
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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La preghiera del Regina Coeli
È una preghiera (detta anche antifona) dedicata alla Madonna, Regina del Cielo e viene recitata in sostituzione dell’Angelus nel tempo pasquale dalla domenica di Pasqua a quella di Pentecoste. Con essa la Chiesa si unisce con gioia alla Madre di Dio per la resurrezione di Suo Figlio Gesù Cristo, evento che rappresenta il più grande mistero della fede cattolica.
Composta da 4 versi che terminano con Alleluia, la gioiosa preghiera rivolta a Maria secondo una legenda medievale ha origini nel 590. Durante un’epidemia di peste che stava decimando la popolazione romana, fu organizzata un’imponente processione penitenziale dal Papa: quando i fedeli attraversarono il ponte Elio, videro sopra al Mausoleo di Adriano degli angeli che recitavano un canto. Questo venne trascritto dal pontefice che completò l’antifona con “Ora pro nobis Deus”. L’episodio si concluse con un angelo che ripose una spada insanguinata nel fodero come a rappresentare la conclusione delle sofferenze dettate dalla peste. Questo è il motivo per cui il Mausoleo di Adriano venne denominato Castel Sant’angelo. Secondo altri studiosi invece la paternità della preghiera è da attribuire a papa Gregorio V 1599. L’antifona fu inserita nel breviario francescano e in una edizione realizzata a Venezia nel 1521.
Pio V nel 1568 lo ripropose nel breviario romano, mentre Benedetto XIV nel 1742 prescrisse di recitarla durante il tempo pasquale al posto dell’Angelus Domini.
Come l’Angelus, il Regina Caeli viene recitato tre volte al giorno: all’alba, a mezzogiorno e al tramonto, come modo per consacrare la giornata a Dio per le mani della Vergine Maria.
Regína caeli laetáre, Allelúia.
Quia quem merúisti portáre, Allelúia.
Resurréxit, sicut dixit, Allelúia.
Ora pro nobis Deum, Allelúia.
Gaude et laetáre, Virgo María, Allelúia.
Quia surréxit Dominus vere, Allelúia.
Orémus
Deus, qui per resurrectiónem Filii tui Dómini nostri Iesu Christi mundum laetificáre dignátus es, praesta, quǽsumus, ut per eius Genetrícem Virginem Maríam perpétuae capiámus gáudia vitae.Per Christum Dóminum nostrum.
Amen
Regina dei cieli, rallegrati, Alleluia.
Cristo, che hai portato nel grembo, Alleluia,
è risorto, come aveva promesso, Alleluia.
Prega il Signore per noi, Alleluia.
Rallegrati, Vergine Maria, Alleluia.
Il Signore è veramente risorto, alleluia.
Preghiamo.
O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine, concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
Amen
Le intenzioni delle Messe sono applicate ogni giorno nella celebrazione che il parroco presiede. Unitevi a lui spiritualmente, alle 18.30 suonano le campane che avvertono dell’inizio della Messa. Gli orari potrebbero subire variazioni.
Domenica 19 Aprile
II di Pasqua, in Albis o della Divina Misericordia
CAVENAGO: S. Messa Int. Buscarini Rosa.
Il nostro Vescovo, alle 10.30 celebra nella Basilica dei XII Apostoli in Lodi Vecchio; lo si potrà seguire attraverso l’emittente LodiCrema sul canale 111, oppure dal sito de Il Cittadino o da quello della Diocesi.
Lunedì 20 Aprile
CAVENAGO: S. Messa Int. Vistarini Giuseppe e Defunti Famiglia.
Martedì 21 Aprile
CAVENAGO: S. Messa Int. Pro vivis: Per una famiglia
Mercoledì 22 Aprile
CAVENAGO: S. Messa Int Vedove di Santa Rita.
Giovedì 23 Aprile
CAVENAGO: S. Messa Int. Corrù Antonio e Imelda.
Venerdì 24 Aprile
CAVENAGO: S. Messa Int. Pino Lanzani (fatta celebrare dagli Amici del Medioevo).
Sabato 25 Aprile
San Marco evangelista
SANTUARIO: ore 11.00 S. Messa in streaming Int. per i caduti di tutte le guerre; Sacco Giuseppina in Boriani; Barbati Silvio, Agostino, Stella; Dalcerri Romolo, Angela, Antonietta.
