
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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Messaggio dei Vescovi italiani per la 48ª Giornata Nazionale per la Vita, che si celebra il 1° febbraio 2026 sul tema “Prima i bambini!”.
Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli;
perché io vi dico che i loro angeli in cielo
vedono continuamente la faccia del Padre mio. (Mt 18,10).
L’accoglienza gentile e affettuosa di Gesù verso i piccoli sorprende i suoi contemporanei, discepoli inclusi, abituati a considerare assai poco i bambini. Eppure, nella Scrittura il rapporto di Dio con il suo popolo è spesso paragonato a quello di una madre amorevole e di un padre premuroso verso i propri bimbi; il loro atteggiamento, infatti, “riflette il primato dell’amore di Dio, che prende sempre l’iniziativa, perché i figli sono amati prima di aver fatto qualsiasi cosa per meritarlo” (AL 166). Lasciarsi amare e servire con semplicità, riconoscersi dipendenti senza imbarazzo, attribuire primaria importanza alle leggi del cuore, desiderare il bene… sono alcune delle lezioni che i bambini danno agli adulti e che Gesù presenta come condizioni per accogliere la novità del Vangelo: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18, 3). Essi, dunque, non vanno mai disprezzati, scartati, subordinati perché proprio di loro il Creatore ha particolare cura. A questa visione evangelica dell’infanzia, che ha condotto l’umanità intera a una considerazione progressivamente più rispettosa degli inizi della vita, si ispira anche la nostra migliore cultura giuridica, che evidenzia il “superiore interesse del minore”: in qualsivoglia situazione, i bambini sono quelli che vanno prima di tutto accolti e protetti, insieme alla loro famiglia, in modo che possano crescere quanto più liberi e felici. Anche perché, non di rado, gli esiti di un’infanzia problematica sono alla radice di molti comportamenti negativi in età adulta. Ciononostante, le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi. Pensiamo ai tanti, troppi, bambini “vittime collaterali” delle guerre degli adulti: uccisi, mutilati, resi orfani, privati della casa e della scuola, ridotti alla fame, come effetto di bombardamenti indiscriminati. Pensiamo ai bambini-soldato, rapiti e utilizzati come “carne da cannone” nei tanti conflitti che si combattono in varie parti del globo, soprattutto in quelli “a bassa intensità”, di cui quasi nessuno parla. Pensiamo ai bambini “fabbricati” in laboratorio per soddisfare i desideri degli adulti: a loro viene negato di poter mai conoscere uno dei genitori biologici o la madre che li ha portati in grembo. Pensiamo ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere, probabilmente perché non risultano perfetti in seguito a qualche esame prenatale. Pensiamo ai bambini implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori, a volte usati come strumenti di rivalsa sull’ex-coniuge. Pensiamo ai bambini fatti oggetto di attenzioni sessuali o alle bambine date precocemente in sposa, spesso a uomini assai più grandi di loro. Pensiamo ai bambini-lavoratori, privati dell’infanzia perché inquadrati come manodopera a basso costo dai “caporali” di turno, in contesti di degrado sociale e abbandono scolastico.
Pensiamo ai bambini rapiti o dati indiscriminatamente in adozione nelle tristi operazioni di pulizia etnica. Pensiamo ai bambini coinvolti nelle violenze domestiche, che li privano di uno o entrambi i genitori e li segnano profondamente. Pensiamo ai bambini che i trafficanti di vite strappano per vile interesse alle proprie famiglie, fino a espiantare i loro organi a vantaggio di chi può permettersi di pagarli. Pensiamo ai bambini costretti – non di rado da soli – a migrazioni faticose e pericolose, con esiti a volte mortali, per sfuggire ai conflitti, agli impoverimenti e alle carestie spesso provocate dagli adulti. Pensiamo ai bambini indottrinati da un’educazione ideologica, funzionale non alla loro crescita, ma alla diffusione di idee che interessano questo o quell’altro gruppo di potere. Pensiamo ai bambini maltrattati o abbandonati a loro stessi da genitori o educatori cui poco interessa il loro vero bene. In questi e altri casi l’interesse che prevale è quello dell’adulto, cioè del più forte, del più ricco, del più istruito, che può decidere anche della vita altrui e che è anche capace di mascherare il proprio egoismo dietro parole “politicamente corrette” e falsamente altruiste. A ben vedere, la pace, la libertà, la democrazia, la solidarietà non possono che iniziare dai più piccoli. Dove una società smarrisce il senso della generatività, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti – persone e comunità – dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi. “Tanti bambini fin dall’inizio sono rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro. […] Che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell’uomo e dei diritti del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?” (AL 166).
