
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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PER RIFLETTERE…
Santità è
L'impegno di ogni giorno vissuto con gioia.
La forza di sorridere anche nei momenti più duri.
Dio incontrato in ogni istante della vita.
Accoglienza incondizionata di ogni fratello.
Preghiera che si incarna nella vita e vita che diventa preghiera.
Impegno perché la giustizia sia realtà per tutti.
Dono semplice del proprio essere.
Accogliere ogni minuto come dono di Dio e ringraziare di cuore.
Credere che Dio accompagna e benedice ogni nostra azione, ogni nostro pensiero.
E' il coraggio della verità, della libertà, della giustizia.
E' costruire la pace attraverso i piccoli gesti di ogni giorno.
E' lasciare che la Parola di Dio illumini la nostra vita.
E' il paradiso raggiunto nel quotidiano.
E' gratuità, generosità, condivisione.
E' dare senza aspettarsi di ricevere.
È ricevere con stupore e riconoscenza.
La fiera del giorno dei morti
(Tonino Lasconi, Popotus, 30/10/2004)
La visita al cimitero, pensieri, preghiere e fiori per i nostri cari che non ci sono più: un incontro che non si esaurisce il 2 novembre.
Amo i cimiteri. Ci vado spesso. Non solo in quelli dove riposano i miei cari ma anche in quelli che incontro viaggiando. Sono un luogo dove mi piace riflettere, meditare, pregare. Questo perché amo la vita. Il pensiero dei defunti mi ricorda, senza ombra di dubbio, che la vita è un passaggio, spesso, purtroppo, breve. Per questo va vissuta senza sprecarne un solo istante con la noia, con la banalità, con la volgarità, con ciò che può rattristarla, impoverirla, metterla in pericolo.
Quando sono lì, penso: «Se ci ricordassimo sempre che non vivremo cinquemila anni, saremmo più saggi. Adopereremmo meglio le nostre capacità, i nostri sentimenti, il nostro tempo, i nostri soldi, i nostri giorni». Metto dei fiori nelle tombe dei miei cari e in quelle abbandonate dai parenti. I fiori - lo so - non servono ai defunti, ma a me. A noi.
Sono un segno bellissimo che dice: «Da questa morte rinasce una vita nuova, più bella e profumata di prima». E prego. La preghiera serve ai defunti e a noi.
Ci ricorda che, tra noi e loro, gli affetti, la compagnia, l'amicizia continuano, perché davanti a Dio siamo tutti contemporanei, ci abbraccia tutti con un unico sguardo.
E noi camminiamo tutti insieme verso di lui, aiutandoci l'un l'altro. Volete che una madre non cammini ancora accanto ai suoi figli rimasti quaggiù? Che un amico non ti rimanga accanto? Nemmeno a pensarci! Quando esco dal cimitero, mi sento ricaricato, stimolato a vivere con più grinta e intensità. Non però negli ultimi giorni di ottobre e nei primi di novembre. In questi giorni non vado più al cimitero, perché l'ultima volta che l'ho fatto ho creduto di trovarmi in una fiera: chiacchiericcio, confusione, risate, paragoni sciocchi tra le tombe e i fiori più belli, curiosità stupide, telefonini che squillano dappertutto, commento sul costo dei fiori... Uno spettacolo triste! Sapete cosa farei? Chiuderei i cimiteri dal 25 ottobre all'8 di novembre. Perché quelli che ci vanno per amore dei defunti e di se stessi ci andrebbero comunque durante l'anno, ogni volta che possono. Quelli «della fiera» se ne starebbero a casa loro. Meglio così! Tanto, andare in un cimitero per non pensare, per non pregare, per non meditare non serve né ai defunti né tanto meno ai vivi.
Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre 2021 si passerà dall'ora legale all'ora solare. Le lancette dell'orologio dovranno essere spostate indietro di 60 minuti e si guadagnerà in questo modo un'ora di sonno.
Domenica 31 ottobre
XXX del Tempo Ordinario anno B
Ore 9.15 CAVENAGO: accoglienza sul sagrato, dei ragazzi della catechesi
Ore 9.30 CAVENAGO: S. Messa dei ragazzi della catechesi e famiglie - a seguire incontro
Int. Pro populo
Ore 10.45 CAVENAGO: S. Messa
Int………………….