Domenica 26 Aprile
III di Pasqua
CAVENAGO: S. Messa Int. Per tutte e due le Comunità
Omelia del Parroco alla Messa del giorno di Pasqua
Certamente una delle sensazioni che in queste settimane abbiamo avvertito, è stata quella dell’assenza. Assenza di contatti, assenza di quel quotidiano e ordinario che puntella la nostra vita, assenza di serenità…..
Anche Maria Maddalena, vive una esperienza simile… vive l’assenza del corpo di Gesù. E quindi è messa in crisi nella sua certezza di concludere ciò che fino ad allora aveva segnato, e crediamo stravolto la sua vita, con quelle attenzioni verso il corpo di Gesù che erano abituali per il popolo di Israele nell’onorare i defunti. Una assenza che apre per lei un nuovo capitolo….la vita è anche così, attraverso delle assenze, si mette in cattedra per educarci. La morte di Cristo, la morte di qualcuno, le nostre piccole morti, possono aprire capitoli, a volte insperati; dunque lasciamo fare alla grazia di Cristo ma cerchiamo di cogliere la sua azione “in” e “accanto” a noi.
Maria Maddalena quindi ritorna a casa e annuncia agli apostoli una mancanza, un’assenza, “hanno portato via… e non sappiamo”. La fede nasce, possiamo dire, da un non sapere, dalla nostalgia di un’assenza!
L’assenza che abbiamo subito in questo tempo, tra i drammi e le fatiche, è occasione per andare più in profondità, per riconoscere in fondo al nostro cuore, l’assenza, la nostalgia di Dio, del nostro vivere la fede, di esprimerla in gesti, in riti. Ma questa assenza, questa nostalgia è anche una verifica; per capire quanto amiamo il Cristo. È stato consolante sentire diverse persone riconoscere come: “mancasse loro la partecipazione alla Messa e il potersi comunicare…”, ma fa’ riflettere anche la sottolineatura di un’altra persona: “perché chi vive la sua fede, e va in chiesa, a volte ha atteggiamenti così duri, violenti? Perché devo essere disprezzata come persona??”
Dunque questa Pasqua, può essere per noi, in ordine al passaggio di Cristo dalla morte alla vita, per noi può significare: passare da un vita cristiana tutto sommato ovvia, e priva di slanci, spesso incoerente, ad una coraggiosa traversata nel mare dell’esistenza, accompagnati dalla Grazia.
“Assenza che non è il nulla”, come diceva Bernanos nel suo romanzo: “L’impostura”, perché l’assenza mette in moto una serie di atteggiamenti, di sentimenti, di desideri che cercano, che pensano, che rimpiangono, che attendono…mentre il nulla è un gorgo in cui sprofonda l’esistenza. E allora preghiamo perché questa assenza, meglio questo anelito verso Dio, si risvegli nel cuore dei credenti, e li muova a operare, ad agire, a scegliere, perché ci insegni ad amare, come dicevamo domenica scorsa.
Allora paradossalmente questa Pasqua 2020 può diventare quella della presenza, presenza di Dio, nella assenza.
La risurrezione è – se possiamo una volta usare il linguaggio della teoria dell’evoluzione – la più grande "mutazione", il salto assolutamente più decisivo verso una dimensione totalmente nuova, che nella lunga storia della vita e dei suoi sviluppi mai si sia avuta: un salto in un ordine completamente nuovo, che riguarda noi e concerne tutta la storia. (Dall’Omelia di Benedetto XVI, Veglia pasquale, 15 aprile 2006).
Non è il ritorno a quanto c’era prima, ma è la pienezza della vita, senza più lacci di peccato, o di limiti umani. Il Cristo è davvero risorto nel suo corpo umano, non una idea; tanto fantastica quanto irrealizzabile. Ma una realtà che trascende l’uomo e i suoi limiti.
Celebrare la risurrezione di Cristo, è un appello, a ciascuno perché tolga il lievito vecchio, è un lavorio che dura tutta la nostra vita terrena (cfr. seconda lettura).
