Davanti al Crocifisso di casa, accendete un cero e raccoglietevi in preghiera. (si può fare prima di cena oppure in un momento in cui tutti siano presenti; se qualcuno manca o non vuole esserci, tu rendilo presente nel cuore e prega per lui).  

SUSSIDIO PER LA PREGHIERA NEL TEMPO DI QUARESIMA 

Davanti al Crocifisso di casa, accendete un cero e raccoglietevi in preghiera (si può fare prima di cena oppure in un momento in cui tutti siano presenti; se qualcuno manca o non vuole esserci, tu rendilo presente nel cuore e prega per lui). 

Domenica delle Palme
Umiliò se stesso (Fil 2,8) 

Questa parola ci svela lo stile di Dio e, di conseguenza, quello che deve essere del cristiano: l’umiltà. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai! Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio: Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà. In questa settimana che ci conduce alla Pasqua, noi andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù. E solo così sarà «santa» anche per noi! Questa è la via di Dio, la via dell’umiltà. È la strada di Gesù, non ce n’è un’altra. E non esiste umiltà senza umiliazione. Percorrendo fino in fondo questa strada, il Figlio di Dio ha assunto la «condizione di servo» (Fil 2,7). In effetti, umiltà vuol dire anche servizio, vuol dire lasciare spazio a Dio spogliandosi di se stessi, «svuotandosi», come dice la Scrittura (cf. Fil 2,7). Questa - svuotarsi - è l’umiliazione più grande. 

(Omelia, 29 marzo 2015) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…

Impegno

Penso alla Passione del Signore, al suo cammino verso il Calvario, alla sua sofferenza e alla sua morte in croce. Metto il Crocifisso in un luogo dove si possa vedere bene e lo abbellisco coi rami di ulivo. 

Lunedì santo
Gridò a gran voce:  «Lazzaro, vieni fuori!» (Gv 11,43) 

Tutti noi abbiamo dentro alcune zone, alcune parti del nostro cuore che non sono vive, che sono un po’ morte; e alcuni hanno tante parti del cuore morte, una vera necrosi spirituale! E noi quando abbiamo questa situazione ce ne accorgiamo, abbiamo voglia di uscirne, ma non possiamo. Soltanto il potere di Gesù, il potere di Gesù, è capace di aiutarci a uscire da queste zone morte del cuore, queste tombe di peccato, che tutti noi abbiamo. Tutti siamo peccatori! Ma se noi siamo molto attaccati a questi sepolcri e li custodiamo dentro di noi e non vogliamo che tutto il nostro cuore risorga alla vita, diventiamo corrotti e la nostra anima incomincia a dare, come dice Marta, «cattivo odore» (Gv 11,39), l’odore di quella persona che è attaccata al peccato. E la Quaresima è un po’ per questo. Perché tutti noi, che siamo peccatori, non finiamo attaccati al peccato, ma possiamo sentire quello che Gesù ha detto a Lazzaro: «Gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori!”» (Gv 11,43).

(Omelia, 6 aprile 2014)

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria… 

Interrogativi

Dov'è la parte morta della mia anima? Dov'è la mia tomba? Pensate, un minutino, tutti in silenzio. Pensiamo: qual è quella parte del cuore che si può corrompere, perché sono attaccato ai peccati o al peccato o a qualche peccato? E togliere la pietra, togliere la pietra della vergogna e lasciare che il Signore ci dica, come ha detto a Lazzaro: «Vieni fuori!». (Omelia, 6 aprile 2014)

Mi preparo con l’esame di coscienza alla santa Confessione pasquale; sia il momento della verità di fronte a Dio; del riconoscersi fragili e peccatori ma amati; del chiamare con il loro nome i peccati, le paure….per chiederne perdono….