Ore 15.30 CAVENAGO: S. Battesimo di Delia Maria Corrù
Ore 17.00 CAVENAGO: canto dei Primi Vespri della solennità di Tutti i Santi
Ore 17.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Oriele Cattaneo e Giampietro e Sante Geroni; Zancarli Iolanda; Massè Abele, Lino e Fam.; Soffientini Giuseppe e Giuseppina, Cavenaghi Angelo, Valter, Giuditta, Capra Agostino, Giovanna, Domenica; Famiglia Maraboli Giovanna, Francesca; Moretti Emilio; Folletti Vittorio e Mezza Maria; De Angeli Felice; Malacarne Angela, Rocco, Baruffini Bruna e figli.
Lunedì 1 novembre
Solennità di Tutti i Santi
Ore 9.30 CAVIAGA: S. Messa
Int. Pro populo
Ore 10.45 CAVENAGO: S. Messa
Int. Vailati Alfredo e Giuseppe; Grossi Gabriele
Ore 15.00 CIMITERO DI CAVENAGO: S. Rosario (in caso di maltempo in chiesa)
Ore 15.30 CIMITERO DI CAVENAGO: S. Messa (in caso di maltempo in chiesa)
Int. Monsignor Luigi Vaccari, don Felice Esposti, don Bruno Negretto, don Franco Bertolotti; Moretti Emilio, Primo e Caterina; Zaninelli Piera e Carlo; Grossi Giovanni e Tullio; Camia Pietro e Famiglia; Cisari Mario, Luigi, Cattaneo Angela, monsignor Attilio e monsignor Virginio Fogliazza, Giuseppe Fogliazza, Anelli Natalina; Foletti Francesca (Nina, anniversario), Cappellini Battista e Angela, Facchi Alberto, Barbati Andrea e Cagni Francesca; Defunti Famiglie Doldi, Roboli e Figli; Corrù Antonio; Coniugi Doldi e Figli; Pino Lanzani, Facchi Natale; Bertazzoli Celestina, Montoldi Santino, Francesco, Giacomina; Cassinelli Rosa, Canevari Ernesto; Bernasconi Angelo e Assunta Fiollini; Rita Taloni; Bracchi Guerina;
iniziativa parrocchiale: ACCENDI UN CERO ALLA TUA FINESTRA
Per celebrare Cristo luce del mondo, per ricordare i nostri defunti…. (alle 20.30)
N.B. La Penitenzieria Apostolica, su speciale mandato di Sua Santità Papa Francesco, stabilisce che anche per il 2021, per evitare assembramenti laddove fossero proibiti si possa ottenere:
a.- l’Indulgenza plenaria per quanti visitino un cimitero e preghino per i defunti anche soltanto mentalmente, stabilita di norma solo nei singoli giorni dal 1° all’8 novembre, può essere trasferita ad altri giorni dello stesso mese fino al suo termine. Tali giorni, liberamente scelti dai singoli fedeli, potranno anche essere tra loro disgiunti;
b.- l’Indulgenza plenaria del 2 novembre, stabilita in occasione della Commemorazione di tutti i fedeli defunti per quanti piamente visitino una chiesa o un oratorio e lì recitino il “Padre Nostro” e il “Credo”, può essere trasferita non solo alla domenica precedente o seguente o al giorno della solennità di Tutti i Santi, ma anche ad un altro giorno del mese di novembre, a libera scelta dei singoli fedeli.
Gli anziani, i malati e tutti coloro che per gravi motivi non possono uscire di casa, ad esempio a causa di restrizioni imposte dall’autorità competente per il tempo di pandemia, onde evitare che numerosi fedeli si affollino nei luoghi sacri, potranno conseguire l’Indulgenza plenaria purché, unendosi spiritualmente a tutti gli altri fedeli, distaccati completamente dal peccato e con l’intenzione di ottemperare appena possibile alle tre consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), davanti a un’immagine di Gesù o della Beata Vergine Maria, recitino pie orazioni per i defunti, ad esempio le Lodi e i Vespri dell’Ufficio dei Defunti, il Rosario Mariano, la Coroncina della Divina Misericordia, altre preghiere per i defunti più care ai fedeli, o si intrattengano nella lettura meditata di uno dei brani evangelici proposti dalla liturgia dei defunti, o compiano un’opera di misericordia offrendo a Dio i dolori e i disagi della propria vita.
