
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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PER RIFLETTERE…
Perché la Santa Messa è il centro della vita cristiana?
La Santa Messa non è soltanto un rito o un’abitudine domenicale: è il cuore pulsante della vita cristiana. In essa si rende realmente presente il sacrificio di Cristo sulla Croce, in modo incruento ma reale ed efficace. Attraverso la Messa si apre una porta al mistero della Redenzione, alla partecipazione alla Passione, Morte e Risurrezione di Gesù.
San Giovanni Paolo II disse: «L’Eucaristia fa la Chiesa.» (Ecclesia de Eucharistia, 21). Ma per comprendere davvero ciò che accade ad ogni Messa, dobbiamo riscoprire i suoi quattro fini essenziali: latreutico, eucaristico, impetratorio e propiziatorio. Questi termini antichi contengono verità vive e profondamente attuali, capaci di trasformare il nostro modo di credere e vivere.
I. Il fine latreutico: l’adorazione perfetta di Dio
Che cosa significa?
“Latreutico” deriva dal greco latreía, che significa culto, adorazione. È il primo e più fondamentale scopo della Messa: rendere gloria, lode e adorazione a Dio, come nostro Creatore e Signore.
Gesù, l’adoratore perfetto
Solo Gesù Cristo può offrire al Padre un’adorazione perfetta, poiché Egli è il Figlio eterno, consustanziale al Padre. Il suo sacrificio sulla Croce non è solo redenzione, ma anche somma adorazione: il Verbo fatto carne adora il Padre in totale obbedienza e amore.
«Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità.» (Giovanni 4,24)
Applicazione pratica: riscoprire il senso del sacro
La nostra cultura secolarizzata ha spesso perso il senso del sacro. Riduciamo la fede a richieste o doveri morali, dimenticando che il primo comandamento è amare Dio sopra ogni cosa (cfr. Mt 22,37). Partecipare alla Messa con spirito latreutico significa:
- Arrivare qualche minuto prima della Messa e raccogliersi in silenzio.
- Utilizzare i gesti del corpo (inginocchiarsi, inchinarsi…) per esprimere l’adorazione interiore.
- Offrire ogni Messa come atto di lode e di totale donazione a Dio.
II. Il fine eucaristico: il ringraziamento
Che cosa significa?
“Eucaristia” significa letteralmente ringraziamento. Nella Messa il fedele si unisce a Cristo per rendere grazie a Dio per tutti i suoi benefici, dalla creazione alla redenzione. Gesù, che ringrazia fino alla Croce. Nell’Ultima Cena, Gesù “rese grazie” prima di spezzare il pane e offrirlo come suo Corpo. Questo gesto semplice ma profondo ci dice che il sacrificio eucaristico è anche ringraziamento radicale. Cristo rende grazie al Padre, e insegna anche a noi a farlo con Lui.
«In ogni cosa rendete grazie: questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.» (1 Tessalonicesi 5,18)
Applicazione pratica: vivere la gratitudine
Viviamo in un mondo pieno di lamentele, confronti e insoddisfazione. Riscoprire l’Eucaristia come ringraziamento significa vivere una spiritualità della gratitudine. Prova a fare così:
- Al termine della Messa, fermati un momento per un ringraziamento personale.
- Ogni sera, ringrazia per almeno tre cose accadute durante la giornata.
- Prima della Comunione, prega con il Salmo 116: «Che cosa renderò al Signore per tutti i benefici che mi ha fatto?»
III. Il fine impetratorio: la supplica fiduciosa
Che cosa significa?
“Impetratorio” deriva dal latino impetrare = chiedere umilmente. La Messa è il luogo per presentare al Padre le nostre suppliche, per noi stessi, per gli altri, per la Chiesa e per il mondo. Ma non chiediamo da soli: è Cristo stesso che intercede per noi. Gesù, l’intercessore eterno Cristo è l’unico mediatore tra Dio e gli uomini (cfr. 1 Tm 2,5). Il suo sangue versato “parla più fortemente di quello di Abele” (cfr. Eb 12,24). Il suo sacrificio è una continua intercessione, che nella Messa si rende presente. «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto.» (Matteo 7,7)
Applicazione pratica: pregare con fiducia
Talvolta ci sembra che le nostre preghiere non vengano ascoltate. Ma ogni Messa è il momento più potente per presentare le nostre richieste al Padre. Alcuni suggerimenti:
- Scrivi prima della Messa le tue intenzioni e offrile spiritualmente durante l’offertorio.