 

Martedì santo
In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà (Gv 13,21) 

Dio ha messo sulla croce di Gesù tutto il peso dei nostri peccati, tutte le ingiustizie perpetrate da ogni Caino contro suo fratello, tutta l’amarezza del tradimento di Giuda e di Pietro, tutta la vanità dei prepotenti, tutta l’arroganza dei falsi amici. Era una croce pesante, come la notte delle persone abbandonate, pesante come la morte delle persone care, pesante perché riassume tutta la bruttura del male. Tuttavia, è anche una croce gloriosa come l’alba di una notte lunga, perché raffigura in tutto l’amore di Dio che è più grande delle nostre iniquità e dei nostri tradimenti. Nella croce vediamo la mostruosità dell’uomo, quando si lascia guidare dal male; ma vediamo anche l’immensità della misericordia di Dio che non ci tratta secondo i nostri peccati, ma secondo la sua misericordia. Di fronte alla croce di Gesù, vediamo quasi fino a toccare con le mani quanto siamo amati eternamente; di fronte alla croce ci sentiamo «figli» e non «cose» o «oggetti», come affermava san Gregorio Nazianzeno rivolgendosi a Cristo.

(Discorso, 18 aprile 2014) 

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…

Preghiera

O nostro Gesù, guidaci dalla croce alla risurrezione e insegnaci che il male non avrà l'ultima parola, ma l'amore, la misericordia e il perdono. 0 Cristo, aiutaci a esclamare nuovamente: «Ieri ero crocifisso con Cristo; oggi sono glorificato con lui. Ieri ero morto con lui, oggi sono vivo con lui. Ieri ero sepolto con lui, oggi sono risuscitato con lui». (Discorso, 18 aprile 2014)

 

Mercoledì santo
 Signore Dio mi ha aperto l'orecchio  e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro (Is 50,5) 

 Vivere la settimana santa seguendo Gesù vuol dire imparare a uscire da noi stessi per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell’esistenza, muoverci noi per primi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, soprattutto quelli più lontani, quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione, di consolazione, di aiuto. C’è tanto bisogno di portare la presenza viva di Gesù misericordioso e ricco di amore! Gesù entra in Gerusalemme per compiere l’ultimo passo, in cui riassume tutta la sua esistenza: si dona totalmente, non tiene nulla per sé, neppure la vita (Udienza generale, 27 marzo 2013). L’uomo vive dentro di sé il dramma di non accettare la salvezza di Dio, perché vorrebbe essere salvato «a modo suo». E Gesù arriva persino a piangere per questa «resistenza» dell’uomo, riproponendo sempre la sua misericordia e il suo perdono.

(Omelia Santa Marta, 3 ottobre 2014)

Impegno

Non è mai l'apparente tranquillità ad appagare il nostro cuore, ma la vera pace che è dono di Dio. Non si deve mai cercare il «compromesso» facile, né si devono praticare facili «irenismi». Solo il discernimento ci salva dal vero sradicamento, dalla vera «soppressione» del cuore, che è l'egoismo, la mondanità, la perdita del nostro orizzonte, della nostra speranza, che è Gesù, che è solo Gesù. (Omelia, 27 settembre 2014)

 Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…

 

Giovedì santo
Se dunque io, il Signore e il Maestro,  ho lavato i vostri piedi, 
anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri (Gv 13,14) 

Questo è commovente. Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli. Pietro non capiva nulla, rifiutava. Ma Gesù gli ha spiegato. Gesù - Dio - ha fatto questo! E lui stesso spiega ai discepoli: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come ho fatto io» (Gv 13,12-15). È l’esempio del Signore: lui è il più importante e lava i piedi, perché fra noi quello che è il più alto deve essere al servizio degli altri. Come prete e come vescovo devo essere al vostro servizio. Ma è un dovere che mi viene dal cuore: lo amo. Amo questo e amo farlo perché il Signore così mi ha insegnato. Ma anche voi, aiutateci: aiutateci sempre. L'un l’altro. E così, aiutandoci, ci faremo del bene.