Martedì 2 novembre
Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti
Ore 10.00 CIMITERO DI CAVENAGO: S. Messa (in caso di maltempo in chiesa)
Int. Zuccari Irene;
Ore 14.30 CAVENAGO: corso di cucito in Oratorio
Ore 15.00 CAVIAGA: S. Messa in chiesa e processione al Cimitero
Int. Per tutti i defunti
Ore 20.45 CAVENAGO: S. Messa
Int. Folletti Pietro, Mariuccia, Maddalena, Francesco, Defunti Famiglia Miragoli; Donati Teresa in Fortini; Grecchi Emilio, Lucia e Giovanni; Pancotti Francesco e Codecà Francesca; Maggi Giuseppe e Cabrini Margherita; Scartabellati Giovanni e Fam. Marazzi;
Gli orari delle celebrazioni di questa settimana subiscono delle variazioni. L’Ottava dei defunti a Cavenago si teneva tradizionalmente alla sera di ogni giorno, ma vista la situazione si è optato per avere due celebrazioni alla sera dopo cena (martedì e giovedì), due celebrazioni al pomeriggio (mercoledì e venerdì) e una celebrazione al mattino (sabato). Grazie per la pazienza e a chi vorrà partecipare.
Mercoledì 3 novembre
Ottavario dei defunti
Ore 15 – 15.45 CAVENAGO: Adorazione Eucaristica
(a chi compie almeno 30 minuti di Adorazione Eucaristica, è concessa l’Indulgenza Plenaria)
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Fontana Daniele e Rosina; Zacchetti Aldo, Montoldi Francesca; Ventura Sergio.
Giovedì 4 novembre
San Carlo Borromeo
Ore 9 – 10 CAVENAGO: Lodi, Adorazione Eucaristica
(a chi compie almeno 30 minuti di Adorazione Eucaristica, è concessa l’Indulgenza Plenaria)
Ore 20.30 CAVENAGO: S. Messa e Adorazione Eucaristica sino alle 21.30
Int. Belloni Giancarlo; Gianfranco Barbieri e Defunti Famiglia; Mantegazza Giuditta, Brivio Maria, Dedè Giuseppe, Donati Mariarita, Vailati Giacomo.
Venerdì 5 novembre
Memoria della traslazione delle reliquie di San Bassiano da Lodi Vecchio a Lodi
Ore 16.00 CAVENAGO: S. Messa
Int. Famiglie Bossi, Tacconi, Vailati; Montoldi Santino e Famiglia; Ambrogia e Rosetto Maggi; Delfina e Primo Cecchi.
Ore 16.30 CAVENAGO: Incontro del Maresciallo dei Carabinieri della Stazione di Cavenago con la popolazione (in particolare gli anziani) per parlare delle truffe e dei raggiri ai danni dei più deboli che si stanno verificando nel lodigiano. Tutti sono invitati
Sabato 6 novembre
Ore 9.00 SANTUARIO: S. Messa
Int. Ferla Antonio e Famiglia; Defunti Classe 1936; Marcenaro Enrico.
Ore 17.00 CAVIAGA: S. Messa prefestiva
Int. Gazzola Giacomo, Giuseppina, Antonia, Alberto e Luisa.
Ore 20:30 CAVENAGO: S. Messa prefestiva
Int. Lazzari Nino, Zighetti Angelo, Cipolla Pierina; Corrù Alessandro.
Domenica 7 novembre
XXXII del Tempo Ordinario anno B
Ore 9.15 CAVENAGO: accoglienza sul sagrato, dei ragazzi della catechesi
Ore 9.30 CAVENAGO: S. Messa dei ragazzi della catechesi e famiglie- a seguire incontro
Int. Pro populo
Ore 10.45 CAVENAGO: S. Messa
Int. Per i caduti di tutte le guerre e per Grossi Gabriele (f.c. dalla Associazione Combattenti, Reduci e Simpatizzanti); Filini Francesco e Mariangela; Ferla Maria, Corrù Luigia.
