CAMMINIAMO INSIEME

Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda

Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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PER RIFLETTERE…
La porta piccola è sempre aperta 

Intorno alla stazione principale di una grande città, si dava appuntamento, ogni giorno e ogni notte, una folla di relitti umani: barboni, ladruncoli, marocchini e giovani drogati.

Di tutti i tipi e di tutti i colori. Si vedeva bene che erano infelici e disperati. Barbe lunghe, occhi cisposi, mani tremanti, stracci, sporcizia. Più che di soldi, avevano tutti bisogno di un po' di consolazione e di coraggio per vivere; ma queste cose oggi non le sa dare quasi più nessuno.

Colpiva, tra tutti, un giovane, sporco e con i capelli lunghi e trascurati, che si aggirava in mezzo agli altri poveri naufraghi della città come se avesse una sua personale zattera di salvezza. Quando le cose gli sembravano proprio andare male, nei momenti di solitudine e di angoscia più nera, il giovane estraeva dalla sua tasca un bigliettino unto e stropicciato e lo leggeva. Poi lo ripiegava accuratamente e lo rimetteva in tasca.

Qualche volta lo baciava, se lo appoggiava al cuore o alla fronte. La lettura del bigliettino faceva effetto subito. Il giovane sembrava riconfortato, raddrizzava le spalle, riprendeva coraggio.

Che cosa c'era scritto su quel misterioso biglietto? Sei piccole parole soltanto: "La porta piccola è sempre aperta". Tutto qui.

Era un biglietto che gli aveva mandato suo padre. Significava che era stato perdonato e in qualunque momento avrebbe potuto tornare a casa. E una notte lo fece. Trovò la porta piccola del giardino di casa aperta. Salì le scale in silenzio e si infilò nel suo letto. Il mattino dopo, quando si sveglio, accanto al letto, c'era suo padre. In silenzio, si abbracciarono.

Il biglietto misterioso spiega che c'è sempre una piccola porta aperta per l'uomo. Può essere la porta del confessionale, quella della chiesa o del pentimento. E là sempre un Padre che attende. Un Padre che ha già perdonato e che aspetta di ricominciare tutto daccapo. 

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La benedizione di Dio non è né ricchezza né salute né fortuna, ma semplicemente la luce: luce interiore, luce per camminare e scegliere, luce da gustare. Dio benedice con la luce: vale a dire ponendoti accanto persone dal volto e dal cuore di luce. Cui dire: mi basta vederti. Per sapere che Dio c'è, che Dio è luce. E il tuo cuore ti dirà che tu sei fatto per la luce.“  

padre Ermes Ronchi, in “Il volto dei volti: Cristo” a cura dell'Istituto Internazionale di Ricerca sul Volto di Cristo, Editrice Velar, Gorle, 2004, p. 86.


 

Domenica 7 novembre
XXXII del Tempo Ordinario anno B

Ore 9.15      CAVENAGO: accoglienza sul sagrato, dei ragazzi della catechesi 

Ore 9.30   CAVENAGO: S. Messa dei ragazzi della catechesi e famiglie - a seguire incontro

Int.      Pro populo     

Ore 10.45   CAVENAGO:  S. Messa

Int.      Per i caduti di tutte le guerre e per Grossi Gabriele (f.c. dalla Associazione Combattenti, Reduci e Simpatizzanti); Filini Francesco e Mariangela; Ferla Maria, Corrù Luigia; Tria Emilia e Cisari Renato. 

Ore 17.00  CAVENAGO: canto dei Vespri 

Ore 17.30  CAVENAGO: S. Messa

Int.      Leggeri Giuseppina; Def. Famiglia Giazzi e Montoldi; Def. Classe 1941; Branca Nella.

  

Lunedì 8 novembre 

Ore 16.00   CAVENAGO:  S. Messa

Int.      Donati Lorenzo; Sambusida Giuseppe. 