(Omelia, 28 marzo 2013)

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria…

Impegno

Partecipo alla celebrazione della Messa nella Cena del Signore, alle ore 20.30 a Cavenago 

E questo è un simbolo, è un segno, no? Lavare i piedi è: «lo sono al tuo servizio». E anche noi, fra noi, non è che dobbiamo lavare i piedi tutti i giorni l'uno all'altro, ma che cosa significa questo? Che dobbiamo aiutarci, l'un l'altro. A volte mi sono arrabbiato con uno, con un'altra... ma... lascia perdere, lascia perdere, e se ti chiede un favore, fatelo. Aiutarci l'un l'altro: questo Gesù ci insegna e questo è quello che io faccio, e lo faccio di cuore, perché è mio dovere. (Omelia, 28 marzo 2013)

 

Venerdì santo
Gesù disse: «È compiuto!».
E, chinato il capo, consegnò lo spirito (Gv 19,30) 

Vivere la settimana santa è entrare sempre più nella logica di Dio, nella logica della croce, che non è prima di tutto quella del dolore e della morte, ma quella dell'amore e del dono di sé che porta vita. È entrare nella logica del Vangelo. Seguire, accompagnare Cristo, rimanere con lui esige un «uscire», uscire. Uscire da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi, che finiscono per chiudere l’orizzonte dell'azione creativa di Dio. Dio è uscito da se stesso per venire in mezzo a noi, ha posto la sua tenda tra noi per portarci la sua misericordia che salva e dona speranza.

Anche noi, se vogliamo seguirlo e rimanere con lui, non dobbiamo accontentarci di restare nel recinto delle novantanove pecore, dobbiamo «uscire», cercare con lui la pecorella smarrita, quella più lontana. Ricordate bene: uscire da noi, come Gesù, come Dio è uscito da se stesso in Gesù e Gesù è uscito da se stesso per tutti noi.

(Udienza generale, 27 marzo 2013) 

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo …

… perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo 

Impegno

È il giorno della contemplazione del Cristo in Croce…. Visito la chiesa, partecipo alle celebrazioni del pomeriggio o della sera… i pasti siano sobri, cerchiamo di aiutare i figli e i nipoti a entrare in questa ottica…

 

PREGHIERA PER IL VENERDI' SANTO
scritta dal pontefice Paolo VI 

Siamo qui, o signore Gesù.
Siamo venuti come i colpevoli ritornano sul luogo del delitto,
siamo venuti come colui che Ti ha seguito, ma Ti ha anche tradito,
tante volte fedeli e tante volte infedeli, siamo venuti  per riconoscere il misterioso rapporto fra i nostri peccati e la Tua Passione: l'opera nostra e l'opera Tua, siamo venuti per batterci il petto,
per domandarti perdono, per implorare la Tua misericordia,
siamo venuti  perchè sappiamo che Tu puoi, che Tu vuoi perdonarci, perchè Tu hai espiato per noi.
Tu sei la nostra redenzione e la nostra speranza. 

 

Sabato santo 

È il tempo del silenzio….è il tempo nel quale siamo chiamati a fermarci a comprendere l’amore del Signore che si è donato per noi. Visito la chiesa, mi soffermo davanti all’immagine del Cristo morto. Se non posso uscire recito il Santo Rosario. Aiutiamo noi stessi e chi ci sta accanto a trovare tempo per sostare in preghiera. 

La veglia pasquale sarà alle ore 21.30 a Cavenago d’Adda


 PREGHIERA

Anima di Cristo, santificami, Corpo di Cristo, salvami. 
Sangue di Cristo, inebriami, acqua del costato di Cristo, lavami. 
Passione di Cristo, confortami. 
Oh buon Gesù, esaudiscimi. Nelle tue piaghe, nascondimi.

Non permettere che io sia separato da Te. Dal nemico maligno difendimi.
Nell'ora della mia morte chiamami,  e comandami di venire a Te, 
perché con i tuoi Santi ti lodi,  nei secoli dei secoli.  Amen.