Ore 17.00 CAVENAGO: canto dei Vespri
Ore 17.30 CAVENAGO: S. Messa
Int. Leggeri Giuseppina; Def. Famiglia Giazzi e Montoldi; Def. Classe 1941; Branca Nella.
CARITAS PARROCCHIALE
Gli alimenti di cui abbiamo bisogno sono: PASTA, PASSATA DI POMODORO. Grazie a chi potrà e vorrà aiutare!
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia di Cavenago: dalle coppie degli Anniversari di Matrimonio 255 €; dalla cassettina presso la cartolibreria Maietti: 50 €; N.N. 50 €; N.N. 10 €; dalla visita agli ammalati 30 €;
Per il tetto: N.N. 20 €; N.N. 20 €; N.N. 15 €; N.N. 50 €;
ad onore della Madonna della Costa: N.N. 100 €; N.N. 30 €;
ceri al Sacro Cuore e al Crocifisso: N.N. 5 €;
Pro Parrocchia di Caviaga: dalle coppie degli Anniversari di Matrimonio 180 € (grazie anche per aver offerto i fiori per l’altare maggiore); dalla cassettina presso la panetteria: 20 €; per i candelieri di San Giuseppe: 12 €;
per le spese di stampa del Bollettino: N.N. 10 €;
SPESE SOSTENUTE
Parrocchia di Cavenago: prima rata tinteggiatura aule catechesi 1.000 € (il lavoro è stato eseguito nel 2020 e messo in pagamento quest’anno); acquisto di due portaombrelli per il Santuario: 190 €; fiori per la chiesa parrocchiale: 35 €;
Parrocchia di Caviaga: prima rata sistemazione busti reliquiari 1.000 €;
Grazie a chi ha donato due palloni di cuoio per l’Oratorio; grazie a chi ha pulito le cappelle cimiteriali a Cavenago e a Caviaga, dove si celebra l’Eucarestia; grazie a chi si è preso cura delle tombe dei Sacerdoti; grazie a chi ha donato delle mascherine per la Parrocchia e per l’Oratorio;
VISITA AGLI AMMALATI
Il parroco in queste settimane sta compiendo la visita agli ammalati e anziani; chi fosse a conoscenza di persone che desiderano incontrarlo, è pregato di avvisare in Parrocchia.
BISCOTTI….PER LE PARROCCHIE…..
Il 30 e 31 ottobre, sui sagrati delle chiese, ci sarà la vendita di biscotti “meini” e “oss da mort” il cui ricavato andrà per le opere parrocchiali.
SISTEMAZIONE STATUE DI CAVIAGA
Le statue della Beata Vergine Maria Immacolata e di Gesù Bambino sono state consegnate al restauratore e quanto prima inizieranno i lavori. Il costo globale preventivato è di 500 €. In chiesa a Caviaga si può trovare il cartellone con disegnate delle tessere, corrispondenti ciascuna ad una quota della sistemazione (pari a 10 €). Grazie a coloro che vorranno contribuire al recupero di queste immagini sacre.
APPROFONDIMENTI SUL SINODO…..
CATECHESI: “Chiesa è nome che sta per Sinodo” prima parte (S. Giovanni Crisostomo)
A cura di don Guglielmo Cazzulani , professore del Seminario diocesano
Introduzione
La prassi sinodale si è progressivamente diradata nel corso del secondo millennio della Chiesa latina fino a quando – era l’anno 1965 – papa Paolo VI istituì il Sinodo dei Vescovi. Il Concilio Vaticano II non si era ancora concluso e il Papa avvertiva l’esigenza di coinvolgere un numero sempre più ampio di soggetti nel processo di discernimento e di guida della Chiesa. La scelta di papa Paolo VI manifestava anche un certo coraggio: il Concilio infatti aveva fino ad allora speso solo poche battute intorno al tema della sinodalità, limitandosi a raccomandare una progressiva ripresa dei sinodi provinciali e regionali. Non è un caso che fino agli anni Sessanta la parola “Sinodo” sia sostanzialmente sinonimo della parola “Concilio”.
