Davanti al Crocifisso di casa, accendete un cero e raccoglietevi in preghiera. (si può fare prima di cena oppure in un momento in cui tutti siano presenti; se qualcuno manca o non vuole esserci, tu rendilo presente nel cuore e prega per lui). 

 

Quarta domenica di Quaresima
Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; 
le cose vecchie sono passate;  ecco, ne sono nate di nuove  (2Cor 5,17) 

C’è bisogno di cristiani che rendano visibile agli uomini di oggi la misericordia di Dio, la sua tenerezza per ogni creatura. Sappiamo tutti che la crisi dell’umanità contemporanea non è superficiale, è profonda. Per questo la nuova evangelizzazione, mentre chiama ad avere il coraggio di andare controcorrente, di convertirsi dagli idoli all’unico vero Dio, non può che usare il linguaggio della misericordia, fatto di gesti e di atteggiamenti prima ancora che di parole. La Chiesa in mezzo all’umanità di oggi dice: venite a Gesù, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e troverete ristoro per la vostra vita (cf. Mt 11,28-30). Venite a Gesù. Lui solo ha parole di vita eterna. Il Figlio di Dio è «uscito» dalla sua condizione divina ed è venuto incontro a noi. Incontrare tutti, perché tutti abbiamo in comune l’essere creati a immagine e somiglianza di Dio. Possiamo andare incontro a tutti, senza paura e senza rinunciare alla nostra appartenenza.

(Omelia, 14 ottobre 2013) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

Oggi è la domenica In Laetare, e cioè della gioia per l’avvicinarsi della prossima Pasqua. Cerca di portare un po’ di gioia dove sei; un sorriso, una parola buona, un aiuto….

 

Lunedì della quarta settimana di Quaresima

 Ecco, [...] io creo nuovi cieli e nuova terra; 
non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente, 
poiché si godrà e si gioirà sempre di quello che sto per creare, 
poiché creo Gerusalemme per la gioia, e il suo popolo per il gaudio  (Is 65,17-18) 

Siamo noi il sogno di Dio che, da vero innamorato, vuole cambiare la nostra vita. Per amore appunto. A noi chiede solo di avere la fede per lasciarlo fare. E così possiamo solo piangere di gioia davanti a un Dio che ci «ri-crea». Parecchie volte abbiamo parlato di queste due creazioni di Dio: la prima, quella che è stata fatta in sei giorni, e la seconda, quando il Signore «rifà» il mondo, rovinato dal peccato, in Gesù Cristo. Abbiamo detto tante volte che questa seconda è più meravigliosa della prima. Infatti, la prima è già una creazione meravigliosa; ma la seconda, in Cristo, è ancor più meravigliosa. In sostanza, il Signore pensa a quello che farà, pensa che lui, lui stesso sarà nella gioia con il suo popolo. È come se fosse un sogno del Signore, come se il Signore «sognasse» di noi: come sarà bello quando ci troveremo tutti insieme, quando ci troveremo là o quando quella persona, quell’altra, quell’altra camminerà...

(Omelia Santa Marta, 16 marzo 2015)

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

Fare le cose di sempre con uno spirito nuovo, il servizio, l’impegno, il lavoro, lo studio cui si è chiamati, svolgerlo con umilità, volgendo il pensiero alla Santa Famiglia di Nazareth…..

 

Martedì della quarta settimana di Quaresima 

Vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, [...]
e dove giungono quelle acque, risanano,
e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà (Ez 47,1.9) 

La misericordia non è contraria alla giustizia ma esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un’ulteriore possibilità per ravvedersi, convertirsi e credere. L’esperienza del profeta Osea ci viene in aiuto per mostrarci il superamento della giustizia nella direzione della misericordia. L’epoca di questo profeta è tra le più drammatiche della storia del popolo ebraico. Il Regno è vicino alla distruzione; il popolo non è rimasto fedele all’alleanza, si è allontanato da Dio e ha perso la fede dei Padri. Secondo una logica umana, è giusto che Dio pensi di rifiutare il popolo infedele: non ha osservato il patto stipulato e quindi merita la dovuta pena, cioè l’esilio. Le parole del profeta lo attestano: «Non ritornerà al paese d’Egitto, ma Assur sarà il suo re, perché non hanno voluto convertirsi» (Os 11,5). Eppure, dopo questa reazione che si richiama alla giustizia, il profeta modifica radicalmente il suo linguaggio e rivela il vero volto di Dio: «Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all’ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Efraim, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò da te nella mia ira» (11,8-9). Sant’Agostino, quasi a commentare le parole del profeta dice: «E più facile che Dio trattenga l’ira più che la misericordia». E proprio così. L’ira di Dio dura un istante, mentre la sua misericordia dura in eterno.

(Misericordiae vultus, n. 21)

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

Oggi c’è la S. Messa delle 6.30 a Cavenago e delle 17.00 a Caviaga, provare a partecipare, oppure visitare una chiesa sostare in preghiera.