Avvertiamo la necessità di una maggiore attenzione ai piccoli anche nella nostra società italiana, in cui l’imperante cultura individualista si esprime, tra l’altro, con una crisi di generatività che non riguarda solamente la fertilità, ma pregiudica progressivamente la capacità degli adulti di mettersi a servizio dei piccoli. Può succedere che facciano rumore, chiedano incessanti attenzioni, condizionino la libertà dei grandi, ma l’accoglienza dei loro limiti è paradigma dell’accoglienza dell’altro tout court, mancando la quale svanisce ogni prospettiva di collettività solidale, per dare spazio a una conflittualità incessante e distruttiva. Quando i bambini non sono amati, con loro vengono scartati anche gli elementi più deboli della comunità, cioè potenzialmente tutti, nel momento in cui si manifestino anche nei soggetti “forti” fragilità o debolezze. Anche le comunità cristiane devono crescere nella cura dei bambini, non solo proseguendo nell’impegno per estirpare e prevenire l’odiosa pratica degli abusi, ma divenendo “casa accogliente” per loro nelle celebrazioni liturgiche, nelle attenzioni alle varie povertà che li colpiscono, nell’adozione di modalità adeguate alla loro età per l’annuncio della fede e nelle occasioni di vita comunitaria. “L’educazione alla fede sa adattarsi a ciascun figlio, perché gli strumenti già imparati o le ricette a volte non funzionano. I bambini hanno bisogno di simboli, di gesti, di racconti. […] L’esperienza spirituale non si impone ma si propone alla loro libertà” (AL 288). Alle prime parole che un bambino si sente rivolgere dalla Chiesa nel giorno del Battesimo – “la nostra comunità ti accoglie” – deve seguire una reale dedizione di tempi, spazi, risorse alle esigenze dei piccoli e delle loro famiglie. Ci sono tuttavia nella società e nella Chiesa moltissime persone e istituzioni che operano attivamente per custodire i bambini, attraverso azioni di tutela e accoglienza delle maternità difficili e di protezione nelle situazioni di violenza, nell’educazione, nella risposta ai tanti bisogni e povertà delle famiglie numerose e dei piccoli, nella prevenzione dello sfruttamento minorile nelle sue varie forme, nel sostegno alla genitorialità, nella sorveglianza degli ambiti che mettono a rischio l’integrità fisica, morale e spirituale in età sempre più precoce. A costoro devono andare la riconoscenza e il sostegno di tutti, perché il loro servizio – spesso gratuito – rende migliore il nostro mondo per tutti, non solo per i più piccoli. A loro dobbiamo continuamente ispirarci, per coltivare il senso di un autentico primato dei diritti dei bambini sugli interessi e le ideologie degli adulti. Si tratta di attuare una vera “conversione”, nel duplice senso di “ritorno” e di “cambiamento”. Ritorno a una cultura che riscopra il valore della generatività, del “desiderio di trasmettere la vita” (SnC 9) e di servirla con gioia.
Ogni persona che mette al mondo dei bambini o si occupa dei piccoli – genitori, nonni, insegnanti, catechisti, persone consacrate, famiglie affidatarie – dovrebbe sentire la simpatia e la stima degli altri adulti, perché il servizio al sorgere della vita è garanzia di bene e di futuro per tutti. Cambiamento come abbandono delle cattive inclinazioni di una società narcisista e indifferente, in cui gli adulti sono troppo occupati da loro stessi per fare davvero spazio ai bambini: ne nascono sempre di meno e sul loro futuro peseranno i debiti, il degrado ambientale, la solitudine e i conflitti che gli adulti producono, incuranti del domani del mondo. La Giornata per la Vita sia l’occasione per un serio esame di coscienza, basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere, al crescere, all’essere felici…) e sostenuto dalla voce sincera dei bambini, cui chiedere – una volta tanto – come vorrebbero che andassero le cose.