Solo successivamente la parola assumerà la connotazione che normalmente oggi le riconosciamo, indicando un consesso caratteristico del corpo ecclesiale, riunione nella quale dei fedeli designati sono chiamati ad esprimere il loro consiglio su alcune questioni di interesse comune. Dunque, fu papa Paolo VI a restituire onore e credito a questa parola. Per la verità, l’intuizione del papa grande traghettatore del Concilio non nasceva dal nulla: essa, infatti, presupponeva l’ecclesiologia del Vaticano II, soprattutto la riscoperta di alcune immagini di Chiesa che sarebbero poi diventate abbastanza comuni nel sentire ecclesiale. Se unico è il timoniere, la barca di Pietro ha in qualche misura bisogno della collaborazione di tutti, e ogni marinaio ha diritto di parola per segnalare un pericolo o per raccontare vicende che possono sfuggire a chi ha l’incombenza di seguire troppi problemi. Il recente documento della Commissione teologica internazionale dedicato al tema della sinodalità ricorda come il “consensus Ecclesiae” non sia mai superfluo. Citando San Cipriano di Cartagine, si può affermare che nella Chiesa nulla si fa senza il vescovo; però non si fa nulla anche senza il consiglio delle persone più sagge, e soprattutto senza il consenso del popolo di Dio . Ricordando questi passaggi decisivi del cammino della Chiesa contemporanea, papa Francesco, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi, affermava che: «dobbiamo proseguire su questa strada. Il mondo in cui viviamo, e che siamo chiamati ad amare e servire anche nelle sue contraddizioni, esige dalla Chiesa il potenziamento delle sinergie in tutti gli ambiti della sua missione. Proprio il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio» .
Le affermazioni sono inderogabili: non esiste altro modo di essere Chiesa e di formare la Chiesa che vivere l’esperienza della sinodalità. Se il secondo millennio della storia della Chiesa ha conosciuto momenti di spiccato verticismo, il terzo millennio non vede altra via per la compagine ecclesiale che quella di camminare insieme, nell’ascolto reciproco, nella condivisione, nella creazione di sinergie.
L’affermazione della sinodalità
Che queste affermazioni non siano rimaste sulla carta, è un po’ sotto gli occhi di tutti. In questi anni si è registrata una progressiva capillarizzazione dell’esercizio sinodale. Nel post-concilio l’esperienza della sinodalità non ha riguardato solamente i vescovi uniti con il Papa, ma tutti i cristiani, in ogni ordine e grado. Non è un caso che, dopo la celebrazione del Vaticano II, l’esperienza sinodale abbia ripreso vigore anche a livello diocesano, rinverdendo una prassi che rischiava di restare sopita. È oggi abbastanza frequente, nel frastagliato panorama delle Chiese locali, la notizia di diocesi che avviano il lungo iter di consultazione e di confronto che poi sfocia nella celebrazione di un sinodo. Ma al di là di questo avvenimento specifico, che comunque presenta un aspetto di eccezionalità, è abbastanza normale nelle chiese locali e nelle parrocchie vivere periodici momenti di confronto e di condivisione. Il calendario annuale delle parrocchie e delle diocesi prevede, a cadenza regolare, l’appuntamento di Consigli che hanno il compito di offrire un discernimento sulla situazione che una comunità sta attraversando, e di sostenere un processo di decisione comunitaria. Nel tentativo di trovare una definizione, si è dato a questi strumenti il nome di “organismi di partecipazione”. L’epoca in cui un parroco poteva affermare di essere nella sua parrocchia “Papa, Re e qualche volta Spirito santo” è così alle spalle. Nella Chiesa ci si parla. Le parrocchie non sono lo spazio di “one man show”, dove il parroco (o qualche laico: perché la malattia colpisce trasversalmente ogni categoria di fedeli) si sente in obbligo di fare un po’ tutto. Un documento pastorale degli anni Settanta precisava che il pastore ha il “carisma della sintesi” e non la “sintesi dei carismi”.