Ore 18.00   CAVENAGO:  Riunione del Consiglio di Azione Cattolica Parrocchiale

 

Martedì 9 novembre
Festa della dedicazione della Basilica Lateranense 

Ore 14.30     CAVENAGO: corso di cucito in Oratorio (aperto a tutti coloro che vogliono imparare e che vogliono per passare un pomeriggio insieme) 

Ore 15.30   CAVENAGO:  Incontro di catechesi ragazzi/e di seconda media 

N.B. Con oggi, le Sante Messe feriali a Caviaga si celebrano alle ore 16, nel saloncino del Centro Sole. 

Ore 16.00   CAVIAGA: S. Messa

Int.      Defunti Famiglia Passerini Siena.

 

Mercoledì 10 novembre
San Leone Magno papa 

Ore 15 – 15.45     CAVENAGO: Adorazione Eucaristica

(a chi compie almeno 30 minuti di Adorazione Eucaristica, è concessa l’Indulgenza Plenaria) 

Ore 16.00   CAVENAGO: S. Messa

Int.      Donati Gianni e Elena; Generani Giovanni Battista; Strepponi Renato, Malusardi Piera.

 

Giovedì 11 novembre
San Martino di Tours

Ore 9.15 a Lodi, presso il Seminario diocesano, Incontro per la Terza età promosso dall’Azione Cattolica. Il tema sarà: le nuove povertà e le risorse degli anziani. 

Ore 20.30  CAVENAGO: S. Messa

Int.      Per gli iscritti vivi e defunti della Pro Sacerdotio; Cabrini Roberto, Marina, Giovanni e Annamaria.

 

Venerdì 12 novembre
San Giosafat, Vescovo e martire

Ore 16.00  CAVENAGO: S. Messa

Int.      Per le anime più abbandonate del Purgatorio; Montoldi Francesca, Fortini Costante e Gozzi Piera; Corrù Alfredo e Famiglia; Corrù Giuseppina e Luigi; Corrù Maria e Famiglia; Strepponi Renato.

 

Sabato 13 novembre
Santa Francesca Cabrini 

Ore  9.00   AL SANTUARIO: S. Messa

Int.      Marcenaro Mario; Giovanetti Luisa e Defunti Famiglia De Stefani, Giovanetti; Bertuzzi Angelo e Domenico. 

Ore 15-16 CAVENAGO: SANTE CONFESSIONI 

Ore 17.00 CAVIAGA: S. Messa prefestiva

Int.      Corsini Giovanna e De Gregori Bruno; Vailati Giovanni, Maria, figli, generi, nuore. 

Ore 20.30 CAVENAGO: S. Messa prefestiva

Int. Villa Gianluigi (f. c. dall’amico Angelo Pastori); Def. Fam. Serra, Giovanetti, Raimondi; Tenca Giovanni; Zacchetti Guido.

 

Domenica 14 novembre
XXXIII del Tempo Ordinario anno B

Ore 9.15      CAVENAGO: accoglienza sul sagrato, dei ragazzi della catechesi 

Ore 9.30   CAVENAGO: S. Messa dei ragazzi della catechesi e famiglie- a seguire incontro

Int.      Pro populo     

Ore 10.45   CAVENAGO:  S. Messa

Int.      Grossi Gabriele; Vailati Giuseppe e fratelli 

Ore 17.00  CAVENAGO: canto dei Vespri 

Ore 17.30  CAVENAGO: S. Messa.  

Int.      Bravi Giacomo, Violante e Famiglia Bossi; Lazzari Mario, Gianni ed Emma; Corrù Primo e Fam.


