore, lo zelo, la passione per il Signore e per il Vangelo, o è qualcosa che si sgretola facilmente? E poi, siamo pietre, non d’inciampo ma di costruzione per la Chiesa? Lavoriamo per l’unità, ci interessiamo degli altri, specialmente dei più deboli? Infine, pensando al sasso: siamo consapevoli della nostra piccolezza? E soprattutto: nelle debolezze ci affidiamo al Signore, che compie grandi cose con chi è umile e sincero?

Maria, Regina degli Apostoli, ci aiuti a imitare la forza, la generosità e l’umiltà dei Santi Pietro e Paolo.


Domenica 30 giugno 2024 

Solennità di San Pietro Apostolo 
patrono della parrocchia di Cavenago d’Adda 

Quanto sarebbe bello che i fedeli di Cavenago partecipassero alla Messa del loro patrono, anche con qualche sacrificio.

La S. Messa delle ore  8.00 a CAVENAGO è sospesa

Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo celebrata da don Marco Valcarenghi

Ore 17.00  CAVENAGO: celebrazione dei Secondi Vespri 

Ore 17.30 CAVENAGO: Santa Messa

Int.      Corrù Antonio e cognati Doldi; Carla Cremonesi, Lina Conca; Marazzi Agnese; Lazzari Piero, Zighetti Tina; De Angeli Felice; Don Giovanni Meazza.

 

Lunedì 1° luglio

Quarta settimana di Grest: VIA VAI 

Ore  8.30 CAVENAGO: Santa Messa con Lodi

Int.     Gianni Caobianco (f. c. da Virginia Maietti e figli); Zaninelli Albina e Emilio; Strepponi Renato.

 

Martedì 2 luglio

Ore 20.30 CAVIAGA: Santa Messa

Int.      ………………

 

Mercoledì 3 luglio

Festa di San Tommaso Apostolo 

Ore 20.30 CIMITERO CAVENAGO: Santa Messa e preghiera per tutti i defunti

Int.      Tommasina Tavella;Cecilia Vailati e Tacconi Giuseppe;

            (in caso di maltempo la Messa si celebra in chiesa parrocchiale)

 

Giovedì 4 luglio

Festa di Sant’Alberto Quadrelli, patrono secondario della Diocesi di Lodi 

Ore  8.30 CAVENAGO: Santa Messa

Int.      Barbieri Gianfranco e defunti famiglia Viganò, Gioisa e Silvia. 

Ore 9.00 – 10.00 CAVENAGO: Adorazione Eucaristica

 

Venerdì 5 luglio – primo del mese

Ore  8.30 CAVENAGO: Santa Messa con Lodi

Int.      Scartabellati Giovanni. 

SANTUARIO: nel tardo pomeriggio, “Notte in tenda” nel parcheggio del Santuario, attività dei ragazzi del Grest, animazione della Protezione Civile e spettacolo del Mangiafuoco.

 

Sabato 6 luglio 

Ore 8.00 SANTUARIO: Santa Messa a conclusione della “Notte in tenda”

Int.      Aldeo Calabrese, Gianni, Gioia, Bernvenuta, Marida Tidone; Corrù Giovanni e Prati Cecilia

Ore 17.00 CAVIAGA: Santa Messa prefestiva

Int.      Emilia e Pietro Cipolla, Roberto e Rinaldo Rovida, Alma Uggetti, Teresa Porchera, Mariuccia Madonnini; Roberta Spinetta; Corrù Alessandro; Achille Groppelli; Bardella Micael.

 

Domenica 7 luglio

XIV del Tempo Ordinario anno B – Marco 6,1-6

Ore  8.00 CAVENAGO: Santa Messa

Int.      Soffientini Pietro, Settimia e Mario. 

Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo 

Ore 17.00  SANTUARIO: celebrazione dei Secondi Vespri 

Ore 17.30 SANTUARIO: Santa Messa

Int.      Gelmi Cesare (f. c. dai condomini di Villa Greppi); Gianni Gioia; Gelmi Rita e Bassano, Grossi Gabriele, Baini Angelo; Storti Giulia; Zighetti Tina e Lazzari Piero; Lanzani Pino, Cagni Giovanni e Tenca Mariuccia, Olivari Paola; def. Classe 1944 (f.c. da Bonetti Pasquale Paravisi); Conca Lina e Cremonesi Carla; Caobianco Gianni, Marchetti Mario, Cremascoli Marco, Caobianco Piera.



ESEQUIE

Nei giorni scorsi abbiamo celebrato le esequie di Emanuela Schiavoni, di Cavenago; porgiamo alla famiglia le nostre condoglianze ed eleviamo preghiere di suffragio per la sua anima. 

OFFERTE RICEVUTE

Pro Parrocchia di Cavenago: N.N: 50 €; dalla cassettina presso la Cartolibreria Maietti: 50 €; 

Pro Santuario: N.N. 50 €; N.N. per la luce di Santa Rita: 60 € 

Pro Parrocchia di Caviaga: N.N. 20 €; 

Grazie a tutti coloro che si sono impegnati e hanno pregato per la riuscita della prima Messa di don Marco e per la festa del patrono San Pietro; grazie all’Azione Cattolica che ha preparato il tombolone; grazie a chi, sia a Cavenago che a Caviaga, si impegna quotidianamente per la biancheria delle chiese (lavaggio, stiraggio, ecc…), per l’apertura e chiusura delle stesse; a chi si impegna per il bollettino editandolo settimanalmente, a chi li piega, e li distribuisce, e a chi prepara i fogli per le celebrazioni; a chi segue la Caritas, i prodotti che vengono donati e le famiglie bisognose; a chi si prende cura del verde, delle piante e dei fiori, dei ceri e degli addobbi; a chi si offre per i turni di lettura delle celebrazioni, a quelli del Bar Oratorio, garantendo così un luogo di svago per i ragazzi e anche per il Bar Santuario, garantendo anche lì l’accoglienza ai pellegrini e fedeli.


