
CAMMINIAMO INSIEME
Giornale delle parrocchie di Caviaga e Cavenago d'Adda
Parroco: don Roberto Arcari - cell. 335 6878197
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Domenica 20 novembre
XXXIV del Tempo Ordinario – Solennità di Cristo Re dell’Universo Lc 23,35-43
Giornata del Seminario Diocesano
Giornata Mondiale della Gioventù
Festa della Virgo Fidelis
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Gavina Gaetano e Classe 1939; Zighetti Dante fratelli e sorelle.
Ore 9.20 CAVENAGO: preghiera dei ragazzi della catechesi e suddivisione in gruppi
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa Celebrazione della Virgo Fidelis (con la presenza dei membri della locale Stazione Carabinieri e dell’Associazione Carabinieri).
Ore 17.00 CAVENAGO: Canto del Vespro
Ore 17.30 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Foletti Rosa; Cagni Luigi, Zanoni Rina e Def. fam.; Zuccari Alfredo; Lazzari Mario, Gianni ed Emma; Mazzoleni Alfredo (1° anniv.); Zacchetti Guido, Soffientini Mario, Serra Salvatore; Def. Fam. Giovanetti; Facchi Natale, Lanzani Giuseppe, Nava Monica, Ardemagni Francesca, Bignamini Giovanni, Villa Gianluigi; Tenca Gianni; Def. Fam. Bonizzoni Agostino, e Fam. Sampellegrini e Vailati; Baini Maria, De stefani Giuseppe, Camillo e Gaetano.
Lunedì 21 novembre
Presentazione della Beata Vergine Maria
Giornata delle claustrali e preghiera per le Monache del Carmelo di Lodi
Ore 16.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Devoti di Gesù Bambino di Praga; Tribbia Pasquale (f.c. dalla classe 1946). Agnelli Mario e Grecchi Luigia; Corrù Alfredo ed Emilia; Corrù Giuseppina e Luigi.
Martedì 22 novembre
Santa Cecilia, Vergine e Martire, patrona delle Corali
Ore 14.30 CAVENAGO: corso di cucito in Oratorio (aperto a tutti coloro che vogliono imparare e che vogliono per passare un pomeriggio insieme)
Ore 16.00 CAVIAGA: Santa Messa
Int. Def. Valerio; Piero Bianchini.
Mercoledì 23 novembre
Memoria dei Santi Giuliano, Ciriaco e Tiziano, Vescovi di Lodi
Ore 20.30 CAVENAGO: Santa Messa.
Int. Per i Caduti della guerra in Ucraina; Bazzini Caterina e Corrù Carlo; Grossi Paolo e Maria; Villa Gianluigi (f. c. dall’amico Angelo); Rossi Margherita e Cattaneo Aldo; Strepponi Renato.
Giovedì 24 novembre
Santi Andrea Dung-Lac e compagni, martiri vietnamiti
Ore 15-16 CAVENAGO: Adorazione Eucaristica per le vocazioni sacerdotali
(a chi compie almeno 30 minuti di Adorazione Eucaristica, è concessa l’Indulgenza Plenaria)
Ore 16.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Sacco Giovanni; Montoldi Francesca, Vittorio e Ferrari Santa; Donati Teresa in Fortini; Bernasconi Renata, Pastori Angelo, Libè Albino, Fregoni Enrichetta; Luisa Buscarini; Don Ernesto Zanelotti e don Vittorio Soldati.
Venerdì 25 novembre
Ore 16.00 CAVENAGO: Santa Messa.
Int. Gelmi Rita e Corrù Bassano; Per i Caduti della guerra in Ucraina; Tribbia Pasquale; defunti classe 1943.
Sabato 26 novembre
Ore 9.00 SANTUARIO: Santa Messa
Int. Suor Emma Marcenaro; Vailati Giovanni, Maria e Figli; Giovanetti Luisa e Defunti famiglia De Stefani-Giovanetti; Giuseppe Curti, Petronilla Regazzetti, Enrichetta Ferrari, Angelo Pallavera, Giovanna Pallavera, Mons. Luigi Vaccari, Savina Vaccari.
Coi Primi Vespri della Domenica si entra in un nuovo Anno Liturgico, ciclo A, Tempo di Avvento
Ore 17.00 CAVIAGA: Santa Messa prefestiva
Int. Foletti Francesca e Bergamaschi Andrea; Emilia Cipolla, Roberto Rovida, Alma Uggetti, Teresa Porchera, Pietro Cipolla, Mariuccia Madonnini, Rinaldo; Pastori Angelo, Giovanni, Piera, Luigi, Pierantonio.