OFFERTE RICEVUTE

Pro Parrocchia di Cavenago:  N.N. per le necessità della chiesa 35 €; dalla vendita delle torte che hanno preparato le cuoche: 190 €;  

Per il tetto: N.N. 50 €; dalla vendita dei biscotti: 510,70 €; 

ad onore della Madonna della Costa: N.N. 5 €; N.N. 200 €; 

ceri al Sacro Cuore e al Crocifisso: N.N.  per gli ammalati 5 €; 

Pro Parrocchia di Caviaga: N.N. 50 €; N.N. 50 €; dalla lotteria 90 €; dalla vendita dei biscotti: 200 €; per la sistemazione delle statue di Maria Immacolata e di Gesù Bambino: 120 €; 

per le spese di stampa del Bollettino:  N.N. 5,50 €;  N.N. 10 €;

SPESE SOSTENUTE 

Parrocchia di Cavenago:  4 ͣ  rata finestre chiesa parrocchiale 10.000 €; 

Parrocchia di Caviaga: 2 ͣ  rata tetto ex casa sacrestano: 2.000 €; 

Grazie alle cuoche che preparano sempre ottime torte e grazie a chi le ha richieste e acquistate: il ricavato è servito per pagare i nuovi portaombrelli del Santuario (190€); grazie a chi ha confezionato una tovaglia in onore di San Giuseppe per la chiesa di Cavenago; grazie a chi ha confezionato una tovaglia per l’altare maggiore di Caviaga; grazie a chi ha preparato, a chi ha venduto e a chi ha acquistato i biscotti messi in vendita per sostenere le Parrocchie; grazie a chi dona i fiori per le varie chiese delle Parrocchie; 

MESSALINO 2022

Le Parrocchie offrono anche per quest’anno la possibilità di abbonarsi al messalino quotidiano bimestrale edito da “Shalom”; sono 6 numeri annuali e il costo dell’abbonamento per il prossimo anno è di 18,90 € (confidando di raccogliere 30 nominativi). Chi fosse interessato contatti il Parroco. 

ASSOCIAZIONE PRO SACERDOTIO CHRISTI

Nella nostra Parrocchia è attiva questa Associazione che ha come scopo principale la preghiera per le Vocazioni Sacerdotali, per i Sacerdoti e la vicinanza al Seminario Diocesano (luogo in cui studiano e si formano i giovani in cammino verso il sacerdozio). Gli iscritti si impegnano quotidianamente o settimanalmente a partecipare alla Santa Messa, alla Adorazione Eucaristica, oppure da casa se anziani o infermi, ad offrire la loro preghiera per queste intenzioni. In questo mese di novembre si raccolgono le quote di iscrizione annuali, pari a 12 €, di cui 10 € vanno al Seminario che manda ad ogni iscritto il giornalino bimestrale, e 2 € per far celebrare Sante Messe. Chi fosse interessato contatti il Parroco. 

FESTE E RIUNIONI IN ORATORIO

L’Oratorio mette a disposizione alcuni ambienti per tenere riunioni o feste di compleanno; chi fosse interessato contatti il parroco. 

PRENOTAZIONE SANTE MESSE PER L’ANNO 2022

Da lunedì 8 novembre è possibile prenotare le Sante Messe per le Parrocchie di Cavenago e Caviaga.

Le Sante Messe si celebrano sia per i vivi che per i defunti. Al termine delle Messe feriali il parroco è disponibile ad ricevere le prenotazioni. Per chi lavorasse o non avesse altra possibilità, può consegnare, in busta chiusa, un foglio al parroco o presso l’Oratorio, dove dovranno comparire: le intenzioni per le Messe ( i nomi o le indicazioni per le Messe pro vivis), le date e ogni altra annotazione utile, insieme ad un numero di telefono per eventuali comunicazioni. 

N. B. Per le intenzioni di Sante Messe che si consegnano durante l’anno, è opportuno portarle almeno dieci giorni prima della data in cui si desidera vengano applicate, così facendo si aiuta coloro che preparano il bollettino, grazie!


APPROFONDIMENTI SUL SINODO….. 

CATECHESI: “Chiesa e` nome che sta per Sinodo”      seconda parte
                              (S. Giovanni Crisostomo)

A cura di don Guglielmo Cazzulani , professore del Seminario diocesano 

Quo vadis, Domine?

