
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
PER LA QUARESIMA 2026
Cari fratelli e sorelle!
La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno. Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione.
Ascoltare
Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro. Dio stesso, rivelandosi a Mosè dal roveto ardente, mostra che l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido» (Es 3,7). L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè, inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti in schiavitù. È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore. Per questo, l’ascolto della Parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta. Entrare in questa disposizione interiore di recettività significa lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che «la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa» (Esort. ap. Dilexi te (4 ottobre 2025), 9).
Digiunare
Se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio. L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo. Sant’Agostino, con finezza spirituale, lascia intravedere la tensione tra il tempo presente e il compimento futuro che attraversa questa custodia del cuore, quando osserva che: «Nel corso della vita terrena compete agli uomini aver fame e sete di giustizia, ma esserne appagati appartiene all’altra vita. Gli angeli si saziano di questo pane, di questo cibo. Gli uomini invece ne hanno fame, sono tutti protesi nel desiderio di esso. Questo protendersi nel desiderio dilata l’anima, ne aumenta la capacità»[2](S. Agostino, L’utilità del digiuno, 1, 1). Il digiuno, compreso in questo senso, ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene.
Tuttavia, affinché il digiuno conservi la sua verità evangelica e rifugga dalla tentazione di inorgoglire il cuore, dev’essere sempre vissuto nella fede e nell’umiltà. Esso domanda di restare radicato nella comunione con il Signore, perché «non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio» (Benedetto XVI, Catechesi (9 marzo 2011). In quanto segno visibile del nostro impegno interiore di sottrarci, con il sostegno della grazia, al peccato e al male, il digiuno deve includere anche altre forme di privazione volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio, poiché «solo l’austerità rende forte e autentica la vita cristiana» (S. Paolo VI, Catechesi (8 febbraio 1978).
Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.
Insieme
Infine, la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno. Anche la Scrittura sottolinea questo aspetto in molti modi. Ad esempio, quando narra, nel libro di Neemia, che il popolo si radunò per ascoltare la lettura pubblica del libro della Legge e, praticando il digiuno, si dispose alla confessione di fede e all’adorazione, in modo da rinnovare l’alleanza con Dio (cfr Ne 9,1-3). Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione.
Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore.
Di cuore benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale LEONE PP. XIV
Domenica 15 febbraio 2026
VI del Tempo Ordinario anno A – Matteo 5,17-37
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Bruschi Domenico e Donati Pasqualina; Barbati Antonio, Paola, Maddalena e Giuseppina; Soffientini Giuseppe e Giuseppina, Cavenaghi Angelo, Valter,Giuditta, Capra Agostino, Giovanna, Donati Enrico, Antonia, Lamberto; Maietti Giuseppina.
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa pro Populo
Ore 14.30 CAVENAGO: FESTA DI CARNEVALE IN ORATORIO
in collaborazione con la Pro Loco
Ore 17.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Foletti Luigi, Angela, Zighetti Giuseppa, Def. Fam. Lauriti; Antonia Leccardi; Pinotti Maria.
Lunedì 16 febbraio
Ore 17.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Foletti Pasquale, Rosa e famiglia; Marcenaro Lella; Prati Cecilia (anniv.).
Martedì 17 febbraio
Ore 8.30 CAVENAGO: pulizie della chiesa parrocchiale – tutti coloro che desiderano dare una mano sono i benvenuti!
Ore 14.30 CAVENAGO: corso di cucito in Oratorio (aperto a tutti coloro che vogliono imparare e che vogliono passare un pomeriggio insieme)
Ore 15.00 CAVENAGO: festa di carnevale in Oratorio
Ore 17.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Antonia Leccardi (fatta celebrare dalla classe 1939).
Mercoledì 18 febbraio
Inizio della Santa Quaresima
Mercoledì delle Ceneri, giornata di magro e digiuno
Preghiera di don Roberto Seregni
Ti preghiamo, Signore Gesù,
fa' che questa cenere che scenda sulle nostre teste
con la forza della grandine e ci svegli dal torpore del peccato.
