
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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PER RIFLETTERE…
Omelia tenuta da don Marco nella Festa Patronale San Pietro Ap. Cavenago d’Adda
Domenica 30 giugno 2024
Cari fratelli e sorelle, celebriamo con gioia il nostro patrono San Pietro Apostolo. L’annuale festa patronale è sempre occasione, per la comunità cristiana e civile, non solo di incontro e di dialogo ma anche di preghiera e riflessione.
In una cultura e in una società in cui si dà sempre meno importanza a questi valori, alla fede, al senso di comunità e di appartenenza, la festa del santo patrono si pone proprio come richiamo a ciò che è essenziale e favorisce la crescita umana e cristiana.
Celebrare i santi, in particolare i patroni, non è qualcosa del passato ma ci riporta da dove veniamo, cioè alle nostre origini. Dimenticare questo significa veramente perdere l’orientamento come credenti e come comunità; significa perdere il senso e la bellezza del presente. Dimenticare questo significa provocare la morte dell’anima non solo del singolo, ma anche quella di una comunità.
Celebrare è, invece, un rigenerarsi nella fede, nella fraternità, nella gioia del Vangelo, nella vocazione che ognuno di noi ha ricevuto da Dio.
Nella lettera pastorale che il nostro vescovo Maurizio ha indirizzato a tutti i fedeli della diocesi per quest’anno, dedicata proprio alla santità (dal titolo “Sinodalità e santità. Sui passi della fede”), così (il vescovo) scrive: “La forza spirituale del culto ai Santi di Dio va sempre purificata perché rimanga cristiana nel senso più sicuro anche la religiosità popolare. Se è autentica, la devozione ai Santi non distoglie mai dall’Unico Dio e dal Mediatore Unico, Cristo Gesù. “Nella vita dei santi si riflette in infinite sfumature l’unica santità di Dio, che risplende in piena luce sul volto del Figlio amato”.
Cosa ha da dirci, dunque, la festa patronale? Ha ancora qualcosa da dirci la figura del nostro santo patrono? Certamente! San Pietro deve rimanere sempre, per noi fedeli di Cavenago, esempio di fede, nonché intercessore presso Dio. Guardiamo a lui per comprendere e verificare il nostro cammino di fede; lasciamoci illuminare da lui per giungere anche noi ad essere uomini e donne di fede.
Possiamo dire che anche la fede di Pietro ha conosciuto la fatica di passare da una fede che mette al centro al proprio io e la propria autoaffermazione, ad una fede che è accoglienza piena e fiduciosa del disegno di Dio, cioè di Gesù, e della sua volontà. Questo è il cammino che siamo invitati a fare anche noi insieme all’apostolo Pietro e che lui ha fatto prima di noi. Colui al quale il Signore ha affidato il primato nel servizio e la guida dell’intera sua Chiesa, è stato colui che ha imparato, anche dolorosamente che cosa è la fede.
La Parola di Dio, come sempre, ci viene incontro con sovrabbondanza e ci dispone a celebrare l’Eucarestia.
Il brano di Vangelo appena proclamato rappresenta un episodio del cammino di fede di Pietro, cammino che, a ben vedere, possiamo definire arduo e faticoso, ma anche del cammino degli altri discepoli. Gesù sembra voler verificare a che punto è la fede dei suoi discepoli. La domanda che oggi risuona per noi “Ma voi chi dite che io sia?” è Gesù stesso a rivolgerla ai suoi, discepoli di allora e ascoltatori di ogni tempo. Noi compresi. Nel racconto evangelico è Pietro a lasciarsi raggiungere da Gesù che ancora una volta viene incontro a ciascuno di noi come domanda e chiama ciascuno alla propria vocazione più profonda, a essere noi stessi, a riconoscersi chiamati alla vita.
“Chi è Gesù per noi?”. Il cristiano è colui che riconosce in Gesù non un profeta o un grande uomo (la storia è piena di grandi uomini) ma colui che riconosce in Gesù il senso pieno e la realizzazione della propria vita umana e cristiana.
A che punto è la nostra fede? Pietro ci insegna che quella fede che ci è stata donata nel battesimo, è qualcosa che cresce in noi affrontando le stesse prove della fede. Pietro è colui che diventa uomo di fede. La fede è conoscenza autentica, luce che guida i nostri passi, che ci rende consapevoli anche della nostra piccolezza, ci rende umili e semplici.
Pietro è colui che diventa uomo di speranza. Sì, dobbiamo essere uomini e donne di speranza, comunità di speranza, ma di quella speranza che non è semplicemente un dire “speriamo che vada tutto bene” ma è il risultato di chi sa che il Signore non ci lascia soli.