Gorizia, 23 settembre 2025
Il Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana
Domenica 1° febbraio 2026
IV del Tempo Ordinario anno A – Matteo 5,1-12ͣ
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Sordi Roberto, Meazza Piera; Baini Pina (fatta celebrare dalla classe 1942).
Ore 9.15 CAVENAGO: ritrovo dei ragazzi della catechesi
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa pro Populo
Ore 17.00 CAVENAGO: Canto dei primi Vespri della Festa della Presentazione di Gesù
Ore 17.30 CAVENAGO: Santa Messa e benedizione delle candele
Int. Leggeri Domenico, Luciano, Cavallanti Giovanna; Maria Cavallanti e def. classe 1930; Corrù Antonio e Def. Fam. Corrù e Bonizzoni; Foletti Pasquale e Rosa.
Ore 18.30 CAVENAGO: Incontro di catechesi adolescenti (1-5 sup.) interparrocchiale
Lunedì 2 febbraio
Festa della Presentazione al Tempio di Gesù
Ore 16.30 -17.05 CAVENAGO: Adorazione Eucaristica per le Vocazioni Religiose e Sacerdotali
Ore 17.15 CAVENAGO: S. Messa solenne
Int. Pro vivis: per tutte le anime consacrate al Signore con i voti religiosi: in particolare: suor Rosangela De Stefani, suor Maria Luisa Cernuschi e suor Giuseppina Grazioli, dell’Istituto delle Suore di “Maria Bambina”; Defunti Nino, Angela, Angelo, Pierina, Marco, Def. Petronilla Regazzetti e Giuseppe Curti.
Martedì 3 febbraio
San Biagio, Vescovo e Martire
LA MESSA DELLE ORE 17.00 A CAVIAGA È SOSPESA
Ore 14.30 CAVENAGO: corso di cucito in Oratorio (aperto a tutti coloro che vogliono imparare e che vogliono passare un pomeriggio insieme)
Oggi l’Oratorio chiude alle 17
Ore 17.15 CAVENAGO: S. Messa solenne e benedizione della gola
Int. Cimpean Nicola; Grossi Angelo (f. c. dalla classe 1946); Fortini Rosetto, Corrù Augusta, Taloni Rita; Corrù Lino.
Ore 20.45 CAVENAGO: S. Messa e benedizione della gola
Int. Agnelli Mario e Grecchi Luigia.
Mercoledì 4 febbraio
Ore 17.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Gianfranco e Francesco Barbieri e def. famiglia, Viganò Gioisa, Carmen e Silvia; Defunti famiglia Foletti Pietro, Parati e Vagni, Miragoli, Balbi; Olga Sauter.
Giovedì 5 febbraio - Santa Agata Vergine e Martire
Ore 9 – 10 CAVENAGO: Lodi mattutine e Adorazione Eucaristica per le vocazioni
(è presente un sacerdote per ascoltare le confessioni)
Ore 10.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Per le vocazioni sacerdotali (f. c. dalla Pro Sacerdotio);
Ore 14.30 CAVENAGO: corso di cucito in Oratorio (aperto a tutti)
Venerdì 6 febbraio - San Paolo Miki e compagni martiri
Ore 17.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Grossi Giuseppe e Lucia; Defunti famiglia Perini, Quaranta, Scartabellati, Longari.
Ore 21.00 MAIRAGO: in Oratorio “L’Amore è la via migliore”
QUARTA CATECHESI “tra Arte e Parola” per giovani, adulti e terza età
Le Parrocchie di Cavenago, Caviaga, Mairago e Basiasco offrono questi momenti di riflessione e approfondimento della fede. Tutti possono partecipare.
Tiene gli incontri don Alberto Curioni
Sabato 7 febbraio - Beato Pio IX
Ore 9.00 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Agnelli Antonia.
Ore 17.00 CAVIAGA: Santa Messa prefestiva.
Int.: def. Ladini Luigi; Michele Negri; Corrù Alessandro; Barbati Silvio e Doldi Pasqua; Sordi Roberto e Fabio (fatta celebrare dagli amici); Orlandi Luigi; Zighetti Giuseppa, Foletti Luigi e Angela, Def. Fam. Lauriti; Caobianco Gianni (f.c. da Giovanni e Dorina).