La differenza è quella che intercorre tra un bravo direttore d’orchestra, che cerca di intervenire quel tanto che basta nell’esecuzione di uno spartito, e l’orchestra di Totò, che non potendo fare affidamento su altri, alla fine carica tutto sulle sue spalle: dalla grancassa alla fisarmonica. Se lo spettacolo di un comico che da solo riesce a suonare tutto è divertente, non si può però concludere che la sua esecuzione sia di qualità.
Camminare insieme
Nella riscoperta del tema della sinodalità, ha dato sicuramente un grande apporto la rivisitazione delle fonti bibliche. Le comunità cristiane descritte negli scritti neotestamentari conoscevano una potentissima efflorescenza di carismi, di doni, di profezie. San Paolo qualche volta guarda compiaciuto le sue comunità e conclude che ad esse non manca alcun carisma. E pensare che probabilmente si trattava di agglomerati umani piccolissimi, composti da poche centinaia (se non addirittura decine) di persone, dove però tutti avvertivano il dovere di partecipare e di intervenire. È vero che le lettere paoline ci testimoniano anche la collisione dei carismi e la fatica di tenere tutto insieme, però nessun apostolo ha mai accarezzato l’idea di disfarsi degli altri, per mandare avanti tutto quanto da solo. Chi fa da sé, in questo caso, non fa per tre; anzi impoverisce una grazia che feconda un po’ tutti. La comunità di fratelli che condividono il Vangelo è dunque una compagine di uomini che camminano insieme. Se la complessità delle relazioni, e i diversi ruoli rivestiti, impongono che questa comunità sia ordinata fino a dotarsi di un organigramma, essa però non può venire interpretata come una sorta di piramide dove vige il principio dell’obbedienza cieca e dove il potere si esercita in maniera arbitraria e assoluta.
La Chiesa è “syn-odos”, camminare insieme sulla via, come suggerisce l’affascinante etimologia del termine. Una parola rappresenta l’asse portante di un sinodo: l’ascolto. Papa Francesco dice che un sinodo si realizza veramente non dove si parla tanto, ma dove ci si ascolta tanto: questo è il primo esercizio da applicare in ogni riunione ecclesiale. Non si tratta di un talk-show, e nemmeno di un’assemblea dove tutti si parlano addosso. Un sinodo nasce quando ci si apre al diverso, al fratello che non la pensa come me o che legge i problemi sotto un’altra prospettiva. Ciascuno è portatore di una ispirazione da parte dello Spirito Santo, e questa ispirazione va in qualche misura salvata, difesa, rispettata. Nelle comunità monastiche vige il principio di ascoltare anche l’ultimo novizio appena arrivato sebbene sembri il meno esperto: in realtà spesso è quello che vede le problematiche con maggior chiarezza. Certo ci sarà poi una responsabilità diversa, e qualcuno dovrà pur tirare le fila di tante discussioni, ma il popolo di Dio ha diritto a condividere le mozioni dello Spirito. Ha scritto papa Francesco: «Una Chiesa sinodale è 5 una Chiesa dell’ascolto, nella consapevolezza che ascoltare “è più che sentire”. È un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare. Popolo fedele, Collegio episcopale, Vescovo di Roma: l’uno in ascolto degli altri; e tutti in ascolto dello Spirito Santo, lo «Spirito della verità» (Gv 14,17), per conoscere ciò che Egli “dice alle Chiese” (Ap 2,7)». Papa Francesco avverte tanto forte questa esigenza da ricordare nell’esortazione apostolica Evangeli gaudium che la Chiesa latina deve mettersi in osmosi con i cristiani d’Oriente, per apprendere da loro qualcosa circa forma pratica della Chiesa: «nel dialogo con i fratelli ortodossi, noi cattolici abbiamo la possibilità di imparare qualcosa di più sul significato della collegialità episcopale e sulla loro esperienza della sinodalità. Attraverso uno scambio di doni, lo Spirito può condurci sempre di più alla verità e al bene» . È l’unica volta, nell’esortazione apostolica che sta ispirando il pontificato di papa Francesco, in cui si menziona esplicitamente la parola “sinodalità”, ma tale citazione lascia emergere il desiderio di una Chiesa che sogna una strutturazione diversa, in qualche misura più fedele al Vangelo.

Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 31 ottobre al 7 novembre 2021