Pietro è colui che diventa anche uomo di carità, perché alla fine darà la sua vita per amore del suo Signore. Se la nostra fede non diventa amore, non diventa un appassionarsi di Cristo, rimane sterile, si riduce alla semplice osservanza di precetti e buoni costumi.
Siamo chiamati anche noi a diventare uomini e donne di fede, speranza e carità.
Il cristiano non è un illuso, perché scegliendo Cristo sceglie la vita vera, sa che sta facendo qualcosa di ragionevole. Chi è diviso in se stesso e non ha pace, è perché rifiuta il Signore, Colui che mette ordine nella vita e le dà un senso pieno. Una volta compreso tutto ciò che il Signore fa per noi, davvero Egli diventa la persona più importante della nostra vita, qualcuno di cui non possiamo farne a meno. Scegliere Cristo è scegliere la vita! E Pietro, pur con tutte le sue cadute e i suoi limiti, è arrivato a comprenderlo.
Il discepolo vero e coerente sa che non dovrà meravigliarsi se – come Gesù – riceverà incomprensioni nella vita. Chi sta dalla parte del Vangelo e dei suoi valori, appare al mondo di oggi come un personaggio strano. Essere cristiani fino in fondo significa saper accettare anche le incomprensioni e le sofferenze, pur di non adattarsi alla mentalità del mondo. Questo dobbiamo tenerlo presente, soprattutto quando ci sentiamo dire che la Chiesa, la religione, il cristianesimo dovrebbe adattarsi agli usi e alle mode del mondo e del tempo presente. Non è per niente vero!
Il problema non è questo: non si tratta di trovare un cristianesimo che si adatti all’uomo di oggi; si tratta piuttosto di aiutare l’uomo di oggi ad aprire la testa al messaggio di Cristo.
Altrimenti restiamo sempre ingabbiati nei nostri parametri che non ci aprono alla realtà e riduciamo tutto al nostro metro di misura.
Gesù stesso ci insegna e ci ricorda che la realtà non può essere distorta a nostro piacimento. Gesù – in qualche modo – stravolge la nostra visione distorta della realtà per restituirci quella vera.
Gesù instaura con noi un nuovo tipo di relazione: quella del discepolato, così come ha fatto con Pietro e gli altri compagni.
Siamo chiamati a fare la nostra scelta ogni giorno, pronti a fare la volontà di Dio. Ecco quello che conta. Qui sta il segreto della nostra realizzazione come persone e come comunità e del nostro camminare insieme.
Anche quando sembra che non abbiamo motivi per credere, sperare ed amare, ricordiamoci della parola del Signore.
A Pietro che ha manifestato la sua fede, il Signore, a sua volta, gli manifesta la sua identità: “Tu sei Pietro…”. Il nome, sappiamo, racchiude la propria identità, fatta della personale storia che ciascuno di noi è chiamato ad assumere; una storia fatta del mio oggi, del mio sperimentare, cercare, desiderare. Ma la propria identità si plasma soprattutto nell’incontro con gli altri. Ma è ancor più nell’incontro e nella relazione con l’Altro, cioè nella fede, con quel volto di Dio che si rivela in Gesù, che possiamo scoprire la nostra vera identità di figli di Dio, amati chiamati ad amare.
Ci aiuti, dunque, il Signore a comprendere questo!
L’Eucarestia che ora celebriamo significa ricondurre tutta la vita al Signore Gesù; rimettere ancora una volta nelle sue mani ciò che Lui ci ha donato.
Celebrare e vivere l’Eucarestia apre in noi la possibilità di una conversione del cuore, della mente, della vita. Possa davvero questo grande mistero aprire tutta la nostra esistenza all’azione dell’amore di Dio.
San Pietro non mancherà di aiutarci e sostenerci in questo nostro cammino di fede. Ricorriamo più spesso a Lui, nostro patrono, con più fede e ammirazione, affinché interceda per noi.
San Pietro, dal cielo veglia il popolo di Cavenago e guidalo tra i pericoli sui passi della fede;
i tuoi figli conduci in Ciel con te! Amen.
Domenica 7 luglio 2024
XIV del Tempo Ordinario anno B – Marco 6,1-6
Oggi partono i ragazzi delle elementari per il Camposcuola Diocesano di Azione Cattolica, li accompagniamo con la preghiera.
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Soffientini Pietro, Settimia e Mario.
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo
Ore 17.00 SANTUARIO: celebrazione dei Secondi Vespri
Ore 17.30 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Gelmi Cesare (f. c. dai condomini di Villa Greppi); Gianni Gioia; Gelmi Rita e Bassano, Grossi Gabriele, Baini Angelo; Storti Giulia; Zighetti Tina e Lazzari Piero; Lanzani Pino, Cagni Giovanni e Tenca Mariuccia, Olivari Paola; def. Classe 1944 (f.c. da Bonetti Pasquale Paravisi); Conca Lina e Cremonesi Carla; Caobianco Gianni, Marchetti Mario, Cremascoli Marco, Caobianco Piera; Galletta Angelo.