QUANDO LA MORTE NON HA L’ULTIMA PAROLA

  per meditare sulla testimonianza di genitori credenti

di STEFANO ANDRINI, tratto da Avvenire – 28 ottobre 2007 

Mattia, 17 anni…..La testimonianza dei genitori 

ll 29 settembre del 2007 a Granarolo moriva in un incidente con la sua moto Mattia Grandi, 17 anni, studente dai salesiani. …..abbiamo incontrato i genitori Stefano e Cristina. La loro testimonianza, che abbiamo raccolto con «timore e tremore», ci ha commosso e al contempo confermato che il cristiano per essere tale ha bisogno di essere certo di alcune grandi cose. 

Tra queste che la morte non ha realmente l’ultima parola anche quando crudelmente si accanisce su una vita agli albori.

In questo tempo dove la morte viene spesso rimossa o esorcizzata (attraverso insensati divertimenti pagani); dove all’ingiustizia ( e quale ingiustizia è più grande della perdita di un figlio?) si risponde con la rabbia («Dov’era Dio? Perché lo ha permesso?»), l’esperienza drammatica e al contempo così carica di speranza vissuta dal papà e dalla mamma di Mattia, è un invito per tutti, quasi una preghiera. Perché ognuno, ateo o credente non importa, riprenda in mano la sua domanda di eternità: quella che costituisce, da sempre e per sempre, ogni persona. (S.A.) 

Signore, accogli la sua anima perché era un bravo ragazzo». Nelle prime ore del pomeriggio di sabato 29 settembre Stefano Grandi è di fronte al corpo senza vita del figlio Mattia. Non un grido di rabbia, non una parola di disperazione. Ma una sofferenza indicibile e imparagonabile che diventa preghiera. «Arrivato vicino al luogo dell’incidente» racconta Stefano « ho capito subito che si trattava della moto di Mattia. Quando ho visto il lenzuolo bianco mi è caduto il mondo addosso. Ho scongiurato di farmi passare e mi sono trovato a bagnare con le lacrime il piede destro di Mattia. Sono convinto che sia stato lui a intercedere per darmi la forza che viene dalla fede. Prima che il corpo fosse caricato sul furgone ho chiesto di fare un segno di croce sulla sua fronte come facevo tutte le sere prima di dormire a Mattia e ai suoi fratelli. Mi è stato concesso a condizione che non sollevassi il lenzuolo. E poi ho recitato l’eterno riposo al quale si sono uniti, commossi, anche i carabinieri e i necrofori presenti». «Chi si avvicina a noi per consolarci è sorpreso» racconta Cristina. «Noi, infatti, siamo profondamente addolorati, ma non disperati. Non per nostro merito o per un ragionamento astratto del tipo "siamo cristiani e dobbiamo comportarci così". E’ stata una grazia ricevuta in quell’angolo di strada dove nostro figlio ci ha lasciato e che è stata alimentata dalla preghiera e dalla compagnia di amici di Comunione e liberazione e della Famiglia salesiana coi quali condividiamo l’esperienza di Chiesa. Il Signore ci è venuto a visitare, abbracciare, consolare, nella carne dei nostri amici. Questo non toglie nulla al dolore, immenso, che rimane: tutto in casa ci parla di Mattia; a partire dal piatto in tavola che non mettiamo più. Ma lo riempie di un’altra luce». «La coscienza che ora abbiamo di questa morte - aggiunge Stefano - è che tutto risponde a un disegno di amore più grande che solo il Signore conosce. Prima che nostro figlio, Mattia è infatti figlio di Dio. Lo abbiamo sempre saputo. Il Signore ce lo aveva affidato attraverso la carne, come gli altri nostri due figli, perché lo accompagnassimo al suo destino, che è l’incontro con Lui. E’ per questo che abbiamo sempre pregato per la vocazione dei nostri figli, perché il Signore li aiuti a fare scelte definitive nel sacerdozio o nel matrimonio. Certo, non è facile. Quel "sia fatta la tua volontà", che chiediamo ogni volta che recitiamo il Padre nostro, mi ha sempre un po’ spaventato. Io desideravo per Mattia una vita lunga. Avrei voluto che fosse lui a seppellire me. Ma per noi il "sia fatta la tua volontà" si è realizzato in questa particolare chiamata, che il Signore ha rivolto al nostro primogenito, di operare da angelo. E diversi episodi accaduti confermano che è già all’opera». «Ringraziamo il Signore di essersi fidato di noi come genitori e di averci fatto un dono così bello per 17 anni - conclude Stefano - Mattia era un buon ragazzo, amava stare coi bambini, e non portava mai rancore verso nessuno. L’ultimo anno è stato bellissimo. Sembra quasi che il Signore avesse voluto preparare tutto. Insieme abbiamo fatto moltissime cose, come non accadeva da anni: siamo andati in vacanza in inverno, in estate, e abbiamo fatto un pellegrinaggio a Lourdes per Pasqua». E ora, che il disegno si è compiuto «la tristezza dolce dell’anima» come Stefano e Cristina chiamano il loro dolore è affidata alla protezione di un nuovo angelo.


ALLEGATA AL BOLLETTINO C’E’ LA BUSTA PER SOSTENERE LA PARROCCHIA, grazie a quello che potrai fare!



Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 30 giugno al 7 luglio 2024