Fa' che questi quaranta giorni siano un occasione speciale per convertire il nostro cuore a Te,
e rimetterti al primo posto della nostra vita.
Donaci di saper riconoscere il tuo passaggio
e di vivere ogni istante con la certezza che tu cammini in mezzo a noi,
che tu sai aspettare il nostro passo lento e insicuro;
che tu sai vedere in noi quello che nemmeno sappiamo immaginare.
In questi quaranta giorni, metti nel nostro cuore desideri che palpitino al ritmo della tua Parola.
Maria aggiunga ciò che manca alla nostra preghiera. Amen.
Si invitano i fedeli a disporre nella propria casa, in un luogo ben visibile il Crocifisso e la Bibbia, per realizzare un piccolo angolo della preghiera.
Ore 9.00 – 9.50 CAVENAGO: canto delle Lodi e Adorazione Eucaristica
Ore 10.00 CAVENAGO: S. Messa, benedizione e imposizione delle Ceneri
Int. Zaina Angela; Giovanni, Battista e Clorinda; Guatterini Mario, moglie e figli;
Ore 16.00 CAVIAGA: S. Messa, benedizione e imposizione delle Ceneri
Int. Pro Populo
Ore 17.15 CAVENAGO: preghiera e Imposizione delle Ceneri per i ragazzi della catechesi
Ore 20.15 – 20.40 CAVENAGO: Adorazione Eucaristica
Per chi vuole rinunciare alla cena e fermarsi in preghiera
Ore 20.45 CAVENAGO: S. Messa, benedizione e imposizione delle Ceneri
Int. Pro Populo
Giovedì 19 febbraio
Giovedì dopo le ceneri
Ore 9 – 10 CAVENAGO: Lodi mattutine e Adorazione Eucaristica per le vocazioni
(è presente un sacerdote per ascoltare le confessioni)
Ore 10.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Agnelli Antonia Papagni (f. c. dalla classe 1971); Bossi Angelo; Terno Agnese; Cavallanti Teresa, Sarina Paolo e Antonio.
Ore 14.30 CAVENAGO: Corso di cucito in Oratorio (aperto a tutti coloro che vogliono imparare e che vogliono passare un pomeriggio insieme)
Venerdì 20 febbraio
Venerdì dopo le ceneri
Giorno di magro/astinenza
Ore 16.00 CAVENAGO: Via Crucis
Ore 17.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Agnelli Antonia Papagni (f. c. da cognati e nipoti); Don Franco Bertolotti e Def. classe 1951.
Ore 20.45 CAVENAGO: Via Crucis
Ore 21.15 CAVENAGO: riunione del Consiglio Pastorale Parrocchiale
Sabato 21 febbraio
Sabato dopo le ceneri
Ore 9.00 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Per le anime più dimenticate; Cabrini Francesca (anniv.); Corrù Clementina e Angelo; Vailati Ernesto, Antonia, Giuseppe e Maria.
Ore 16.30 CAVIAGA: Adorazione Eucaristica e Benedizione
Ore 17.00 CAVIAGA: Santa Messa prefestiva
Int.: Famiglie Soncini, Campus, Mercoli, Stella; Fam. Sordi e Endini, Pignataro Marino (20° anniv.), Coco Lucio, Pasquini Pierangela; Chini Antonio, Maddalena e nipote; Bressanelli Pino e Agata; Chini Pasquale e genitori; Manera Giovanni, Traversa Giovanna e Suor Amabilia.
Domenica 22 febbraio 2026
I di Quaresima anno A – Matteo 4,1-11
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Moretti Emilio e Albina; Nichetti Battista; Cagni Giovanni e Mariuccia; Def. Fam. Guerini Domenico; Grossi Valeria e Pierangela; Valente Angelina e Currà Fortunato.