Lunedì 8 luglio
Ore 8.30 CAVENAGO: Santa Messa con Lodi
Int. Donati Lorenzo, Antonia, Angelo; Zighetti Giuseppe.
Martedì 9 luglio
Inizio novena alla Madonna della Costa
è sospesa la Santa Messa a Caviaga
Ore 20.45 SANTUARIO: Santa Messa della Novena
Int. Emanuela Schiavoni (f.c. dalle amiche della mamma); Marinella Cammarata;
Mercoledì 10 luglio - novena alla Madonna della Costa
Ore 8.30 CAVENAGO: Santa Messa con Lodi
Int. Foletti Maddalena, Grassi Carlo; Giovanni Zini.
Ore 20.45 CAPELLINA: S. Rosario
Giovedì 11 luglio - novena alla Madonna della Costa
Festa di San Benedetto da Norcia Abate, patrono d’Europa
Ore 8.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int. ad onore della Madonna della Costa; per le Vocazioni Sacerdotali (f. c. dalla Pro Sacerdotio).
Ore 9.00 – 10.00 CAVENAGO: Adorazione Eucaristica
Ore 20.45 CAPELLINA: S. Rosario
Venerdì 12 luglio - novena alla Madonna della Costa
Festa dei Santi Vittore, Nabore e Felice, martiri a Lodi Vecchio
Ore 8.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Pro vivis: per un ammalato
Ore 20.45 CAPELLINA: S. Rosario
Sabato 13 luglio - novena alla Madonna della Costa
Ore 9.00 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Codecà Francesca, Tornali Battista e Marianna.
Ore 17.00 CAVIAGA: Santa Messa prefestiva
Int. Pastori Angelo, Giovanni, Piera, Luigi; Def. fam. Passerini-Siena; Ferrari Carla; Rabaglio Angela.
Domenica 14 luglio
XV del Tempo Ordinario anno B – Marco 6,7-13
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. ……………………………..
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo
Ore 17.00 SANTUARIO: celebrazione dei Secondi Vespri
Ore 17.30 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Def. fam. Cattaneo, Geroni; Benvenuta Marisa Tidone.
CARITAS PARROCCHIALE
Gli alimenti di cui abbiamo bisogno sono: TONNO IN SCATOLA, OLIO DI SEMI E DI OLIVA, LEGUMI IN SCATOLA (fagioli, piselli, ecc….). le scorte di pasta invece sono per ora più che sufficienti. Grazie a chi potrà e vorrà aiutare! I cesti per la raccolta si trovano sia in chiesa a Caviaga che a Cavenago.
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: N.N. 20 €; N.N. 25 €; una famiglia si autotassa mensilmente: 100 €
Pro Santuario: N.N. 25 €;
Pro Bollettino: N.N. 5 €;
SPESE SOSTENUTE
Cavenago: spese per carta e fotocopiatrice: 600 €; addobbo floreale per San Pietro: 200 €; primo acconto fattura per sostituzione microfoni chiesa parrocchiale: 6.100 €;
LAVORI URGENTI
Anche a causa della grandine, si è dovuto ispezionare il tetto della casa parrocchiale a Cavenago, perché pioveva negli ambienti del primo piano e sulla scala; l’ispezione ha portato alla luce, oltre che la necessità di una pulizia dello stesso e dei canali, anche del bisogno di rifacimento della colma e di una ricorsa di tutto il tetto, lavoro che è stato prontamente realizzato (era dagli anni ’80 che questo tetto non veniva sistemato). Si è anche provveduto alla ispezione dei canali e delle grondaie dell’Oratorio, e si è collocata una rete antipiccioni nella cuspide del campanile. Il costo è di 3.740 €
UNA OCCASIONE DA NON PERDERE
Come annunciato dal parroco, alla fine dei vespri di domenica 16 giugno, la Parrocchia di Cavenago ha ottenuto un finanziamento dalla Conferenza Episcopale Italiana, di 35.000 € derivante dai fondi dell’8permille, per il restauro dell’organo del Santuario, manufatto meritorio di ripristino; ora la Parrocchia deve raccogliere la restante parte della spesa, e cioè altri 35.000 € per poter onorare la spesa. Confidiamo nella bontà e nella generosità di tanti devoti, affinché l’organo possa tornare a suonare. Prossimamente daremo informazioni su come poter donare.
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 7 al 14 luglio 2024