 

Mercoledì della quarta settimana di Quaresima 

 Misericordioso e pietoso è il Signore, 
lento all'ira e grande nell'amore. 
Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature  (Salmo 144) 

E lo stesso accadde a Paolo, anche se in modo diverso. Paolo da giovane era nemico dei cristiani, e quando Cristo risorto lo chiamò sulla via di Damasco la sua vita fu trasformata: capì che Gesù non era morto, ma vivo, e amava anche lui, che era suo nemico! Ecco l’esperienza della misericordia, del perdono di Dio in Gesù Cristo: questa è la buona notizia, il vange lo che Pietro e Paolo hanno sperimentato in se stessi e per il quale hanno dato la vita. Misericordia, perdono! Il Signore sempre ci perdona, il Signore ha misericordia, è misericordioso, ha un cuore misericordioso e ci aspetta sempre. Che gioia credere in un Dio che è tutto amore, tutto grazia! Questa è la fede che Pietro e Paolo hanno ricevuto da Cristo e hanno trasmesso alla Chiesa. Lodiamo il Signore per questi due gloriosi testimoni, e come loro lasciamoci conquistare da Cristo, dalla misericordia di Cristo.

(Angelus, 28 giugno 2013) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…

Impegno

Questa sera alle 21.00 c’è il Rosario presso la famiglia Mirani – Borsotti, in Via Trattati di Roma, 6, provare a partecipare, oppure recitare almeno una decina del Rosario in casa.

 

Giovedì della quarta settimana di Quaresima 

 Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: 
sono proprio esse che danno testimonianza di me.
Ma voi non volete venire a me per avere vita  (Gv 5,39-40) 

«Dalla parola del Signore furono fatti i cieli» (Sal 33,6). Così ci viene indicato che il mondo proviene da una decisione, non dal caos o dalla casualità, e questo lo innalza ancora di più. Vi è una scelta libera espressa nella parola creatrice. L’universo non è sorto come risultato di un’onnipotenza arbitraria, di una dimostrazione di forza o di un desiderio di autoaffermazione. La creazione appartiene all’ordine dell’amore. [...] Così, ogni creatura è oggetto della tenerezza del Padre, che le assegna un posto nel mondo. Perfino l’effimera vita dell’essere più insignificante è oggetto del suo amore, e in quei pochi secondi di esistenza, egli lo circonda con il suo affetto. Diceva san Basilio Magno che il Creatore è anche «la bontà senza calcolo», e Dante Alighieri parlava de «l’amor che move il sole e l’altre stelle». Perciò, dalle opere create si ascende «fino alla sua amorosa misericordia».

(Laudato sì, n. 77)

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno

 Leggere e riflettere circa il testo sul Bollettino parrocchiale che parla dell’esame di coscienza.

 

Venerdì della quarta settimana di Quaresima 

Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò:
«Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. 
Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero,
e voi non lo conoscete, io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato  (Gv 7,28-29) 

Siamo amati da Dio, che è nostro Padre e che ha inviato il suo Figlio Gesù per farsi vicino a ciascuno di noi e salvarci. Ha inviato Gesù a salvarci, a perdonarci tutto, perché lui sempre perdona: lui sempre perdona, perché è buono e misericordioso. Tre parole: accoglienza, festa e missione. Queste parole non siano solo un ricordo di ciò che è avvenuto a Rio, ma siano anima della nostra vita e di quella delle nostre comunità. (Udienza generale, 4 settembre 2013). L’essenziale del vangelo è la misericordia. Dio ha inviato suo Figlio, Dio si è fatto uomo per salvarci, cioè per darci la sua misericordia. «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36). Misericordia. E allora la Chiesa si comporta come Gesù. Non fa lezioni teoriche sull’amore, sulla misericordia. Non diffonde nel mondo una filosofia, una via di saggezza.

(Udienza generale, 10 settembre 2014)

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno 

Oggi è giorno di magro e di astinenza. Partecipare ad una delle Via Crucis oppure alla Messa in latino alle 20.30 al Santuario.

 

Sabato della quarta settimana di Quaresima 

 Costui è il Cristo!  (Gv7,41) 

La settimana santa è un tempo di grazia che il Signore ci dona per aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita, delle nostre parrocchie - che pena tante parrocchie chiuse! - dei movimenti, delle associazioni, e «uscire» incontro agli altri, farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede. Uscire sempre! E questo con amore e con la tenerezza di Dio, nel rispetto e nella pazienza, sapendo che noi mettiamo le nostre mani, i nostri piedi, il nostro cuore, ma poi è Dio che li guida e rende feconda ogni nostra azione. Gesù non vive questo amore che conduce al sacrificio in modo passivo o come un destino fatale; certo non nasconde il suo profondo turbamento umano di fronte alla morte violenta, ma si affida con piena fiducia al Padre. Gesù si è consegnato volontariamente alla morte per corrispondere all’amore di Dio Padre, in perfetta unione con la sua volontà, per dimostrare il suo amore per noi. Sulla croce Gesù «mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,20). Ciascuno di noi può dire: mi ha amato e ha consegnato se stesso per me. Ciascuno può dire questo «per me».

(Udienza generale, 27 marzo 2013) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Impegno 

La vista al Santuario della Madonna della Costa, oppure raccogliersi in preghiera e affidarsi all’intercessione di Maria con il Santo Rosario.


 PREGHIERA

Anima di Cristo, santificami, Corpo di Cristo, salvami. 
Sangue di Cristo, inebriami, acqua del costato di Cristo, lavami. 
Passione di Cristo, confortami. 
Oh buon Gesù, esaudiscimi. Nelle tue piaghe, nascondimi.

Non permettere che io sia separato da Te. Dal nemico maligno difendimi.
Nell'ora della mia morte chiamami,  e comandami di venire a Te, 
perché con i tuoi Santi ti lodi,  nei secoli dei secoli.  Amen.