Che si stia aprendo la stagione della “democrazia” nella Chiesa? La parola, benché benedetta, può indurre qualche fraintendimento. Anzitutto perché nella Chiesa le forme democratiche non sono mai state del tutto assenti, perfino in tempi in cui la società era segnata dall’assolutismo e dal totalitarismo. Ci sono diocesi che per secoli hanno nominato i loro vescovi in riunioni molto somiglianti ai nostri sinodi; monasteri che da sempre eleggono i loro abati; papi che vengono eletti nella votazione in conclave. L’e sperienza comunionale non è un’invenzione del Concilio Vaticano II: in qualche misura è stata sempre presente sia pure in forme diverse nella storia e nella vita della Chiesa. Tutti i documenti e i numerosi studi che stanno affluendo in questi ultimi anni sul tema della sinodalità cercano di rilevare questa evidenza. Parlando di “democrazia”, la questione è un’altra, e in termini molto approssimativi potrebbe essere esplicitata con questa domanda: chi comanda nella Chiesa? Qualcuno si affretterebbe a rispondere: “il Papa!”; altri invece a controbattere: “Il popolo di Dio!”. In realtà nessuno comanda nella Chiesa, e il criterio della rappresentanza non può essere impiegato come principio di partecipazione ecclesiale. La Chiesa non è una società che si struttura autonomamente, fondando istituzioni, emanando leggi, organizzandosi in maniera del tutto indipendente a partire da uno statuto o da una costituzione. La Chiesa è invece un’esperienza di discepolato. Per questa ragione quando nella Chiesa si deve prendere una decisione o compiere una scelta, la domanda a cui rispondere non è “Cosa facciamo?”, semmai: “Dove ci vuole Gesù?”. Nella Chiesa non obbedisce solo qualcuno, ma obbediscono tutti, perché è il Signore a dettare le tappe e le mete del cammino. Quando Pietro, il primo papa, vuol fare di testa sua e spiega a Gesù che non deve scendere a Gerusalemme, si sente apostrofare dal Maestro di stare al suo posto. L’episodio avviene nei pressi di Cesarea di Filippo, in territorio pagano, ed è uno dei brani più clamorosi del Vangelo. Dunque, anche i Papi nella Chiesa obbediscono. Eccoci, dunque, al vero cuore di un Sinodo. Quando un’assemblea si riunisce in un’aula per discutere di problemi che riguardano tutti, lì avviene qualcosa di molto diverso rispetto a ciò che capita in un normale parlamento. Quella riunione, anche se fosse animata da discussioni focose, per un cristiano è importante perché in essa vi è la presenza del Cristo stesso. I sinodi sono sempre caratterizzati da una dimensione pneumatologica. Non ha forse assicurato Gesù che, laddove ci sono due o tre persone che si riuniscono nel suo nome, lui sarebbe stato in mezzo a loro? Questa è la ragione per cui le assemblee sinodali hanno un bisogno essenziale di liturgia. I padri sinodali non partecipano ad una 7 santa messa inaugurale come se fosse un rito dovuto, giusto per supplicare la buona riuscita dei lavori: partecipano all’Eucaristia perché l’assemblea sia, attraverso l’azione dello Spirito, luogo della presenza di Gesù. Ecco perché un sinodo rimane nella storia di una Chiesa: non tanto e non solo per delle leggi canoniche che condizioneranno il suo cammino futuro, ma perché è stata un’esperienza di grazia, che in qualche misura corroborerà la sua vita e il suo destino. 

La ricezione di un Sinodo

 Infine, non guasta spendere una parola sulla ricezione di un Sinodo. Un’assemblea sinodale si svolge in un periodo determinato, con alcune sessioni dove i partecipanti hanno il tempo e la possibilità di confrontarsi su diversi temi di vita ecclesiale. Al termine dei lavori, alla Chiesa diocesana verrà consegnato un libro sinodale che, nell’interpretazione più diffusa, non è un libro il cui autore unico è il vescovo, semmai è un documento che, sotto la guida del pastore, un’intera assemblea sinodale consegna alla Chiesa locale. Terminato un Sinodo, comincia il tempo in cui la grazia e le decisioni di questo avvenimento si spandono nella vita della Chiesa.