Domenica 8 febbraio 2026
V del Tempo Ordinario anno A – Matteo 5,13-16 - nell’anno 409 moriva a Lodi Vecchio San Bassiano -
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Grossi Dina, Gabriele e Lucia; Corrù Antonio e Fam.
Ore 9.15 CAVENAGO: ritrovo dei ragazzi della catechesi
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa pro Populo
Ore 17.00 CAVENAGO: Canto del Vespro
Ore 17.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Negri Vittorio (anniv.) e Giampiero, Pinuccia e Antonio; Donati Lorenzo, Antonia, Angelo; Giupponi Giuseppe, Maria, Angela, Foletti Pietro, Mariuccia e Maddalena, Balbi Francesco; Bianchini Pietro (anniv.).
DATE IMPORTANTI
Comunichiamo le date della Messa di Prima Comunione e della Messa della Cresima per le nostre Parrocchie di Caviaga e di Cavenago per questo 2026:
- la celebrazione della santa Cresima si terrà DOMENICA 19 aprile alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di CAVENAGO.
- la celebrazione della Messa di Prima Comunione si terrà DOMENICA 26 aprile alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di CAVENAGO.
Poi, la “Fiera del Fiore” sarà domenica 22 marzo.
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: N.N.: 50 €; dalla lotteria: 75 €;
Pro Parrocchia di Caviaga: in occasione di benedizioni: 100 €; dalla lotteria: 75 €;
Pro Santuario: N.N. 5 €; in onore della Madonna della Costa: N.N. 10 €;
Pro Bollettino: N.N. 10 €;
SPESE SOSTENUTE
Parrocchia di Cavenago: sistemazione caldaia chiesa parrocchiale: 1.061,40 €;
Santuario: 1ͣ rata lavori restauro organo: 14.590,40 €;
Oratorio: importo cumulativo SIAE per musica: 307,34 €; spese per cioccolata in occasione della Benedizione dei Bambini il 6 gennaio: 20 €;
Parrocchia di Caviaga: rimborso spese alla Parrocchia di Cavenago per acquisto cera liquida, particole e vino: 50 €
Aggiornamento CASSETTINE DI AVVENTO 2025 dei gruppi di catechesi
Tot. cassettine consegnate: n° 23
Tot. importo raccolto: 230 €
(l’anno scorso erano 36 cassettine per 275 €).
GRAZIE AI RAGAZZI E ALLE FAMIGLIE PER L’IMPEGNO.
CARITAS PARROCCHIALE
Gli alimenti di cui abbiamo bisogno sono: RISO, TONNO. Grazie a chi potrà e vorrà aiutare!
I cesti per la raccolta si trovano sia in chiesa a Caviaga che a Cavenago.
“Il tempo è equivalente a ciò che può essere fatto o guadagnato da esso. All'inizio del nuovo anno, quindi, auguriamo a tutti che sia felice perché sappiamo che non c'è più grande malinconia o tristezza che usare il tempo per qualsiasi scopo tranne per quello supremo: che è la salvezza dell'anima. ”
(Venerabile S. E. Mons. Fulton J. Sheen, tratto da "On Being Human")
PILLOLE DI CATECHESI
Battezzate al più presto il vostro bambino.
Lo proteggete con la siepe della grazia.
Caro Padre Angelo, quest’anno in febbraio è nato il mio secondo figlio; alla nascita sono scaturiti però dei problemi che all’inizio hanno ipotizzato a portare anche ad una possibile morte del bambino; ho pregato intensamente come non mai e dopo pochi giorni la situazione si è risolta felicemente, con un bimbo bello e sano (poi probabilmente la situazione era meno grave del previsto); poi i fatti della vita hanno portato me e mia moglie a parlare di battesimo ma senza stabilire una data, distratti da tutta una serie di altri problemi che ci sono capitati addosso…io avrei voluto farlo quanto prima lei opta per il prossimo anno “la primavera è un periodo più consono, il bimbo è più grande”. Succede poi che un paio di settimane fa il bimbo di un conoscente viene a mancare tragicamente, in maniera assurda ed in me si aprono le medesime terribili angosce del mese di febbraio.. e se succedesse qualcosa a Ludovico? Non è battezzato! Mia moglie è ferma nella sua decisione di battezzarlo, sì, ma la prossima primavera… Ecco così che preso dall’angoscia del momento, ma con il vero desiderio di non precludere la salvezza al piccolo (la mia fede è debole ma alla salvezza credo fermamente) gli impartisco il segno battesimale, gli bagno la testa, pensando ad una sorta di pre-sacramento da formalizzare poi… Ora sono tormentato, per quel gesto sinceramente fatto per amore del bambino, per fede, ma non so, non ricordo se nel corretto modo, con la dovuta formula, non veramente in caso di necessità ma solamente per angoscia. Cosa posso fare?