- Offri regolarmente una Messa per un malato, un defunto o un’intenzione particolare.
- Coltiva la speranza: ciò che viene presentato nella Messa è ascoltato – forse non come immaginiamo, ma come Dio sa che è meglio.
IV. Il fine propiziatorio: espiazione dei peccati
Che cosa significa?
La Messa è anche sacrificio propiziatorio: significa che essa offre al Padre una soddisfazione perfetta per i nostri peccati e quelli del mondo intero. Solo Cristo può redimerci, ma noi possiamo unirci a Lui per offrire atti di riparazione.
Gesù, l’Agnello che toglie i peccati del mondo
Giovanni Battista chiama Gesù “l’Agnello di Dio” (cfr. Gv 1,29). Egli è il vero Agnello pasquale, che ci riconcilia con il Padre. La Croce è non solo amore, ma anche riparazione della giustizia: una soddisfazione che l’uomo da solo non potrebbe mai dare.
«Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.» (1 Giovanni 2,2)
Applicazione pratica: vivere lo spirito penitenziale
La Messa è una scuola di conversione. Chi vive questo aspetto propiziatorio:
- Si confessa con frequenza, perché il sacrificio di Cristo non sostituisce il pentimento, ma lo perfeziona.
- Offre le proprie sofferenze – lavoro, malattie, fatiche – unendole al sacrificio di Cristo.
- Prega con cuore contrito: «Il sacrificio gradito a Dio è uno spirito affranto; un cuore affranto e umiliato, tu, o Dio, non lo disprezzi.» (Salmo 51,19)
Domenica 1° marzo 2026
II di Quaresima anno A – Matteo 17,1-9
Oggi si raccolgono le offerte per i lebbrosi
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Zighetti Angelo; Cipolla Pierina, Lazzari Nino, Doldi Angela; Giovanetti Luisa e Def. Fam. De Stefani-Giovanetti; Scartabellati Giovanni, Grassi Romana e Raimondi Cominesi Francesco.
Ore 9.15 CAVENAGO: incontro di preghiera per i ragazzi della catechesi e divisione in gruppi
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo
Ore 16.45 CAVENAGO: Esposizione del Santissimo Sacramento
Ore 17.00 CAVENAGO: Vespro e Benedizione Eucaristica
Ore 17.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Antonia Leccardi; Foletti Pasquale, Rosa e Famiglia.
Lunedì 2 marzo
Ore 17.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Pro vivis: per i bimbi e le bimbe che vivono in luoghi di guerra; Def. Cabrini Francesca; Mariuccia e Adelchi; Leggeri Giovanna e defunti famiglia.
Martedì 3 marzo
Ore 14.30 CAVENAGO: corso di cucito in Oratorio (aperto a tutti coloro che vogliono imparare e che vogliono passare un pomeriggio insieme)
Ore 16.15 CAVIAGA: Via Crucis
Ore 17.00 CAVIAGA: Santa Messa
Int. Cimpean Nicola.
Mercoledì 4 marzo
Ore 16.15 – 16.50 CAVENAGO: Adorazione Eucaristica per le vocazioni
(a chi compie almeno 30 minuti di Adorazione Eucaristica, è concessa l’Indulgenza Plenaria)
Ore 17.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Barbieri Gianfranco e Francesco, Viganò Gioisa, Carmen, Silvia.
Giovedì 5 marzo
Ore 16.15 – 16.50 CAVENAGO: Adorazione Eucaristica per le vocazioni
(a chi compie almeno 30 minuti di Adorazione Eucaristica, è concessa l’Indulgenza Plenaria)
Ore 17.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Agnelli Antonia; Sartori Margherita (fatta celebrare da Anna e Simone Zighetti); Isabel Gentili; Comaschi Armido e Lucchini Daria.