Domenica 27 novembre
I di Avvento anno A Mt 24,37-44
Ore 8.00 CAVENAGO: Santa Messa
Int. Doldi Angela, Lazzari Nino e Forti Marco; Lucchini Daria, Comaschi Armido,
Ore 10.30 CAVENAGO: Santa Messa pro populo. (con la presenza della Classe 1982).
Ore 17.00 CAVENAGO: Canto del Vespro
Ore 17.30 CAVENAGO: Santa Messa.
Int. Sacco Giuseppina in Boriani; Fam. Maraboli Giovanni, Corrù Francesca; Chiesa Gino, Zanoni Piera; Zighetti Paolo e Vailati Graziella; Def. Suore Canossiane; Maraschi Domenico; Filippo, Maddalena,Aida e Ugo, Giovanni ed Eva, Fam. Lampugnani e Sali; Fam. Agostino Bonizzoni e Fam. Vailati e Sampellegrini.
ESEQUIE
Nei giorni scorsi abbiamo celebrato le esequie di Maria Tenca ved. Cagni, porgiamo alla famiglia le nostre condoglianze e assicuriamo il ricordo nella preghiera.
CARITAS PARROCCHIALE
Gli alimenti di cui abbiamo bisogno sono: TONNO IN SCATOLA, PASTA, OLIO DI SEMI E DI OLIVA, ecc…. Grazie a chi potrà e vorrà aiutare! I cesti per la raccolta si trovano sia in chiesa a Caviaga che a Cavenago.
Il telefono è un’arma in mano ai ragazzi
L’iperconnessione a età sempre più basse presenta una serie di conseguenze con cui si trovano a fare i conti genitori, educatori e forze dell’ordine. Tra gli effetti più gravi vi sono depressione, iperattivismo, violenza, pornografia e persino suicidi. Un’emergenza educativa, in cui lo Stato è chiamato a fare la sua parte accanto ai genitori. La docente alla Bussola: «Spesso i genitori comprendono troppo tardi».
Articolo di Benedetta Frigerio, del 14-11-2022, tratto dal sito: Lanuovabussolaquotidiana
Già da qualche anno si stanno levando voci sempre più numerose che dall’America denunciano i legami fra depressione, incapacità di concentrarsi, insonnia, difficoltà nelle relazioni, iperattivismo e violenza legata all’uso dei cellulari da parte di bambini e adolescenti. Anche l’Italia si sta accorgendo di quanto le nuove tecnologie incidono sulla crescita sana dell’essere umano. Recentemente, infatti, la Società italiana di Pediatria (Sip) ha elaborato un documento, forte anche della supervisione di 68 studi in merito, in cui chiarisce che «la sovraesposizione alla tecnologia al di sotto dei 12 anni può causare gravi conseguenze per lo sviluppo del bambino».
Ma di che si tratta? «Riduzione del movimento con aumento del rischio di obesità; privazione del sonno; difficoltà di apprendimento; irritabilità; effetti negativi sull’attenzione; maggior rischio di depressione infantile e ansia; aumento dell’impulsività; diminuzione della capacità di autocontrollo». Parallelamente a questi problemi fisici ed educativi crescono le segnalazioni per abuso di bambini, anche molto piccoli, che vengono adescati in rete, mentre i genitori lasciano fra le loro mani telefonini o tablet.
Basti pensare alla recente denuncia di una madre la cui figlia, di 9 anni, era stata agganciata da due giovani uomini che le avevano chiesto di inviare loro via internet video in cui compiva atti sessuali con il fratellino di 6 anni. Già nel 2015 alcune bambine di 10 anni erano finite nella trappola della pedofilia online, mentre solo due settimane fa la polizia postale ha consegnato l’esito dell’operazione "Poison": su diverse chat, a cui avevano accesso 700 minorenni (anche di 10 anni), comparivano abusi di bambini piccolissimi, violenze sessuali e di ogni tipo, cadaveri e corpi mutilati. Infine, è ormai abituale leggere notizie di arresti per pedo-pornografia, in cui l’adescamento dei minorenni avviene appunto online.
È impossibile non domandarsi dove siano i genitori e come sia possibile che permettano l’uso di questi dispositivi anche ai piccoli. Soprattutto perché la tendenza ad offrire la tecnologia come calmante fin dalla più tenera età non è isolata (basti fare un giro per vedere anche neonati in carrozzina tenuti buoni dai cellulari).