Ho letto del battesimo sotto condizione… ma sono confuso. La prego di pregare per la mia famiglia e per me, sono un vero pasticcione grazie.
Carissimo,
1.come prima cosa mi compiaccio per il tuo secondogenito. Il santo Papa Giovanni Paolo II diceva che i bambini sono il sorriso di Dio donato al mondo. Ludovico è un sorriso permanente per ognuno di voi.
- Vengo adesso al problema.
Il Codice di diritto canonico, vale a dire la legge della Chiesa, prescrive: “Can. 867 – § 1. I genitori sono tenuti all’obbligo di provvedere che i bambini siano battezzati entro le prime settimane; al più presto dopo la nascita, anzi prima di essa, si rechino dal parroco per chiedere il sacramento per il figlio e vi si preparino debitamente”.
- Come vedi, sotto questo aspetto siete già fuori regola perché le prime settimane sono passate da tempo. Sono passati diversi mesi e se ne attendono ancora molti altri.
- Ma perché la Chiesa sente l’urgenza che i bambini vengano battezzati al più presto?
C’è senza dubbio anche la preoccupazione di evitare che i bambini muoiano senza battesimo. La Chiesa infatti è certa della salvezza eterna dei bambini se sono battezzati. Se non sono battezzati, spera e confidanelle vie straordinarie della grazia. Ma non ha la certezza come nel battesimo. Il sacramento infatti conferisce infallibilmente la grazia (esprime il suo effetto ex opere operato) e vi aggiunge anche la grazia sacramentale. - Ma ci sono anche altri motivi. Il primo è costituito dal fatto che il bambino battezzato possiede Dio nel suo cuore attraverso la grazia. Ora Dio lavora segretamente attraverso la grazia. Sant’Agostino che non era stato battezzato da piccolo e che poi ha avuto diversi deviamenti morali e intellettuali, ha rimpianto questo fatto. Era convinto che il Signore avrebbe operato in lui.
- Ma c’è anche un altro motivo ben importante: il peccato originale e il peccato mortale mettono una persona sotto l’influsso del demonio. Il battesimo attraverso il rito dell’esorcismo sottrae da questo malefico influsso e trasferisce nel regno di Dio. È una liberazione importantissima.
Per questo i genitori sentono che il loro bambino una volta battezzato è più protetto. La grazia di Dio che inonda l’anima di un neobattezzato è come una siepe che impedisce alle forze del male di raggiungerlo. L’ha detto Satana stesso rimproverando a Dio di aver messo attorno a Giobbe una siepe, così che lui non poteva colpirlo (cfr. Gb 1,10).
- Non mettere in atto quanto hai pensato di fare. Sarebbe una simulazione del sacramento. Piuttosto prega per lui. Prega la Beata Vergine e il suo Angelo custode perché smuovano tua moglie da un puntiglio che non ha senso.
- Pertanto, proprio per il bene che volete a Ludovico, battezzatelo quam primum,al più presto.
Una volta, quando la mortalità infantile era alta, era obbligatorio battezzarlo entro gli otto giorni.
Oggi la Chiesa dice entro le prime settimane perché anche la mamma possa essere presente.
Pertanto mettete attorno al vostro bambino questa siepe. Gli fate un grande atto di carità. Il Signore vi ricompenserà.
Cosa bisogna sapere sulla splendida festa della Candelora
Articolo di Philip Kosloski - pubblicato su sito Aleteia e tradotto da Roberta Sciamplicotti
Se contate 40 giorni dopo la celebrazione del Natale arrivate al 2 febbraio. Fin dalle origini, la Chiesa ha deciso per questo giorno una festa speciale, ed è l’ultimo giorno in cui Gesù appare bambino nel calendario liturgico prima della celebrazione della Quaresima.