Venerdì 6 marzo
Giorno di magro/astinenza
Ore 15.00 CAVENAGO: Via Crucis
Ore 16.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Grossi Angelo (fatta celebrare dalla classe 1946).
Ore 17.15 CAVENAGO: breve Via Crucis per i ragazzi della catechesi
Ore 20.45 CAVENAGO: Via Crucis
Sabato 7 marzo
Ore 9.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Famiglia Grossi Giuseppe e Lumeni Lucia.
Ore 17.00 CAVIAGA: Santa Messa celebrata da don Aniello Manganiello
Saranno presenti i pellegrini di Santiago de Compostela
Int.: Corrù Alessandro; Michele Negri; def. Fam. Soncini, Mercoli, Stella, Campus; Corrù Paolo e Pietro; Gazzola Giacomo (anniv.).
Domenica 8 marzo 2026
III di Quaresima anno A – Giovanni 4,5-42
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Baini Pina (fatta celebrare dalla classe 1942).
Ore 9.15 CAVENAGO: incontro di preghiera per i ragazzi della catechesi e divisione in gruppi
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Pro Populo
Ore 16.45 CAVENAGO: Esposizione del Santissimo Sacramento
Ore 17.00 CAVENAGO: Vespro e Benedizione Eucaristica
Ore 17.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Papetti Angela (anniversario); Foletti Pasquale, Guatterini Sergio, Bossi Angelo; Fortini Pietro, Corrù Gesuina e Angelo; Codecà Francesca (anniv.); Brugnoli Piera e def. Classe 1948.
Ore 18.30 BASIASCO: Incontro di catechesi adolescenti (1-5 sup.) interparrocchiale
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: offerte in più dalle intenzioni delle Messe: 20 € + 10 € + 5 € + 10 €; dalla lotteria: 45 €; N.N. 50 €; ricavo dalla vendita delle arance e dei biscotti: 98 €;
Pro Parrocchia di Caviaga: offerte in più dalle intenzioni delle Messe: 10 € + 10 € + 20 €; N.N.: 10 €; N.N. 20 €; ricavo dalla vendita delle arance e dei biscotti: 102 €;
Pro Santuario: ad onore della Madonna della Costa: N.N. 5 € + N.N. 3 €;
SPESE SOSTENUTE
Parrocchia di Cavenago: acquisto libri di testo per seminaristi Ucraini: 83,60 €;
Grazie a chi ha offerto la colazione per i ragazzi della catechesi in occasione della Giornata della Pace di Azione Cattolica; grazie a chi ha offerto la merenda per la festa del martedì grasso in oratorio; grazie a Maurizio Molinari per aver sistemato un mobile per la chiesa parrocchiale;
SUSSIDIO PER LA PREGHIERA QUOTIDIANA IN CASA
Dal sussidio 2026 Mimep-Docete
2° SETTIMANA
Davanti al Crocifisso di casa, accendete un cero e raccoglietevi in preghiera. (si può fare prima di cena oppure in un momento in cui tutti siano presenti; se qualcuno manca o non vuole esserci, tu rendilo presente nel cuore e prega per lui).
LUNEDÌ 2 marzo 2026
ASCOLTARE
† Dal Vangelo secondo Luca 6,36-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”.
MEDITARE
Il Vangelo di oggi ci insegna che la misura dell'amore è la misericordia. Che cos'è, e come possiamo viverla nelle nostre relazioni quotidiane? Per comprenderla, dobbiamo guardare a Colui che l’ha vissuta al cento per cento: Gesù. Egli è stato misericordioso verso tutti i peccatori. Per imparare a essere misericordiosi, dobbiamo innanzitutto riconoscere quanta misericordia ha usata Dio con noi. Quanti sbagli, cadute e ricadute... Sarebbe stato lecito se Egli ci avesse già abbandonato. La pazienza che Dio ci ha mostrato deve trasformarsi nella pazienza che mostriamo verso chi ci fa torto. Se viviamo nella consapevolezza della nostra debolezza, potremo comprendere e accogliere anche la debolezza altrui. Questa è la misericordia che ci viene chiesta. Purtroppo, oggi molti cristiani mancano di questa virtù fondamentale e si fanno carnefici degli altri. Giudicano con asprezza, privi di amore cristiano. Non è questo l'esempio che ci ha lasciato Gesù. Riflettiamo oggi su come trattiamo il prossimo e impegniamoci a essere più misericordiosi e comprensivi.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…
Impegno
Durante tutta la giornata di oggi impegnati ad essere misericordioso e comprensivo nelle situazioni che incontrerai.