Un ultimo pensiero lo traggo dal nostro quotidiano: questa epidemia, ha costretto, tanti genitori a vivere fianco a fianco, gomito a gomito con i figli. So, perché ho raccolto alcune confidenze che non sempre è stato facile, ma credo che questo abbia permesso di rinvigorire agli occhi dei figli, le figure genitoriali, e dall’altro di recuperare agli occhi dei genitori, quel compito di far crescere, di prendersi cura dei propri ragazzi, di accompagnarli nell’affrontare la vita.
Lo stare in quarantena ha smascherato la nostra aggressività, l’insofferenza, può aver acuito il peso della vita; però essa può anche farci riconoscere un’altra dimensione, il fatto che non siamo solo quello che guadagniamo o accumuliamo, ma molto di più. Sì, proprio come l’uomo non può essere ridotto ai suoi peccati, così l’uomo è capace di vicinanza, di solidarietà, di carità vera e autentica. Forse un lascito positivo da tutto quello che stiamo vivendo è proprio questo, riconoscere che siamo l’uno per l’altro, e che il modello è Cristo, Cristo che è stato immolato per noi!
SI RICORDA CHE….
La chiesa parrocchiale di Cavenago e il Santuario sono aperti tutti i giorni per la visita al Santissimo e la preghiera personale. La chiesa di Caviaga è aperta al pomeriggio dalle 16 alle 17.
PER RESTARE INFORMATI
Il Bollettino delle due Parrocchie di Caviaga e di Cavenago viene stampato ogni settimana e lo si può ritirare nelle chiese parrocchiali, al Santuario e presso la Panetteria Fratelli Bassini di Caviaga; lo si trova pubblicato anche sul sito www.santuariomadonnadellacosta.it dove vengono postati anche gli appuntamenti più importanti e le foto degli eventi; per rimanere aggiornati vi sono poi la pagina Facebook ufficiale del Santuario (sulla quale si sta svolgendo il concorso presepi di Pasqua), e la pagina Facebook dell’Azione Cattolica di Cavenago, dalla quale vengono trasmesse in streaming alcune delle celebrazioni.
OFFERTE RICEVUTE
Pro Parrocchia Cavenago: N.N. per ringraziare del pellegrinaggio del Crocifisso 10 €; N.N. 50 €; N.N. 110 €; N.N. 19 €; una famiglia, nel seguire le S. Messe in streaming ha mantenuto l’impegno della raccolta delle offerte tra i membri che assistevano, e ha offerto 20 €; offerte dalla chiesetta della Persia 50 €; offerte pasquali: N.N. 50 €; N.N. 20 €;
Pro Parrocchia Caviaga: N.N. 10 €; dalla cassettina presso la panetteria 11,35 €; N.N. per ringraziare del pellegrinaggio del Crocifisso 100 €;
LA CARITA’ NON VA IN VACANZA….. E ANCHE CHI HA BISOGNO HA FAME…..
Per chi volesse contribuire, abbiamo bisogno di ogni genere alimentare a lunga scadenza (pasta, tonno, pelati, legumi in scatola, biscotti, ecc…) che si può lasciare nel cesto presente in chiesa a Cavenago.Grazie
Ricordo che chi fosse in condizione di bisogno, o fosse a conoscenza di singoli o famiglie che attraversano reali difficoltà economiche, può contattarmi e presentare la situazione, e con gli interessati valuteremo il da farsi.
UN GESTO CHE NON COSTA NULLA MA VALE MOLTO….
In questi tempi, avari di possibilità di incontro, credo sia importante sottolineare come i piccoli gesti di attenzione e di vicinanza fanno la differenza…. Ho potuto raccogliere diverse confidenze di chi soffre a causa della quarantena, ma altre ne ho raccolte di chi sta soffrendo perché parenti, vicini, amici, non si fanno sentire…
Per questo invito tutti a compiere un piccolo gesto di carità verso qualcuno: una telefonata, un saluto dalla strada, un chiedere: “Come stai? oppure: Ti serve qualcosa?”. Basta poco, anche per scacciare il peso della solitudine e del senso di abbandono.
In questo caso ha sempre valore l’assioma: “E se fossi io nel bisogno? – non vorrei che qualcuno si accorgesse di me?”
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 19 al 26 aprile 2020