Ore 9.15 CAVENAGO: incontro di preghiera per i ragazzi della catechesi e divisione in gruppi
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo
Ore 16.45 CAVENAGO: Esposizione del Santissimo Sacramento
Ore 17.00 CAVENAGO: Vespro e Benedizione Eucaristica
Ore 17.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Defunti famiglia Bonizzoni, Sampellegrini e Vailati.
NASCITA
Domenica 8 febbraio è nata Miriam Sambusida di Renato (uno dei nostri organisti e membro del CAE) e Eleonora Squillace. Auguri ai genitori e benvenuta tra noi!
CARITAS PARROCCHIALE: alimenti che chiediamo
Ecco di cosa abbiamo bisogno: RISO, PASSATA DI POMODORO. Grazie a chi potrà e vorrà aiutare.
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: offerte in più dalle intenzioni delle Messe: 10 € + 10 € + 10 €; dalla lotteria: 70 €; N.N. 10 €;
Pro Parrocchia di Caviaga: offerte in più dalle intenzioni delle Messe: 10 € + 10 €; N.N.: 10 €; N.N. 20 €;
Pro Santuario: ad onore della Madonna della Costa: N.N. 20 € + N.N. 10 € + N.N. 50 €; ad onore di Santa Rita da Cascia: N.N. 40 €; offerta per lampada al Santissimo: N.N.: 10 €;
Pro bollettino: N.N. 5 €;
SPESE SOSTENUTE
Parrocchia di Cavenago: acquisto vestine ministranti: 96 €;
Parrocchia di Caviaga: ultima rata lavori elettrici chiesa: 208,80 €;
MAGRO E DIGIUNO PER UNA QUARESIMA DA CATTOLICO
Dagli insegnamenti di San Tommaso d’Aquino.
NELL’ASTINENZA Tutti i venerdì di Quaresima: “L’astinenza, o sottrazione di cibo, per sé è cosa moralmente indifferente; ma se è regolata dalla ragione, allora è virtù; ed è virtù speciale, perché trattiene l’uomo dall’impeto speciale di passione verso i piaceri della gola.”
NEL DIGIUNO Il Venerdì Santo: Il digiuno, regolato dalla ragione per il conseguimento di un triplice bene, e cioè:
- reprimere la concupiscenza,
- elevare la mente,
III. fare penitenza dei peccati, è un atto di virtù; ed è atto di virtù dell’astinenza, perché esso riguarda i cibi, relativamente ai quali è l’astinenza che ci regola.
Il digiuno, in quanto corrisponde al conseguimento del suo triplice bene, è di diritto naturale e ciascuno vi è tenuto quanto gli è necessario per conseguire tale bene; ma la sua determinazione pratica è di diritto positivo e spetta alla Chiesa; a esso sono tenuti tutti, eccetto coloro che ne hanno uno speciale impedimento; il legislatore infatti guarda alla moltitudine e alla generalità, ma non intende obbligare chi ragionevolmente è impedito di osservare il precetto.
Fu poi convenientemente fissato il digiuno per quei tempi nei quali c’è una ragione particolare di purgare i peccati e di elevare la mente a Dio, come è il tempo di Quaresima, della tempora e delle vigilie; ed è ragionevole la legge dell’unica comestione, perché così si soddisfa alla natura e si frena la concupiscenza.
I liquidi sono permessi, perché servono più alla digestione che alla nutrizione. Affinché poi davvero si ottenga che mentre si soddisfa la natura si freni la concupiscenza, l’ora dell’unica comestione fu fissata quando la digestione precedente è da parecchio tempo completa; in memoria poi dell’ora in cui spirò Gesù fu stabilita l’ora nona (che corrisponde alle nostre ore 15); e a chi digiuna, per lo scopo stesso del digiuno fu giustamente interdetto l’uso delle carni, delle uova e dei latticini, perché questi soprattutto sono deliziosi e provocanti il senso.”