MARTEDÌ 3 marzo 2026
ASCOLTARE
† Dal Vangelo secondo Matteo 23, 1-12
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati "rabbi" dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare "rabbi", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
MEDITARE
Chi sono i farisei di oggi? Sono coloro che guardano la pagliuzza nell'occhio del prossimo e non vedono la trave nel proprio. Potremmo fare molti esempi, ma forse ci siamo abituati anche noi a vedere il male negli altri giustificandolo in noi stessi. E più facile condannare l'altro che assumersi la colpa. Possiamo dirlo con serenità: i farisei siamo anche noi, caro lettore, siamo io e te. Cosa fare dopo aver accettato questa verità? Piangerci addosso o prendercela con il mondo intero? No. Dopo aver compreso il problema, dobbiamo imparare a essere più umili con noi stessi e meno giudicanti verso gli altri. Il fariseo che abbiamo dentro deve rendersi conto che la conversione inizia da lui, dai suoi sbagli e dalle sue cadute. Solo dopo esserci rialzati dalla nostra caduta avremo la sapienza per aiutare qualcun altro ad alzarsi. Solo allora il fariseo interiore diventerà grande e sarà esaltato da Dio.
Impariamo dal Vangelo a essere piccoli e a cercare la semplicità nelle relazioni.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…
Impegno
Aiuta qualcuno nel fare qualcosa, oppure in famiglia fare una cosa tutti insieme (preparare la tavola….)
MERCOLEDÌ 4 marzo 2026
ASCOLTARE
† Dal Vangelo di Matteo 20, 17-28
Mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
MEDITARE
Ogni volta che leggo questo passo del Vangelo, risuonano in me le parole di Papa Francesco all'inizio del suo pontificato: "Il vero potere è il servizio". Tutta la sua vita sul soglio di Pietro ha dimostrato questa verità. Il suo papato e stato un servizio continuo ai poveri e ai bisognosi, insegnandoci a essere una Chiesa in uscita e a metterci a disposizione di tutti. Come possiamo vivere il potere come servizio nella nostra quotidianità? Dobbiamo agire all'opposto della madre dei figli di Zebedeo: non anteponiamo la grandezza che il mondo offre al compito che ci è affidato. Chi cerca solo gli "applausi a scena aperta" per il bene compiuto non troverà mai vera soddisfazione. Al contrario, servire gli altri e e deve essere la fonte di una grande gioia e pace interiore. Impariamo dal Vangelo ad assumere il posto che Dio ci ha assegnato, senza desiderare altro, nemmeno ciò che sembra emotivamente più appagante o promette gratificazioni effimere. A lungo termine, una vita vissuta in questo modo ci lascerà vuoti e ci priverà della gioia di vivere.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…
Impegno
Un servizio verso qualcuno (aiuto in casa, visitare una persona ammalata, un gesto di gentilezza o sostegno, oppure aiutare la Caritas parrocchiale con generi di prima necessità…).
GIOVEDÌ 5 marzo 2026
ASCOLTARE
† Dal Vangelo secondo Luca 16, 19-31
«C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero mori e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma".
Ma Abramo rispose: "Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi". E quello replicò: "Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento".