Non si tratta di norme da applicare freddamente alla vita delle parrocchie, ma di una grazia che chiede di distendersi sempre di più. Perché – non dimentichiamolo mai – un Sinodo non è un conciliabolo di gente che negozia decisioni, ma un evento dello Spirito. E lo Spirito sarà presente materialmente nella vita di tante comunità dove magari solo pochi membri sono stati fisicamente presenti all’assemblea sinodale, ma che comunque partecipano della sua grazia. Così comincerà il delicato momento dell’accoglienza di un Sinodo perché non rimanga lettera morta. La ricezione di un Sinodo non è mai obbedienza passiva, ma continua opera di interpretazione e di attualizzazione delle sue norme e del suo spirito. Perché un Sinodo è un momento importante nel cammino di una Chiesa, un momento che va accolto e fatto proprio, ma non è l’estenuazione della sua vita. Dopo aver incontrato il Risorto, si scopre che Gesù 8 è sempre un po’ altrove: bisogna compiere un viaggio, tornare in Galilea, ricordare le parole che lui ha pronunciato, applicarle ad una missione che non si poteva prevedere in anticipo. Ma il ricordo di una comunione, di un cammino che si è percorso insieme, renderà i cristiani chiaroveggenti: saranno capaci di intuire le tracce di Dio su un terreno quotidiano che spesso ci sembra così anonimo e così spoglio.


PREGHIERA DI SAN GASPARE:  le sette offerte

  1. Eterno Padre, Ti offriamo il Sangue

Preziosissimo che Gesù versò sulla croce e

ogni giorno offre sull’altare, per la gloria del

tuo santo nome, per l’avvento del tuo regno

e per la salvezza di tutte le anime.

     Gloria al Padre…

     Sia sempre benedetto e ringraziato Gesù,

     che col suo Sangue ci ha salvato.

  1. Eterno Padre, Ti offriamo il Sangue

Preziosissimo che Gesù versò sulla Croce e

ogni giorno offre sull’altare per la propaga-

zione della Chiesa, per il Sommo Pontefice,

i Vescovi, i Sacerdoti, i Religiosi e per la san-

tificazione del popolo di Dio.

    Gloria al Padre…

    Sia sempre benedetto…

  1. Eterno Padre, Ti offriamo il Sangue

Preziosissimo che Gesù versò sulla Croce e

ogni giorno offre sull’altare per la conversione dei peccatori, per l’ amorosa adesione

alla tua parola e per l’unità di tutti i cristiani.

     Gloria al Padre…

     Sia sempre benedetto…

  1. Eterno Padre, Ti offriamo il Sangue

Preziosissimo che Gesù versò sulla Croce e ogni

giorno offre sull’altare per l’autorità civile, per

la moralità pubblica e per la pace e la giusti-

zia dei popoli.

     Gloria al Padre…

     Sia sempre benedetto…

  1. Eterno Padre, Ti offriamo il Sangue

Preziosissimo che Gesù versò sulla Croce e

ogni giorno offre sull’altare per la consacrazione del lavoro e del dolore, per i poveri e

gli infermi, i tribolati e per tutti coloro che

confidano nelle nostre preghiere.

     Gloria al Padre…

     Sia sempre benedetto…

  1. Eterno Padre, Ti offriamo il Sangue

Preziosissimo che Gesù versò sulla Croce e

ogni giorno offre sull’altare per le nostre necessità spirituali e temporali, per quelle dei

parenti e benefattori e dei nostri stessi ne-

mici.

     Gloria al Padre…

     Sia sempre benedetto…

  1. Eterno Padre, Ti offriamo il Sangue

Preziosissimo che Gesù versò sulla Croce e ogni

giorno offre sull’altare per coloro che oggi

passeranno all’altra vita, per le anime del

Purgatorio e per la loro eterna unione con

Cristo nella gloria.

     Gloria al Padre…

     Sia sempre benedetto…

     Viva il Sangue di Gesù ora e sempre, nei

secoli dei secoli. Amen.