L’Astinenza
L’Astinenza dalle carni o giorno di magro è un precetto generale della Chiesa cattolica che impone di non mangiare carne il venerdì e gli altri giorni prescritti. Secondo la norma ecclesiastica i fedeli sono tenuti all’astinenza dalle carni in tutti e singoli i venerdì dell’anno, purché non coincidano con un giorno annoverato tra le solennità dal calendario liturgico della Chiesa cattolica. Il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo sono richiesti il digiuno e l’astinenza, il Sabato Santo sono solo consigliati. Fino all’inizio del XX secolo la legge dell’astinenza dalle carni proibiva di consumare uova e latticini, oggi non più; però oggi è richiesta anche l’astinenza dai cibi e dalle bevande che ad un prudente giudizio sono da considerarsi troppo ricercati e costosi. La Conferenza episcopale italiana ammette ai nostri giorni la sostituzione dell’astinenza con una diversa forma di mortificazione in tutti i venerdì dell’anno, esclusi quelli di Quaresima.
Il Digiuno
Attualmente i fedeli cattolici sono tenuti al digiuno ecclesiastico e all’astinenza dalla carne due volte l’anno, il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo. La legge del digiuno obbliga a fare un solo pasto durante la giornata, ma non proibisce di fare una seconda refezione leggera. L’acqua e le medicine sia solide sia liquide si possono assumere liberamente. La legge dell’astinenza dalle carni non proibisce di consumare pesce, uova e latticini, ma proibisce di consumare, oltre alla carne, cibi e bevande che ad un prudente giudizio sono da considerarsi come particolarmente ricercati o costosi. I parroci possono, per giusta causa, dispensare i singoli fedeli o le famiglie dall’osservanza del digiuno e dell’astinenza, o commutarlo con altre opere pie. L’insieme delle norme dell’astinenza e del digiuno costituiscono il 4° dei cinque precetti generali della Chiesa Cattolica (“In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno”) che ha come fine di garantire ai fedeli il minimo necessario nell’impegno penitenziale; tuttavia “per legge divina, tutti i fedeli sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo”, specialmente nel tempo penitenziale della Quaresima; i Vescovi italiani hanno suggerito, a tal proposito, nuove forme di penitenza accanto a quelle tradizionali, come l’astensione dal fumo e dalle bevande alcoliche, dalla ricerca di forme smodate di divertimento, dai comportamenti consumistici, il digiuno dalla televisione. Il Codice di Diritto canonico obbliga poi tutti i fedeli che vogliono ricevere l’Eucaristia ad astenersi “per lo spazio di almeno un’ora prima della sacra comunione da qualunque cibo o bevanda, fatta eccezione soltanto per l’acqua e le medicine”.
Glossario
Concupiscenza: La concupiscenza è generalmente definita come un forte desiderio, specialmente, anche se non esclusivamente, per quei piaceri sessuali che la Sacra Scrittura dichiara essere illeciti, proibiti dalla volontà rivelata di Dio, brama, desiderio specialmente di piaceri sensuali, il bramare ardentemente, un’inclinazione naturale per piaceri non puri. Nel nuovo Testamento è un concetto che indica desiderio. Nella persona governata dal peccato, il desiderio diventa disordinato e contrapposto alla volontà di Dio, quindi peccaminoso, o diretto verso ciò che la Bibbia considera peccaminoso. È così che il termine è usato per “avidità”, o per quelle cose che soffocano la parola del Vangelo.
- La legge del digiunoobbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera…
- La legge dell’astinenzaproibisce l’uso delle carni, come pure dei cibi e delle bevande che, ad un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi.
- Alla legge deldigiunosono tenuti tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato; 1. Alla legge dell’astinenza coloro che hanno compiuto il 14° anno di età.
60 piccoli atti di amore e mortificazioni da vivere in Quaresima (e in ogni tempo) prima parte
Il tempo della Quaresima è propizio per riscoprire le opere di misericordia e il senso cristiano della mortificazione. Ma cosa sono le opere di misericordia e le mortificazioni? In questo articolo ne proponiamo alcune, dall’ascoltare e aiutare di più i propri colleghi di lavoro allo svegliarsi prima la mattina, al disinstallare un’app dal proprio telefono.