La festa ha molti nomi diversi nella Chiesa cattolica romana. È stata definita festa della Presentazione del Signore, festa della Purificazione della Beata Vergine Maria e, più familiarmente, Candelora. Ogni nome ne sottolinea un aspetto diverso.
In primo luogo, si chiama festa della Purificazione della Beata Vergine Maria per via di un’antica legge mosaica spiegata nel Levitico:
Quando i giorni della sua purificazione per un figlio o per una figlia saranno compiuti, porterà al sacerdote all’ingresso della tenda del convegno un agnello di un anno come olocausto e un colombo o una tortora in sacrificio di espiazione. Il sacerdote li offrirà davanti al Signore e farà il rito espiatorio per lei; essa sarà purificata dal flusso del suo sangue (Levitico 12, 6-7).
Maria, essendo una fedele ebrea, rispettava la legge e fece ciò che le veniva richiesto. Dopo 40 giorni andò dal sacerdote con la dovuta offerta per essere dichiarata “purificata”.
La celebrazione liturgica è anche chiamata festa della Presentazione del Signore, e anche in questo caso corrisponde all’antica pratica ebraica di presentare il primogenito a Dio.
Ogni essere che nasce per primo da ogni essere vivente, offerto al Signore, così degli uomini come degli animali, sarà tuo; però farai riscattare il primogenito dell’uomo (Numeri 18, 15).
Come risultato, Maria e Giuseppe portarono con loro Gesù, come narra San Luca:
Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore (Luca 2, 22-23).
San Luca riferisce che nel tempio la Sacra Famiglia incontrò un uomo anziano di nome Simeone, e quello che disse costui è il motivo per il quale la festa è chiamata Candelora:
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele (Luca 2, 29-32).
Simeone dichiarò che Gesù sarebbe stato una “luce”, e la Chiesa ha sviluppato il costume di accendere e benedire le candele in questo giorno. Storicamente, il sacerdote benedice tutte le candele usate durante la Messa di tutto l’anno. I fedeli ricevono anche le candele, e le parole di Simeone vengono ripetute nel canto. Il Messale Romano contiene questa preghiera che racchiude il simbolismo:
O Dio, fonte e principio di ogni luce, che oggi hai rivelato al santo vecchio Simeone il Cristo, vera luce di tutte le genti, benedici questi ceri e ascolta le preghiere del tuo popolo, che viene incontro a te con questi segni luminosi e con inni di lode; guidalo sulla via del bene, perché giunga alla luce che non ha fine.
Anche se non è una festa di precetto, è uno splendido giorno del calendario liturgico, che segna la fine del ciclo di Natale e anela alla luce che dissiperà l’oscurità nella Veglia di Pasqua – quando avrà luogo un altro servizio con le candele riconoscendo che “il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata” (Matteo 4, 16).
LE CANDELE BENEDETTE….A CHE SERVONO??????
Per la festa della Presentazione del Signore, chiamata anche “Candelora” vi è la bella e significativa usanza di benedire le candele che poi i fedeli possono portare a casa. Ma di queste candele cosa farne? È un segno di fede, che richiama il Cristo quale “luce delle genti” per cui è buona cosa accendere la candela in tutte quelle occasioni, liete e tristi, che la famiglia affronta, oppure accenderla durante un momento di preghiera, sia personale che familiare.
Con la benedizione, la candela diviene un “sacramentale”, cioè un’estensione dei sacramenti della Chiesa e canale di grazia divina. Un beneficio spirituale delle candele benedette è la loro capacità di scacciare il demoniaco, come emerge in modo evidente nella benedizione riportata nel Rituale Romano: “Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, benedici queste candele per le nostre preghiere: infondi in esse, Signore, per il potere della santa Croce, la benedizione celeste, tu che le hai date al genere umano per respingere le tenebre; ricevano dunque esse questa benedizione col segno della santa Croce, perché da qualunque luogo in cui esse verranno accese o collocate vengano evacuati i principi delle tenebre, e tremino e fuggano spaventati con tutti i loro ministri da quelle abitazioni, né presumano più seminare inquietudine o molestare quanti servono Te, onnipotente Dio. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli” (citazione dal Rituale Romanum del 1952).
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 1 al 8 febbraio 2026