MEDITARE
Il Vangelo di oggi ci invita a meditare su un grande problema dei nostri tempi: la mancanza di empatia. Al ricco non importava nulla del povero Lazzaro; lo guardava con totale indifferenza, se mai lo guardava. suo unico scopo era vivere la vita "al cento per cento", ma si può davvero chiamare vita" il vissuto di un uomo così? Quante persone vivono oggi nell'indifferenza, chiudendo gli occhi di fronte ai bisogni altrui? Credono di non aver bisogno di nessuno per essere felici e, così facendo, sprecano la loro esistenza nella più crudele solitudine. Questa è stata l'esperienza del ricco epulone: solo dopo la morte comprende di aver sprecato sia la vita terrena che quella eterna. Vorrebbe tornare indietro e vivere diversamente, ma ormai è troppo tardi. Riflettiamo oggi sulla nostra indifferenza. Prendiamo la ferma decisione di cambiare questo stile di vita e di diventare più attenti ai bisogni degli altri, La Quaresima è il tempo propizio: è il tempo per fare elemosina, per ascoltare chi non è ascoltato e per amare chi non è amato.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…
Impegno
Medita oggi su quanto sei attento ai bisogni degli altri e correggi l'inclinazione all'indifferenza verso i bisogni degli altri.
VENERDÌ 6 marzo 2026
ASCOLTARE
† Dal Vangelo secondo Matteo 21, 33-43. 45
«Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio!". Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: "Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!". Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: "La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi"? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
MEDITARE
La parabola del Vangelo di oggi è la sintesi della vita terrena di Gesù. Egli è la pietra scartata dai costruttori che è diventata la pietra angolare nella costruzione della Chiesa, il nuovo Popolo di Dio. Con questa breve ma efficace parabola, Gesù lancia un segnale d'allarme che, purtroppo, non viene accolto. Grazie al Suo sacrificio per la vigna, noi oggi possiamo raccogliere i frutti della Chiesa universale. Forse oggi diamo per scontato il grande sacrificio che Gesù ha compiuto per la Sua Chiesa. Ci appare ovvio che sia morto per noi, essendo quella la sua missione. Eppure, non possiamo dimenticare l'immensa sofferenza legata a quel sacrificio, una sofferenza che si prolunga nel tempo ogni volta che l'amore viene calpestato dall'odio. Ancora oggi, pietra Gesù" viene scartata dai "costruttori del mondo".
Preghiamo oggi per il mondo e la Chiesa. Offriamo a Dio le sofferenze di Gesù e le nostre, affinché cessino le guerre, le violenze e l'indifferenza. Il mondo può essere salvato solo da Dio. Per questo, dobbiamo pregare incessantemente.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…
Impegno
Fare di magro ai pasti (per chi può pane e acqua), partecipare alla Via Crucis.
SABATO 7 marzo 2026
ASCOLTARE † Dal Vangelo secondo Luca 15, 1-3. 11-32
«Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: "Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta". Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, parti per un paese lontano e la sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: "Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati". Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: "Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". Ma il padre disse ai servi: "Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato".
MEDITARE
La parabola del figlio prodigo può essere chiamata la parabola della vita dell'uomo, anzi, la parabola della mia vita. L'uomo è il figlio prodigo in molti momenti: desidera la libertà e la prende nelle proprie mani, vivendo la vita a modo suo. Una libertà mal gestita porta sempre a conseguenze dolorose: sofferenza, vuoto esistenziale e mancanza di senso. La libertà, così intesa, diventa la nostra prigione fortificata. L'uomo di oggi è invitato a seguire l'esempio del figlio: decidere di riprendere in mano la propria vita e tornare al Padre. Questa è l'unica soluzione per ritrovare sé stessi. Meditando il Vangelo, decidiamoci a convertire il cuore tornando alla casa del Padre, che è la Chiesa. È qui che troviamo gli aiuti necessari per essere accolti nelle Sue braccia: i Sacramenti. Torniamo alla partecipazione sentita della Santa Messa, al Sacramento della Confessione, all'adorazione e alla preghiera. Vedremo che, pian piano, la nostra esistenza prenderà un nuovo sentiero, pieno di senso. Potremo rallegrarci col Padre e fare festa per la vita ritrovata, diventando, finalmente, davvero liberi.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…
Impegno
La vista al Santuario della Madonna della Costa, oppure raccogliersi in preghiera e affidarsi all’intercessione di Maria, con la preghiera del Rosario. (se in famiglia almeno una decina detta insieme). Rileggi la parabola del figlio prodigo e applicala alla tua vita prendendo le decisioni che ti aiuteranno a ritornare pienamente dal Padre.
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 1 al 8 marzo 2026