Pubblicato sul sito dell’Opus Dei il 23/02/2024
Chi ha fatto catechismo da piccolo non può non ricordare cosa sono i “fioretti”: inizia l’Avvento, inizia la Quaresima, bisogna fare i fioretti. Rinunciare alla cioccolata, rinunciare ai cartoni, non litigare con i propri fratelli, fare subito la pace, eccetera. Crescendo, magari durante l’adolescenza, forse abbiamo sviluppato un leggero rigetto per la piccolezza di queste rinunce: qualcuno avrà pensato “sembra evidente che questi minuscoli sacrifici non possono cambiare niente”.
E sembra proprio che san Josemaría avesse in mente questo pensiero contrario ai piccoli sacrifici, che in fondo può arrivare a qualsiasi età, quando scrisse: «C'è un altro nemico ipocrita della nostra santificazione: l'idea che la battaglia interiore vada sferrata contro ostacoli straordinari, contro draghi che buttano fuoco dalle fauci. È un altro tranello dell'orgoglio: vogliamo lottare, ma con grande spettacolo, tra squilli di trombe e svettare di stendardi»[1].
Tutti desiderano sconfiggere grandi nemici interiori, cambiare del tutto e subito. Ma, dalla musica allo sport, senza un minimo di «disciplina non ci sono risultati, in nessun ambito. Questo vale anche, e a maggior ragione, per un cristiano che desidera realizzare quell'ideale definito da Gesù stesso come il comandamento più importante: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E amerai il prossimo tuo come te stesso" (cfr. Mc12,29-31). Chi può pensare di riuscire ad amare il prossimo suo come se stesso, se non riesce a rinunciare a nulla?»[2]
Questo è il senso delle mortificazioni per i cristiani: piccoli sacrifici che migliorano, piano piano, la nostra capacità di amare il Signore e gli altri. Si tratta quindi di mettere da parte, temporaneamente, delle cose buone e per le quali ringraziamo Dio, per esprimere al Signore il nostro amore e il fatto che per noi Lui è il bene più importante. Questi piccoli sacrifici si aggiungono e danno carburante al desiderio di ogni cristiano di amare il prossimo concretamente, tramite quelle che nella tradizione cattolica sono chiamate le opere di misericordia.
La cosa sensazionale di questi fioretti è che, quando sono fatti con la volontà e il cuore, ci permettono di partecipare al sacrificio di Gesù per ciascuno di noi. Il Catechismo della Chiesa Cattolica infatti afferma: “L’unico sacrificio perfetto è quello che Cristo ha offerto sulla croce in totale oblazione all’amore del Padre e per la nostra salvezza (cfr. Eb 9, 13-14). Unendoci al suo sacrificio, possiamo fare della nostra vita un sacrificio a Dio” (CCC, 2100).
Ecco allora una lista di 60 piccoli atti di amore e mortificazioni che si possono sperimentare durante la Quaresima. Sono solo dei suggerimenti, e chiaramente il consiglio è di non farli tutti insiemi, ma sceglierne alcuni e variare nel tempo:
Piccoli atti di amore e mortificazioni sullo stile di vita (prima parte)
- Svegliarsi prima la mattina.
- Non posticipare la sveglia, alzarsi proprio quando suona.
- Fare una doccia fredda o lavare le mani con acqua fredda.
- Mangiare meno cibi che mi piacciono di più e più cibi che mi piacciono meno.
- Non sedersi sui mezzi pubblici.
- Non usare sale o zucchero.
- Non mangiare pane, cioccolato, patatine o il cibo preferito.
- Non fumare.
- Non bere alcol.
- Mangiare meno dolci.
- Non ordinare cibo con app di consegna a domicilio.
- Non comprare vestiti di cui non ho bisogno.
- Non bere una bevanda che amo e che consumo con frequenza.
- Non guardare o cercare subito tutto ciò che mi incuriosisce.
- Evitare il gossip.
- Vedere una puntata di una serie tv in meno.
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 15 al 22 febbraio 2026