A raccontare poi alla Bussola cosa avviene nelle case di tanti italiani è Valeria Bertin, docente della scuola primaria e presidente di Caso Arte Scienza Movimento, associazione che da 22 anni si occupa dell’educazione dei bambini attraverso l’arte, la scienza e lo sport: «Insegnando alle elementari e gestendo numerose attività per minori, mi sono resa conto dei problemi enormi e diffusi causati dal cellulare e dalla cattiva educazione delle famiglie. Spesso anche perché i genitori comprendono troppo tardi i danni che questi strumenti recano ai figli. A volte non hanno la minima idea di cosa passi nelle chat, ma alcuni vengono da me disperati perché vedono i figli cambiati e dipendenti dai dispositivi che loro stessi gli hanno concesso, come se non si potesse fare diversamente perché "tutti ce li hanno". Oppure mi dicono: "Alla fine ho ceduto", come se il processo fosse ineluttabile. E ancora: "Ho controllato quante ore ha passato su internet...ci è stato un pomeriggio intero" e io chiedo: "Ma tu dov’eri?"».
Bertin racconta che anche i docenti si stanno rendendo conto di quanto il problema sia diffuso: «Nella mia scuola un bambino di 8 anni ha picchiato i genitori perché gli hanno tolto internet, significa che siamo alle crisi di astinenza. Noi insegnanti stiamo osservando gli alunni e vediamo cose mai viste prima: i piccoli non sanno stare fra loro, non hanno regole, non reggono le frustrazioni, hanno problemi crescenti di concentrazione e apprendimento. Vedo bambini di pochi mesi con in mano il cellulare senza che le madri si accorgano dei danni che stanno causando in cambio di un momento di calma». E cosa dice agli adulti Bertin? «Dico ai genitori di rimandare l’uso di questi strumenti il più tardi possibile: chiediamo ai minorenni di non guidare e di studiare prima di afferrare un volante mentre concediamo i telefonini come fossero tricicli quando invece sono delle Ferrari. Inoltre ricordo che i primi a non abusare delle nuove tecnologie devono essere loro. Siamo noi adulti i primi dipendenti. Credo però che oltre ad educare i genitori serva un movimento culturale che non li lasci soli, che parli del problema e lo affronti».
Un piccolo movimento si sta creando all’interno della polizia italiana. Anna Curcuruto, sovrintendente della Polizia di Stato a Reggio Calabria, gira le scuole da qualche anno insieme a diverse sue college per dire che «il problema è che la famiglia non è più capace di dire "no", abbiamo avuto mamme che ci rispondono che a 11 anni danno il telefono ai figli "perché altrimenti mio figlio dentro casa mi fa la guerra". Allora io mi chiedo: dove abbiamo sbagliato?». E poi aggiunge: «Quando i vostri genitori vi danno in mano un telefono, vi stanno consegnando un’arma, le parole uccidono». La polizia racconta ad esempio che «Edith, 8 anni e mezzo, si è impiccata in un armadio. Matteo, 11 anni, si è impiccato nella sede degli scout…. Eliana, 15 anni, si è buttata sotto un treno, perché ha voluto che il suo corpo fosse fatto a pezzi perché la sua anima era già a pezzi. Ma noi non ce li ricordiamo, li lasciamo al loro trafiletto di cronaca e andiamo oltre: tutto quello che facciamo è mettere un "mi piace", un "like", un "fai schifo", un "non vali niente"».
Ma a queste conseguenze estreme, figlie anche del vuoto di senso e della crisi della famiglia, si affiancano appunto i danni educativi elencati dal documento della Sip, magari meno eclatanti ma che toccano un’intera generazione. E il fenomeno è tale che persino la politica sta cominciando ad occuparsene: si pensi alla proposta di legge legata ai divieti di uso della tecnologia da parte di bambini e minorenni. A qualche voce che si alza nel mondo legislativo italiano si stanno affiancando poi quelle di specialisti e psicologi che concordano con il possibile stop della vendita di cellulari ai minori di 14 anni. Recentemente, dopo il suicidio di un 13enne di Gragnano, lo psichiatra Paolo Crepet ha ricordato che, se la famiglia deve farsi carico con più forza dei suoi figli, lo Stato deve comunque agire al suo fianco.
Fine del Bollettino Parrocchiale settimana dal 20 al 27 novembre 2022