CIRCA L’IMPORTANZA DEL SUFFRAGIO PER I NOSTRI DEFUNT 

Il Catechismo della Chiesa cattolica a proposito dei defunti dice che "la nostra preghiera per loro non solo può aiutarli, ma può anche rendere efficace la loro intercessione in nostro favore" (CCC 958).
Pertanto la nostra preghiera, mentre alimenta una comunione di vita che ci è preziosa, ha una duplice efficacia: aiuta le loro anime a purificarsi, e giova a noi perché è come se aprissimo un varco tra noi e loro che ci permette di sentire quanto sia potente la loro intercessione davanti a Dio a nostro favore. Dobbiamo sapere che le preghiere e i meriti della loro vita precedente stanno sempre in atteggiamento di supplica davanti a Dio per noi.

Portare un fiore sulle tombe dei nostri defunti è una testimonianza di fede nella comunione di vita che c’è tra noi e loro. Sappiamo che ai nostri morti la vita non è tolta, ma trasformata, come dice la Liturgia della Chiesa. Portare un fiore è un segno di affetto che senza dubbio è gradito a Dio ed è gradito anche ai nostri morti che dall’aldilà possono apprezzare il nostro gesto.

Ma indubbiamente vi sono altri fiori, ancor più preziosi che noi possiamo loro donare. 
E questi fiori sono costituiti dalla celebrazione della S. Messa per loro e dalle altre opere di suffragio.

A questo proposito il Catechismo ricorda “la preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: «Perciò Giuda Maccabeo fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato» (2 Mac 12,45)” (CCC 1032). E afferma che “fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti” (CCC 1032).

COSA SIGNIFICA FAR CELEBRARE UNA MESSA IN SUFFRAGIO

La Messa è la perpetuazione sui nostri altari del sacrificio che Cristo ha compiuto sulla croce e che ha anticipato nell’ultima cena, quando ha istituito l’Eucaristia. Ogni Messa pertanto è il sacrificio perfetto compiuto da Cristo.  Si dice perfetto per diversi motivi. Tra questi anche perché simultaneamente è sacrificio di adorazione, di rendimento di grazie (eucaristia significa proprio rendimento di grazie), di espiazione dei peccati e di implorazione di grazie. Questi quattro fini sono sempre presenti e sono inseparabili.

Poiché Cristo ha lasciato il suo sacrificio nelle nostre mani dicendo “Fate questo in memoria di me” viene da sé che noi offriamo il suo sacrificio a Dio Padre anche per le nostre necessità. Talvolta le nostre necessità sono costituite dalla richiesta di grazie. Tal’altra per rendere grazie per un particolare beneficio. Talvolta viene offerto in espiazione dei peccati. Qualche altra volta (spesso il più delle volte) in espiazione dei peccati dei nostri defunti. Tuttavia ogni Messa, anche quando viene celebrata per implorare una grazia o in espiazione dei peccati, è anche sacrificio di adorazione e di rendimento di grazie. Inoltre non va solo a beneficio di un particolare destinatario, ma a beneficio di tutti, vivi e defunti. Tuttavia il sacerdote, come ha il potere di celebrare, così ha anche il potere di destinare un particolare beneficio del sacrificio di Cristo a favore di una determinata intenzione. È il cosiddetto frutto ministeriale, sollecitato per lo più dalla volontà di alcuni fedeli che si uniscono al sacrificio di Cristo in maniera più stretta con un sacrificio materiale e personale.

Fatte queste premesse, diventa più comprensibile parlare di Messa di suffragio. Suffragare in gergo teologico e liturgico significa destinare determinati frutti delle Messe o di altre pratiche alla remissione dei peccati delle anime del purgatorio.  Allora sono Messe di suffragio quelle che si celebrano nel giorno delle esequie, nell’anniversario, o tutte le volte che si vuole. Già nell’Antico Testamento c’era l’usanza di offrire sacrifici in espiazione dei peccati dei defunti, come emerge da 2 Mac 12,45 (cfr. più sopra). Ecco qui l’origine biblica del suffragio.



Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 7  al 14 novembre 2021